Le risorse digitali nella scuola 2.0

Risorse digitali a scuola

In questo articolo trattiamo il tema delle risorse digitali a scuola, parlando del web 2.0, della catalogazione delle risorse e facendone una disamina.

Il web 2.0 e le sue possibilità

Il web 2.0 è il secondo stage evolutivo del web. Se il web ordinario era sostanzialmente una raccolta di contenuti e pagine web accessibili tramite la rete, il web 2.0 ha permesso anche agli utenti di creare contenuti e condividerli. In particolare, quando parliamo di web 2.0 ci riferiamo ai social network, come Facebook, ai blog come questo, ai siti di condivisione di file multimediali come Youtube, ai mondi virtuali ma anche agli ambienti virtuali di apprendimento. In sintesi se con il web 1.0 eravamo soltanto user e consumer, limitandoci a usufruire passivamente dei contenuti online, con il web 2.0 abbiamo tutti la possibilità di essere prosumer: utenti e produttori di contenuti.

Si sono cosi sviluppate app per il web, veri e propri software che funzionano online, e non solo nei nostri dispositivi locali. Il passaggio dal web 1.0 al web 2.0 è stato permesso dalla diffusione della banda larga. Per un ulteriore approfondimento di queste tematiche, ti consiglio questo mio contenuto.

Una catalogazione delle risorse digitali per l’apprendimento

Ovviamente l’orizzonte del web 2.0 ha aperto anche nuovi orizzonti per la didattica, permettendo la realizzazione di risorse digitali per l’apprendimento di varia natura. Gli studiosi Daniel Light e Deborah Keisch hanno catalogato nel 2010 questi strumenti e queste risorse digitali in quattro tipi:

  • strumenti adatti a creare o ad arricchire i Virtual Learning Environment;
  • strumenti che supportano la comunicazione e aiutano a stabilire rapporti;
  • risorse a supporto dell’insegnamento e dell’apprendimento;
  • strumenti che consentono agli studenti di creare artefatti che mostrano il loro livello di apprendimento.

I Virtual Learning Environment (VLE)

Ci siamo già occupati dei Virtual Learning Environment a proposito degli ambienti di apprendimento. Ci occuperemo pertanto di darne una caratterizzazione più specifica fornendo anche degli esempi concreti oramai classici. Come sappiamo, i VLE non sono altro che piattaforme digitali il cui scopo principale è quello didattico. Si parla in questi casi di Course Management Environment (CSM, Sistema di Gestione di un Corso) o Learning Management Environment (LMS, Sistema di Gestione dell’Apprendimento).

Come sono fatti gli LMS? I LMS sono sostanzialmente spazi virtuali di insegnamento-apprendimento. Essi sono sviluppati attraverso linguaggi di sviluppo per il web e si avvalgono di database (come ad esempio MySQL) per la gestione di studenti, insegnanti, contenuti e file.

Alcuni tra i più famosi LMS

In questo paragrafo presentiamo un elenco dei LMS più diffusi:

  • Moodle, adottato da molte università, di facile installazione e gestione, completamente gratuito.
  • .LRN (si legge dot learn), simile a Moodle e sempre gratuito;
  • Edmodo1, più simile a un social network. Il docente può iscriversi e creare delle classi. Anche gli studenti e i genitori possono iscriversi. Si può caricare del materiale didattico, si possono commentare i contenuti. Il suo utilizzo è molto intuitivo proprio perché simili a un social network.
  • Socrative e Classdojo, altre piattaforme social per l’insegnamento e l’apprendimento.

Tipi di test e quiz

Ovviamente un sistema di didattica digitale deve poter dare la possibilità di disporre di strumenti di valutazione. Molti LMS, tra cui Moodle, hanno integrati questi strumenti. Ma è possibile creare test e quiz online anche con altre piattaforme e software per poi integrarle nel nostro LMS o meno. Prima di elencarli facciamo una disamina dei vari tipi di test e quiz possibili:

  • quesiti vero-falso;
  • quiz a completamento (cloze test);
  • quesiti di confronto o abbinamento: ad esempio collegare una certa data a un evento storico, o fare il confronto tra due teorie;
  • scelta multipla: dove vi possono essere anche più risposte corrette;
  • risposta multipla: dove vi è un’unica risposta corretta;
  • quesiti di ordinamento: gli studenti dovranno ordinare in sequenza degli elementi secondo criteri logici, temporali o in ordine crescente e decrescente;
  • quesiti a risposta aperta.

 

Risorse digitali e strumenti per la creazione di test e quiz

Passiamo ora ad elencare una serie di strumenti e risorse online e non per la creazione di quiz:

  • WonderShare QuizCreator: permette la creazione di quiz e sondaggi, che sono convertiti in pagine web e sono poi integrabili in un LMS. Non è gratuito.
  • QuizFaber: un software molto leggero, gratuito e completamente in italiano, che permette la creazione di molti tipi di test e quiz. Anche in questo caso i quiz possono essere esportati in una pagina web.
  • Examview: software molto completo.
  • Quia.

Condivisione cloud-based di documenti e risorse digitali

Affinché dei contenuti siano appresi essi devono essere raggiungibili. Per essere raggiungibili devono essere condivisi. Condividere, nel linguaggio web implica sostanzialmente l’uploading di un file o di dati su un server che rende accessibile quel file o quei contenuti a chi ha le credenziali di accesso se il contenuto è privato, o senza credenziali di accesso, se pubblico.

Una soluzione per creare e condividere file è offerta da GSuite, ovvero gli Strumenti per Casa e Ufficio di Google. Questo sistema è molto diffuso nelle Scuole. Sempre Google offre poi i Moduli Google (Google Form), ovvero questionari cloud-based che possono essere creati e poi condivisi. Anche Microsoft offre queste possibilità con la versione cloud di Office e con Microsoft Form, tuttavia le soluzioni di Google sono le più diffuse.

Risorse per la comunicazione online

Tra le componenti di un LMS vi sono quasi sempre una wiki, un sistema di blogginge un sistema di chat.

  • Una wiki, di cui l’esempio più famoso è Wikipedia, è sostanzialmente un progetto enciclopedico collaborativo, caratterizzato dall’ipertestualità e dalla multimedialità. Si può, ad esempio, impostare una wiki su un particolare argomento, e gli studenti possono man mano riempire le voci, modificarle, arricchirle. Un sistema wiki registra le modifiche, quindi si è in grado di identificare chi ha fatto cosa.
  • Un blog è, per certi versi, una diario online. Si può pensare ad esempio a tenere un blog di classe, nel quale gli studenti registrino quanto imparato e per tenere traccia degli insegnamenti. Inoltre i ogni blog c’è una sezione apposita per i commenti, nella quale si possono dare e ricevere feedback, fare domande, porre problemi.
  • Per quanto riguarda i sistemi di chat, possiamo dire che essi siano innumerevoli. Tuttavia è consigliabile, dal punto di vista docente-studente, attenersi a risorse come i forum, anch’essi quasi sempre integrati nei LMS. In alternativa anche le email. Sconsigliabile è l’utilizzo di sistemi per la messaggeria istantanea come quelli dei social network o Whatsapp, per questioni legate sia alla privacy sia al rispetto dei ruoli tra docente e studente.

Risorse digitali a supporto dell’insegnamento e dell’apprendimento

L’avvento del web 2.0 ha permesso, come è stato anticpato, non solo la fruizione, ma anche la produzione di contenuti, tra questi molti didattici. Forniamo una tabella di piattaforme e siti dove sono reperibili materiali didattici anche di ottima qualità.

Risorse video Risorse testuali e bibliografiche
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