Il bullismo: caratteristiche, tipologie e figure coinvolte

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In questo articolo trattiamo il fenomeno del bullismo, spiegandone le caratteristiche, le tipologie e le figure coinvolte.

Una definizione di bullismo

Il bullismo 1 è un atteggiamento prepotente e prevaricatore. In genere il termine è associato all’età giovanile, mentre per atteggiamenti similari nell’età adulta si parla di mobbing.

Lo studioso Valerie E. Besag, pioniere degli studi sul bullismo, ha fornito la seguente definizione, completamente accolta dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa2:

Bullismo
Comportamento aggressivo ripetuto nel tempo contro un individuo con l’intenzione di ferirlo fisicamente e moralmente. È caratterizzato da certe forme di abuso con le quali una persona tenta di esercitare un potere su un’altra persona.

 

Le caratteristiche del bullismo

Besag, nel volume Bullies and Victims in School (1989) ha enucleato le seguenti caratteristiche del fenomeno:

  • si assiste ad una predominanza di una persona prepotente, il bullo, su una persona impotente, la vittima.
  • Può essere di natura fisica, ma anche psicologica.
  • Queste azioni di prepotenza vengono effettuate in maniera ripetuta e sistematica nel tempo.
  • La vittima esibisce chiari sintomi del malessere e disagio esistenziale. In molti casi la vittima si sente isolata e priva di aiuto dall’ambiente circostante.

Caratteristiche del bullismo
Caratteristiche del bullismo

Tipologie di bullismo

Una classificazione dei tipi di b. si può ricavare dagli studi di Dan Olweus. Questo studioso distingue tra:

  • b. diretto;
  • b. indiretto.

Il bullismo diretto

Il b. diretto è tale quando il bullo attacca direttamente la vittima e può essere di due tipologie:

  • b. fisico: ogni atto di aggressione fisica verso la vittima;
  • b. verbale: offesa e denigrazione della vittima.

 

Questa tipologia è caratteristica tra bulli e vittime di sesso maschile.

Il bullismo indiretto

Il b. indiretto è tale quando non vi è un contrasto esplicito e diretto tra bullo e vittima. Invece, mediante atteggiamenti premeditati e studiati il bullo e il suo gruppo tendono ad isolare, mortificare e sminuire socialmente la vittima. Questo avviene in diversi modi, ma soprattutto tramite la diffusione di maldicenze, non coinvolgendo la vittima nel gruppo.

Bisogna notare che il b. indiretto è generalmente più subdolo e nascosto di quello diretto. Infatti è meno visibile e più difficile da riconoscere da parte del docente e/o dell’educatore.

Questa tipologia è caratteristica tra bulli e vittime di sesso femminile.

Tipi di bullismo
Tipi di bullismo

Il cyberbullismo

Un discorso a parte va fatto per il cyberbullismo, date le sue specifiche peculiarità. Il cyberbullismo è reso possibile dalle tecnologie del web 2.0. Queste tecnologie permettono a chiunque di creare contenuti e diffonderli. Tale creazione e condivisione può avvenire tramite blog, social network, applicazioni di instant messaging. Tali contenuti possono anche essere intesi a danneggiare le vittime. Contenuti come immagini, screenshot, filmati, chat possono essere resi pubblici nella rete al fine di diffamare, mettere in ridicolo, calunniare o, in genere, danneggiare la vittima.

Forniamo adesso una definizione, tratta dalla Legge 29 del maggio 2017, nota come Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, approvata dal Parlamento. Secondo questa legge, si definisce cyberbullismo:

Cyberbullismo
Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica.

Caratteristiche e forme del cyberbullismo

Il cyberbullismo ha poi delle caratteristiche tipiche che ne acuiscono la criticità:

  • in primo luogo, la pericolosità di esso si lega alla diffusione enorme che i contenuti diffamatori, denigratori e lesivi per la vittima possono avere. I danni alla vittima non rimangono confinati nella comunità scolastica o nel gruppo sociale, ma possono esprimersi in un contesto globale, dato che essi vengono perpetrati tramite la rete.
  • Secondariamente, un’altra criticità del cyberbullismo è che è possibile che gli atti perpetrati avvengano in anonimato. Proprio l’anonimato può poi spingere il carnefice a continuare i suoi atti di aggressione.

 

Due – tra le tante- forme di cyberbullismo hanno preso piede negli ultimi anni:

  • cyberstalking: che può essere una forma di bullismo diretta o indiretta. Diretta se il bullo contatta telematicamente e ripetutamente la vittima, minacciandola, insultandola o provocandole comunque una forma di disagio. Indiretta se  vi è la violazione di dati sensibili.
  • sexting: la pratica di diffondere materiale sessualmente esplicito, come chat, schermate, immagini di nudo, che è pericolosamente diffusa tra adolescenti e preadolescenti.

 

Le figure coinvolte nel bullismo

Lo stesso Olweus si è preoccupati di classificare le figure coinvolte nel fenomeno del bullismo. Le elenchiamo e approfondiamo di seguito.

  • Il bullo: classicamente, colui il quale utilizza la propria sicurezza e maggiore prestanza fisica per sottomettere e umiliare la vittima. Spesso le sue azioni sono legate e crescono in proporzione alla popolarità che da esse deriva nel gruppo sociale. Il bullo è quasi sempre insofferente alle regole e non mostra nessun tipo di empatia nei confronti della vittima. Un sottotipo di bullo è il bullo ansioso. Il bullo ansioso si distingue dal bullo ordinario per il fatto che il primo non mostra una tale sicurezza, ma anzi, interiormente è molto insicuro.  Non è raro che il bullo possa soffrire di disturbi specifici dell’apprendimento, ipercinetici, cognitivi o empatici.
  • La vittima: la vittima è il bersaglio del bullo. Si distinguono poi diverse sottocategorie di vittima. La prima è la vittima passiva. Non provoca il bullo, ha una bassa autostima e tende ad isolarsi e non cercare aiuto. La sua passività porta il bullo a perpetuare le sue azioni. Vi è poi la vittima provocatrice e, infine la vittima collusa. La vittima collusa non viene isolata socialmente. Infatti in quel caso la reazione davanti alle prepotenze è recitare la parte del debole e del goffo.
  • Vittima-bullo: tipo, identificato da Besag, è una caso particolare di vittima. Uno stesso soggetto può essere vittima in un contesto, ad esempio la propria classe, e bullo in un altro, ad esempio con soggetti di età inferiore.

Le figure intermedie e il cerchio del bullismo

Esistono poi altre figure, intermedie tra vittima e bullo, che giocano una parte nel fenomeno del bullismo. Esse sono:

  • i seguaci del bullo: sostanzialmente i suo scagnozzi. Vedono nel bullo il loro capobranco e lo appoggiano nelle azioni vessatorie, prendendone parte in maniera attiva.
  • I sostenitore del bullo: quei soggetti che pur non prendendo parte attiva alle azioni vessatorie, tuttavia le sostengono, esprimendone approvazione.
  • Gli spettatori: coloro i quali hanno, rispetto a scenari di bullismo, un atteggiamento passivo e neutrale, non schierandosi con nessuna delle parti.
  • I difensori della vittima: sono quei soggetti che, caratteristicamente, hanno un alto grado di autostima e coscienza empatica e sociale. Reputano insopportabile l’atteggiamento del bullo verso la vittima e cercando di difendere quest’ultima.
Le figure e il cerchio del bullismo
Le figure e il cerchio del bullismo

Qui puoi trovare l’articolo in cui si trattano le cause e i rimedi contro il bullismo.

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Slide – Il bullismo: caratteristiche, tipologie e figure coinvolte

Video-lezione

https://youtu.be/Q0h-LdnO178

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