Il pensiero Kant – Il periodo pre-critico

Kant cover

In questo articolo illustriamo il pensiero di Immanuel Kant (1724-1804), filosofo prussiano e padre della filosofia criticista.

Biografia e opere

Biografia – 1724-1804

Dalla nascita al lavoro come precettore privato – 1725-1755

Immanuel Kant nacque a Königsberg1 il 22 aprile 1724. Di umili origini – il padre, John Georg Kant era un sellaio, la madre Anna Regina Reuter una religiosa profondamente devota – riuscì a frequentare il prestigioso Collegium Fridericianum di Königsberg, dove fu formato sotto la guida e l’aiuto finanziario del direttore dell’istituto, esponente del pietismo, Franz Albert Schultz.

Nel 1740, Kant si iscrisse all’Università Albertina di Königsberg dove si avvicinò, grazie a Martin Knutzen, docente di logica e metafisica, alle scienze naturali, alla matematica e, in particolar modo alla fisica newtoniana, vista come fulgido esempio di scienza rigorosa e compiuta. Kant Rimarrà all’università sino al 1748 per poi lavorare come precettore privato.

La carriera accademica e lo stile di vita

La sua carriera accademica inizia nel 1755, quando ottenne la libera docenza all’Università di Königsberg, per poi ottenere una cattedra2 stabile come ordinario di logica e metafisica3 nel 1770. Del resto il 1770 fu un anno molto significativo e illuminante per Kant: sancisce infatti il passaggio dal periodo pre-critico a quello critico.

La vita di Kant fu totalmente dedicata alla filosofia e irregimentata da abitudini che si ripetevano con la medesima cadenza e precisione tutti i giorni. Noto è l’aneddoto per il quale l’orologio degli abitanti di  Königsberg  fosse regolato con l’orario, sempre preciso e puntuale, della passeggiata pomeridiana del pensatore. Kant non si sposò mai né ebbe figli. Tuttavia il filosofo non fu certamente avulso dal mondo e dal suo periodo storico. Non è un caso infatti che egli sia annoverato tra i più grandi illuministi, se non il più grande. Simpatizzò sia con gli ideali della guerra d’indipendenza americana sia con quelli della Rivoluzione Francese.

È in questo periodo della sua vita che Kant scrisse le opere, in particolare le tre Critiche, che lo hanno reso uno dei massimi pensatori della storia.

Il contrasto con lo stato prussiano e la morte – 1794-1804

La sua vita accademica fu segnata solo da un episodio, in occasione della pubblicazione della seconda edizione dell’opera La religione entro i limiti della sola ragione (1794). Secondo la censura prussiana, il testo recava offesa alla religione e a Kant fu vietato di insegnarne il contenuto. Tuttavia, nel 1798, un anno dopo l’ascesa al trono di Prussia di Federico Guglielmo III, la libertà di stampa fu ripristinata.

Kant morì pochi anni dopo, nel 1804, a causa di una malattia senile che lo privò di tutte le sue capacità4. Morì a casa, mormorando la frase Es ist gut (“sta bene”).

Sulla sua tomba, a Königsberg, fu inciso il celeberrimo passo tratto dalla Critica della Ragion Pratica:

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.

 

Epitaffio di Kant
Epitaffio di Kant

Timeline interattiva sulla vita di Kant

Per vedere la timeline a schermo intero clicca qui.

Opere

Titolo originale Titolo tradotto Anno di pubblicazione
Periodo precritico
Allgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels Storia universale della natura e teoria del cielo 1755
Versuch einiger Betrachtungen über den Optimismus Alcune considerazioni sull’ottimismo 1759
Die falsche Spitzfindigkeit der vier syllogistischen Figuren erwiesen La falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche 1762
Der einzig mögliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Daseins Gottes L’unico argomento possibile per una dimostrazione dell’esistenza di Dio 1763
Träume eines Geistersehers, erläutert durch Träume der Metaphysik Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica 1766
Von dem ersten Grunde des Unterschiedes der Gegenden im Raume Del primo fondamento della distinzione delle regioni dello spazio 1768
De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis Dissertazione sulla forma e i principi del mondo sensibile e intelligibile 1770
Periodo critico
Kritik der reinen Vernunft Critica della Ragion Pura 1781-1787 (2° ed.)
Prolegomena zu einer jeden künftigen Metaphysik, die als Wissenschaft wird auftreten können Prolegomeni a ogni futura metafisica che vorrà presentarsi come scienza 1783
Grundlegung zur Metaphysik der Sitten Fondazione della metafisica dei costumi 1785
Kritik der praktischen Vernunft Critica della Ragion Pratica 1788
Kritik der Urtheilskraft Critica della facoltà di Giudizio 1790

NB: Nella tabella non sono riportati tutti gli scritti e le opere di Kant, ma solo quelle accennate o trattate nella presente lezione.

Una sintesi del percorso filosofico di Kant: dagli interessi naturalistici giovanili alla filosofia trascendentale

È certamente opportuno delineare un quadro sintetico dello sviluppo del pensiero kantiano, dai primi scritti giovanili alle opere della tarda maturità. Disegniamo questo percorso per tappe.

Periodo pre-critico: 1755-1770

Durante il periodo giovanile, il filosofo prussiano si interessò particolarmente alla fisica e, in generale, alle scienze naturali, adottando un atteggiamento newtoniano per il quale l’indagine delle cause trascendenti non era ammessa. Inizia a farsi strada nel pensiero del giovane Kant. l’idea di definire i confini della metafisica.

Segue un periodo intermedio, nel quale Kant legge, tra gli altri, i filosofi empiristi, ed in particolare Hume. Matura in lui, ancora più fortemente, l’interesse a indagare la metafisica, che diversamente da scienze come la matematica e la fisica, sembra lontana dalla sua destinazione. Inizia prendere sempre più spazio nel pensiero kantiano l’idea di una metafisica come studio e scienza dei limiti delle facoltà umane.

La Dissertazione del 1770: le basi del sistema

Una riflessione a parte va condotta per la Dissertazione del 1770 (La forma e i principi del mondo sensibile e intelligibile) che rappresenta, a tutti gli effetti, il passaggio verso il criticismo, giacché in essa Kant inizia a porre le basi per l’intera architettura del suo sistema. Tale opera fu presentata in occasione della nomina a professore di logica metafisica presso l’Università di Königsberg, ed è il primo vero passo verso la filosofia critico-trascendentale Sarà lo stesso Kant a scrivere che l’anno ’69 gli aveva portato importanti illuminazioni.

Il filosofo prussiano incomincia con la distinzione tra due tipi di conoscenza, la conoscenza sensibile e quella intellettuale:

  • la conoscenza sensibile è passiva, ricettiva. Il suo oggetto è il fenomeno.
  • la conoscenza intellettuale è attiva, non si limita a ricevere ma “costruisce”. Il suo oggetto è il noumeno.

 

Soffermandoci poi sulla conoscenza sensibile, in essa possiamo distinguere due componenti, una materiale e l’altra formale:

  • la componente materiale, ovvero l’oggetto della sensazione. Questa corrisponde alla modificazione dell’organo di senso dovuta alla presenza dell’oggetto.
  • la componente formale, ovvero il modo, la legge, in cui la materia è ordinata.

Le leggi che ordinano il nostro esperire sono, per Kant, lo spazio e il tempo. Kant chiama spazio e tempo intuizioni “pure”: esse infatti sono le condizioni di possibilità mediante le quali è per noi possibile fare esperienza delle cose del mondo.

Il periodo critico – 1770-1804

Questo è il periodo della maturità, in cui l’approccio critico-trascendentale viene esteso ad ogni campo del sapere. Esso inizia con una riflessione di circa undici anni, in cui il filosofo non pubblica quasi niente sino al 1781, quando viene pubblicata la prima edizione della Critica della Ragion Pura. Kant scriverà in questo periodo quelle che sono le sue opere più famose. Tra queste certamente le altre due Critiche, , la Critica della Ragion Pratica e la Critica della facoltà di Giudizio. Non che queste siano le uniche opere. L’opera kantiana è infatti vastissima.

Il criticismo e la filosofia del limite

Si è detto che la filosofia kantiana può definirsi criticismo. Cosa si intende con criticismo?  Si tratta di quella particolare filosofia che utilizza la critica della ragione come strumento principale di indagine, e si contrappone al dogmatismo. Definiamo di seguito le nozione di critica.

Critica (Kant) 
Il termine critica (Kritik in tedesco, derivante dal greco kríno, valutare, distinguere, soppesare, giudicare) in Kant si riferisce a quell’attitudine filosofica che mira ad indagare razionalmente e in maniera sistematica l’esperienza umana. In particolare, avere tale atteggiamento critico significa:

  • indagare le condizioni di possibilità di tali esperienze;
  • la validità di esse, ovvero la legittimità del titolo con cui le caratterizziamo;
  • i limiti di esse.

L’atteggiamento criticista non implica uno stringente scetticismo. Il concetto di criticismo infatti si lega all’idea di definire un limite, un confine, entro il quale e su basi razionali, si possa con legittimità parlare dell’esperienza e dell’esistenza umana, riconoscendone, appunto, i limiti, le “colonne d’Ercole”. Non è quindi un caso che alcuni importanti studiosi, come Pietro Chiodi e Nicola Abbagnano definiscano la filosofia criticista di Kant come la filosofia del limite. In particolare così  Chiodi caratterizza e riassume lo spirito del criticismo kantiano:

[…] reperire nel limite della validità e la validità del limite.5.

Abbagnano invece, in un famoso corso tenuto nell’anno accademico 1943-1944, ha definito il criticismo kantiano come un’ermeneutica della finitudine.

Lascia un commento