La Rivoluzione americana – 1776-1781

Rivoluzione americana

In questo articolo trattiamo la Rivoluzione americana (1776-1781) che portò alla nascita degli Stati Uniti, separati e indipendenti dalla Gran Bretagna.

La colonizzazione inglese dell’America settentrionale nel Seicento

La colonizzazione dell’America settentrionale da parte inglese iniziò verso la fine del Cinquecento.  Questo processo non fu strutturato e diretto, ma il risultato cumulativo dell’iniziativa di singoli individui e di imprese commerciali. Oltre a questi motivi, gli inglesi che emigravano verso l’America per sfuggire a situazioni debitorie, alle forze di polizia o come, nel caso dei Puritani, alle persecuzioni religiose.

La prima colonia, chiamata Virginia in onore di Elisabetta I, la regina vergine, fu fondata dal famoso navigatore Walter Raleigh, nel 1584, mentre solo nel 1607 venne fondata la prima città, Jamestown.

Una seconda colonizzazione avvenne per opera dei Puritani. Noto è il viaggio dei Padri Pellegrini, circa un centinaio di puritani, che lasciarono l’Inghilterra a bordo della Mayflower, per fondare la cittadina New Plymouth nella colonia di Nuova Inghilterra (New England, 1620).

Un quadro raffigurante la Mayflower, il vascello che nel 1620 portò i padri pellegrini in America, dove fondarono la città di New Plymouth nel 1620 - Halsall, 1882
Un quadro raffigurante la Mayflower, il vascello che nel 1620 portò i padri pellegrini in America, dove fondarono la città di New Plymouth nel 1620 – Halsall, 1882
Puritanesimo
Il puritanesimo è una versione radicale del protestantesimo di matrice calvinista. Sorto in Inghilterra intorno al Cinquecento, il movimento dei Puritani ebbe tra i suoi obiettivi quello di eliminare la corruttela della Chiesa Anglicana.

Nel 1667, gli Inglesi sottrassero agli Olandesi Nuova Amsterdam, ribattezzata poi New York1. Nel 1732 gli Inglesi fondarono poi la colonia chiamata Georgia2. Col tempo si raggiunse il numero di tredici colonie.

L’organizzazione delle colonie alla vigilia della Rivoluzione americana

Un aspetto importante delle colonie inglesi in America settentrionale era la loro lontananza dall’ancient régime. Gli “americani” erano infatti lontani da divisioni cetuali. Uno spirito imprenditoriale muoveva la maggior parte di essi. Non contavano infatti le origini, ma l’ingegnosità e l’industriosità e la cultura. L’America settentrionale, per la sua vastità e per le sue ricchezze ancora inesplorate, terreno fertile per l’espressione di questa giovane popolazione desiderosa di affermarsi.

Possiamo notare però già alcune differenze tra le colonie. Da un lato le colonie settentrionali presentavano una classe borghese molto dinamica, costituita da commercianti, imprenditori navali e piccoli imprenditori agricoli.

I latifondisti invece dominavano l’economia del sud. Una grande massa di schiavi provenienti dall’Africa, lavorava nelle piantagioni di tabacco, cotone e canna da zucchero. Queste differenze tra colonie del nord e colonie del sud, già presenti durante la Rivoluzione americana, si riverbereranno poi anche nella successiva Guerra di Secessione.

Il difficile rapporto con la madrepatria

L’Inghilterra vedeva nelle colonie dell’America settentrionale come un forziere a cui attingere nel caso di necessità finanziarie. Prova di ciò furono due gabelle che vennero imposte ai coloni americani:

  • lo Sugar Act (1764): una tassa sullo zucchero;
  • lo Stamp Act (1765): l’obbligo di acquistare una marca da bollo per tutta una serie di documenti.

 

La Corona inglese aveva bisogno di rimpinguare le sue casse. Nonostante la Gran Bretagna avesse vinto Guerra dei Sette Anni, sostenere la guerra aveva avuto un costo enorme.

L’imposizione di nuove tasse gravò non poco sull’umore dei coloni. Gravò ancor di più quando, in seguito a chiare manifestazioni di malcontento, truppe inglesi furono inviate a sedare una rivolta a Boston. Negli scontri morirono cinque persone e questo evento passò alla storia come il massacro di Boston (1770).

Al di là delle tasse, ciò che più infastidiva i coloni americani era l’assenza di una loro rappresentanza nel parlamento inglese. Il motto dei coloni che protestavano fu “no taxation without rapresentation“, proprio per indicare che non era legittimo richiedere tasse a coloro i quali vedono i loro interessi tutelati.

Il boicottaggio delle merci e il Boston Tea Party

I coloni americani risposero al comportamento intimidatorio della madrepatria con il boicottaggio delle merci. Uno dei ruoli delle colonie era infatti quello di essere un mercato secondario per le merci invendute in Gran Bretagna. Il boicottaggio – a cui si accompagnò un contrabbando diffuso capillarmente –  ebbe gravi conseguenze sulla Compagnia delle Indie Occidentali.

L’Inghilterra dovette ricorrere ai ripari ed emanò nel 1773 il Tea Act. Questo provvedimento obbligava le colonie ad acquistare il tè solo e soltanto dalla madrepatria.

La risposta dei coloni fu immediata. I Sons of Liberty 3, guidati da Samuel Adams, travestiti da nativi americani, rovesciarono un intero carico di tè inglese in mare.

Una illustrazione raffigurante il lancio in mare del tè inglese ad opera dei coloni americani.
Una illustrazione raffigurante il lancio in mare del tè inglese ad opera dei coloni americani.

In risposta a questo evento, la Gran Bretagna impose al porto di Boston l’embargo e mise sotto controllo la vita politica americana.

La Dichiarazione d’Indipendenza

La rescissione formale dei rapporti con l’Inghilterra avvenne nel 1776. In aprile il Congresso continentale invitò ciascuna delle ex colonie a costituire propri governi; successivamente, il 4 luglio4, esso approvò la Dichiarazione di indipendenza redatta da Benjamin Franklin e Thomas Jefferson, in cui

  • veniva solennemente giustificata la rottura definitiva con la Gran Bretagna;
  • si sanciva la forma repubblicana del nuovo Paese;
  • veniva affermato che ogni individuo aveva per natura il diritto alla libertà e alla felicità;
  • si proclamava il principio che i governi dovevano poggiare sul consenso dei governati;
  • e, secondo una concezione liberale e borghese della politica e dei rapporti sociali, si cancellava la nobiltà di sangue.

 

La grande maggioranza degli ex coloni approvò la dichiarazione, ma una minoranza rimase fedele alla Gran Bretagna e prese le armi al suo fianco.

La bandiera durante la Rivoluzione Americana

Il 1777 fu l’anno in cui sventolò per la prima volta la bandiera americana. Nella bandiera compaiono tredici stelle che rappresentavano le tredici colonie e altrettante strisce. Questa bandiera è anche detta Betsy Ross Flag, poiché la sarta Betsy Ross, su commissione di George Washington, l’avrebbe disegnata.

La Betsy Ross Flag - La prima bandiera americana, dove comparivano tredici stelle che rappresentavano le tredici colonie. Il suo nome è legato alla figura di Betsy Ross, che secondo la tradizione l'avrebbe disegnata.
La Betsy Ross Flag

La guerra

La Dichiarazione d’Indipendenza darà inizio ad una vera e propria guerra sul suolo americano tra le truppe inglesi e i coloni indipendentisti. Le forze in campo erano nettamente a favore degli Inglesi. Questi potevano vantare un esercito corposo e disciplinato. I coloni disponevano invece di un esercito di volontari5, guidati dall’abile generale George Washington.

George Washington (1732-1799), generale delle truppe indipendentiste) e primo Presidente degli Stati Uniti d'America
George Washington (1732-1799), generale delle truppe indipendentiste durante la Rivoluzione americana e primo Presidente degli Stati Uniti d’America

Sebbene disponesse di forze inadeguate, Washington adottò la tattica della guerriglia, evitando fatali scontri frontali. Dopo diversi insuccessi e con l’aiuto finanziario francese, gli indipendentisti conobbero la prima vittoria nella battaglia di Saratoga (1777). Da questa battaglia per gli Inglesi fu sempre più difficile avere ragione degli americani. La battaglia che segnò la fine dei conflitti e la vittoria indipendentista e la fine della Rivoluzione americana fu quella di Yorktown nel 1781.

Nel 1783, con il Trattato di Versailles, la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza delle tredici colonie. A questo si aggiunsero delle cessioni territoriali, come quella della Florida alla Spagna.

Nell’articolo successivo viene trattata invece la nascita e la Costituzione degli Stati Uniti.

Video-lezione di sintesi

Timeline interattiva della Rivoluzione Americana

Se vuoi visualizzare la timeline a schermo intero clicca qui.

Geomappa interattiva della Rivoluzione Americana

Lascia un commento