L’ornitorinco: storia e caratteristiche

Ornitorinco - Illustrazione di Vito Fabrizio Brugnola

In questo articolo trattiamo la storia della scoperta e le caratteristiche dell’ornitorinco (ornithorhyncus anatinus), un singolare mammifero australiano.

Scoperta dell’ornitorinco

John Hunter e l’Australia

John Hunter fu un ufficiale della marina inglese, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento. Hunter si distinse nella Guerra dei Sette anni, Nel 1787 fu anche il capitano del vascello HMS Sirius, di scorta ad una piccola flotta che trasportava in Australia dei prigionieri inglesi1. John Hunter fu anche un entusiasta e curioso naturalista. Approdando in Australia si rese conto della peculiarità della fauna di quell’isola, molto differente da ogni fauna allora nota. Qualche anno più tardi, dopo altre esperienze militari che ne aumentarono il prestigio, chiese ed ottenne di essere nominato governatore dell’Australia, incarico che ricoprì dal 1795 al 1799.

Lo scopo di quella nomina era quello di porre un freno alla corruzione dilagante tra funzionari e ufficiali inglesi, ma Hunter, del tutto assorbito dalle sue ricerche ed esplorazioni naturalistiche, non se ne occupò più di tanto. La scoperta più importante avvenne vicino Sidney, quando il governatore ebbe modo di osservare un aborigeno intento a cacciare un animale assolutamente singolare, di cui lo stesso Hunter tracciò un schizzo.

 

Un disegno dell'ornitorinco del governatore dell'Australia John Hunter.
Un disegno dell’ornitorinco del governatore dell’Australia John Hunter.

Hunter negli anni successivi inviò esemplari di questa incredibile specie in madrepatria, dove si accese un dibattito che durò un secolo sulla natura dell’ornitorinco (in inglese platypus).

La tesi di Richard Owen e il massacro degli ornitorinchi

Nello specifico l’ornitorinco raccoglie tutta una serie di caratteristiche che ne rendevano difficile la classificazione. Presenta del pelo, caratteristica tipica dei mammiferi, ma presenta anche un becco. In aggiunta è oviviparo, ma allo stesso tempo allatta, altra caratteristica tipica dei mammiferi. La creatura rappresentò  dunque un bel mistero per zoologici e naturalisti dell’Ottocento.

Richard Owen2, uno dei maggiori naturalisti dell’epoca, venne a conoscenza della scoperta di quest’animale così singolare, come pure del fatto che vi erano testimonianze attendibili del fatto che questa creatura allattasse i piccoli. La sua tesi, che riconobbe come sbagliata solo in punto di morte, nel 1884, è che l’ornitorinco non potesse essere oviparo. Anche quando gli giunse, da fonte attendibile, la testimonianza di una femmina che aveva deposto delle uova, Owen difese la sua tesi sostenendo che quello era stato in realtà un parto prematuro e traumatico.

Il pregiudizio secondo cui l’ornitorinco, in quanto mammifero, non potesse essere oviparo, purtroppo si tradusse in un vero e proprio massacro di circa quindicimila esemplari. Il tutto per dimostrare che effettivamente questa singolare specie non potesse essere ovipara. Tuttavia questa tesi fu contraddetta: femmine di ornitorinco uccise presentavano uova nel loro utero, come pure uova appena deposte nella loro tana. Del resto gli aborigeni, che di certo avevano più esperienza dei nuovi arrivati, avevano da sempre sostenuto la natura ovipara dell’animale, ma scienziati ed esploratori inglesi preferiono seguire la tesi di Owen.

Un'illustrazione di un'esemplare femmina di ornitorinco accanto a delle uova.
Un’illustrazione di un’esemplare femmina di ornitorinco accanto a delle uova.

Puoi approfondire questo argomento leggendo l’articolo in lingua inglese The paradoxical platypus, di Brian K. Hall.

Le caratteristiche dell’ornitorinco

Partiamo col dire che l’ornitorinco, che si trova esclusivamente nelle regioni occidentali dell’Australia. fa parte dell’ordine dei monotremi. Il termine significa letteralmente “unica apertura” e sta ad indicare che le uscite urogenitali e intestinali confluiscono in un unico orifizio, detto cloaca. A questo gruppo appartengono, oltre all’ornitorinco, anche le cinque specie di echidna.

Distribuzione dell'ornitorinco - Da <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Distribution_of_the_Platypus_(Ornithorhynchus_anatinus).png">Tentotwo</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0">CC BY-SA 3.0</a>, via Wikimedia Commons
Distribuzione dell’ornitorinco: la parte rossa indica le regioni originare di presenza dell’animale, mentre quella gialla la regione in cui è stato introdotto dall’uomo – Da Tentotwo, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’ornitorinco è un animale di piccole dimensioni, lungo circa 50 cm e di circa 2,5 kg di peso. I maschi sono generalmente più grandi delle femmine. Inoltre, è un animale che passa molto tempo della sua vita in acqua, ed in ciò è aiutato dalle sue zampe palmate.

Un’altra caratteristica rilevante di quest’animale è l’assenza di denti. Essi sono presenti soltanto in esemplari molto giovani, ma con lo sviluppo dell’animale verranno inevitabilmente persi. Ancora, il becco è pervaso da recettori elettrici e di movimento che guidano l’ornitorinco nell’ambiente acquatico, dove gli altri sensi sono meno acuti.

Come abbiamo affermato precedentemente, gli ornitorinchi sono ovipare e allattano i propri cuccioli, sebbene essi non abbiano delle vere e proprie mammelle, ma solo delle protuberanze da cui fuoriesce il latte. Il periodo di gestazione va dai 10 ai 14 giorni e vengono deposte da una a tre uova. Le cure parentali sono affidate soltanto alla madre. Esclusiva del maschi della specie sono degli aculei veleniferi nascosti appena dietro le zampe posteriori e collegati alle corrispondenti ghiandole.

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