Il Giappone feudale degli shogun – XII-XIX sec.

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In questo articolo trattiamo il Giappone feudale, il lungo medioevo nipponico che durò dal XII al XIX secolo.

Gli Shogun nel Giappone feudale

Quando pensiamo al Giappone non possiamo notare alcune somiglianze con la Cina. La cultura cinese difatti influenzò profondamente quella Giapponese. Basti pensare alla sacralità della figura imperiale, come pure all’organizzazione burocratica. Questo non significa che la storia delle due civiltà sia sovrapponibile. Il Giappone ha infatti conosciuto un lungo periodo, durato sette secoli, dal XII all’Ottocento, che si suole chiamare Giappone feudale. Questo periodo è detto feudale perché la forma di governo poiché la forma di governo era il cosiddetto banfuku, un regime militare guidato dai generali dell’esercito imperiale: gli shogun1.

Ogni shogun era a capo di una rete di vassalli, i cosiddetti daimyo, grandi proprietari terrieri che, in cambio della protezione militare, rifornivano l’esercito dello shogun con uomini e viveri. Sebbene nominalmente la maggiore autorità appartenesse all’imperatore, tuttavia questo rimaneva una figura per lo più simbolica, essendo il comando in mano agli shogun. La carica degli shogun era inoltre ereditaria.

Il buddhismo zen

Diversamente dalla Cina, dove i buddhisti furono perseguitati, il buddhismo trovò larga diffusione nel Giappone feudale. Molti monasteri furono istituiti dove veniva praticata la versione zen del buddismo. Tale forma zen era basata su un percorso ascetico di distaccamento dalle emozioni e dagli eventi della vita, come la morte, il dolore, le malattie, la gioia attraverso la meditazione. Alla meditazione si aggiungeva il rigoroso esercizi fisico.

Sempre nei monasteri zen, che erano aperti anche agli individui non religiosi, si insegnavano e si praticavano arti pittoriche, calligrafiche e marziali, come il kendo e il ju-jitsu.

I samurai

I monasteri zen divennero anche il luogo di addestramento di una peculiare casta del Giappone feudale, quella dei samurai2. I samurai erano guerrieri che seguivano la via del bushido, codice di onore, letteralmente la “via del guerriero”. Essi prestavano fedeltà assoluta ad un signore in cambio di titoli onori e possedimenti. Inizialmente erano dei semplici cavalieri con arco e frecce. Con l’invasione mongola del XIII secolo i samurai si specializzarono nel combattimento con la spada lunga, la katana.

Poteva a volte capitare che il signore del samurai perdesse la fiducia nei suoi servigi o che morisse, impedendo di fatto al samurai di fare fede al suo giuramento di servire il signore. In quel caso, il bushido prevedeva la morte per il samurai attraverso il suicidio, pratica chiamata seppuku. Il seppuku doveva avvenire attraverso l’hara-kiri, ovvero tagliandosi il ventre, mediate una specifica arma, una spada corta chiamata wakizashi. Essendo un atto estremo, per evitare di cadere nel disonore non compiendolo, spesso i samurai si facevano affiancare da compagni che, in caso di esitazione, li avrebbero uccisi. I samurai che non compivano il seppuku, perdevano l’onore e diventavano automaticamente dei ronin, dei guerrieri erranti.

Non era rado che un samurai, appartenendo ad un ristretta ed eccellente minoranza, diventasse poi un burocrate o un amministratore. La fine dei Samurai coincide con la fine del Giappone feudale. Il corpo fu sciolto nella seconda metà dell’Ottocento, non prima di aver dato vita ad una ribellione e ad una battaglia contro l’esercito regolare giapponese. I samurai furono sconfitti, e il loro capo, Saigo Takamori, seguì la via del seppuku.

L’inizio dell’epoca Tokugawa

Similmente a quanto avveniva nell’Europa medievale, anche in Giappone la frammentazione del potere e il sorgere di potentati locali, generò lotte intestine al paese. Si arrivò ad una vera e propria guerra civile nella metà del Cinquecento, cui seguì un periodo di anarchia. Da questo confuso periodo si affermò, tra i signori della guerra, Tokugawa Ieyasu, il capostipite della dinastia Tokugawa. Tale dinastia governò dal 1603 al 1867Nella seconda metà dell’Ottocento Giappone lascia il feudalesimo, per entrare con forza nell’età contemporanea. Si parla infatti di epoca Tokugawa o Edo, poiché la capitale divenne Edo (Tokyo), sostituendo Kyoto.

Durante l’epoca Tokugawa il Giappone visse in profondo isolamento, ma conobbe anche pace, prosperità e sviluppo nei commerci.

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