{"id":951,"date":"2020-07-14T10:34:13","date_gmt":"2020-07-14T10:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=951"},"modified":"2022-12-04T16:51:47","modified_gmt":"2022-12-04T16:51:47","slug":"la-prima-guerra-mondiale-1914-1918","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/","title":{"rendered":"La Prima Guerra Mondiale &#8211; 1914-1918"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo la <strong>Prima Guerra Mondiale<\/strong>, nota anche con <em><strong>Grande Guerra<\/strong><\/em>, il conflitto che ha insanguinato l&#8217;Europa tra il 1914 ed il 1918.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo la Prima Guerra Mondiale, nota anche con Grande Guerra, il conflitto che ha insanguinato l&#039;Europa tra il 1914 ed il 1918. Riepilogo delle cause Abbiamo gi\u00e0 trattato le cause della Prima Guerra Mondiale in questo articolo. Come riepilogo forniamo una tabella sinottica di quelle cause. Cause politiche Cause economiche Cause militari Cause culturali Il desiderio di rivincita dei Francesi nei confronti dei Tedeschi per la sconfitta nella Guerra franco-prussiana La rivalit\u00e0 economica relativa alle colonie tra Gran Bretagna e la Germania La politica militarista delle potenze Diffusione del nazionalismo Il contenzioso tra Austria e Russia per il controllo dei Balcani La necessit\u00e0 delle grandi potenze di rifornirsi di materie prime e di garantirsi ampi mercati per favorire lo sviluppo industriale La corsa agli armamenti degli Stati europei industrializzati Tesi razziste sulla necessit\u00e0 di salvaguardare l&#039;identit\u00e0 nazionale Il malcontento delle varie nazionalit\u00e0 all&#039;interno dell&#039;Impero Austro-Ungarico L&#039;applicazione del darwinismo sociale alle relazioni internazionali Il declino dell&#039;Impero Ottomano Gli atteggiamenti favorevoli alla guerra diffusi tra i giovani La presenza di due sistemi di alleanza\/blocchi contrapposti, la Triplice intesa e la Triplice Alleanza L&#039;esaltazione della guerra e della violenza da parte di movimenti culturali, ad esempio il futurismo Dall&#039;inizio della guerra all&#039;intervento italiano - 1914-1915 Scatta il sistema di alleanze La Grande Guerra inizia, come abbiamo visto, con la dichiarazione di guerra da parte dell&#039;Austria-Ungheria alla Serbia il 28 luglio 1914. La dichiarazione di guerra austro-ungarica non \u00e8 che il primo pezzo del domino. Il sistema di alleanze e tale che tra il 28 luglio e il 4 agosto una serie di Stati dichiararono ad altri Stati: il 29 luglio lo zar Nicola II ordin\u00f2 la mobilitazione generale contro l&#039;Austria-Ungheria; il 1 agosto la Germania dichiar\u00f2 guerra alla Russia per poi dichiarare il 3 agosto guerra alla Francia; il 4 agosto la Gran Bretagna dichiar\u00f2 guerra alla Germania, che intanto attuava il piano Schlieffen invadendo il Belgio per poi puntare alla Francia. Le forze schierate Nel seguente grafico interattivo forniamo una panoramica delle forze in campo schierate degli Stati nella Grande Guerra. Le nuove armi Non \u00e8 possibile comprendere la specificit\u00e0 della Grande Guerra senza comprendere il potenziale distruttivo legato alle nuove innovazioni tecnologiche e belliche. Il modo di condurre la guerra nel Novecento \u00e8 profondamente diverso da quello dell&#039;Ottocento, e se questo \u00e8 vero lo \u00e8 essenzialmente per le nuove armi, che elenchiamo di seguito. Le mitragliatrici. Capaci di sparare centinaia di proiettili al minuto, queste nuove armi insieme ai fucili automatici e alle granate, rendevano assolutamente impraticabile lo scontro frontale, e furono uno dei principali motivi del trinceramento. Le armi chimiche, in particolare i gas. I gas venivano rilasciati nella direzione del vento e potevano causare ustioni, avvelenamento e, ovviamente, la morte. Il primo utilizzo del gas in guerra fu quello tedesco nella citt\u00e0 belga di Ypres il 22 aprile 1915. Gli eserciti trovarono poi delle contromisure ai gas come la maschera antigas. L&#039;aviazione. Per la prima volta nella storia dell&#039;umanit\u00e0 la guerra veniva condotta anche nei cieli. L&#039;utilizzo degli aerei militari si limit\u00f2 tuttavia alla ricognizione o a episodici bombardamenti. Il carro armato. Dapprima i carro armati non erano altro che dei piccoli camioncini blindati dal telaio blindato sui quali veniva montata una mitragliatrice. Il passo successivo fu quello di sostituire alle ruote gommate i cingolati I sottomarini. I primi modelli di sottomarino risalivano gi\u00e0 alla Guerra di Secessione (1861-1865), ma durante il primo conflitto mondiale sopratutto quelli tedeschi, gli U-Boot, divennero i protagonisti di una guerra illimitata nell&#039;Atlantico. Un carro armato britannico Mark V - \u00a9 IWM Q 106497 Guerre ottocentesche Prima Guerra Mondiale Fattori decisivi Abilit\u00e0 tattica dei comandanti Fattore sorpresa Modernit\u00e0 degli armamenti e apparato industriale Armi Tradizionali Sviluppo di armi innovative, in particoalre di artiglieria pesante, ma anche aviazione e sottomarini, gas. Forze Militari di professione al fronte Ingenti quantit\u00e0 di unit\u00e0 militari; mobilitazione generale; coinvolgimento della popolazione civile. Tecniche di combattimento Scontri in campo aperto Guerra di posizione Obiettivi Conquista del territorio nemico Esaurimento delle risorse del nemico, logoramento Ernest Toller, intellettuale e veterano tedesco, ha proprio scritto a proposito di questo nuovo tipo di guerra, cos\u00ec diversa da quelle dell&#039;Ottocento: Invece di essere riusciti a sottrarsi dal disumano meccanismo della moderna societ\u00e0 tecnologica, i soldati s&#039;avvidero\u00a0 che la tecnologia dominava in maniera ancora pi\u00f9 tirannica che in tempo di pace. Uomini che avevano creduto di poter riscattare attraverso gesta cavalleresche la loro spiritualit\u00e0 dall&#039;onnipotenza delle forze materiali e tecnologiche, scoprirono che nella moderna guerra di materiali il trionfo della macchina sull&#039;individuo raggiunge la sua forma assoluta. La propaganda e notizie false La Grande Guerra \u00e8 anche peculiare per la propaganda, che definiamo di seguito. Propaganda Insieme coerente di messaggi affidati a veri media (manifesti, volantini, film e, poi, trasmissioni radiofoniche e televisive), che cercano di influenzare le convinzioni e i comportamenti del massimo numero di persone cui si rivolgono. Per questo i messaggi propagandistici non puntano a fornire informazioni imparziali, ma a suscitare reazioni emotive, sulla base di visioni o valutazioni unilaterali. La propaganda\u00a0 ha come finalit\u00e0 la costruzione di una narrazione che giustifichi la popolazione ad agire e ad attivarsi nel contesto bellico, ognuno deve dare il suo contributo, gli uomini al fronte, le donne in patria. La propaganda si serve di quelle che Marc Bloch defin\u00ec le rappresentazioni collettive, come la cultura bellica, la mascolinit\u00e0 belligerante, la demonizzazione del nemico, la crocifissione. Tali rappresentazioni collettive non hanno nulla a che fare con la verit\u00e0, ma anzi sono la causa di notizie false: Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita; [...] la falsa notizia \u00e8 lo specchio in cui la coscienza collettiva contempla i propri lineamenti. L&#039;inizio della guerra La volont\u00e0 di intraprendere la guerra era rafforzata dal fatto che la totalit\u00e0 dei capi di stato maggiore prevedeva che la guerra sarebbe stata breve. In altri termini una guerra di movimento, che sarebbe stata resa possibile da l&#039;enorme potere offensivo che i nuovi armamenti offrivano. Tuttavia, alla sopravvalutazione dell&#039;attacco corrispose una sottovalutazione della difesa. Gi\u00e0 nell&#039;autunno del 1914 infatti la guerra di movimento di trasform\u00f2 in una guerra di logoramento. Iniziamo a considerare gli eventi bellici. Il fronte occidentale Il fronte occidentale fu segnato dall&#039;attacco dell&#039;esercito tedesco, che poteva vantare una logistica eccezionale grazie alla sua fitta rete ferroviaria. Le manovre dell&#039;esercito tedesco seguivano un piano ideato sin dal 1905, il piano Schlieffen . Questo piano era stato studiato nell&#039;eventualit\u00e0 di uno scenario bellico in cui la Germania si fosse trovata impegnata su un fronte occidentale e orientale, cosa che effettivamente avvenne durante la Grande Guerra. In base al piano Schlieffen, la Germania avrebbe dovuto invadere prontamente la Francia, passando dal Belgio e dai Paesi Bassi, incurante della loro neutralit\u00e0 per poi arrivare a catturare Parigi, rafforzando le sue posizioni difensive ad oriente. Sotto la guida del Capo di Stato Maggiore Helmuth von Moltke la Germania invade effettivamente il Belgio nell&#039;agosto del 14 e avanza rapidamente quasi sino a Parigi. Tuttavia la controffensiva francese fa arretrare il fronte - che poi si stabilizzer\u00e0 - da Ypres a Verdun, praticamente sino alla fine del conflitto. Il fronte orientale Sul fronte orientale le prime avanzate dei Russi sembrano dare risultati. Questi risultati per\u00f2 vengono presto vanificati dagli eserciti della Germania e dell&#039;Austria-Ungheria. Particolarmente significative le vittoriose controffensive tedesche di Tannemberg e dei Laghi Masuri nel settembre &#039;14, facendo arretrare il fronte sino alla Polonia. Si ripete la stessa dinamica del fronte occidentale: una potenza avanza, ma tale avanzata viene vanificata dalle controffensive; il fronte si stabilizza e la guerra di movimento diventa guerra di logoramento o di trincea. L&#039;Italia dalla neutralit\u00e0 all&#039;intervento Ritorniamo in Italia, ed in particolare nell&#039;agosto del 1914. Giolitti non \u00e8 pi\u00f9 a capo del governo, sostituito da Salandra. La guerra del resto era iniziata con l&#039;attacco dell&#039;Austria alla Serbia. L&#039;Italia era legata all&#039;Austria e alla Germania dalla Triplice Alleanza, questo accordo era puramente difensivo. Di conseguenza l&#039;Italia non era obbligata all&#039;intervento. I neutralisti La compagine neutralista era composta sostanzialmente da tre gruppi: i liberali giolittiani, che reputavano di poter ottenere Trento e Trieste conservano la neutralit\u00e0. La maggioranza dei socialisti. Questa si ispirava ai principi di della Seconda Internazionale, nella quale era emersa la posizione secondo cui la guerra non era altro che lo sfogo di interessi capitalistici sfavorevoli al proletariato. Il mondo cattolico. Note sono infatti le parole di papa Benedetto XV che nel 1915 defin\u00ec la guerra come: [...] un&#039;orrenda carneficina [...] che disonora l&#039;Europa, per poi definirla, due anni pi\u00f9 tardi, nel 1917 un&#039;inutile strage. Gli interventisti Sebbene non vi fosse obbligo d&#039;intervento, in Italia, sebbene non fossero la maggioranza, molti gruppi propugnavano per la discese in guerra. Tra questi: i nazionalisti irredentisti: a questo gruppo appartenevano coloro i quali vedevano nella partecipazione alla guerra un modo per completare quel processo risorgimentale annettendo quei territori che dovevano far parte dell&#039;Italia, Trieste in particolare. Emerse, in questo gruppo che poteva contare il poeta D&#039;Annunzio, la convinzione, di ispirazione futurista, che partecipare alla guerra fosse sintomo della vivacit\u00e0 e della vitalit\u00e0 di una nazione. Al punto 9 del Manifesto del Futurismo, scritto dal poeta Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) si legge: &quot;Noi vogliamo glorificare la guerra - la sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.&quot; Diverse classi sociali: in particolare i grandi industriali, che vedevano nella guerra un&#039;occasione di arricchimento, ma anche tutte le alte gerarchie militari, secondo le quali la partecipazione (vittoriosa) alla guerra avrebbero portato prestigio e onore a Vittorio Emanuele III e all&#039;Italia. Alcuni esponenti democratici come Salvemini e del socialismo in particolare Bissolati e Labriola. Questi ultimi volevano che l&#039;Italia si schierasse con Gran Bretagna e Francia. In questo contesto va certamente citato Mussolini. Gi\u00e0 direttore dell&#039; Avanti!, il giornale di partito del PSI, egli condusse almeno sino al novembre del 1914 una campagna a favore del neutralismo. Cambiando repentinamente opinione, fu destituito dalla carica di direttore dell&#039;Avanti!, per poi fondare il Popolo d&#039;Italia, che rispecchiava il sentire e le opinioni dell&#039;interventismo di sinistra. \u00a0 Il Patto di Londra e l&#039;entrate in guerra-\u00a0 26 aprile-24 maggio 1915 Ad ogni modo l&#039;Italia si risolse per l&#039;intervento. La frangia interventista, pur essendo minoritaria, ottenne certamente una grande visibilit\u00e0 e incisivit\u00e0. Il governo italiano, per poco meno di un anno dopo l&#039;inizio della Grande Guerra, si impegn\u00f2 in una serie di opportunistiche trattative. Lo scopo era ovviamente ottenere quei territori irredenti. Gli accordi con l&#039;Austria, con la quale pure l&#039;Italia era alleata, non ebbero alcun esito. L&#039;Austria aveva iniziato la guerra e ben altre\u00a0 erano le sue priorit\u00e0 rispetto all&#039;eventuale rinuncia ad alcuni territori a favore dell&#039;Italia. Il governo italiano si risolse quindi nello schierarsi a favore delle potenze dell&#039;Intesa. Tale schieramento si concretizz\u00f2 nel succulento Patto di Londra (26 aprile 1915), che il ministro degli esteri Sidney Sonnino firm\u00f2 segretamente, all&#039;insaputa del Parlamento. In base a tale Patto, l&#039;Italia, per la sua partecipazione alla guerra, in caso di vittoria, avrebbe ottenuto: Trento; Trieste; il Sud Tirolo; \u00a0l&#039;Istria (non Fiume per\u00f2); le isole del Dodecaneso ; Valona in Albania; un bacino carbonifero in Turchia; parte delle colonie tedesche in Africa. \u00a0 Nel mese successivo il govern\u00f2 appoggi\u00f2 ed anzi istig\u00f2 le manifestazioni interventiste, in cui spiccarono Mussolini e D&#039;Annunzio, che defin\u00ec quei giorni come le radiose giornate. Alla fine le posizioni neutraliste furono piegate e il governo Salandra si risolse nel dichiarare guerra all&#039;Austria-Ungheria il 24 maggio 1915. Video-lezione - Parte 1 Il biennio 1915-1916 Il fronte italiano Come sappiamo, l&#039;Italia entra nel conflitto dichiarando guerra all&#039;Austria-Ungheria. Si viene cos\u00ec a creare un fronte che va dall&#039;Isonzo al Carso. Le truppe italiane, sotto la guida del generale Cadorna nel 1915, sferrarono quattro assalti che non produssero alcun risultato se non 250000 morti. L&#039;anno successivo gli Austriaci portarono contro gli Italiani la Strafexpedition, ovvero la spedizione punitiva per il tradimento italiano. Il fronte italiano arretra, ma tuttavia le truppe di Cadorna riescono a contenere gli Austriaci. In Europa centrale: Verdun e il contrattacco sulla Somme Le stesse dinamiche si ripetono tra Francia e Germania. Nel 1916 i Tedeschi portano un efferato attacco nella piazzaforte di Verdun, a cui Francesi e Inglesi rispondono con un contrattacco sulla Somme, un fiume poco pi\u00f9 a Nord. Anche qui, come anticipato, non ci sono risultati concreti: lo spreco di vite umane \u00e8 enorme, i risultati ottenuti praticamente nulli. In Europa orientale: occupazione della Polonia e della Serbia Al confine con la Russia e con i Paesi dell&#039;Est,\u00a0 i Tedeschi e gli Austriaci conseguono risultati pi\u00f9 apprezzabili. In particolare, gi\u00e0 nel 1915, l&#039;Austria riesce ad occupare la Serbia, mentre la Germani occupa la Polonia. \u00a0FOCUS - L&#039;inferno della trincea La trincea \u00e8 certamente il simbolo pi\u00f9 rappresentativo della Prima Guerra Mondiale. Un trincea \u00e8 sostanzialmente un fossato utile a mettere al riparo i soldati dalla potenza di fuoco delle nuove armi. Nelle trincee i soldati rimanevano per giorni, settimane ed anche mesi. Le condizioni di vita nella trincea erano pessime. I soldati soffrivano il freddo invernale e la mancanza di adeguati approvvigionamenti. Le condizioni igieniche erano parimenti pessime. Non esistevano bagni dove poter espletare i propri bisogni, i vestiti non erano cambiati con regolarit\u00e0 data l&#039;impossibilit\u00e0 di muoversi, i topi, i pidocchi e le malattie erano all&#039;ordine del giorno, soprattutto di colera, malaria e dissenteria. A questo si deve certamente aggiungere i bombardamenti continui dell&#039;artiglieria, una sensazione di morte imminente sempre presente, gli assalti contro il nemico, che spesso si risolvevano in un&#039;inutile carneficina. Non \u00e8 un caso che l&#039;amor di patria venisse sostituito dallo spirito di sopravvivenza in modo che avvennero numerosissimi episodi di diserzione. I comandanti in capo degli eserciti, tra cui lo stesso Cadorna, furono severissimi nel punire queste defezioni. In alcuni casi si procedette anche con la decimazione, una antica tradizione romana di disciplina militare che consisteva nell&#039;uccidere un soldato ogni dieci nei reparti insubordinati.\u00a0 Riportiamo una testimonianza, una lettera di un soldato italiano della vita in trincea: Sono qui in una vita spaventosa in trincea, a centosettanta metri dagli Austriaci. [...] Ho passato due notti consecutive in trincea [...] sotto la pioggia che m&#039;immollava fino alle ossa e mi riduceva a un solo mucchio di cenci acquosi e fangosi. [...] Eppure dormivo, a tratti seduto sulla terra fredda, immerso nell&#039;acqua e nel fango, mentre i razzi nemici sbiancavano le nostre trincee.[...] Qui, dinanzi alla spaventosa realt\u00e0 che chiama disperatamente a raccolta tutti gli istinti della vita, non pu\u00f2 esserci entusiasmo. C&#039;\u00e8 senso del dovere. In Italia bisogna che non s&#039;illudano [...]. La nostra guerra sar\u00e0 lunga, dura, feroce. La guerra in mare La guerra non si combatte solo a terra, ma anche in mare, dove, gi\u00e0 nel 1914 la marina tedesca riesce a catturare\/affondare una quarantina di imbarcazioni, non solo militari ma anche mercantili. Tra il 1914 e il 1915 la Gran Bretagna risponde con un blocco navale nel Mar del Nord al quale i Tedeschi reagiscono con i sottomarini, che affondando indiscriminatamente ogni nave mercantile diretta verso le isole britanniche. Uno dei momenti di maggiore tensione nella guerra sottomarina fu l&#039;affondamento del transatlantico RMS Lusitania da parte dell&#039;U-20 tedesco (7 maggio 1915). Il Lusitania, che era partito da New York per arrivare a Liverpool, ospitava anche 128 cittadini statunitensi e l&#039;episodio suscit\u00f2 un&#039;ondata di protesta tale che la marina tedesca si risolse col sospendere temporaneamente la guerra sottomarina. Dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti non sarebbero entrati in guerra prima della primavera del 1917. La sospensione della guerra sottomarina permise alla Gran Bretagna di irrigidire il blocco navale estendendolo agli Stati alleati della Germania, sino a che, nel tentativo di sfondare il blocco, non si arriva alla battaglia navale dello Jutland (31 maggio-2 giugno 1916). La vittoria \u00e8 tedesca ma non \u00e8 decisiva: la Germania decide di riprendere con la guerra sottomarina. L&#039;impero ottomano e il genocidio degli Armeni -1915-1916 Oltre che per la guerra di trincea e per gli assalti che si risolvevano in massacri senza risultati significativi, la Prima Guerra Mondiale \u00e8 stata anche lo sfortunato teatro del coinvolgimento dei civili. In particolare, l&#039;episodio pi\u00f9 deprecabile fu il genocidio degli Armeni da parte dell&#039;Impero Ottomano tra il 1915 e il 1916. Genocidio Il termine \u00e8 stato coniato nel 1944 dal giurista polacco Raphael Lemkin e deriva dal greco gh\u00e9nos (razza, stirpe) e dal verbo latino caedo (uccidere). La parola sta ad indicare letteralmente &quot;l&#039;uccisione di un popolo&quot;. Il genocidio degli Armeni fu il primo genocidio del XX secolo. Il genocidio \u00e8 inoltre considerato un crimine contro l&#039;umanit\u00e0 dalle Nazioni unite dal 1946.\u00a0 Le motivazioni del genocidio armeno vanno cercate nell&#039;intolleranza e nel nazionalismo turchi. L&#039;Impero Ottomano stava vivendo un periodo di profonda crisi, con periodici ridimensionamenti territoriali. Sin dalla prima met\u00e0 dell&#039;Ottocento aveva dovuto concedere l&#039;indipendenza alla Grecia fino ad vedersi sottratta la Libia dagli Italiani nel 1912. L&#039;impero, la cui religione maggioritaria era l&#039;Islam, ospitava al suo interno due milioni di Armeni, di religione cristiana, che iniziarono a rivendicare l&#039;autonomia sia dagli anni Novanta dell&#039;Ottocento. La situazione degli Armeni si aggrava con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale perch\u00e9 il popolo era diviso: una parte \u00e8 nei confini dell&#039;Impero Ottomano, l&#039;altra si trova in Russia, mentre Russi e Turchi erano ovviamente in guerra, appartenendo ad alleanze diverse. Molti Armeni, volendo evitare una guerra fratricida, decisero di disertare e il governo Turco inizi\u00f2 a dubitare della lealt\u00e0 del popolo armeno. Si decise cos\u00ec per la deportazione e lo sterminio del popolo Armeno che dal confine con la Russia e dalle citt\u00e0 fu spostato, in condizioni terribili, verso zone periferiche dell&#039;Impero. Nonostante le condanne verso\u00a0 i Turchi per il genocidio armeno, nel dopoguerra, il primo governo turco post-impero neg\u00f2 il genocidio, che pure certamente vi fu. Le stime pi\u00f9 attendibili indicano circa 1-1.5 milioni di Armeni morti, pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione armena nell&#039;Impero. Video-lezione - Parte 2 Il biennio 1917-1918: la svolta e la fine della guerra Stanchezza dei soldati e crescita del pacifismo La guerra di trincea, come gi\u00e0 accennato, aveva pesantemente provato i soldati. Ribellioni, insubordinazioni e diserzioni diventavano sempre pi\u00f9 frequenti. Molti soldati si consegnavano di propria volont\u00e0 ai nemici come prigionieri di guerra. Allo stesso modo, la societ\u00e0 civile era sempre pi\u00f9 sfiduciata e provata da una guerra che sembrare risolversi in un continuo massacro, senza che se ne potesse vedere una fine. A livello politico, erano i vari partiti socialisti ad opporsi sempre pi\u00f9 alla guerra. La pace di Brest-Litovsk - 3 marzo 1918 L&#039;equilibrio delle forze in campo cambi\u00f2 in un primo momento nel febbraio 1917, quando la Russia, che, oltre alle perdite lamentava anche una gestione indegna del conflitto, fu travolta dalla rivoluzione. La situazione si protrasse per almeno un anno, in cui la Russia fu pi\u00f9 impegnata dai suoi problemi interni che dalla guerra, e, alla fine, il sentimento rivoluzionario e antibellico ebbe la meglio. Nell&#039;ottobre del 1917 per la Russia si apriva la lunga stagione del comunismo, ed il nuovo governo voleva far uscire la Russia dal conflitto. Cos\u00ec, il 3 marzo 1918 la Russia firm\u00f2 insieme agli imperi centrali la pace di Brest-Litovsk che, di fatto, sanciva la vittoria degli imperi centrali sul fronte orientale. In base a questo trattato la Russia avrebbe dovuto cedere alla Germania i Paesi sul Baltico e la Polonia. L&#039;Ucraina otteneva cos\u00ec l&#039;indipendenza. L&#039;appoggio statunitense all&#039;Intesa L&#039;ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra mondiale fu abbastanza tardivo. La politica statunitense, guidata dal Presidente Woodrow Wilson era improntata all&#039;isolazionismo. Tuttavia, il rilancio della guerra sottomarina illimitata da parte dei Tedeschi, che non erano riusciti a opere il blocco navale con la battaglia dello Jutland, rappresentava una minaccia per gli Stati Uniti, per almeno due motivi: dall&#039;inizio della guerra i rapporti commerciali tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia si erano intensificati significativamente e la guerra sottomarina danneggiava anche i mercantili americania. L&#039;eventuale sconfitta di Francia e Gran Bretagna avrebbe significato l&#039;impossibilit\u00e0 per gli Stati Uniti di riscuotere i crediti che avevano verso questi Stati. Gli Stati uniti dichiarano quindi guerra alla Germania il 6 aprile 1917, mentre i primi reparti di fanteria non sarebbero arrivati prima della primavera del 1918. L&#039;agosto del 1918 \u00e8 segnato dalla controffensiva dell&#039;Intesa sul fronte occidentale. Gli imperi centrali son costretti ad arretrare, mentre i Turchi vengono definitivamente sconfitti dagli Inglesi nell&#039;ottobre del 1918. L&#039;Italia dalla disfatta di Caporetto al successo di Vittorio Veneto L&#039;uscita della Russia dal teatro bellico permise alla Germania e all&#039;Austria di spostare uomini e risorse sul fronte occidentale. Una delle conseguenze di tale irrobustimento del fronte occidentale fu devastante per l&#039;Italia, ovvero la devastante sconfitta subita dall&#039;esercito regio a Caporetto, il 24 ottobre 1917. La disfatta fu di enormi dimensioni: tedeschi e austriaci penetrarono nel territorio italiano per 150 chilometri, riducendo di 400000 unit\u00e0 i soldati italiani, in ritirata disordinata. Il disastro di Caporetto ebbe importanti conseguenze politiche come la caduta del governo Boselli e la nascita del governo presieduto da Vittorio Emanuele Orlando (ottobre 1917-giugno 1919). Da punto di vista bellico, Cadorna fu sostituito da Armando Diaz, un generale pi\u00f9 giovane e accorto, pi\u00f9 consapevole della stanchezza dei soldati e del valore della loro vita, attento al loro addestramento. Diaz organizz\u00f2 un nuovo fronte di difesa sul Piave che riusc\u00ec ad arrestare l&#039;avanzata austriaca. Nell&#039;anno successivo, il fronte italiano era ritornato a stabilizzarsi. Tuttavia, il malcontento generale per la guerra continuava a montare in tutte le nazioni coinvolte. Nel settembre del 1918 la Bulgaria si arrese ai Francesi e ai Serbi, mentre l&#039;Austria pativa le dichiarazioni di indipendenza dei Paesi balcanici come Iugoslavia, Cecoslovacchia e Ungheria. Il 29 ottobre un attacco italiano a Vittorio Veneto sconfisse definitivamente l&#039;esercito austriaco che si arrese firmando l&#039;armistizio il 3 novembre,\u00a0 a Villa Giusti, nel padovano. La caduta degli imperi centrali e la fine della guerra Importante \u00e8 certamente ricordare che la sconfitta di Vittorio Veneto che questo evento segna di fatto la fine dell&#039;Impero Austriaco. L&#039;11 novembre l&#039;imperatore Carlo I abdic\u00f2 e l&#039;Austria divenne una repubblica. Contemporaneamente, il 9 novembre, a Berlino una rivoluzione pone fine al Secondo Reich: nasce un governo socialdemocratico guidato da Friedrich Ebert e Guglielmo II \u00e8 costretto alla fuga. Due giorni dopo, l&#039;11 novembre 1918, la Grande Guerra si conclude, con il nuovo governo tedesco che firma l&#039;armistizio a Rethondes, in Francia. Il numero dei morti\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 5.5531 13.0028 4.99931 13.0028C4.44552 13.0028 3.99793 12.5552 3.99793 12.0014V9.99862ZM8.99724 13.9966C8.99724 14.5503 8.54966 14.9979 7.99586 14.9979C7.44207 14.9979 6.99448 14.5503 6.99448 13.9966V7.99586C6.99448 7.44207 7.44207 6.99448 7.99586 6.99448C8.54966 6.99448 8.99724 7.44207 8.99724 7.99586V13.9966ZM12.0014 17.0007C12.0014 17.5545 11.5538 18.0021 11 18.0021C10.4462 18.0021 9.99862 17.5545 9.99862 17.0007V4.99931C9.99862 4.44552 10.4462 3.99793 11 3.99793C11.5538 3.99793 12.0014 4.44552 12.0014 4.99931V17.0007ZM14.9979 13.9966C14.9979 14.5503 14.5503 14.9979 13.9966 14.9979C13.4428 14.9979 12.9952 14.5503 12.9952 13.9966V7.99586C12.9952 7.44207 13.4428 6.99448 13.9966 6.99448C14.5503 6.99448 14.9979 7.44207 14.9979 7.99586V13.9966ZM18.0021 12.0014C18.0021 12.5552 17.5545 13.0028 17.0007 13.0028C16.4469 13.0028 15.9993 12.5552 15.9993 12.0014V9.99862C15.9993 9.44483 16.4469 8.99724 17.0007 8.99724C17.5545 8.99724 18.0021 9.44483 18.0021 9.99862V12.0014Z\"\/><\/svg><span class=\"responsivevoice-button__label\">Ascolta questo articolo<\/span><\/button><\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Indice<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6ad05d3bd7399\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6ad05d3bd7399\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Riepilogo_delle_cause\" >Riepilogo delle cause<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Dallinizio_della_guerra_allintervento_italiano_%E2%80%93_1914-1915\" >Dall&#8217;inizio della guerra all&#8217;intervento italiano &#8211; 1914-1915<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Scatta_il_sistema_di_alleanze\" >Scatta il sistema di alleanze<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Le_forze_schierate\" >Le forze schierate<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Le_nuove_armi\" >Le nuove armi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#La_propaganda_e_notizie_false\" >La propaganda e notizie false<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Linizio_della_guerra\" >L&#8217;inizio della guerra<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_fronte_occidentale\" >Il fronte occidentale<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_fronte_orientale\" >Il fronte orientale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#LItalia_dalla_neutralita_allintervento\" >L&#8217;Italia dalla neutralit\u00e0 all&#8217;intervento<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#I_neutralisti\" >I neutralisti<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Gli_interventisti\" >Gli interventisti<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_Patto_di_Londra_e_lentrate_in_guerra-_26_aprile-24_maggio_1915\" >Il Patto di Londra e l&#8217;entrate in guerra-\u00a0 26 aprile-24 maggio 1915<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Video-lezione_%E2%80%93_Parte_1\" >Video-lezione &#8211; Parte 1<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_biennio_1915-1916\" >Il biennio 1915-1916<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_fronte_italiano\" >Il fronte italiano<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#In_Europa_centrale_Verdun_e_il_contrattacco_sulla_Somme\" >In Europa centrale: Verdun e il contrattacco sulla Somme<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-18\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#In_Europa_orientale_occupazione_della_Polonia_e_della_Serbia\" >In Europa orientale: occupazione della Polonia e della Serbia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-19\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#_FOCUS_%E2%80%93_Linferno_della_trincea\" >\u00a0FOCUS &#8211; L&#8217;inferno della trincea<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-20\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#La_guerra_in_mare\" >La guerra in mare<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-21\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Limpero_ottomano_e_il_genocidio_degli_Armeni_-1915-1916\" >L&#8217;impero ottomano e il genocidio degli Armeni -1915-1916<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-22\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Video-lezione_%E2%80%93_Parte_2\" >Video-lezione &#8211; Parte 2<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-23\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_biennio_1917-1918_la_svolta_e_la_fine_della_guerra\" >Il biennio 1917-1918: la svolta e la fine della guerra<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-24\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Stanchezza_dei_soldati_e_crescita_del_pacifismo\" >Stanchezza dei soldati e crescita del pacifismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-25\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#La_pace_di_Brest-Litovsk_%E2%80%93_3_marzo_1918\" >La pace di Brest-Litovsk &#8211; 3 marzo 1918<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-26\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Lappoggio_statunitense_allIntesa\" >L&#8217;appoggio statunitense all&#8217;Intesa<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-27\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#LItalia_dalla_disfatta_di_Caporetto_al_successo_di_Vittorio_Veneto\" >L&#8217;Italia dalla disfatta di Caporetto al successo di Vittorio Veneto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-28\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#La_caduta_degli_imperi_centrali_e_la_fine_della_guerra\" >La caduta degli imperi centrali e la fine della guerra<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-29\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Il_numero_dei_morti\" >Il numero dei morti<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-30\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Video-lezione_-_Parte_3\" >Video-lezione - Parte 3<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-31\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Timeline_della_Prima_Guerra_Mondiale\" >Timeline della Prima Guerra Mondiale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-32\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/07\/14\/la-prima-guerra-mondiale-1914-1918\/#Mappa_-_Le_principali_battaglie_della_Prima_Guerra_Mondiale\" >Mappa - Le principali battaglie della Prima Guerra Mondiale<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Riepilogo_delle_cause\"><\/span>Riepilogo delle cause<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/06\/19\/le-cause-della-prima-guerra-mondiale-1900-1914\/\">trattato le cause della Prima Guerra Mondiale<\/a> in questo articolo. Come riepilogo forniamo una tabella sinottica di quelle cause.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Cause politiche<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Cause economiche<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Cause militari<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Cause culturali<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Il desiderio di rivincita dei Francesi nei confronti dei Tedeschi per la sconfitta nella Guerra franco-prussiana<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">La rivalit\u00e0 economica relativa alle colonie tra Gran Bretagna e la Germania<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">La politica militarista delle potenze<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Diffusione del nazionalismo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Il contenzioso tra Austria e Russia per il controllo dei Balcani<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">La necessit\u00e0 delle grandi potenze di rifornirsi di materie prime e di garantirsi ampi mercati per favorire lo sviluppo industriale<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">La corsa agli armamenti degli Stati europei industrializzati<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Tesi razziste sulla necessit\u00e0 di salvaguardare l&#8217;identit\u00e0 nazionale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Il malcontento delle varie nazionalit\u00e0 all&#8217;interno dell&#8217;Impero Austro-Ungarico<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">L&#8217;applicazione del darwinismo sociale alle relazioni internazionali<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">Il declino dell&#8217;Impero Ottomano<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Gli atteggiamenti favorevoli alla guerra diffusi tra i giovani<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">La presenza di due sistemi di alleanza\/blocchi contrapposti, la Triplice intesa e la Triplice Alleanza<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">L&#8217;esaltazione della guerra e della violenza da parte di movimenti culturali, ad esempio il futurismo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dallinizio_della_guerra_allintervento_italiano_%E2%80%93_1914-1915\"><\/span>Dall&#8217;inizio della guerra all&#8217;intervento italiano &#8211; 1914-1915<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Scatta_il_sistema_di_alleanze\"><\/span>Scatta il sistema di alleanze<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>La Grande Guerra inizia<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/06\/19\/le-cause-della-prima-guerra-mondiale-1900-1914\/\">come abbiamo visto<\/a><strong>, con la dichiarazione di guerra da parte dell&#8217;Austria-Ungheria alla Serbia il 28 luglio 1914<\/strong>. La dichiarazione di guerra austro-ungarica non \u00e8 che il primo pezzo del domino. Il sistema di alleanze e tale che tra il 28 luglio e il 4 agosto una serie di Stati dichiararono ad altri Stati:<\/p>\n<ul>\n<li>il 29 luglio lo zar Nicola II ordin\u00f2 la mobilitazione generale contro l&#8217;Austria-Ungheria;<\/li>\n<li>il 1 agosto la Germania dichiar\u00f2 guerra alla Russia per poi dichiarare il 3 agosto guerra alla Francia;<\/li>\n<li>il 4 agosto la Gran Bretagna dichiar\u00f2 guerra alla Germania, che intanto attuava il piano Schlieffen invadendo il Belgio per poi puntare alla Francia<span title='Vedi pi\u00f9 avanti.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Vedi pi\u00f9 avanti.<\/span><\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_forze_schierate\"><\/span>Le forze schierate<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Nel seguente grafico interattivo forniamo una panoramica delle forze in campo schierate degli Stati nella Grande Guerra.<\/p>\n<p><iframe id=\"datawrapper-chart-66Ea8\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" title=\"Le forze schierate nella Prima Guerra Mondiale\" src=\"https:\/\/datawrapper.dwcdn.net\/66Ea8\/2\/\" height=\"1219\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" aria-label=\"chart\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",(function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}}))}();\n<\/script><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_nuove_armi\"><\/span>Le nuove armi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Non \u00e8 possibile comprendere la specificit\u00e0 della Grande Guerra senza comprendere il potenziale distruttivo legato alle nuove innovazioni tecnologiche e belliche. Il modo di condurre la guerra nel Novecento \u00e8 profondamente diverso da quello dell&#8217;Ottocento<span title='Si veda la tabella di confronto sotto.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Si veda la tabella di confronto sotto.<\/span><\/span>, e se questo \u00e8 vero lo \u00e8 essenzialmente per le nuove armi, che elenchiamo di seguito.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Le mitragliatrici<\/strong>. Capaci di sparare centinaia di proiettili al minuto, queste nuove armi insieme ai <strong>fucili automatici<\/strong> e alle <strong>granate<\/strong>, rendevano assolutamente impraticabile lo scontro frontale, e furono uno dei principali motivi del <strong>trinceramento<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Le armi chimiche<\/strong>, in particolare i <strong>gas<\/strong>. I gas venivano rilasciati nella direzione del vento e potevano causare ustioni, avvelenamento e, ovviamente, la morte.<strong> Il primo utilizzo del gas in guerra fu quello tedesco nella citt\u00e0 belga di Ypres il 22 aprile 1915<\/strong><span title='Il gas venne chiamato infatti iprite.' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Il gas venne chiamato infatti iprite.<\/span><\/span>. Gli eserciti trovarono poi delle contromisure ai gas come la <strong>maschera antigas<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;aviazione<\/strong>. Per la prima volta nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 la guerra veniva condotta anche nei cieli. L&#8217;utilizzo degli aerei militari si limit\u00f2 tuttavia alla ricognizione o a episodici bombardamenti.<\/li>\n<li><strong>Il carro armato<\/strong>. Dapprima i carro armati non erano altro che dei piccoli camioncini blindati dal telaio blindato sui quali veniva montata una mitragliatrice. Il passo successivo fu quello di sostituire alle ruote gommate i cingolati<\/li>\n<li>I <strong>sottomarini<\/strong>. I primi modelli di sottomarino risalivano gi\u00e0 alla <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/11\/la-guerra-di-secessione-americana-1861-1865\/\">Guerra di Secessione<\/a> (1861-1865), ma durante il primo conflitto mondiale sopratutto quelli tedeschi, gli <strong><em>U-Boot<\/em><\/strong>, divennero i protagonisti di <strong>una guerra illimitata nell&#8217;Atlantico<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2706 size-full\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280.jpg\" alt=\"Un carro armato britannico Mark V \" width=\"799\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280.jpg 799w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280-768x379.jpg 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280-780x385.jpg 780w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280-24x12.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280-36x18.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/tumblr_pd5gddO5z71tmasqro4_1280-48x24.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px\" \/> Un carro armato britannico <em>Mark V &#8211; <a href=\"https:\/\/www.iwm.org.uk\/collections\/item\/object\/205165346\">\u00a9 IWM Q 106497<\/a><\/em><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Guerre ottocentesche<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Prima Guerra Mondiale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Fattori decisivi<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<ul>\n<li>Abilit\u00e0 tattica dei comandanti<\/li>\n<li>Fattore sorpresa<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Modernit\u00e0 degli armamenti e apparato industriale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Armi<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Tradizionali<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Sviluppo di armi innovative, in particoalre di artiglieria pesante, ma anche aviazione e sottomarini, gas.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Forze<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Militari di professione al fronte<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Ingenti quantit\u00e0 di unit\u00e0 militari; mobilitazione generale; coinvolgimento della popolazione civile.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Tecniche di combattimento<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Scontri in campo aperto<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Guerra di posizione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Obiettivi<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Conquista del territorio nemico<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Esaurimento delle risorse del nemico, logoramento<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Ernest Toller<\/strong><span title='Vissuto tra il 1893 e il 1944. Toller fu un importante drammaturgo che emigr\u00f2 negli Stati Uniti dopo che il nazismo prese il potere in Germania.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Vissuto tra il 1893 e il 1944. Toller fu un importante drammaturgo che emigr\u00f2 negli Stati Uniti dopo che il nazismo prese il potere in Germania.<\/span><\/span>, intellettuale e veterano tedesco, ha proprio scritto a proposito di questo nuovo tipo di guerra, cos\u00ec diversa da quelle dell&#8217;Ottocento:<\/p>\n<blockquote><p><em>Invece di essere riusciti a sottrarsi dal disumano meccanismo della moderna societ\u00e0 tecnologica, i soldati s&#8217;avvidero\u00a0 che la tecnologia dominava in maniera ancora pi\u00f9 tirannica che in tempo di pace. Uomini che avevano creduto di poter riscattare attraverso gesta cavalleresche la loro spiritualit\u00e0 dall&#8217;onnipotenza delle forze materiali e tecnologiche, scoprirono che nella moderna guerra di materiali il trionfo della macchina sull&#8217;individuo raggiunge la sua forma assoluta.<\/em><span title='Il testo di Toller \u00e8 riportato in E.J. Leed, Terra di nessuno. Esperienza bellica e identit\u00e0 personale nella Prima Guerra Mondiale, trad. it di R. Falcioni, il Mulino, Bologna, 1985, pp.43-46.' class='inline-footnote' style=''>5<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Il testo di Toller \u00e8 riportato in E.J. Leed, <em>Terra di nessuno. Esperienza bellica e identit\u00e0 personale nella Prima Guerra Mondiale<\/em>, trad. it di R. Falcioni, il Mulino, Bologna, 1985, pp.43-46.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_propaganda_e_notizie_false\"><\/span>La propaganda e notizie false<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La Grande Guerra \u00e8 anche peculiare per la <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>propaganda<\/strong><\/span>, che definiamo di seguito<span title='Definizione presa da A.M. Banti, Il senso del tempo &#8211;\u00a0 Vol.3 &#8211; 1900-0ggi, Laterza, Roma-Bari, 2012, p.120.' class='inline-footnote' style=''>6<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Definizione presa da A.M. Banti, <em>Il senso del tempo &#8211;\u00a0 Vol.3 &#8211; 1900-0ggi<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2012, p.120.<\/span><\/span>.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Propaganda<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Insieme coerente di messaggi affidati a veri media (manifesti, volantini, film e, poi, trasmissioni radiofoniche e televisive), che cercano di influenzare le convinzioni e i comportamenti del massimo numero di persone cui si rivolgono. Per questo i messaggi propagandistici non puntano a fornire informazioni imparziali, ma a suscitare reazioni emotive, sulla base di visioni o valutazioni unilaterali.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La propaganda\u00a0 ha come finalit\u00e0 la costruzione di una narrazione che giustifichi la popolazione ad agire e ad attivarsi nel contesto bellico, ognuno deve dare il suo contributo, gli uomini al fronte, le donne in patria. La propaganda si serve di quelle che <strong>Marc Bloch<\/strong> defin\u00ec le <strong>rappresentazioni collettive<\/strong>, come la cultura bellica, la mascolinit\u00e0 belligerante, la demonizzazione del nemico, la crocifissione. Tali rappresentazioni collettive non hanno nulla a che fare con la verit\u00e0, ma anzi sono la causa di notizie false:<\/p>\n<blockquote><p><em>Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita; [&#8230;] la falsa notizia \u00e8 lo specchio in cui la coscienza collettiva contempla i propri lineamenti.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_2723\" aria-describedby=\"caption-attachment-2723\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-2723\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-1024x470.jpg\" alt=\"Manifesti propagandistici della Prima Guerra Mondiale\" width=\"1024\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-1024x470.jpg 1024w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-768x352.jpg 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-1536x705.jpg 1536w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-1600x734.jpg 1600w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-780x358.jpg 780w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-24x11.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-36x17.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale-48x22.jpg 48w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Manifesti-propagandistici-della-Prima-Guerra-Mondiale.jpg 1826w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2723\" class=\"wp-caption-text\">Manifesti propagandistici della Prima Guerra Mondiale. <a href=\"https:\/\/www.arcgis.com\/apps\/Cascade\/index.html?appid=60a9807e33d849d68645765cd80e9893\">Qui<\/a> \u00e8 possibile trovare una mappa e un elenco completi di tutti i manifesti propagandistici della Prima Guerra Mondiale.<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Linizio_della_guerra\"><\/span>L&#8217;inizio della guerra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La volont\u00e0 di intraprendere la guerra era rafforzata dal fatto che la totalit\u00e0 dei capi di stato maggiore prevedeva che la guerra sarebbe stata breve. In altri termini una <strong>guerra di movimento<\/strong>, che sarebbe stata resa possibile da l&#8217;enorme potere offensivo che i nuovi armamenti offrivano. Tuttavia, alla sopravvalutazione dell&#8217;attacco corrispose una sottovalutazione della difesa. <strong>Gi\u00e0 nell&#8217;autunno del 1914 infatti la guerra di movimento di trasform\u00f2 in una guerra di logoramento<\/strong>. Iniziamo a considerare gli eventi bellici.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_fronte_occidentale\"><\/span>Il fronte occidentale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Il fronte occidentale fu segnato dall&#8217;attacco dell&#8217;esercito tedesco, che poteva vantare una logistica eccezionale grazie alla sua fitta rete ferroviaria. Le manovre dell&#8217;esercito tedesco seguivano un piano ideato sin dal 1905, il<strong> piano Schlieffen<\/strong> <span title='Alfred Graf von Schlieffen, capo di Stato Maggiore della Germania dal 1891 al 1905.' class='inline-footnote' style=''>7<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Alfred Graf von Schlieffen, capo di Stato Maggiore della Germania dal 1891 al 1905.<\/span><\/span>. Questo piano era stato studiato nell&#8217;eventualit\u00e0 di uno scenario bellico in cui la Germania si fosse trovata impegnata su un fronte occidentale e orientale, cosa che effettivamente avvenne durante la Grande Guerra.<\/p>\n<p>In base al piano Schlieffen, la Germania avrebbe dovuto invadere prontamente la Francia, passando dal Belgio e dai Paesi Bassi, incurante della loro neutralit\u00e0 per poi arrivare a catturare Parigi, rafforzando le sue posizioni difensive ad oriente. Sotto la guida del Capo di Stato Maggiore <strong>Helmuth von Moltke<\/strong><span title='Detto &#8220;il Giovane&#8221;, da non confondere con &#8220;il Vecchio&#8221;, capo di stato maggiore e feldmaresciallo prussiano, artefice delle vittorie contro l&#8217;Austria e la Francia durante gli anni di Bismarck' class='inline-footnote' style=''>8<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Detto &#8220;il Giovane&#8221;, da non confondere con &#8220;il Vecchio&#8221;, capo di stato maggiore e feldmaresciallo prussiano, artefice delle vittorie contro l&#8217;Austria e la Francia durante gli anni di Bismarck<\/span><\/span> <strong>la Germania invade effettivamente il Belgio nell&#8217;agosto del 14 e avanza rapidamente quasi sino a Parigi. Tuttavia la controffensiva francese fa arretrare il fronte &#8211; che poi si stabilizzer\u00e0 &#8211; da Ypres a Verdun, praticamente sino alla fine del conflitto<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_fronte_orientale\"><\/span>Il fronte orientale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Sul fronte orientale le prime avanzate dei Russi sembrano dare risultati. Questi risultati per\u00f2 vengono presto vanificati dagli eserciti della Germania e dell&#8217;Austria-Ungheria. Particolarmente significative le <strong>vittoriose controffensive tedesche di Tannemberg e dei Laghi Masuri nel settembre &#8217;14,<\/strong> facendo arretrare il fronte sino alla Polonia. Si ripete la stessa dinamica del fronte occidentale: una potenza avanza, ma tale avanzata viene vanificata dalle controffensive; il fronte si stabilizza e la guerra di movimento diventa guerra di logoramento o di trincea.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"LItalia_dalla_neutralita_allintervento\"><\/span>L&#8217;Italia dalla neutralit\u00e0 all&#8217;intervento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Ritorniamo in Italia, ed in particolare nell&#8217;agosto del 1914. <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/06\/16\/giolitti-e-leta-giolittiana-1901-1914\/\">Giolitti<\/a> non \u00e8 pi\u00f9 a capo del governo, sostituito da Salandra. La guerra del resto era iniziata con l&#8217;attacco dell&#8217;Austria alla Serbia. L&#8217;Italia era legata all&#8217;Austria e alla Germania dalla Triplice Alleanza, questo accordo era puramente difensivo. Di conseguenza l&#8217;Italia non era obbligata all&#8217;intervento.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_neutralisti\"><\/span>I neutralisti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>La compagine neutralista era composta sostanzialmente da tre gruppi:<\/p>\n<ul>\n<li>i <strong>liberali giolittiani,<\/strong> che reputavano di poter ottenere Trento e Trieste conservano la neutralit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>La maggioranza dei socialisti<\/strong>. Questa si ispirava ai principi di della <em>Seconda Internazionale<\/em>, nella quale era emersa la posizione secondo cui la guerra non era altro che lo sfogo di interessi capitalistici sfavorevoli al proletariato.<\/li>\n<li>Il mondo cattolico. Note sono infatti le parole di papa <strong>Benedetto XV<\/strong> che nel 1915 defin\u00ec la guerra come: <strong><em>[&#8230;] un&#8217;orrenda carneficina [&#8230;] che disonora l&#8217;Europa<\/em><\/strong>, per poi definirla, due anni pi\u00f9 tardi, nel 1917 <span style=\"color: #ff00ff;\"><em><strong>un&#8217;inutile strage<\/strong><\/em><\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<h4><\/h4>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Gli_interventisti\"><\/span>Gli interventisti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Sebbene non vi fosse obbligo d&#8217;intervento, in Italia, sebbene non fossero la maggioranza, molti gruppi propugnavano per la discese in guerra. Tra questi:<\/p>\n<ul>\n<li>i <strong>nazionalisti irredentisti<\/strong>: a questo gruppo appartenevano coloro i quali vedevano nella partecipazione alla guerra un modo per completare quel processo risorgimentale annettendo quei territori che dovevano far parte dell&#8217;Italia, <strong>Trieste<\/strong> in particolare. Emerse, in questo gruppo che poteva contare il poeta <strong>D&#8217;Annunzio<\/strong>, la convinzione, di ispirazione futurista, che partecipare alla guerra fosse sintomo della vivacit\u00e0 e della vitalit\u00e0 di una nazione. Al punto 9 del <a href=\"https:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/I_Manifesti_del_futurismo\/Fondazione_e_Manifesto_del_futurismo\"><strong><em>Manifesto del Futurismo<\/em><\/strong><\/a>, scritto dal poeta <strong>Filippo Tommaso Marinetti<\/strong> (1876-1944) si legge: &#8220;<em>Noi vogliamo glorificare <span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>l<\/strong><strong>a guerra &#8211; la sola igiene del mondo<\/strong><\/span> &#8211; il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.&#8221;<\/em><\/li>\n<li>Diverse classi sociali: in particolare <strong>i grandi industriali, che vedevano nella guerra un&#8217;occasione di arricchimento,<\/strong> ma anche tutte <strong>le alte gerarchie militari, secondo le quali la partecipazione (vittoriosa) alla guerra avrebbero portato prestigio e onore<\/strong> a Vittorio Emanuele III e all&#8217;Italia.<\/li>\n<li><strong>Alcuni esponenti democratici come Salvemini e del socialismo in particolare Bissolati e Labriola<\/strong>. Questi ultimi volevano che l&#8217;Italia si schierasse con Gran Bretagna e Francia. In questo contesto va certamente citato <strong>Mussolini<\/strong>. Gi\u00e0 direttore dell&#8217; <em><strong>Avanti!<\/strong><\/em>, <strong>il giornale di partito del <em>PSI<\/em><\/strong>, egli condusse almeno sino al novembre del 1914 una campagna a favore del neutralismo. Cambiando repentinamente opinione, fu destituito dalla carica di direttore dell&#8217;Avanti!, per poi fondare il <em><strong>Popolo d&#8217;Italia<\/strong><\/em>, che rispecchiava il sentire e le opinioni dell&#8217;interventismo di sinistra.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Patto_di_Londra_e_lentrate_in_guerra-_26_aprile-24_maggio_1915\"><\/span>Il Patto di Londra e l&#8217;entrate in guerra-\u00a0 26 aprile-24 maggio 1915<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Ad ogni modo l&#8217;Italia si risolse per l&#8217;intervento. La frangia interventista, pur essendo minoritaria, ottenne certamente una grande visibilit\u00e0 e incisivit\u00e0. Il governo italiano, per poco meno di un anno dopo l&#8217;inizio della Grande Guerra, si impegn\u00f2 in una serie di opportunistiche trattative. Lo scopo era ovviamente ottenere quei territori irredenti. Gli accordi con l&#8217;Austria, con la quale pure l&#8217;Italia era alleata, non ebbero alcun esito. L&#8217;Austria aveva iniziato la guerra e ben altre\u00a0 erano le sue priorit\u00e0 rispetto all&#8217;eventuale rinuncia ad alcuni territori a favore dell&#8217;Italia. Il governo italiano si risolse quindi nello schierarsi a favore delle potenze dell&#8217;<em>Intesa<\/em>. Tale schieramento si concretizz\u00f2 nel succulento <strong>Patto di Londra<\/strong> (26 aprile 1915), <strong>che il ministro degli esteri Sidney Sonnino firm\u00f2 segretamente, all&#8217;insaputa del Parlamento<\/strong>. In base a tale Patto, l&#8217;Italia, per la sua partecipazione alla guerra, in caso di vittoria, avrebbe ottenuto:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Trento;<\/strong><\/li>\n<li><strong>Trieste;<\/strong><\/li>\n<li><strong>il Sud Tirolo;<\/strong><\/li>\n<li><strong>\u00a0l&#8217;Istria (non Fiume per\u00f2);<\/strong><\/li>\n<li><strong>le isole del Dodecaneso <\/strong><span title='Gi\u00e0 occupate nel contesto della conquista della Libia.' class='inline-footnote' style=''>9<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Gi\u00e0 occupate nel contesto della conquista della Libia.<\/span><\/span><strong>;<\/strong><\/li>\n<li><strong>Valona in Albania;<\/strong><\/li>\n<li><strong>un bacino carbonifero in Turchia;<\/strong><\/li>\n<li><strong>parte delle colonie tedesche in Africa.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel mese successivo il govern\u00f2 appoggi\u00f2 ed anzi istig\u00f2 le manifestazioni interventiste, in cui spiccarono Mussolini e D&#8217;Annunzio, che defin\u00ec quei giorni come le <strong>radiose giornate<\/strong>. Alla fine le posizioni neutraliste furono piegate e il governo Salandra si risolse nel <strong>dichiarare guerra all&#8217;Austria-Ungheria il 24 maggio 1915<\/strong><span title='La guerra alla Germania sar\u00e0 dichiarata solo e soltanto pi\u00f9 di un anno dopo, nell&#8217;agosto del &#8217;16.' class='inline-footnote' style=''>10<span class='footnoteContent' style='display:none;'>La guerra alla Germania sar\u00e0 dichiarata solo e soltanto pi\u00f9 di un anno dopo, nell&#8217;agosto del &#8217;16.<\/span><\/span>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_%E2%80%93_Parte_1\"><\/span>Video-lezione &#8211; Parte 1<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Prima Guerra Mondiale - 1914-1918 - Parte 1 -  Dallo scoppio della guerra all&#039;intervento italiano\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/35_iZnsPDDU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_biennio_1915-1916\"><\/span>Il biennio 1915-1916<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_fronte_italiano\"><\/span>Il fronte italiano<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Come sappiamo, l&#8217;Italia entra nel conflitto dichiarando guerra all&#8217;Austria-Ungheria. Si viene cos\u00ec a creare un fronte che va dall&#8217;Isonzo al Carso. Le truppe italiane, sotto la guida del <strong>generale Cadorna<\/strong> nel 1915, sferrarono quattro assalti che non produssero alcun risultato se non <strong>250000 morti<\/strong>. L&#8217;anno successivo gli Austriaci portarono contro gli Italiani la <strong><em>Strafexpedition<\/em><\/strong>, ovvero la spedizione punitiva per il tradimento italiano. Il fronte italiano arretra, ma tuttavia le truppe di Cadorna riescono a contenere gli Austriaci.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"In_Europa_centrale_Verdun_e_il_contrattacco_sulla_Somme\"><\/span>In Europa centrale: Verdun e il contrattacco sulla Somme<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Le stesse dinamiche si ripetono tra Francia e Germania. Nel 1916 i Tedeschi portano un efferato attacco nella <strong>piazzaforte di Verdun<\/strong>, a cui Francesi e Inglesi rispondono con un contrattacco <strong>sulla Somme<\/strong>, un fiume poco pi\u00f9 a Nord. Anche qui, come anticipato, non ci sono risultati concreti: lo spreco di vite umane \u00e8 enorme, i risultati ottenuti praticamente nulli.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"In_Europa_orientale_occupazione_della_Polonia_e_della_Serbia\"><\/span>In Europa orientale: occupazione della Polonia e della Serbia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Al confine con la Russia e con i Paesi dell&#8217;Est,\u00a0 i Tedeschi e gli Austriaci conseguono risultati pi\u00f9 apprezzabili. In particolare, gi\u00e0 n<strong>el 1915, l&#8217;Austria riesce ad occupare la Serbia, mentre la Germani occupa la Polonia<\/strong>.<\/p>\n<table style=\"background-color: #ff6f3b;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"_FOCUS_%E2%80%93_Linferno_della_trincea\"><\/span><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><strong>FOCUS &#8211; L&#8217;inferno della trincea<\/strong><\/span><\/span><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000000;\">La trincea \u00e8 certamente il simbolo pi\u00f9 rappresentativo della Prima Guerra Mondiale. Un trincea \u00e8 sostanzialmente un fossato utile a mettere al riparo i soldati dalla potenza di fuoco delle nuove armi. Nelle trincee i soldati rimanevano per giorni, settimane ed anche mesi. Le condizioni di vita nella trincea erano pessime. <strong>I soldati soffrivano il freddo invernale e la mancanza di adeguati approvvigionamenti<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Le condizioni igieniche erano parimenti pessime<\/strong>. Non esistevano bagni dove poter espletare i propri bisogni, i vestiti non erano cambiati con regolarit\u00e0 data l&#8217;impossibilit\u00e0 di muoversi, i <strong>topi<\/strong>, <strong>i pidocchi<\/strong> e le malattie erano all&#8217;ordine del giorno, soprattutto di <strong>colera<\/strong>, <strong>malaria<\/strong> e <strong>dissenteria<\/strong>.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2744\" aria-describedby=\"caption-attachment-2744\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2744\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/iww.jpg\" alt=\"Soldati in trincea durante la Prima Guerra Mondiale\" width=\"650\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/iww.jpg 650w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/iww-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/iww-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/iww-36x23.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/iww-48x31.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2744\" class=\"wp-caption-text\">Soldati in trincea durante la Prima Guerra Mondiale<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A questo si deve certamente aggiungere i bombardamenti continui dell&#8217;artiglieria, una <strong>sensazione di morte imminente<\/strong> sempre presente, gli assalti contro il nemico, che spesso si risolvevano in un&#8217;inutile carneficina. Non \u00e8 un caso che l&#8217;amor di patria venisse sostituito dallo spirito di sopravvivenza in modo che avvennero <strong>numerosissimi episodi di diserzione<\/strong>. I comandanti in capo degli eserciti, tra cui lo stesso Cadorna, furono severissimi nel punire queste defezioni. In alcuni casi si procedette anche con la <strong>decimazione<\/strong>, una antica tradizione romana di disciplina militare che consisteva nell&#8217;uccidere un soldato ogni dieci nei reparti insubordinati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Riportiamo una testimonianza, una lettera di un soldato italiano della vita in trincea:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000;\">Sono qui in una vita spaventosa in trincea, a centosettanta metri dagli Austriaci. [&#8230;] Ho passato due notti consecutive in trincea [&#8230;] sotto la pioggia che m&#8217;immollava fino alle ossa e mi riduceva a un solo mucchio di cenci acquosi e fangosi. [&#8230;] Eppure dormivo, a tratti seduto sulla terra fredda, immerso nell&#8217;acqua e nel fango, mentre i razzi nemici sbiancavano le nostre trincee.[&#8230;]<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Qui, dinanzi alla spaventosa realt\u00e0 che chiama disperatamente a raccolta tutti gli istinti della vita, non pu\u00f2 esserci entusiasmo. C&#8217;\u00e8 senso del dovere. In Italia bisogna che non s&#8217;illudano [&#8230;]. La nostra guerra sar\u00e0 lunga, dura, feroce. <span title='A.Omodeo, Momenti della vita di guerra, Einaudi, Torino, 1968.' class='inline-footnote' style=''>11<span class='footnoteContent' style='display:none;'>A.Omodeo,<em> Momenti della vita di guerra<\/em>, Einaudi, Torino, 1968.<\/span><\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_guerra_in_mare\"><\/span>La guerra in mare<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La guerra non si combatte solo a terra, ma anche in mare, dove, gi\u00e0 nel 1914 la marina tedesca riesce a catturare\/affondare una quarantina di imbarcazioni, non solo militari ma anche mercantili. <strong>Tra il 1914 e il 1915 la Gran Bretagna risponde con un blocco navale nel Mar del Nord al quale i Tedeschi reagiscono con i sottomarini, che affondando indiscriminatamente ogni nave mercantile diretta verso le isole britanniche<\/strong>.<\/p>\n<p>Uno dei momenti di maggiore tensione nella guerra sottomarina fu l&#8217;affondamento del transatlantico <strong>RMS Lusitania da parte dell&#8217;U-20 tedesco<\/strong> (<strong>7 maggio 1915<\/strong>). Il Lusitania, che era partito da New York per arrivare a Liverpool, ospitava anche <strong>128 cittadini statunitensi<\/strong> e l&#8217;episodio suscit\u00f2 un&#8217;ondata di protesta tale che la marina tedesca si risolse col sospendere temporaneamente la guerra sottomarina. Dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti non sarebbero entrati in guerra prima della primavera del 1917.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2738\" aria-describedby=\"caption-attachment-2738\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2738\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lusitania.jpg\" alt=\"George Grantham Bain Collection\/Library of Congress, Washington, D.C. (digital file no. 3g13287u)\" width=\"700\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lusitania.jpg 700w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lusitania-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lusitania-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lusitania-36x23.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/lusitania-48x31.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2738\" class=\"wp-caption-text\">Il transatlantico Lusitania\u00a0 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Lusitania-British-ship\">George Grantham Bain Collection\/Library of Congress, Washington, D.C. (digital file no. 3g13287u)<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>La sospensione della guerra sottomarina permise alla Gran Bretagna di irrigidire il blocco navale estendendolo agli Stati alleati della Germania, sino a che, nel tentativo di sfondare il blocco, non si arriva alla <strong>battaglia navale dello Jutland<\/strong> (<strong>31 maggio-2 giugno 1916<\/strong>). La vittoria \u00e8 tedesca ma non \u00e8 decisiva: la Germania decide di riprendere con la guerra sottomarina.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2739\" aria-describedby=\"caption-attachment-2739\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2739\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25.jpg\" alt=\"Un U-Boot tedesco, l'U-25\" width=\"800\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25.jpg 800w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25-300x159.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25-768x406.jpg 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25-780x412.jpg 780w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25-24x13.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25-36x19.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/U-25-48x25.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2739\" class=\"wp-caption-text\">Un <em>U-Boot<\/em> tedesco, l&#8217;U-25<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Limpero_ottomano_e_il_genocidio_degli_Armeni_-1915-1916\"><\/span>L&#8217;impero ottomano e il genocidio degli Armeni -1915-1916<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Oltre che per la guerra di trincea e per gli assalti che si risolvevano in massacri senza risultati significativi, la Prima Guerra Mondiale \u00e8 stata anche lo sfortunato teatro del coinvolgimento dei civili. In particolare, l&#8217;episodio pi\u00f9 deprecabile fu il <strong><span style=\"color: #3019ff;\">genocidio<\/span> degli Armeni<\/strong> da parte dell&#8217;Impero Ottomano tra il 1915 e il 1916.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Genocidio<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il termine \u00e8 stato coniato nel 1944 dal giurista polacco Raphael Lemkin e deriva dal greco <em>gh\u00e9nos<\/em> (razza, stirpe) e dal verbo latino <em>caedo<\/em> (uccidere). La parola sta ad indicare letteralmente &#8220;l&#8217;uccisione di un popolo&#8221;. Il genocidio degli Armeni fu il primo genocidio del XX secolo. Il genocidio \u00e8 inoltre considerato un crimine contro l&#8217;umanit\u00e0 dalle Nazioni unite dal 1946.\u00a0<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le motivazioni del genocidio armeno vanno cercate nell&#8217;intolleranza e nel nazionalismo turchi. L&#8217;Impero Ottomano stava vivendo un periodo di profonda crisi, con periodici ridimensionamenti territoriali. Sin dalla prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento aveva dovuto concedere l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/04\/i-moti-insurrezionali-dellottocento-1820-1831\/#La_Grecia_conquista_l%E2%80%99indipendenza_%E2%80%93_1829\">indipendenza alla Grecia<\/a> fino ad vedersi <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/06\/16\/giolitti-e-leta-giolittiana-1901-1914\/#La_conquista_della_Libia\">sottratta la Libia dagli Italiani nel 1912<\/a>. L&#8217;impero, la cui religione maggioritaria era l&#8217;Islam, ospitava al suo interno due milioni di Armeni, di religione cristiana, che iniziarono a rivendicare l&#8217;autonomia sia dagli anni Novanta dell&#8217;Ottocento.<\/p>\n<p>La situazione degli Armeni si aggrava con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale perch\u00e9 il popolo era diviso: una parte \u00e8 nei confini dell&#8217;Impero Ottomano, l&#8217;altra si trova in Russia, mentre Russi e Turchi erano ovviamente in guerra, appartenendo ad alleanze diverse. Molti Armeni, volendo evitare una guerra fratricida, decisero di disertare e il governo Turco inizi\u00f2 a dubitare della lealt\u00e0 del popolo armeno.<\/p>\n<p><strong>Si decise cos\u00ec per la deportazione e lo sterminio del popolo Armeno che dal confine con la Russia e dalle citt\u00e0 fu spostato, in condizioni terribili, verso zone periferiche dell&#8217;Impero<\/strong>. Nonostante le condanne verso\u00a0 i Turchi per il genocidio armeno, nel dopoguerra, <strong>il primo governo turco post-impero neg\u00f2 il genocidio, che pure certamente vi fu<\/strong>. <strong>Le stime pi\u00f9 attendibili indicano circa 1-1.5 milioni di Armeni morti, pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione armena nell&#8217;Impero<\/strong>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_%E2%80%93_Parte_2\"><\/span>Video-lezione &#8211; Parte 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Prima Guerra Mondiale  - 1914-1918 - Parte 2  -Il biennio 1915-1916\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1U66E-2_TcY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_biennio_1917-1918_la_svolta_e_la_fine_della_guerra\"><\/span>Il biennio 1917-1918: la svolta e la fine della guerra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Stanchezza_dei_soldati_e_crescita_del_pacifismo\"><\/span>Stanchezza dei soldati e crescita del pacifismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La guerra di trincea, come gi\u00e0 accennato, aveva pesantemente provato i soldati. Ribellioni, insubordinazioni e diserzioni diventavano sempre pi\u00f9 frequenti. Molti soldati si consegnavano di propria volont\u00e0 ai nemici come prigionieri di guerra.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la societ\u00e0 civile era sempre pi\u00f9 sfiduciata e provata da una guerra che sembrare risolversi in un continuo massacro, senza che se ne potesse vedere una fine. A livello politico, erano i vari <strong>partiti socialisti<\/strong> ad opporsi sempre pi\u00f9 alla guerra.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_pace_di_Brest-Litovsk_%E2%80%93_3_marzo_1918\"><\/span>La pace di Brest-Litovsk &#8211; 3 marzo 1918<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;equilibrio delle forze in campo cambi\u00f2 in un primo momento nel febbraio 1917, quando la Russia, che, oltre alle perdite lamentava anche una gestione indegna del conflitto, fu travolta dalla rivoluzione. La situazione si protrasse per almeno un anno, in cui la Russia fu pi\u00f9 impegnata dai suoi problemi interni che dalla guerra, e, alla fine, il sentimento rivoluzionario e antibellico ebbe la meglio. <strong>Nell&#8217;ottobre del 1917 per la Russia si apriva la lunga stagione del comunismo<\/strong>, ed il nuovo governo voleva far uscire la Russia dal conflitto. Cos\u00ec, <strong>il 3 marzo 1918 la Russia firm\u00f2 insieme agli imperi centrali la pace di Brest-Litovsk<\/strong> che, di fatto, sanciva la vittoria degli imperi centrali sul fronte orientale. In base a questo trattato la Russia avrebbe dovuto cedere alla Germania i Paesi sul Baltico e la Polonia. L&#8217;Ucraina otteneva cos\u00ec l&#8217;indipendenza.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lappoggio_statunitense_allIntesa\"><\/span>L&#8217;appoggio statunitense all&#8217;Intesa<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra mondiale fu abbastanza tardivo. La politica statunitense, guidata dal Presidente Woodrow Wilson era improntata all&#8217;isolazionismo. Tuttavia, il rilancio della guerra sottomarina illimitata da parte dei Tedeschi, che non erano riusciti a opere il blocco navale con la battaglia dello Jutland, rappresentava una minaccia per gli Stati Uniti, per almeno due motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>dall&#8217;inizio della guerra i rapporti commerciali tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia si erano intensificati significativamente e la guerra sottomarina danneggiava anche i mercantili americania.<\/li>\n<li>L&#8217;eventuale sconfitta di Francia e Gran Bretagna avrebbe significato l&#8217;impossibilit\u00e0 per gli Stati Uniti di riscuotere i crediti che avevano verso questi Stati.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Gli Stati uniti dichiarano quindi guerra alla Germania il 6 aprile 1917<\/strong>, mentre i primi reparti di fanteria non sarebbero arrivati prima della primavera del 1918.<\/p>\n<p>L&#8217;agosto del 1918 \u00e8 segnato dalla controffensiva dell&#8217;Intesa sul fronte occidentale. Gli imperi centrali son costretti ad arretrare, mentre i<strong> Turchi vengono definitivamente sconfitti dagli Inglesi nell&#8217;ottobre del 1918<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"LItalia_dalla_disfatta_di_Caporetto_al_successo_di_Vittorio_Veneto\"><\/span>L&#8217;Italia dalla disfatta di Caporetto al successo di Vittorio Veneto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;uscita della Russia dal teatro bellico permise alla Germania e all&#8217;Austria di spostare uomini e risorse sul fronte occidentale. Una delle conseguenze di tale irrobustimento del fronte occidentale fu devastante per l&#8217;Italia, ovvero la <strong>devastante sconfitta subita dall&#8217;esercito regio a Caporetto<\/strong><span title='Caporetto \u00e8 ora Kobarid, in Slovenia.' class='inline-footnote' style=''>12<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Caporetto \u00e8 ora <b>Kobarid<\/b>, in Slovenia.<\/span><\/span>, il <strong>24 ottobre 1917<\/strong>. La disfatta fu di enormi dimensioni: tedeschi e austriaci penetrarono nel territorio italiano per 150 chilometri, riducendo di 400000 unit\u00e0 i soldati italiani<span title='Tra uccisi, dispersi, feriti e prigionieri.' class='inline-footnote' style=''>13<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Tra uccisi, dispersi, feriti e prigionieri.<\/span><\/span>, in ritirata disordinata. Il disastro di Caporetto ebbe importanti conseguenze politiche come <strong>la caduta del governo Boselli e la nascita del governo presieduto da Vittorio Emanuele Orlando<\/strong> (ottobre 1917-giugno 1919).<\/p>\n<p>Da punto di vista bellico, <strong>Cadorna fu sostituito da Armando Diaz<\/strong>, un generale pi\u00f9 giovane e accorto, pi\u00f9 consapevole della stanchezza dei soldati e del valore della loro vita, attento al loro addestramento. Diaz organizz\u00f2 un nuovo fronte di difesa sul Piave che riusc\u00ec ad arrestare l&#8217;avanzata austriaca.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2765\" aria-describedby=\"caption-attachment-2765\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-2765\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-1024x480.jpg\" alt=\"I Generali Luigi Cadorna e Armando Diaz\" width=\"1024\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-1024x480.jpg 1024w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-300x141.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-768x360.jpg 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-1536x720.jpg 1536w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-2048x960.jpg 2048w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-1600x750.jpg 1600w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-780x366.jpg 780w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-24x11.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-36x17.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/I-Generali-Luigi-Cadorna-e-Armando-Diaz-48x23.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2765\" class=\"wp-caption-text\">I Generali Luigi Cadorna e Armando Diaz<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nell&#8217;anno successivo, il fronte italiano era ritornato a stabilizzarsi. Tuttavia, il malcontento generale per la guerra continuava a montare in tutte le nazioni coinvolte. Nel settembre del 1918 la Bulgaria si arrese ai Francesi e ai Serbi, mentre l&#8217;Austria pativa le dichiarazioni di indipendenza dei Paesi balcanici come Iugoslavia, Cecoslovacchia e Ungheria. I<strong>l 29 ottobre un attacco italiano a Vittorio Veneto sconfisse definitivamente l&#8217;esercito austriaco che si arrese firmando l&#8217;armistizio il 3 novembre,\u00a0 a Villa Giusti, nel padovano<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2933\" aria-describedby=\"caption-attachment-2933\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2933\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/197.jpg\" alt=\"Il fronte italo-austriaco durante la Grande Guerra\" width=\"700\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/197.jpg 700w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/197-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/197-24x18.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/197-36x27.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/197-48x36.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2933\" class=\"wp-caption-text\">Il fronte italo-austriaco durante la Grande Guerra &#8211; Fonte: <a href=\"https:\/\/dizionaripiu.zanichelli.it\/storiadigitale\/p\/mappastorica\/197\/il-fronte-alpino\">Zanichelli<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_caduta_degli_imperi_centrali_e_la_fine_della_guerra\"><\/span>La caduta degli imperi centrali e la fine della guerra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Importante \u00e8 certamente ricordare che la sconfitta di Vittorio Veneto che <strong>questo evento segna di fatto la fine dell&#8217;Impero Austriaco. L&#8217;11 novembre l&#8217;imperatore Carlo I abdic\u00f2 e l&#8217;Austria divenne una repubblica<\/strong>.<\/p>\n<p>Contemporaneamente<strong>, il 9 novembre, a Berlino una rivoluzione pone fine al Secondo Reich: nasce un governo socialdemocratico guidato da Friedrich Ebert e Guglielmo II \u00e8 costretto alla fuga<\/strong>. Due giorni dopo, <strong>l&#8217;11 novembre 1918, la Grande Guerra si conclude, con il nuovo governo tedesco che firma<\/strong> l&#8217;<strong>armistizio a Rethondes<\/strong>, in Francia.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_numero_dei_morti\"><\/span>Il numero dei morti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe id=\"datawrapper-chart-VL108\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" title=\"Perdite umane nella Prima Guerra Mondiale\" src=\"https:\/\/datawrapper.dwcdn.net\/VL108\/1\/\" height=\"573\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" aria-label=\"Split bars\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",(function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}}))}();<br \/>\n<span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\"><\/span><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_-_Parte_3\"><\/span>Video-lezione - Parte 3<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Prima Guerra Mondiale  - 1914-1918 - Parte 3 -  Il biennio 1917-1918 e la fine della guerra\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/O1uAZ0Hrs4M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Timeline_della_Prima_Guerra_Mondiale\"><\/span><em>Timeline <\/em>della Prima Guerra Mondiale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mappa_-_Le_principali_battaglie_della_Prima_Guerra_Mondiale\"><\/span>Mappa - Le principali battaglie della Prima Guerra Mondiale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/embed?mid=1dOUbOIuCKdCKTgwLxwjytASes-6iStu2\" width=\"640\" height=\"480\"><\/iframe><\/p>\n<p><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo la Prima Guerra Mondiale, nota anche con Grande Guerra, il conflitto che ha insanguinato l&#8217;Europa tra il 1914 ed il 1918. 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