{"id":787,"date":"2019-12-12T15:37:31","date_gmt":"2019-12-12T15:37:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=787"},"modified":"2020-05-12T13:11:23","modified_gmt":"2020-05-12T13:11:23","slug":"gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/","title":{"rendered":"Gli anni della Sinistra Storica &#8211; 1876-1896"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo <strong>gli anni che vanno dal 1876 alla crisi di fine secolo<\/strong>, anni dominati in Italia dal governo della <strong>Sinistra storica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo gli anni che vanno dal 1876 alla crisi di fine secolo, anni dominati in Italia dal governo della Sinistra storica. L&#039;epoca Depretis - 1876-1887 La pesante tassazione imposta dalla Destra storica aveva spianato la strada ad un cambio di governo. Questo avvenne nel 1876, quando il re affid\u00f2 ad Agostino Depretis (1813-1887) l&#039;incarico di formare un nuovo governo. Depretis, da giovane entusiasta mazziniano moderatosi con gli anni, di idee democratiche e liberali, present\u00f2 i punti del suo programma di governo: combattere l&#039;analfabetismo; allargare il suffragio elettorale; sviluppare l&#039;economia; l&#039;abolizione della odiatissima tassa sul macinato; invertire il processo di accentramento avviato dalla Destra storica, favorendo invece il decentramento. La legge Coppino - 1877 Depretis incominci\u00f2 la sua attivit\u00e0 riformatrice dal settore dell&#039;istruzione. Risale al 1877 la nota legge Coppino. La legge andava a riprendere e rafforzare la legge Casati, estendendo l&#039;obbligo scolastico al terzo anno di scuola elementare e introducendo sanzioni per i genitori che si rifiutavano di mandare i figli a scuola. Molti asili e molte scuole furono costruite, come pure molte scuole serali, per l&#039;alfabetizzazione degli adulti. Questa riforma presentava certamente dei limiti: l&#039;istituzione delle scuole era lasciata ai comuni, con la conseguenza che quelli pi\u00f9 poveri incontravano enormi difficolt\u00e0 a pagare gli insegnanti. Al di l\u00e0 di queste difficolt\u00e0, i risultati furono apprezzabili. Solo nel 1911 l&#039;istruzione diventer\u00e0 un &quot;affare di Stato&quot;, il suo sistema cio\u00e8 sar\u00e0 centralizzato. L&#039;allargamento del suffragio - 1882 La riforma dell&#039;istruzione, seppur con tutti i suoi limiti, era per\u00f2 la base per un&#039;altra riforma, ovvero quella elettorale. Vi era infatti la convinzione che una migliore istruzione fosse la base per poi allargare il suffragio e ammodernare cos\u00ec l&#039;Italia. Nel 1882 si approva cos\u00ec la nuova legge per le elezioni politiche. I requisiti per votare diventano meno restrittivi: et\u00e0 minima per votare: 21 anni e non pi\u00f9 25; reddito richiesto per votare: 19 lire e non pi\u00f9 40; bisogna saper leggere e scrivere o, almeno, aver concluso le elementari. \u00a0 Il risultato di questa nuova legge elettorale fu l&#039;innalzamento della percentuale della popolazione votante dal 2% all&#039;8%. Il 1882 fu anno di elezioni. La Sinistra storica vinse le elezioni, ma la Destra raggiunse un buon risultato. Da anche l&#039;elezione del primo deputato socialista, Andrea Costa (1851-1910), che aveva fondato nell&#039;anno precedente il Partito socialista rivoluzionario di Romagna. La politica parlamentare: la trasformazione dei partiti La legge del 1882 aveva in effetti allargato il corpo votante. Tuttavia, questo parziale processo di democratizzazione doveva essere controllato. Tutti i parlamentare italiani temevano infatti che aprire eccessivamente le maglie della politica, avrebbe dato spazio a quelle forze antisistemiche che come i repubblicani non si riconoscevano nella monarchia, come i socialisti non si riconoscevano nell&#039;approccio liberista. Proprio per evitare una possibile ascesa politica di repubblicani e socialisti, nell&#039;Italia degli Settanta dell&#039;Ottocento, si viene a creare un grande Centro di stampo liberale. Questo grande centro, che raccoglie sia esponenti della Destra Storica, sia esponenti della Sinistra storica, non \u00e8 che un enorme macigno parlamentare che non lascia che uno spazio minimo ai partiti di opposizione. Il pi\u00f9 significativo tra questi \u00e8 il partito dei Radicali di Felice Cavallotti (1842-1898), di ispirazione liberal-democratica. Come nasce questo enorme Centro maggioritario? Nasce in virt\u00f9 della sostanziale somiglianza ideologica ed estrazione sociale degli esponenti della Destra e della Sinistra storica, che sono liberali. In questi anni Depretis lancia lo slogan della &quot;trasformazione dei partiti&quot;, ovvero la creazione di una maggioranza liquida, in cui, tramite accordi, politici di destra e sinistra si riversano, costituendola. Il trasformismo L&#039;opposizione, certamente danneggiata da queste pratica, critica questa tendenza dei parlamentari liberali a trovare di volta in volta degli accordi per salvaguardare la maggioranza moderata. L&#039;accusa \u00e8, ovviamente, quella di trasformismo, che definiamo di seguito. Trasformismo Per trasformismo si intende la tendenza a stringere accordi con la parte politica avversaria al fine di conservare o rafforzare il proprio potere politico e\/o economico. Il termine ha certamente un&#039;accezione negativa, poich\u00e9 \u00e8 indicativo di repentini cambi di opinione cinicamente basati sull&#039;opportunismo e sul tornaconto personale. Il trasformismo \u00e8 alla base della mancata nascita del bipolarismo, come pure l&#039;occasione per pratiche clientelari e di manipolazione del consenso. Il trasformismo si collega pertanto ad un decadimento della vita morale e istituzionale dei politici. \u00a0 La politica economica Per quanto riguarda la politica economica, la Sinistra storica ag\u00ec all&#039;insegna del protezionismo. Tale politica economica protezionistica ebbe un primo slancio gi\u00e0 nel 1878, quando vengono introdotti le prime tariffe a tutela delle industrie tessili. Questo indirizzo fu favorito dal fatto che l&#039;Italia gi\u00e0 risentiva della Grande Depressione, la crisi economica che colp\u00ec l&#039;Europa (1873-1895). Questa politica tuttavia non giov\u00f2: soprattutto con la Francia, importante mercato per l&#039;Italia, si apr\u00ec una vera e propria guerra doganale. La Francia aument\u00f2 le tasse sulla merce d&#039;importazione e, conseguentemente, le esportazioni italiane calarono del 40%, come pure conseguente fu la massiccia emigrazione verso gli Stati Uniti, stimata intorno ai 2 milioni di italiani. Vengono ad esser tutelati sopratutto il settore dell&#039;industria pesante, della siderurgia e\u00a0 metallurgia, con finalit\u00e0 oltre che\u00a0 economiche anche strategiche. Si mira cio\u00e8 alla produzione domestica di mezzi terrestri e navi militari, piuttosto che al loro acquisto da aziende straniere. Simbolo di questo impegno verso i settori dell&#039;industria pesante \u00e8 la nascita dell&#039;acciaieria di Terni, nel 1884, stesso anno dell&#039;abolizione della odiata tassa sul macinato. Sempre in questi anni nascono gruppi industriali di primissimo piano, come l&#039;industria estrattiva Montecatini, quella della gomma Pirelli, la Edison per la produzione di elettricit\u00e0. Al contempo, si intensificano e si mescolano gli interessi degli esponenti del mondo politico, di quello bancario e della grande industria, e tale mescolanza sfocer\u00e0 non di rado in episodi di corruzione. Nel 1887, ultimo anno di vita di Depretis, il governo introduce ulteriori forme di protezione verso i prodotti agricoli, si alzano ancora di pi\u00f9 i dazi doganali sui prodotti siderurgici e meccanici importati mentre, mentre li si abbassano sulle materie prime. La politica estera: la Triplice Alleanza e il Corno d&#039;Africa Per quanto riguarda la politica estera, due sono gli avvenimenti importanti che segnano l&#039;epoca di Depretis. Il primo \u00e8 certamente la stipula, nel maggio 1882, della Triplice Alleanza con Germania e Austria, un patto di natura difensiva: solo se uno dei contraenti fosse stato attaccato, gli altri avrebbero dovuto supportarlo e intervenire in sua difesa; nel caso in cui il contraente fosse l&#039;attaccante nessun obbligo poteva essere imposto. Il secondo invece riguarda un timido tentativo italiano di dare inizio ad un&#039;espansione coloniale. L&#039;oggetto dell&#039;interesse fu il Corno d&#039;Africa, ma la questione si risolse in breve e senza alcuni risultato apprezzabile. Il governo infatti acquist\u00f2 dalla compagnia di navigazione Rubattino\u00a0la baia di Massaua, in Eritrea, regione dell&#039;Impero etiope. L&#039;esercito etiope sconfisse duramente quello Italiano a Dogali, il 26 gennaio 1887. Le ambizioni coloniali italiane erano state, almeno per il momento, mortificate. Video-lezione di sintesi 1 https:\/\/youtu.be\/lPiHCzDbRPk L&#039;epoca Crispi (1887-1896) Politica interna: Accentramento e autoritarismo Quando mor\u00ec De Pretis, nel 1887, il re affid\u00f2 a Francesco Crispi, ex mazziniano convertitosi alla monarchia, l&#039;incarico di formare un nuovo governo. Possiamo subito anticipare i caratteri del governo Crispi: certamente nazionalista, antisocialista e anticlericale, favorevole agli interessi dei grandi industriali e imprenditori agricoli, come pure dell&#039;esercito. Non a caso riprender\u00e0 la politica coloniale bloccatasi con la sconfitta di Dogali. Ad ogni modo, nel quinquennio che va da 1887 al 1892, il governo Crispi vara una importante riforma istituzionale in senso centralista: le prefetture e le amministrazioni locali sono ora subordinate al governo. Aumenta anche il potere di controllo delle forze armate. Per bilanciare, almeno parzialmente questa autoritaristica centralizzazione, si stabilisce che i sindaci dovevano essere eletti nei Comuni con pi\u00f9 di 10000 abitanti. Durante il secondo governo Crispi (Crispi II), nel giugno del 1889, viene promulgato il nuovo codice penale, firmato dall&#039;allora guardasigilli Giuseppe Zanardelli. Tra le innovazioni principali del Codice Zanardelli vi era un parziale riconoscimento del diritto allo sciopero e, soprattutto, l&#039;abolizione della pena capitale. Sotto Crispi, i gi\u00e0 logori rapporti tra Regno d&#039;Italia e Vaticano si guastano completamente. Crispi infatti intendeva dare seguito a quel processo di laicizzazione dello Stato, sopratutto per delegittimare l&#039;opposizione cattolica conservatrice. Simbolico, a tal proposito,\u00a0 \u00e8 il gesto di far collocare la statua di Giordano Bruno a Campo de&#039; Fiori a Roma. Politica coloniale di Crispi - Prima parte Crispi riprese la politica coloniale che si era arenata dopo la sonora sconfitta di Dogali. Il 2 maggio del 1889 il negus Menelik II firm\u00f2 il trattato di Uccialli, in base al quale l&#039;imperatore riconosceva alcun zone dell&#039;Eritrea come come possedimenti italiani. La stessa Eritrea nel 1890 divenne colonia italiana. La cosa interessante da notare \u00e8 che il trattato di Uccialli fu equivoco. Era scritto in italiano e in amarico, ma un suo articolo, in particolare il 17, fu tradotto diversamente in italiano e in amarico. In italiano: Sua Maest\u00e0 il Re dei Re d\u2019Etiopia consente di servirsi del Governo di Sua Maest\u00e0 il Re d\u2019Italia per tutte le trattazioni di affari che avesse con altre potenze o governi. In amarico: Sua Maest\u00e0 il Re dei Re d&#039;Etiopia pu\u00f2 trattare tutti gli affari che desidera con altre potenze o governi mediante l&#039;aiuto del Governo di Sua Maest\u00e0 il Re d\u2019Italia. La versione italiana - che fa dell&#039;Etiopia praticamente un protettorato - fu poi resa pubblica a tutte le potenze europee da Crispi e questo suscit\u00f2 l&#039;ira del sovrano Etiope, che si sent\u00ec raggirato. Era il primo passo verso un&#039;escalation che avrebbe portato alla Guerra di Abissinia (1895-1896). l breve governo Giolitti Nel 1891, Crispi \u00e8 costretto a dimettersi perch\u00e9 ha perso la maggioranza in Parlamento. Segue un breve governo Rudin\u00ec, ma nel maggio 1892 sale al governo Giovanni Giolitti (1892-1893). Il governo Giolitti fu caratterizzato da una volont\u00e0 di ricercare il compromesso e l&#039;equilibrio tra le parti sociali e da una certa apertura verso le classi sociali pi\u00f9 disagiate, tanto \u00e8 che Giolitti promosse una sistema di imposte progressive sul reddito. Non di meno il governo Giolitti fu attraversato a pi\u00f9 livelli dalla questione sociale, specialmente in Meridione. Sempre durante questo periodo nasce a Genova il Partito dei lavoratori italiani (agosto 1892), fondato da Filippo Turati, da\u00a0 Anna Kuliscioff, compagna di Turati, e\u00a0 dal filosofo Antonio Labriola, che diverr\u00e0 poi il Partito Socialista Italiano.\u00a0 L&#039;ideologia di questo partito era di ispirazione marxiana-riformista ed anti-anarchica, nel senso che il proletariato avrebbe dovuto raggiungere la collettivizzazione dei mezzi di produzione gradualmente, tramite le riforme. I Fasci siciliani L&#039;altro grande fronte della questione sociale fu quello aperto, tra il 1891 e il 1893 dai Fasci dei lavoratori in Sicilia. I Fasci siciliani erano delle associazioni di lavoratori in settori eterogenei: artigiani, contadini, braccianti, minatori, particolarmente sfiancata dai privilegi e dall&#039;iniqua tassazione concessa ai grandi latifondisti (detti anche galantuomini). Il movimento era ben radicato in Sicilia, venendo a contare circa 300 fasci e 200000 iscritti in tutta l&#039;isola. I Fasci erano nati inizialmente per sopperire all&#039;assenza dello Stato, impegnandosi nell&#039;assistenza e nell&#039;educazione pubblica. Ben presto per\u00f2 queste associazioni espressero la loro protesta in maniera violenta. I Fasci siciliani furono in questo senso, una seconda manifestazione, dopo il brigantaggio del 1861-1865, del disagio meridionale davanti ad uno Stato assente e sordo. Giolitti non impieg\u00f2 mezzi di repressione straordinaria nei confronti dei Fasci siciliani, come poi far\u00e0 Crispi. Lo scandalo della Banca Romana Come si \u00e8 gi\u00e0 affermato, il trasformismo politico oltre che alla formazione di una maggioranza, ebbe come conseguenza anche la diffusione del clientelismo e della corruzione. Non \u00e8 quindi un caso che in due riprese, sia nel 1889 che nel 1893, un inchiesta sollev\u00f2 lo scandalo della Banca Romana. La Banca Romana era un istituto di credito privato autorizzato dallo Stato a stampar carta moneta. L&#039;istituto per\u00f2 stamp\u00f2 sia doppioni di banconote gi\u00e0 in circolo, sia altre che per\u00f2 non erano coperte dalle riserve di metalli preziosi. Ovviamente il fine di questa operazione era quella di favorire\u00a0 i politici pi\u00f9 in vista, tra cui lo stesso Crispi e Giolitti, per ottenere copertura politica. Questa inchiesta si risolse per\u00f2 in un nulla di fatto. Video-lezione di sintesi 2 https:\/\/youtu.be\/h4bULQH7Tzs Ritorno e caduta di Crispi - 1894-1896 Il repressivo ordine interno Caduto il governo Giolitti, Francesco Crispi ritorna a ricoprire la funzione di Primo Ministro. Il primo problema di cui si occupa \u00e8 certamente la repressione del movimento dei Fasci del lavoratori in Sicilia. Nel gennaio del 1894 Crispi dichiara per Sicilia lo stadio d&#039;assedio, una eccezionale provvedimento giuridico che viene preso per risolvere importanti questioni di ordine interno. Non solo la Sicilia, ma anche la Lunigiana, tra Toscana e Liguria, dove rilevante era il fermento anarchico. In virt\u00f9 dello stadio d&#039;assedio, tutte le autorit\u00e0 civili lasciano il comando a quelle militari. L&#039;esito della repressione si misura in circa due migliaia di arresti e la comminazione, da parte dei tribunali militari, di pene di detenzione abbastanza severe. Una seconda fase delle repressione di Crispi avviene nel luglio del 1894. In questo mese il Primo Ministro propone le cosiddette tre leggi antianarchiche, che erano: la legge 314, che riguardava i reati legati all&#039;uso di esplosivi; la 315, che riguardava i reati a mezzo stampa, in particolare l&#039;apologia e l&#039;incitamento; infine, la legge pi\u00f9 pesante, la 316, in base alla quale al governo era data facolt\u00e0 di sciogliere qualsiasi associazione reputata sovversiva. \u00a0 Proprio grazie quest&#039;ultima legge Crispi potette sciogliere\u00a0 il Partito Socialista del Lavoratori italiano, che si era costituito appena due anni prima. In realt\u00e0, sebbene il partito fosse ufficialmente sciolto, esso continuava a vivere clandestinamente, in particolare nelle zone d&#039;Italia pi\u00f9 industrializzate come la Val Padana. Era proprio in quelle zone che si stava sviluppando sempre pi\u00f9 una coscienza operaia, una coscienza di classe. Politica coloniale di Crispi - Parte 2 Come abbiamo affermato, il rapporti tra Italia ed Etiopia si erano andati rovinando sempre pi\u00f9, sopratutto a causa della diversa interpretazione dell&#039;articolo 17 del trattato di Uccialli. Tale incomprensione si manifest\u00f2 quando Menelik, invitando i sovrani di Inghilterra e Russia alla sua incoronazione, ricevette da questi un diniego: in base a quanto annunciato dall&#039;Italia, l&#039;Etiopia era ora un protettorato italiano, e qualsiasi rapporto diplomatico, compreso l&#039;invito ad una cerimonia, doveva passare dalla mediazione italiana. Inizia quindi un&#039;escalation, nella quale Menelik II inizia a comprare armi dalla Russia, dalla Francia, ma anche dalla stessa Italia. L&#039;ambasciatore italiano ad Addis Abeba, Pietro Antonelli,\u00a0 tenta invano di cercare un accordo con il sovrano etiope. La Guerra di Abissinia, guidati dal generale Oreste Baratieri, vengono travolti da 1000000 guerrieri etiopi. L&#039;Italia esce sconfitta dalla guerra. Questa disfatta ha un peso politico tremendo: Crispi, che pure aveva dato l&#039;ordine di attaccare Adua, \u00e8 costretto a dimettersi (9 marzo 1896), e con la fine di questa esperienza di govern\u00f2 finir\u00e0 anche la sua carriera politica. La guerra si conclude formalmente con il trattato di Addis Abeba del 26 ottobre 1896. Con esso l&#039;Italia, che pur conservava Somalia ed Eritrea, rinunciava a qualsiasi intromissione nella vita politica dell&#039;Impero etiope. Video-lezione di sintesi 3 https:\/\/youtu.be\/LgZ2cziyabg \u00a0\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 5.5531 13.0028 4.99931 13.0028C4.44552 13.0028 3.99793 12.5552 3.99793 12.0014V9.99862ZM8.99724 13.9966C8.99724 14.5503 8.54966 14.9979 7.99586 14.9979C7.44207 14.9979 6.99448 14.5503 6.99448 13.9966V7.99586C6.99448 7.44207 7.44207 6.99448 7.99586 6.99448C8.54966 6.99448 8.99724 7.44207 8.99724 7.99586V13.9966ZM12.0014 17.0007C12.0014 17.5545 11.5538 18.0021 11 18.0021C10.4462 18.0021 9.99862 17.5545 9.99862 17.0007V4.99931C9.99862 4.44552 10.4462 3.99793 11 3.99793C11.5538 3.99793 12.0014 4.44552 12.0014 4.99931V17.0007ZM14.9979 13.9966C14.9979 14.5503 14.5503 14.9979 13.9966 14.9979C13.4428 14.9979 12.9952 14.5503 12.9952 13.9966V7.99586C12.9952 7.44207 13.4428 6.99448 13.9966 6.99448C14.5503 6.99448 14.9979 7.44207 14.9979 7.99586V13.9966ZM18.0021 12.0014C18.0021 12.5552 17.5545 13.0028 17.0007 13.0028C16.4469 13.0028 15.9993 12.5552 15.9993 12.0014V9.99862C15.9993 9.44483 16.4469 8.99724 17.0007 8.99724C17.5545 8.99724 18.0021 9.44483 18.0021 9.99862V12.0014Z\"\/><\/svg><span class=\"responsivevoice-button__label\">Ascolta questo articolo<\/span><\/button><\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_89 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Indice<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6ae92f94b198b\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6ae92f94b198b\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Lepoca_Depretis_%E2%80%93_1876-1887\" >L&#8217;epoca Depretis &#8211; 1876-1887<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#La_legge_Coppino_%E2%80%93_1877\" >La legge Coppino &#8211; 1877<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Lallargamento_del_suffragio_%E2%80%93_1882\" >L&#8217;allargamento del suffragio &#8211; 1882<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#La_politica_parlamentare_la_trasformazione_dei_partiti\" >La politica parlamentare: la trasformazione dei partiti<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Il_trasformismo\" >Il trasformismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#La_politica_economica\" >La politica economica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#La_politica_estera_la_Triplice_Alleanza_e_il_Corno_dAfrica\" >La politica estera: la Triplice Alleanza e il Corno d&#8217;Africa<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Video-lezione_di_sintesi_1\" >Video-lezione di sintesi 1<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Lepoca_Crispi_1887-1896\" >L&#8217;epoca Crispi (1887-1896)<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Politica_interna_Accentramento_e_autoritarismo\" >Politica interna: Accentramento e autoritarismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Politica_coloniale_di_Crispi_%E2%80%93_Prima_parte\" >Politica coloniale di Crispi &#8211; Prima parte<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#l_breve_governo_Giolitti\" >l breve governo Giolitti<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#I_Fasci_siciliani\" >I Fasci siciliani<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Lo_scandalo_della_Banca_Romana\" >Lo scandalo della Banca Romana<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Video-lezione_di_sintesi_2\" >Video-lezione di sintesi 2<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Ritorno_e_caduta_di_Crispi_%E2%80%93_1894-1896\" >Ritorno e caduta di Crispi &#8211; 1894-1896<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Il_repressivo_ordine_interno\" >Il repressivo ordine interno<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-18\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Politica_coloniale_di_Crispi_%E2%80%93_Parte_2\" >Politica coloniale di Crispi &#8211; Parte 2<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-19\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-sinistra-storica-1876-1896\/#Video-lezione_di_sintesi_3\" >Video-lezione di sintesi 3<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lepoca_Depretis_%E2%80%93_1876-1887\"><\/span>L&#8217;epoca Depretis &#8211; 1876-1887<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La pesante tassazione imposta dalla <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/\">Destra storica<\/a> aveva spianato la strada ad un cambio di governo. Questo avvenne nel 1876, quando il re affid\u00f2 ad <strong>Agostino Depretis <\/strong>(1813-1887) l&#8217;incarico di formare un nuovo governo. Depretis, da giovane entusiasta mazziniano moderatosi con gli anni, di idee democratiche e liberali, present\u00f2 i punti del suo programma di governo:<\/p>\n<ul>\n<li>combattere l&#8217;analfabetismo;<\/li>\n<li>allargare il suffragio elettorale;<\/li>\n<li>sviluppare l&#8217;economia;<\/li>\n<li>l&#8217;abolizione della odiatissima tassa sul macinato;<\/li>\n<li>invertire il processo di accentramento avviato dalla <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/\">Destra storica<\/a>, favorendo invece il decentramento.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_legge_Coppino_%E2%80%93_1877\"><\/span>La legge Coppino &#8211; 1877<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Depretis incominci\u00f2 la sua attivit\u00e0 riformatrice dal settore dell&#8217;istruzione. <strong>Risale al 1877 la nota <a href=\"https:\/\/www.sba.unifi.it\/upload\/scienzesociali\/mostre\/costruire_italia\/legge_coppino.pdf\">legge Coppino<\/a><\/strong>. La legge andava a riprendere e rafforzare la legge Casati<span title='Legge del Regno di Sardegna del 1859, estesa poi al Regno d&#8217;Italia.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Legge del Regno di Sardegna del 1859, estesa poi al Regno d&#8217;Italia.<\/span><\/span>, <strong>estendendo l&#8217;obbligo scolastico al terzo anno di scuola elementare e introducendo sanzioni per i genitori che si rifiutavano di mandare i figli a scuola<\/strong>. Molti asili e molte scuole furono costruite, come pure molte scuole serali, per l&#8217;alfabetizzazione degli adulti. Questa riforma presentava certamente dei limiti: l&#8217;istituzione delle scuole era lasciata ai comuni, con la conseguenza che quelli pi\u00f9 poveri incontravano enormi difficolt\u00e0 a pagare gli insegnanti. Al di l\u00e0 di queste difficolt\u00e0, i risultati furono apprezzabili. Solo nel 1911 l&#8217;istruzione diventer\u00e0 un &#8220;affare di Stato&#8221;, il suo sistema cio\u00e8 sar\u00e0 centralizzato.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lallargamento_del_suffragio_%E2%80%93_1882\"><\/span>L&#8217;allargamento del suffragio &#8211; 1882<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La riforma dell&#8217;istruzione, seppur con tutti i suoi limiti, era per\u00f2 la base per un&#8217;altra riforma, ovvero quella elettorale. Vi era infatti la convinzione che una migliore istruzione fosse la base per poi allargare il suffragio e ammodernare cos\u00ec l&#8217;Italia. <strong>Nel 1882 si approva cos\u00ec la nuova legge per le elezioni politiche<\/strong>. I requisiti per votare diventano meno restrittivi:<\/p>\n<ul>\n<li>et\u00e0 minima per votare: <strong>21 anni e non pi\u00f9 25<\/strong>;<\/li>\n<li>reddito richiesto per votare: <strong>19 lire e non pi\u00f9 40<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>bisogna saper leggere e scrivere o, almeno, aver concluso le elementari<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il risultato di questa nuova legge elettorale fu l&#8217;<strong>innalzamento della percentuale della popolazione votante dal 2% all&#8217;8%<\/strong>. Il 1882 fu anno di elezioni. La Sinistra storica vinse le elezioni, ma la Destra raggiunse un buon risultato. Da anche l&#8217;elezione del <strong>primo deputato socialista<\/strong>, <strong>Andrea Costa<\/strong> (1851-1910), che aveva fondato nell&#8217;anno precedente il <em><strong>Partito socialista rivoluzionario di Romagna<\/strong><\/em>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_politica_parlamentare_la_trasformazione_dei_partiti\"><\/span>La politica parlamentare: la trasformazione dei partiti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>La legge del 1882 aveva in effetti allargato il corpo votante. Tuttavia, questo parziale processo di democratizzazione doveva essere controllato. Tutti i parlamentare italiani temevano infatti che aprire eccessivamente le maglie della politica, avrebbe dato spazio a quelle forze antisistemiche che come i repubblicani non si riconoscevano nella monarchia, come i socialisti non si riconoscevano nell&#8217;approccio liberista.<\/p>\n<p>Proprio <strong>per evitare una possibile ascesa politica di repubblicani e socialisti, nell&#8217;Italia degli Settanta dell&#8217;Ottocento, si viene a creare un grande Centro di stampo liberale<\/strong>. Questo grande centro, che raccoglie sia esponenti della <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/\">Destra Storica<\/a>, sia esponenti della Sinistra storica, non \u00e8 che un enorme macigno parlamentare che non lascia che uno spazio minimo ai partiti di opposizione. Il pi\u00f9 significativo tra questi \u00e8 il partito dei <em><strong>Radicali<\/strong><\/em> di <strong>Felice Cavallotti<\/strong> (1842-1898), di ispirazione liberal-democratica.<\/p>\n<p>Come nasce questo enorme Centro maggioritario? Nasce in virt\u00f9 della<strong> sostanziale somiglianza ideologica ed estrazione sociale degli esponenti della <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/\">Destra<\/a> e della Sinistra storica, che sono liberali<\/strong>. In questi anni Depretis lancia lo slogan della &#8220;<em><strong>trasformazione dei partiti<\/strong><\/em>&#8220;, ovvero la creazione di una maggioranza liquida, in cui, tramite accordi, politici di destra e sinistra si riversano, costituendola.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_trasformismo\"><\/span>Il trasformismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;opposizione, certamente danneggiata da queste pratica, critica questa tendenza dei parlamentari liberali a trovare di volta in volta degli accordi per salvaguardare la maggioranza moderata. L&#8217;accusa \u00e8, ovviamente, quella di <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>trasformismo<\/strong><\/span>, che definiamo di seguito.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Trasformismo<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Per trasformismo si intende la tendenza a stringere accordi con la parte politica avversaria al fine di conservare o rafforzare il proprio potere politico e\/o economico. Il termine ha certamente un&#8217;accezione negativa, poich\u00e9 \u00e8 indicativo di repentini cambi di opinione cinicamente basati sull&#8217;opportunismo e sul tornaconto personale. Il trasformismo \u00e8 alla base della mancata nascita del bipolarismo, come pure l&#8217;occasione per pratiche clientelari e di manipolazione del consenso. Il trasformismo si collega pertanto ad un decadimento della vita morale e istituzionale dei politici.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1998\" aria-describedby=\"caption-attachment-1998\" style=\"width: 574px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1998\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Depretis_e_il_trasformismo.jpg\" alt=\"Una illustrazione satirica di Depretis raffigurato come un camaleonte, chiaro riferimento al trasformismo\" width=\"574\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Depretis_e_il_trasformismo.jpg 676w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Depretis_e_il_trasformismo-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Depretis_e_il_trasformismo-24x14.jpg 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Depretis_e_il_trasformismo-36x22.jpg 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Depretis_e_il_trasformismo-48x29.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1998\" class=\"wp-caption-text\">Una illustrazione satirica di Depretis raffigurato come un camaleonte, chiaro riferimento al trasformismo<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_politica_economica\"><\/span>La politica economica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Per quanto riguarda la politica economica, la Sinistra storica ag\u00ec all&#8217;insegna del protezionismo. Tale politica economica protezionistica ebbe un primo slancio gi\u00e0 nel 1878, quando vengono introdotti le prime tariffe a tutela delle industrie tessili. Questo indirizzo fu favorito dal fatto che l&#8217;Italia gi\u00e0 risentiva della <strong>Grande Depressione<\/strong>, la crisi economica che colp\u00ec l&#8217;Europa (1873-1895). Questa politica tuttavia non giov\u00f2: soprattutto con la Francia, importante mercato per l&#8217;Italia, si apr\u00ec una vera e propria <strong>guerra doganale<\/strong>. <strong>La Francia aument\u00f2 le tasse sulla merce d&#8217;importazione e, conseguentemente, le esportazioni italiane calarono del 40%, come pure conseguente fu la massiccia emigrazione verso gli Stati Uniti, stimata intorno ai 2 milioni di italiani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Vengono ad esser tutelati sopratutto il settore dell&#8217;industria pesante, della siderurgia e\u00a0 metallurgia<\/strong>, con finalit\u00e0 oltre che\u00a0 economiche anche strategiche. Si mira cio\u00e8 alla produzione domestica di mezzi terrestri e navi militari, piuttosto che al loro acquisto da aziende straniere. Simbolo di questo impegno verso i settori dell&#8217;industria pesante \u00e8 la <strong>nascita dell&#8217;acciaieria di Terni, nel 1884<\/strong>, stesso anno dell&#8217;abolizione della odiata tassa sul macinato. Sempre in questi anni nascono gruppi industriali di primissimo piano, come l&#8217;industria estrattiva <strong>Montecatini<\/strong>, quella della gomma <strong>Pirelli<\/strong>, la <strong>Edison<\/strong> per la produzione di elettricit\u00e0. Al contempo, si intensificano e si mescolano gli interessi degli esponenti del mondo politico, di quello bancario e della grande industria, e tale mescolanza sfocer\u00e0 non di rado in <strong>episodi di corruzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 1887, ultimo anno di vita di Depretis, il governo introduce ulteriori forme di protezione verso i prodotti agricoli, si alzano ancora di pi\u00f9 i dazi doganali sui prodotti siderurgici e meccanici importati mentre, mentre li si abbassano sulle materie prime.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_politica_estera_la_Triplice_Alleanza_e_il_Corno_dAfrica\"><\/span>La politica estera: la Triplice Alleanza e il Corno d&#8217;Africa<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Per quanto riguarda la politica estera, due sono gli avvenimenti importanti che segnano l&#8217;epoca di Depretis. Il primo \u00e8 certamente la <strong>stipula<\/strong>, nel <strong>maggio 1882<\/strong>, della <strong>Triplice Alleanza<\/strong> con <strong>Germania<\/strong> e <strong>Austria<\/strong>, un <strong>patto di natura difensiva<\/strong>: solo se uno dei contraenti fosse stato attaccato, gli altri avrebbero dovuto supportarlo e intervenire in sua difesa; nel caso in cui il contraente fosse l&#8217;attaccante nessun obbligo poteva essere imposto.<\/p>\n<p>Il secondo invece riguarda un timido tentativo italiano di dare inizio ad un&#8217;<strong>espansione coloniale<\/strong>. L&#8217;oggetto dell&#8217;interesse fu il Corno d&#8217;Africa, ma la questione si risolse in breve e senza alcuni risultato apprezzabile. Il governo infatti acquist\u00f2 dalla compagnia di navigazione <strong>Rubattino<\/strong><span title='La compagnia di Raffaele Rubattino (1810-1881), noto armatore navale genovese. Contribu\u00ec anche alla spedizione garibaldina dei Mille.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>La compagnia di Raffaele Rubattino (1810-1881), noto armatore navale genovese. Contribu\u00ec anche alla spedizione garibaldina dei Mille.<\/span><\/span>\u00a0la <strong>baia di Massaua, in Eritrea, regione dell&#8217;Impero etiope<\/strong>. <strong>L&#8217;esercito etiope sconfisse duramente quello Italiano a Dogali, il 26 gennaio 1887<\/strong>. Le ambizioni coloniali italiane erano state, almeno per il momento, mortificate.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_1\"><\/span>Video-lezione di sintesi 1<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Sinistra Storica  -  Depretis -  1876-1887\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lPiHCzDbRPk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lepoca_Crispi_1887-1896\"><\/span>L&#8217;epoca Crispi (1887-1896)<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Politica_interna_Accentramento_e_autoritarismo\"><\/span>Politica interna: Accentramento e autoritarismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Quando mor\u00ec De Pretis, nel 1887, il re affid\u00f2 a <strong>Francesco Crispi,<\/strong> ex mazziniano convertitosi alla monarchia, l&#8217;incarico di formare un nuovo governo. Possiamo subito anticipare i caratteri del governo Crispi: certamente <strong>nazionalista<\/strong>, <strong>antisocialista<\/strong> e <strong>anticlericale<\/strong>, favorevole agli interessi dei grandi industriali e imprenditori agricoli, come pure dell&#8217;esercito. Non a caso riprender\u00e0 la politica coloniale bloccatasi con la sconfitta di Dogali.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, nel quinquennio che va da 1887 al 1892, il governo <strong>Crispi vara una importante riforma istituzionale in senso centralista<\/strong>: le prefetture e le amministrazioni locali sono ora subordinate al governo. Aumenta anche il potere di controllo delle forze armate. Per bilanciare, almeno parzialmente questa autoritaristica centralizzazione, si stabilisce che i sindaci dovevano essere eletti nei Comuni con pi\u00f9 di 10000 abitanti.<\/p>\n<p>Durante il secondo governo Crispi (Crispi II), nel <strong>giugno del 1889<\/strong>, viene promulgato il <strong>nuovo codice penale<\/strong>, firmato dall&#8217;allora guardasigilli<span title='Il guardasigilli, nel linguaggio storico-giornalistico, \u00e8 un&#8217;espressione che si riferisce al Ministro dei Giustizia. Il termine indicava, all&#8217;epoca delle monarchie nazionali, l&#8217;alto funzionario incaricato di custodire i sigilli reali, ovvero i marchi che garantiscono l&#8217;autenticit\u00e0 di un documento.' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Il guardasigilli, nel linguaggio storico-giornalistico, \u00e8 un&#8217;espressione che si riferisce al Ministro dei Giustizia. Il termine indicava, all&#8217;epoca delle monarchie nazionali, l&#8217;alto funzionario incaricato di custodire i sigilli reali, ovvero i marchi che garantiscono l&#8217;autenticit\u00e0 di un documento.<\/span><\/span> <strong>Giuseppe Zanardelli<\/strong>. Tra le innovazioni principali del <strong>Codice Zanardelli<\/strong> vi era un <strong>parziale riconoscimento del diritto allo sciopero<\/strong> e, soprattutto, l&#8217;<strong>abolizione della pena capitale<\/strong>.<\/p>\n<p>Sotto Crispi, i gi\u00e0 logori rapporti tra Regno d&#8217;Italia e Vaticano si guastano completamente. Crispi infatti intendeva dare seguito a quel processo di laicizzazione dello Stato, sopratutto per delegittimare l&#8217;opposizione cattolica conservatrice. Simbolico, a tal proposito,\u00a0 \u00e8 il gesto di far collocare la statua di Giordano Bruno a Campo de&#8217; Fiori a Roma.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Politica_coloniale_di_Crispi_%E2%80%93_Prima_parte\"><\/span>Politica coloniale di Crispi &#8211; Prima parte<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Crispi riprese la politica coloniale che si era arenata dopo la sonora sconfitta di Dogali. Il <strong>2 maggio del 1889<\/strong> il <em><strong>negus<\/strong><\/em><span title='Il termine indica l&#8217;imperatore di Etiopia.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Il termine indica l&#8217;imperatore di Etiopia.<\/span><\/span> <strong>Menelik II firm\u00f2 il trattato di Uccialli<\/strong>, in base al quale l&#8217;imperatore riconosceva alcun zone dell&#8217;Eritrea come come possedimenti italiani. La stessa <strong>Eritrea<\/strong> nel 1890 divenne colonia italiana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2024\" aria-describedby=\"caption-attachment-2024\" style=\"width: 653px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2024\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Menelik2.png\" alt=\"Menelik II, negus d'Etiopia\" width=\"653\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Menelik2.png 653w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Menelik2-300x184.png 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Menelik2-24x15.png 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Menelik2-36x22.png 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Menelik2-48x29.png 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2024\" class=\"wp-caption-text\">Menelik II, <em>negus<\/em> d&#8217;Etiopia<\/figcaption><\/figure>\n<p>La cosa interessante da notare \u00e8 che<strong> il trattato di Uccialli fu equivoco<\/strong>. Era scritto in italiano e in amarico, ma un suo articolo, in particolare il <strong>17<\/strong>, fu tradotto diversamente in italiano e in amarico. In italiano:<\/p>\n<blockquote><p><em>Sua Maest\u00e0 il Re dei Re d\u2019Etiopia <span style=\"color: #000000;\">consente <\/span>di servirsi del Governo di Sua Maest\u00e0 il Re d\u2019Italia per tutte le trattazioni di affari che avesse con altre potenze o governi.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In amarico:<\/p>\n<blockquote><p><em>Sua Maest\u00e0 il Re dei Re d&#8217;Etiopia pu\u00f2 trattare tutti gli affari che desidera con altre potenze o governi mediante l&#8217;aiuto del Governo di Sua Maest\u00e0 il Re d\u2019Italia.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La versione italiana &#8211; che fa dell&#8217;Etiopia praticamente un protettorato &#8211; fu poi resa pubblica a tutte le potenze europee da Crispi e questo suscit\u00f2 l&#8217;ira del sovrano Etiope, che si sent\u00ec raggirato. Era il primo passo verso un&#8217;<em>escalation<\/em> che avrebbe portato alla <strong>Guerra di Abissinia<\/strong> (<strong>1895-1896<\/strong>).<\/p>\n<figure id=\"attachment_2027\" aria-describedby=\"caption-attachment-2027\" style=\"width: 621px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2027\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2020-03-27.png\" alt=\"La situazone geopolitica\" width=\"621\" height=\"607\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2020-03-27.png 621w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2020-03-27-300x293.png 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2020-03-27-24x24.png 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2020-03-27-36x36.png 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2020-03-27-48x48.png 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2027\" class=\"wp-caption-text\">La situazione geopolitica<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"l_breve_governo_Giolitti\"><\/span>l breve governo Giolitti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Nel 1891, Crispi \u00e8 costretto a dimettersi perch\u00e9 ha perso la maggioranza in Parlamento. Segue un breve governo Rudin\u00ec, ma nel <strong>maggio 1892 sale al governo Giovanni Giolitti<\/strong> (<strong>1892-1893<\/strong>). Il governo Giolitti fu caratterizzato da una volont\u00e0 di ricercare il compromesso e l&#8217;equilibrio tra le parti sociali e da una certa apertura verso le classi sociali pi\u00f9 disagiate, tanto \u00e8 che Giolitti promosse una sistema di imposte progressive sul reddito. Non di meno il governo Giolitti fu attraversato a pi\u00f9 livelli dalla <strong>questione sociale<\/strong>, specialmente in Meridione.<\/p>\n<p>Sempre durante questo periodo nasce a Genova il <em><strong>Partito dei lavoratori italiani<\/strong><\/em> (<strong>agosto 1892<\/strong>), fondato da <strong>Filippo Turati<\/strong>, da\u00a0 <strong>Anna Kuliscioff<\/strong>, compagna di Turati<strong>,<\/strong> e\u00a0 dal filosofo <strong>Antonio Labriola<\/strong>, che diverr\u00e0 poi il <em><strong>Partito Socialista Italiano<\/strong><\/em>.\u00a0 L&#8217;ideologia di questo partito era di ispirazione <strong>marxiana-riformista<\/strong> ed <strong>anti-anarchica<\/strong>, nel senso che il proletariato avrebbe dovuto raggiungere la collettivizzazione dei mezzi di produzione gradualmente, tramite le riforme.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_Fasci_siciliani\"><\/span>I Fasci siciliani<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>L&#8217;altro grande fronte della questione sociale fu quello aperto, <strong>tra il 1891 e il 1893<\/strong> dai <strong>Fasci<\/strong><span title='La parola rende fa volgere immediatamente il pensiero al fascismo del Novecento. In realt\u00e0, il simbolo del fascio era gi\u00e0 stato utilizzato un centinaio di anni prima nel contesto della Rivoluzione Francese, come pure era stato un simbolo dell&#8217;antica Roma. Un fascio \u00e8 del resto una lega, un&#8217;unit\u00e0, almeno nel suo significato originario.' class='inline-footnote' style=''>5<span class='footnoteContent' style='display:none;'>La parola rende fa volgere immediatamente il pensiero al fascismo del Novecento. In realt\u00e0, il simbolo del fascio era gi\u00e0 stato utilizzato un centinaio di anni prima nel contesto della Rivoluzione Francese, come pure era stato un simbolo dell&#8217;antica Roma. Un fascio \u00e8 del resto una lega, un&#8217;unit\u00e0, almeno nel suo significato originario.<\/span><\/span><strong> dei lavoratori in Sicilia<\/strong>. I Fasci siciliani erano delle <strong>associazioni di lavoratori in settori eterogenei: artigiani, contadini, braccianti, minatori, particolarmente sfiancata dai privilegi e dall&#8217;iniqua tassazione concessa ai grandi latifondisti<\/strong> (detti anche <em><strong>galantuomini<\/strong><\/em>). Il movimento era ben radicato in Sicilia, venendo a contare circa <strong>300 fasci e 200000 iscritti in tutta l&#8217;isola<\/strong>. I Fasci erano nati inizialmente per sopperire all&#8217;assenza dello Stato, impegnandosi nell&#8217;assistenza e nell&#8217;educazione pubblica. Ben presto per\u00f2 queste associazioni espressero la loro protesta in maniera violenta. I Fasci siciliani furono in questo senso, una seconda manifestazione, dopo il brigantaggio del 1861-1865, del disagio meridionale davanti ad uno Stato assente e sordo.<\/p>\n<p>Giolitti non impieg\u00f2 mezzi di repressione straordinaria nei confronti dei Fasci siciliani, come poi far\u00e0 Crispi.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lo_scandalo_della_Banca_Romana\"><\/span>Lo scandalo della Banca Romana<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Come si \u00e8 gi\u00e0 affermato, il trasformismo politico oltre che alla formazione di una maggioranza, ebbe come conseguenza anche la diffusione del clientelismo e della corruzione. Non \u00e8 quindi un caso che in due riprese, sia nel 1889 che nel 1893, un inchiesta sollev\u00f2 <strong>lo scandalo della Banca Romana<\/strong>. La Banca Romana era un istituto di credito privato autorizzato dallo Stato a stampar carta moneta. <strong>L&#8217;istituto<\/strong> per\u00f2 s<strong>tamp\u00f2 sia doppioni di banconote gi\u00e0 in circolo, sia altre che per\u00f2 non erano coperte dalle riserve di metalli preziosi<\/strong>. Ovviamente il fine di questa operazione era quella di favorire\u00a0 i politici pi\u00f9 in vista, tra cui lo stesso Crispi e Giolitti, per ottenere copertura politica. Questa inchiesta si risolse per\u00f2 in un nulla di fatto.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_2\"><\/span>Video-lezione di sintesi 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Sinistra Storica  - Crispi e Giolitti -  1887-1893\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/h4bULQH7Tzs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Ritorno_e_caduta_di_Crispi_%E2%80%93_1894-1896\"><\/span>Ritorno e caduta di Crispi &#8211; 1894-1896<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_repressivo_ordine_interno\"><\/span>Il repressivo ordine interno<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Caduto il governo Giolitti, Francesco Crispi ritorna a ricoprire la funzione di Primo Ministro. Il primo problema di cui si occupa \u00e8 certamente la repressione del movimento dei Fasci del lavoratori in Sicilia. Nel <strong>gennaio del 1894 Crispi dichiara per Sicilia lo stadio d&#8217;assedio<\/strong>, una eccezionale provvedimento giuridico che viene preso per risolvere importanti questioni di ordine interno. Non solo la Sicilia, ma anche la Lunigiana, tra Toscana e Liguria, dove rilevante era il fermento anarchico.<\/p>\n<p><strong>In virt\u00f9 dello stadio d&#8217;assedio, tutte le autorit\u00e0 civili lasciano il comando a quelle militari<\/strong>. L&#8217;esito della repressione si misura in circa due migliaia di arresti e la comminazione, da parte dei tribunali militari, di pene di detenzione abbastanza severe.<\/p>\n<p>Una seconda fase delle repressione di Crispi avviene nel <strong>luglio del 1894<\/strong>. In questo mese il Primo Ministro propone le cosiddette <strong>tre leggi antianarchiche<\/strong>, che erano:<\/p>\n<ul>\n<li>la <em>legge 314<\/em>, che riguardava i reati legati all&#8217;uso di esplosivi;<\/li>\n<li>la <em>315<\/em>, che riguardava i reati a mezzo stampa, in particolare l&#8217;apologia e l&#8217;incitamento;<\/li>\n<li>infine, <strong>la legge<\/strong> pi\u00f9 pesante, <strong>la <em>316<\/em>, in base alla quale al governo era data facolt\u00e0 di sciogliere qualsiasi associazione reputata sovversiva<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio <strong>grazie quest&#8217;ultima legge Crispi potette sciogliere\u00a0 il Partito Socialista del Lavoratori italiano<\/strong>, che si era costituito appena due anni prima. In realt\u00e0, sebbene il partito fosse ufficialmente sciolto, esso continuava a vivere clandestinamente, in particolare nelle zone d&#8217;Italia pi\u00f9 industrializzate come la Val Padana. Era proprio in quelle zone che si stava sviluppando sempre pi\u00f9 una coscienza operaia, una coscienza di classe.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Politica_coloniale_di_Crispi_%E2%80%93_Parte_2\"><\/span>Politica coloniale di Crispi &#8211; Parte 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Come abbiamo affermato, il rapporti tra Italia ed Etiopia si erano andati rovinando sempre pi\u00f9, sopratutto a causa della diversa interpretazione dell&#8217;<em>articolo 17<\/em> del trattato di Uccialli. Tale incomprensione si manifest\u00f2 quando Menelik, invitando i sovrani di Inghilterra e Russia alla sua incoronazione, ricevette da questi un diniego: i<strong>n base a quanto annunciato dall&#8217;Italia, l&#8217;Etiopia era ora un protettorato italiano, e qualsiasi rapporto diplomatico, compreso l&#8217;invito ad una cerimonia, doveva passare dalla mediazione italiana<\/strong>.<\/p>\n<p>Inizia quindi un&#8217;<em>escalation<\/em>, nella quale Menelik II inizia a comprare armi dalla Russia, dalla Francia, ma anche dalla stessa Italia. L&#8217;<strong>ambasciatore italiano ad Addis Abeba<\/strong>, <strong>Pietro Antonelli<\/strong>,\u00a0 tenta invano di cercare un accordo con il sovrano etiope. La <strong>Guerra di Abissinia<\/strong><span title='O Prima Guerra Italo-Etiopica. La seconda avvenne tra gli anni 1935 e 1936.[\/foonote], inizia quindi con l&#8216;esercito italiano che occupa la regione del Tigr\u00e9, sottoposta al governo Etiope. Menelik decide quindi ci contravvenire al trattato di pace.\nLa guerra non prosegue in maniera brillante per l&#8217;esercito italiano, a corto di uomini e di armi, mal organizzato. La sconfitta definitiva si ha ad Adua, il 1\u00b0 marzo 1896, nella quale i 180000 tra soldati dell&#8217;esercito regio e \u00e0scari[footnote]Gli \u00e0scari erano un corpo di soldati eritrei che combatteva affianco dell&#8217;esercito italiano.' class='inline-footnote' style=''>6<span class='footnoteContent' style='display:none;'>O Prima Guerra Italo-Etiopica. La seconda avvenne tra gli anni 1935 e 1936.[\/foonote], inizia quindi con l<strong>&#8216;esercito italiano che occupa la regione del Tigr\u00e9<\/strong>, sottoposta al governo Etiope. Menelik decide quindi ci contravvenire al trattato di pace.<\/p>\n<p>La guerra non prosegue in maniera brillante per l&#8217;esercito italiano, a corto di uomini e di armi, mal organizzato. <strong>La sconfitta definitiva si ha ad Adua, il 1\u00b0 marzo 1896<\/strong>, nella quale i 180000 tra soldati dell&#8217;esercito regio e \u00e0scari[footnote]Gli \u00e0scari erano un corpo di soldati eritrei che combatteva affianco dell&#8217;esercito italiano.<\/span><\/span>, guidati dal<strong> generale Oreste Baratieri<\/strong>, vengono travolti da 1000000 guerrieri etiopi. L&#8217;Italia esce sconfitta dalla guerra.<\/p>\n<p>Questa disfatta ha un peso politico tremendo: <strong>Crispi<\/strong>, che pure aveva dato l&#8217;ordine di attaccare Adua, <strong>\u00e8 costretto a dimettersi<\/strong> (<strong>9 marzo 1896<\/strong>), e con la fine di questa esperienza di govern\u00f2 finir\u00e0 anche la sua carriera politica. La guerra si conclude formalmente con il <strong>trattato di Addis Abeba del 26 ottobre 1896<\/strong>. Con esso<strong> l&#8217;Italia, che pur conservava Somalia ed Eritrea, rinunciava a qualsiasi intromissione nella vita politica dell&#8217;Impero etiope<\/strong>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_3\"><\/span>Video-lezione di sintesi 3<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Sinistra Storica - La repressione politica e la Guerra di Abissinia - 1893-1896\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LgZ2cziyabg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo gli anni che vanno dal 1876 alla crisi di fine secolo, anni dominati in Italia dal governo della Sinistra storica. L&#8217;epoca Depretis &#8211; 1876-1887 La pesante tassazione imposta dalla Destra storica aveva spianato la strada ad un cambio di governo. 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