{"id":783,"date":"2019-12-12T14:28:17","date_gmt":"2019-12-12T14:28:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=783"},"modified":"2020-04-11T15:36:25","modified_gmt":"2020-04-11T15:36:25","slug":"gli-anni-della-destra-storica-1861-1876","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/","title":{"rendered":"Gli anni della Destra storica (1861-1876)"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo gli anni<strong> tra il 1861 e il 1876<\/strong> nell&#8217;Italia post-unitaria, periodo segnato dal governo della <strong>Destra storica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo gli anni tra il 1861 e il 1876 nell&#039;Italia post-unitaria, periodo segnato dal governo della Destra storica. L&#039;Italia post-unitaria Analfabetismo e pluralit\u00e0 linguistica Nel 1861 si raggiunge l&#039;unit\u00e0 d&#039;Italia. \u00c8 necessario per\u00f2 soffermarci su cosa intendiamo quando parliamo di Italia nel 1861. In primo luogo, sicuramente mancano delle regioni e dei territori importanti: il Lazio, Roma (la capitale nel 1861 \u00e8 Torino), il Trentino, la Venezia-Giulia.\u00a0 Al di l\u00e0 della situazione geopolitica, rimane la questione sociale ed economica. Partiamo da alcuni dati riguardanti l&#039;alfabetizzazione. Solo il 20-25% (cifra media) dei neo-italiani \u00e8 alfabetizzato, con valori di minimo e massimo che oscillano tra il 3% (in Sardegna) al 46% (Piemonte e Lombardia). La mappa seguente illustra tale situazione. Gli italiani, oltre che analfabeti per la grande maggioranza, non parlano neppure l&#039;italiano. Ogni individuo parla il dialetto della propria regione. La conseguenza \u00e8 che l&#039;italiano medio, spostandosi in altre regioni, \u00e8 incapace di comunicare con quelli che dovrebbero essere i suoi connazionali. Un Paese agricolo e le sue macroaree Se consideriamo l&#039;economia dell&#039;Italia appena unita, non possiamo che affermare che essa sia una Paese eminentemente agricolo e certamente arretrato rispetto alla Gran Bretagna, in cui solo il 20% dei lavoratori era impiegato nel settore primario. Per l&#039;Italia del 1861 la situazione \u00e8 rappresentata dal grafico seguente: Sebbene la maggior parte dei lavoratori fosse impiegata nel settore agricolo, tuttavia ci\u00f2 non equivale ad affermare che non vi fosse differenziazione tra diverse zone d&#039;Italia. Ci viene in aiuto un rapporto stilato tra il 1877 e il 1884 da Stefano Jacini, denominato Inchiesta agraria e sulle condizioni delle classi agricole. In base a tale rapporto possiamo individuare tre macro-aree: In Italia Settentrionale, ed in particolare la Valle Padana, era caratterizzata da una agricoltura di tipo capitalistico, in cui la produzione \u00e8 resa efficiente da mezzi moderni di irrigazione e rotazione pluriennale, come pure dall&#039;utilizzo dei primi fertilizzanti. Erano presenti anche impianti manifatturieri industriali, sopratutto nel campo tessile. Gli imprenditori pi\u00f9 abili erano riusciti a procurarsi anche le macchine a vapore, l&#039;innovazione principale della Prima Rivoluzione industriale. Il Centro-Italia \u00e8 incentrato sul rapporto di mezzadria e non vi \u00e8 praticamente nessuna tecnologia produttiva avanzata. Il Sud-Italia \u00e8 basato sul latifondo. La coltura principale \u00e8 il grano. Nella striscia tra Bari e Lecce \u00e8 diffusa invece la coltura degli ulivi, non tanto per ricavarne l&#039;olio per l&#039;alimentazione, quanto per l&#039;impiego di esso nelle industrie tessili inglesi. In Sicilia importante \u00e8 la coltivazione di agrumi che vengono in buona parte esportati. La distanza tra Paese legale e Paese reale Gli anni che vanno dal 1861 al 1876 vengono definiti gli anni della Destra Storica. L&#039;espressione Destra Storica nasce dal fatto che questa compagine governativa era per lo pi\u00f9 costituita da conservatori e moderati. L&#039;aggettivo &quot;storica&quot; invece fu aggiunto dopo, per sottolineare il ruolo storico nella formazione dello Stato di questi primi 15 anni post-unitari. Eredi politici di Cavour, gli esponenti della Destra erano di estrazione sociale omogenea. Quasi tutti infatti provenivano dal mondo della grande propriet\u00e0 terriera.\u00a0 Politicamente erano liberali, economicamente liberisti. Vi era tuttavia grande distanza dal Paese reale, come di fatto dimostrava il meccanismo delle elezioni. Solo i cittadini maschi alfabetizzati e con un certo censo potevano votare. In sintesi, questo restringeva il corpo elettorale al 2%. Video-lezione di sintesi 1 https:\/\/youtu.be\/nrxo32uZEw4 Il piemontismo accentrante Una volta conseguita l&#039;unit\u00e0 d&#039;Italia, uno dei problemi che la Destra storica dovette affrontare fu quella di quale assetto amministrativo dare al nuovo Regno. In particolare si trattava di decidere se il Regno d&#039;Italia dovesse essere caratterizzato da: un sistema accentrato, in cui \u00e8 il potere centrale (piemontese) a prendere capillarmente tutte le decisioni, sul modello della Francia napoleonica; un sistema decentrato, in cui si lascia largo spazio all&#039;autonomia regionale, sul modello della Gran Bretagna. \u00a0 Si decise per la prima opzione. L&#039;Italia fu divisa in province, governate da prefetti. I comuni invece erano governati da sindaci, non eletti ma nominati dal governo. La prima costituzione del Regno d&#039;Italia fu lo Statuto Albertino. Gi\u00e0 costituzione del Regno di Sardegna, la sua adozione fu indicativa del fatto che il Regno d&#039;Italia era concepito come un&#039;estensione del Regno di Sardegna. Proprio per questo gli esponenti della Destra storica furono accusati di piemontesismo, ovvero di ignorare le peculiarit\u00e0 dei territori che al Regno di Sardegna si erano aggiunti al culmine del processo risorgimentale e che presentavano caratteristiche differenti. Uno tra tutti il Meridione. Il pareggio di bilancio Si pu\u00f2 affermare che la pi\u00f9 grande preoccupazione della Destra storica fu il pareggio di bilancio. L&#039;unit\u00e0 d&#039;Italia aveva avuto, tra le altre conseguenze, quella di unificare il bilancio degli altri stati e staterelli annessi. Il neonato Regno d&#039;Italia nasceva poco meno di 2,5 miliardi di lire di debito, il 40% del PIL dell&#039;epoca. Abbassamento delle tariffe doganali e vendite all&#039;asta Per ottenere tanto agognato pareggio di bilancio, gli esponenti politici puntarono sul libero scambio, abbassando le tariffe doganali interne ed esterne. Il Ministro delle Finanze all&#039;epoca era Quintino Sella (1827-1884). Un altro provvedimento fu quello di requisire e vendere terreni della chiesa e dello Stato. Questa operazione avrebbe potuto effettivamente migliorare le condizioni della popolazione, ma si decise di vendere i beni all&#039;asta per massimizzare le entrate. Questa decisione favor\u00ec ovviamente coloro i quali disponevano gi\u00e0 di un certo grado di ricchezza, cosicch\u00e9 la classe medio-bassa non trasse beneficio da essa. Aumento della pressione fiscale I provvedimenti considerati sopra non erano sufficienti per ottenere il pareggio di bilancio. Un&#039;altra possibile soluzione era ricorrere ad una tassazione pi\u00f9 pesante.\u00a0 Se nel 1860 il prelievo fiscale si attestava intorno al 7%, nel 1880 era salito gi\u00e0 al 11,4%. Si inaspr\u00ec anche il carico fiscale relativo alle imposte dirette e indirette. Esse salirono rispettivamente del 63% e del 107%. Imposte dirette e indirette Le imposte dirette sono quelle tasse che vengono applicate ai redditi e\/o al patrimonio in generale (propriet\u00e0, immobili, terreni agricoli ecc.) e vengono pagate dai cittadini direttamente al fisco. Un esempio di imposta diretta nell&#039;Italia attuale \u00e8 l&#039;IMU (Imposta municipale unica). Le imposte indirette invece si legano al consumo, quindi alla compravendita di beni e servizi. Dato che le imposte indirette colpiscono tutti i consumatori, sono pi\u00f9 gravose per quei cittadini che dispongono di meno ricchezza. Un esempio di imposta diretta nell&#039;Italia attuale \u00e8 l&#039;IVA (Imposta sul valore aggiunto). Un&#039;imposta indiretta che fu particolarmente invisa fu l&#039;imposta sul macinato, introdotta nel 1868. Tale tassa si applicava ai prodotti frumentari. Essendo sostanzialmente una tassa sul pane, essa colpiva maggiormente i ceti meno abbienti. Il brigantaggio - 1861-1865 Un&#039;altra sfida che la Destra storica dovette affrontare fu la questione del brigantaggio. Sottoposto da secoli alla dominazione borbonica, il Meridione d&#039;Italia si trovo in un tempo molto breve davanti a numerose conseguenze legate all&#039;Unit\u00e0. In particolare: la caduta dominio borbonico aveva lasciato un gran numero di ex soldati senza un&#039;occupazione; l&#039;aumento della pressione fiscale; la coscrizione obbligatoria, che privava molte famiglie dei padri e mariti, unica vera fonte di reddito; le commesse statali, che furono sistematicamente assegnate alle aziende del nord. \u00a0 Da questo malcontento nacque il fenomeno storico del brigantaggio, fenomeno che attravers\u00f2 l&#039;Italia Meridionale tra il 1861 e il 1865. I briganti godevano dell&#039;appoggio e della complicit\u00e0 della povera popolazione. I loro crimini erano considerati atti di giustizia sociale. I briganti bruciavano gli archivi dai quali il governo prendeva in nomi per la leva e per il fisco. Non di rado i briganti, ad esempio, rubavano capi di bestiame a ricchi latifondisti in cambio di un riscatto. La repressione del brigantaggio: la legge Pica - 1863 Sebbene gli atti dei briganti fossero certamente sovversivi, la Destra storica non comprese come essi derivassero in buona parte da un profondo disagio sociale e da un senso di ingiustizia, di cui non accolse le istanze. Il governo infatti rispose al fenomeno del brigantaggio con una repressione durissima. La maggiore espressione di questa risposta repressiva fu la legge Pica del 1863. In base a questa legge: chiunque avesse fatto parte di un gruppo armato di almeno tre persone sarebbe stato denunciato al tribunale militare. Furono inoltre istituite delle giunte provinciali con il compito di stilare le liste con i nominativi dei briganti e dei sospetti. La legge puniva con la fucilazione o i lavori forzati a vita chiunque avesse opposto resistenza armata alla forza pubblica, senza fare alcuna distinzione. \u00a0 Per applicare tali leggi nel Meridione fu inviato un esercito di 120000 uomini. Si stima che i briganti vittime della legge Pica tra il 1861 e il 1865 siano stati tra i 18000 e i 55000. Video-lezione di sintesi 2 https:\/\/youtu.be\/RW4Q7_IVN1U La Questione Romana -\u00a0 1861- 1870 L&#039;altra grande questione che i governi della Destra Storica dovettero affrontare fu l&#039;annosa questione romana. Non era ammissibile pensare ad uno Stato italiano di cui la capitale non fosse Roma. E del resto il Parlamento gi\u00e0 il 27 marzo 1861 aveva votato una mozione in tal senso. La questione non era affatto di facile soluzione. Di mezzo vi era l&#039;alleanza tra Napoleone III e Pio IX. Iniziativa garibaldina e caduta del governo Rattazzi - 1862 Un primo tentativo di conquista della citt\u00e0 eterna fu realizzato da Garibaldi, contro ogni parere del governo. L&#039;iniziativa garibaldina non ebbe alcun esito se non la caduta del governo Rattazzi. Il governo infatti aveva inviato l&#039;esercito ad intercettare e a fermare Garibaldi. Lo scontro a fuoco che ne segu\u00ec sull&#039;Aspromonte, proprio perch\u00e9 scontro tra Italiani e Italiani,- una battaglia civile si potrebbe definirlo -, apparve scandaloso all&#039;opinione pubblica, sopratutto perch\u00e9 a seguito dello scontro il popolarissimo Garibaldi fu arrestato. Dalla Convenzione di settembre alla Terza Guerra d&#039;Indipendenza - 1864-1866 Per stabilizzare la situazione diplomatica con lo Stato Pontificio e la Francia di Napoleone III,\u00a0 durante il suo governo, Minghetti firm\u00f2 la Convenzione di settembre, un accordo diplomatico secondo cui l&#039;Italia rinunciava alle sue pretese sulla citt\u00e0 eterna in cambio dello sgombero delle truppe francesi. La ricezione di questo documento non fu univoca, come pure ambigue erano le intenzioni italiane rispetto a Roma. Prova ne \u00e8 che lo stesso mese il governo spost\u00f2 la capitale da Torino a Firenze, ben pi\u00f9 vicina a Roma. Il processo risorgimentale comp\u00ec un ulteriore passo con la Terza Guerra d&#039;Indipendenza (20 giugno-12 agosto 1866), grazie alla quale l&#039;Italia, affiancandosi alla Prussia di Bismarck contro l&#039;Austria, riusc\u00ec ad ottenere il Veneto, Mantova, Udine e Pordenone, nonostante la fallimentare conduzione del conflitto da parte italiana. La presa di Roma Il dibattito sulla questione romana si riaccese nel 1867. Non solo il dibattito, ma anche l&#039;azione. Ancora una volta Garibaldi, partendo dalla Toscana cerco di prendere Roma, ma fu fermato a Mentana il 3 novembre dalle truppe francesi.\u00a0 Come riprendere Roma? Ancora una volta il bellicismo prussiano avrebbe favorito l&#039;Italia. Dopo la guerra austro-prussiana del 1866, la Prussia era impegnata in in un conflitto contro la Francia, la guerra franco-prussiana del 1870. L&#039;Italia avrebbe affiancato al Francia soltanto in cambio di aperture verso la questione romana, aperture che Napoleone non concesse. Il governo italiano rimase dunque neutrale e quando nel 1870 Napoleone III abdic\u00f2, un corpo di Bersaglieri guidati dal generale Cadorna, aprirono una breccia a Porta Pia e si impossessarono della citt\u00e0, avendo facile ragione delle truppe papali (20 settembre 1870). Roma diventava cos\u00ec la capitale d&#039;Italia. La legge delle guarentigie e la bolla Non expedit Alla presa di Roma segu\u00ec un plebiscito per mezzo del quale la citt\u00e0 e il Lazio furono annessi al Regno d&#039;Italia. Questa nuova situazione geopolitica non poteva che scontentare il pontefice Pio IX, che considerava la presa di Roma un atto usurpatorio. Lo Stato italiano, per riconciliarsi con il papa promulg\u00f2 quindi la legge delle guarentigie, che prevedeva tutta una serie di riparazioni e concessioni. L&#039;ultimo atto della questione romana pu\u00f2 essere considerato l&#039;emanazione della bolla papale Non expedit nel 1874. L\u2019espressione latina, che significa non conviene, non giova, \u00e8 in realt\u00e0 un caldo invito - che \u00e8 in buona sostanza un obbligo - per i cattolici a non partecipare alle elezioni o, pi\u00f9 in generale, alla vita politica del Regno d\u2019Italia.\u00a0 Video-lezione di sintesi 3 Caduta della Destra storica La Destra storica consegu\u00ec l&#039;obiettivo del pareggio di bilancio nel 1876. Questo risultato tuttavia aveva generato un profondo malcontento. Il 25 marzo 1876 il re affid\u00f2 l&#039;incarico al capo dell&#039;opposizione Agostino Depretis (1813-1887). Si aprivano cos\u00ec i venti anni di governo della Sinistra Storica.\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 5.5531 13.0028 4.99931 13.0028C4.44552 13.0028 3.99793 12.5552 3.99793 12.0014V9.99862ZM8.99724 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id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Indice<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6aab646771112\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 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href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Il_piemontismo_accentrante\" >Il piemontismo accentrante<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Il_pareggio_di_bilancio\" >Il pareggio di bilancio<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Abbassamento_delle_tariffe_doganali_e_vendite_allasta\" >Abbassamento delle tariffe doganali e vendite all&#8217;asta<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Aumento_della_pressione_fiscale\" >Aumento della pressione fiscale<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Il_brigantaggio_%E2%80%93_1861-1865\" >Il brigantaggio &#8211; 1861-1865<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#La_repressione_del_brigantaggio_la_legge_Pica_%E2%80%93_1863\" >La repressione del brigantaggio: la legge Pica &#8211; 1863<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Video-lezione_di_sintesi_2\" >Video-lezione di sintesi 2<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#La_Questione_Romana_%E2%80%93_1861-_1870\" >La Questione Romana &#8211;\u00a0 1861- 1870<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Iniziativa_garibaldina_e_caduta_del_governo_Rattazzi_%E2%80%93_1862\" >Iniziativa garibaldina e caduta del governo Rattazzi &#8211; 1862<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Dalla_Convenzione_di_settembre_alla_Terza_Guerra_dIndipendenza_%E2%80%93_1864-1866\" >Dalla Convenzione di settembre alla Terza Guerra d&#8217;Indipendenza &#8211; 1864-1866<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#La_presa_di_Roma\" >La presa di Roma<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#La_legge_delle_guarentigie_e_la_bolla_Non_expedit\" >La legge delle guarentigie e la bolla Non expedit<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-18\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Video-lezione_di_sintesi_3\" >Video-lezione di sintesi 3<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-19\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/12\/gli-anni-della-destra-storica-1861-1876\/#Caduta_della_Destra_storica\" >Caduta della Destra storica<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"LItalia_post-unitaria\"><\/span>L&#8217;Italia post-unitaria<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Analfabetismo_e_pluralita_linguistica\"><\/span>Analfabetismo e pluralit\u00e0 linguistica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Nel 1861 si raggiunge l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia. \u00c8 necessario per\u00f2 soffermarci su cosa intendiamo quando parliamo di Italia nel 1861. In primo luogo, sicuramente mancano delle regioni e dei territori importanti: il Lazio, Roma <strong>(la capitale nel 1861 \u00e8 Torino<\/strong>), il Trentino, la Venezia-Giulia.\u00a0 Al di l\u00e0 della situazione geopolitica, rimane <strong>la questione sociale ed economica<\/strong>. Partiamo da alcuni dati riguardanti l&#8217;alfabetizzazione. <strong>Solo il 20-25% (cifra media) dei neo-italiani \u00e8 alfabetizzato, con valori di minimo e massimo che oscillano tra il 3% (in Sardegna) al 46% (Piemonte e Lombardia)<\/strong>. La mappa seguente illustra tale situazione.<\/p>\n<p><iframe id=\"datawrapper-chart-8MyWb\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" title=\"Analfabetismo in Italia nel 1861\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/8MyWb\/2\/\" height=\"400\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" aria-label=\"Italy regions choropleth map\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}})}();\n<\/script><\/p>\n<p>Gli italiani, oltre che analfabeti per la grande maggioranza, non parlano neppure l&#8217;italiano. Ogni individuo parla il dialetto della propria regione. La conseguenza \u00e8 che l&#8217;italiano medio, spostandosi in altre regioni, \u00e8 incapace di comunicare con quelli che dovrebbero essere i suoi connazionali.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_Paese_agricolo_e_le_sue_macroaree\"><\/span>Un Paese agricolo e le sue macroaree<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Se consideriamo l&#8217;economia dell&#8217;Italia appena unita, non possiamo che affermare che essa sia una Paese eminentemente agricolo e certamente arretrato rispetto alla Gran Bretagna, in cui solo il 20% dei lavoratori era impiegato nel settore primario. Per l&#8217;Italia del 1861 la situazione \u00e8 rappresentata dal grafico seguente:<\/p>\n<p><iframe id=\"datawrapper-chart-8LqyU\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" title=\"Percentuale settori d\u2019impiego\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/8LqyU\/6\/\" height=\"446\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" aria-label=\"Interactive pie chart\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}})}();\n<\/script><\/p>\n<p>Sebbene la maggior parte dei lavoratori fosse impiegata nel settore agricolo, tuttavia ci\u00f2 non equivale ad affermare che non vi fosse differenziazione tra diverse zone d&#8217;Italia. Ci viene in aiuto un rapporto stilato tra il 1877 e il 1884 da <strong>Stefano Jacini<\/strong><span title='Proprietario terriero lombardo di indirizzo politico cattolico-liberale. Fu ministro dei Lavori Pubblici nel 1860 e nel triennio 1864-67.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Proprietario terriero lombardo di indirizzo politico cattolico-liberale. Fu ministro dei Lavori Pubblici nel 1860 e nel triennio 1864-67.<\/span><\/span>, denominato <strong><em>Inchiesta agraria e sulle condizioni delle classi agricole<\/em><\/strong>. In base a tale rapporto possiamo individuare tre macro-aree:<\/p>\n<ul>\n<li>In <strong>Italia Settentrionale<\/strong>, ed in particolare la <strong>Valle Padana<\/strong>, era caratterizzata da una agricoltura di tipo capitalistico, in cui la produzione \u00e8 resa efficiente da mezzi moderni di irrigazione e rotazione pluriennale, come pure dall&#8217;utilizzo dei primi fertilizzanti. Erano presenti anche impianti manifatturieri industriali, sopratutto nel campo tessile. Gli imprenditori pi\u00f9 abili erano riusciti a procurarsi anche le macchine a vapore, l&#8217;innovazione principale della Prima Rivoluzione industriale.<\/li>\n<li>Il Centro-Italia \u00e8 incentrato sul rapporto di mezzadria e non vi \u00e8 praticamente nessuna tecnologia produttiva avanzata.<\/li>\n<li>Il <strong>Sud-Italia<\/strong> \u00e8 basato sul latifondo. La coltura principale \u00e8 il grano. Nella striscia tra Bari e Lecce \u00e8 diffusa invece la coltura degli ulivi, non tanto per ricavarne l&#8217;olio per l&#8217;alimentazione, quanto per l&#8217;impiego di esso nelle industrie tessili inglesi. In Sicilia importante \u00e8 la coltivazione di agrumi che vengono in buona parte esportati.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_distanza_tra_Paese_legale_e_Paese_reale\"><\/span>La distanza tra Paese legale e Paese reale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>Gli anni che vanno dal 1861 al 1876 vengono definiti gli anni della Destra Storica<\/strong>. L&#8217;espressione Destra Storica nasce dal fatto che questa compagine governativa era per lo pi\u00f9 costituita da conservatori e moderati. L&#8217;aggettivo &#8220;storica&#8221; invece fu aggiunto dopo, per sottolineare il ruolo storico nella formazione dello Stato di questi primi 15 anni post-unitari.<\/p>\n<p>Eredi politici di Cavour, gli esponenti della Destra erano di estrazione sociale omogenea. Quasi tutti infatti provenivano dal <strong>mondo della grande propriet\u00e0 terriera<\/strong>.\u00a0 Politicamente erano liberali, economicamente liberisti.<\/p>\n<p>Vi era tuttavia grande distanza dal Paese reale, come di fatto dimostrava il meccanismo delle elezioni. <strong>Solo i cittadini maschi alfabetizzati e con un certo censo potevano votare. In sintesi, questo restringeva il corpo elettorale al 2%<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_1\"><\/span>Video-lezione di sintesi 1<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Destra Storica - L&#039;Italia post unitaria\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nrxo32uZEw4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_piemontismo_accentrante\"><\/span>Il piemontismo accentrante<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Una volta conseguita l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, uno dei problemi che la Destra storica dovette affrontare fu quella di quale assetto amministrativo dare al nuovo Regno. In particolare si trattava di decidere se il Regno d&#8217;Italia dovesse essere caratterizzato da:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>un sistema accentrato<\/strong>, in cui \u00e8 il potere centrale (piemontese) a prendere capillarmente tutte le decisioni, sul modello della Francia napoleonica;<\/li>\n<li><strong>un sistema decentrato<\/strong>, in cui si lascia largo spazio all&#8217;autonomia regionale, sul modello della Gran Bretagna.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si decise per la prima opzione. L&#8217;Italia fu divisa in province, governate da prefetti. I comuni invece erano governati da sindaci, non eletti ma nominati dal governo.<\/p>\n<p>La prima costituzione del Regno d&#8217;Italia fu lo <strong>Statuto Albertino<\/strong>. Gi\u00e0 costituzione del Regno di Sardegna, la sua adozione fu indicativa del fatto che il Regno d&#8217;Italia era concepito come un&#8217;estensione del Regno di Sardegna. Proprio per questo gli esponenti della Destra storica furono accusati di <strong>piemontesismo<\/strong>, ovvero di ignorare le peculiarit\u00e0 dei territori che al Regno di Sardegna si erano aggiunti al culmine del processo risorgimentale e che presentavano caratteristiche differenti. Uno tra tutti il Meridione.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_pareggio_di_bilancio\"><\/span>Il pareggio di bilancio<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Si pu\u00f2 affermare che la pi\u00f9 grande preoccupazione della Destra storica fu il pareggio di bilancio. L&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia aveva avuto, tra le altre conseguenze, quella di unificare il bilancio degli altri stati e staterelli annessi. Il neonato Regno d&#8217;Italia nasceva poco meno di <strong>2,5 miliardi di lire di debito, il 40% del PIL dell&#8217;epoca<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Abbassamento_delle_tariffe_doganali_e_vendite_allasta\"><\/span>Abbassamento delle tariffe doganali e vendite all&#8217;asta<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Per ottenere tanto agognato <strong>pareggio di bilancio<\/strong>, gli esponenti politici puntarono sul libero scambio, abbassando le tariffe doganali interne ed esterne. Il <strong>Ministro delle Finanze<\/strong> all&#8217;epoca era <strong>Quintino Sella<\/strong> (1827-1884).<\/p>\n<p>Un altro provvedimento fu quello di requisire e vendere terreni della chiesa e dello Stato. Questa operazione avrebbe potuto effettivamente migliorare le condizioni della popolazione, ma si decise di vendere i beni all&#8217;asta per massimizzare le entrate. Questa decisione favor\u00ec ovviamente coloro i quali disponevano gi\u00e0 di un certo grado di ricchezza, cosicch\u00e9 la classe medio-bassa non trasse beneficio da essa.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Aumento_della_pressione_fiscale\"><\/span>Aumento della pressione fiscale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>I provvedimenti considerati sopra non erano sufficienti per ottenere il pareggio di bilancio. Un&#8217;altra possibile soluzione era ricorrere ad una tassazione pi\u00f9 pesante.\u00a0 <strong>Se nel 1860 il prelievo fiscale si attestava intorno al 7%, nel 1880 era salito gi\u00e0 al 11,4%<\/strong>. Si inaspr\u00ec anche il carico fiscale relativo alle <strong><span style=\"color: #3019ff;\">imposte dirette <\/span><\/strong>e<strong><span style=\"color: #3019ff;\"> indirette<\/span><\/strong>. <strong>Esse salirono rispettivamente del 63% e del 107%<\/strong>.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Imposte dirette e indirette<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Le <strong>imposte dirette<\/strong> sono quelle tasse che vengono applicate ai redditi e\/o al patrimonio in generale (propriet\u00e0, immobili, terreni agricoli ecc.) e vengono pagate dai cittadini direttamente al fisco. Un esempio di imposta diretta nell&#8217;Italia attuale \u00e8 l&#8217;IMU (Imposta municipale unica). Le<strong> imposte indirette<\/strong> invece si legano al consumo, quindi alla compravendita di beni e servizi. Dato che le imposte indirette colpiscono tutti i consumatori, sono pi\u00f9 gravose per quei cittadini che dispongono di meno ricchezza. Un esempio di imposta diretta nell&#8217;Italia attuale \u00e8 l&#8217;IVA (Imposta sul valore aggiunto).<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un&#8217;imposta indiretta che fu particolarmente invisa fu l&#8217;<strong>imposta sul macinato, introdotta nel 1868<\/strong>. Tale tassa si applicava ai prodotti frumentari. Essendo sostanzialmente una tassa sul pane, essa colpiva maggiormente i ceti meno abbienti.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_brigantaggio_%E2%80%93_1861-1865\"><\/span>Il brigantaggio &#8211; 1861-1865<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Un&#8217;altra sfida che la Destra storica dovette affrontare fu la questione del <strong>brigantaggio<\/strong>. Sottoposto da secoli alla dominazione borbonica, il Meridione d&#8217;Italia si trovo in un tempo molto breve davanti a numerose conseguenze legate all&#8217;Unit\u00e0. In particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>la caduta dominio borbonico aveva lasciato un gran numero di ex soldati senza un&#8217;occupazione;<\/li>\n<li>l&#8217;aumento della pressione fiscale;<\/li>\n<li>la coscrizione obbligatoria, che privava molte famiglie dei padri e mariti, unica vera fonte di reddito;<\/li>\n<li>le commesse statali, che furono sistematicamente assegnate alle aziende del nord.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da questo malcontento nacque il fenomeno storico del <strong>brigantaggio<\/strong>, <strong>fenomeno che attravers\u00f2 l&#8217;Italia Meridionale tra il 1861 e il 1865<\/strong>. I briganti godevano dell&#8217;appoggio e della complicit\u00e0 della povera popolazione. I loro crimini erano considerati atti di giustizia sociale. I briganti bruciavano gli archivi dai quali il governo prendeva in nomi per la leva e per il fisco. Non di rado i briganti, ad esempio, rubavano capi di bestiame a ricchi latifondisti in cambio di un riscatto.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_repressione_del_brigantaggio_la_legge_Pica_%E2%80%93_1863\"><\/span>La repressione del brigantaggio: la legge Pica &#8211; 1863<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Sebbene gli atti dei briganti fossero certamente sovversivi, la Destra storica non comprese come essi derivassero in buona parte da un profondo disagio sociale e da un senso di ingiustizia, di cui non accolse le istanze. Il governo infatti rispose al fenomeno del brigantaggio con una repressione durissima. La maggiore espressione di questa risposta repressiva fu la <a href=\"https:\/\/santanatolia.it\/contributi\/cartella-files\/sant-anatolia-e-il-regno-delle-due-sicilie-nel-periodo-pre-unitario\/legge-pica\"><strong>legge Pica del 1863<\/strong><\/a>. In base a questa legge:<\/p>\n<ul>\n<li>chiunque avesse fatto parte di un gruppo armato di almeno tre persone sarebbe stato denunciato al tribunale militare.<\/li>\n<li>Furono inoltre istituite delle giunte provinciali con il compito di stilare le liste con i nominativi dei briganti e dei sospetti.<\/li>\n<li>La legge puniva con la fucilazione o i lavori forzati a vita chiunque avesse opposto resistenza armata alla forza pubblica, senza fare alcuna distinzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per applicare tali leggi nel Meridione fu inviato un esercito di 120000 uomini. <a href=\"http:\/\/www.nuovarivistastorica.it\/?p=4615#\">Si stima che i briganti vittime della legge Pica tra il 1861 e il 1865 siano stati tra i 18000 e i 55000<\/a>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_2\"><\/span>Video-lezione di sintesi 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RW4Q7_IVN1U\">https:\/\/youtu.be\/RW4Q7_IVN1U<\/a><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_Questione_Romana_%E2%80%93_1861-_1870\"><\/span>La Questione Romana &#8211;\u00a0 1861- 1870<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;altra grande questione che i governi della Destra Storica dovettero affrontare fu l&#8217;annosa questione romana. Non era ammissibile pensare ad uno Stato italiano di cui la capitale non fosse Roma. E del resto <strong>il Parlamento gi\u00e0 il 27 marzo 1861 aveva votato una mozione in tal senso<\/strong>. La questione non era affatto di facile soluzione. Di mezzo vi era l&#8217;alleanza tra Napoleone III e Pio IX.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Iniziativa_garibaldina_e_caduta_del_governo_Rattazzi_%E2%80%93_1862\"><\/span>Iniziativa garibaldina e caduta del governo Rattazzi &#8211; 1862<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Un primo tentativo di conquista della citt\u00e0 eterna fu realizzato da Garibaldi, contro ogni parere del governo. L&#8217;iniziativa garibaldina non ebbe alcun esito se non la caduta del governo Rattazzi. Il governo infatti aveva inviato l&#8217;esercito ad intercettare e a fermare Garibaldi. Lo scontro a fuoco che ne segu\u00ec sull&#8217;Aspromonte, proprio perch\u00e9 scontro tra Italiani e Italiani,- una battaglia civile si potrebbe definirlo -, apparve scandaloso all&#8217;opinione pubblica, sopratutto perch\u00e9 a seguito dello scontro il popolarissimo Garibaldi fu arrestato.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dalla_Convenzione_di_settembre_alla_Terza_Guerra_dIndipendenza_%E2%80%93_1864-1866\"><\/span>Dalla Convenzione di settembre alla Terza Guerra d&#8217;Indipendenza &#8211; 1864-1866<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Per stabilizzare la situazione diplomatica con lo Stato Pontificio e la Francia di Napoleone III,\u00a0 durante il suo governo, Minghetti firm\u00f2 la <strong>Convenzione di settembre<\/strong>, un accordo diplomatico secondo cui l&#8217;Italia rinunciava alle sue pretese sulla citt\u00e0 eterna in cambio dello sgombero delle truppe francesi. La ricezione di questo documento non fu univoca, come pure ambigue erano le intenzioni italiane rispetto a Roma. Prova ne \u00e8 che lo stesso mese il governo spost\u00f2 la capitale da Torino a Firenze, ben pi\u00f9 vicina a Roma.<\/p>\n<p>Il processo risorgimentale comp\u00ec un ulteriore passo con la<strong> Terza Guerra d&#8217;Indipendenza<\/strong><span title='Quella che per noi Italiani \u00e8 la Terza Guerra d&#8217;Indipendenza non \u00e8 altro che la guerra Austro-Prussiana, vista dal fronte italiano' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Quella che per noi Italiani \u00e8 la Terza Guerra d&#8217;Indipendenza non \u00e8 altro che la guerra Austro-Prussiana, vista dal fronte italiano<\/span><\/span> (<strong>20 giugno-12 agosto 1866<\/strong>),<strong> grazie alla quale l&#8217;Italia<\/strong>, affiancandosi alla <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/04\/11\/bismarck-e-lunificazione-tedesca-1870\/\">Prussia di Bismarck<\/a> contro l&#8217;Austria, <strong>riusc\u00ec ad ottenere il Veneto, Mantova, Udine e Pordenone<\/strong>, nonostante la fallimentare conduzione del conflitto da parte italiana.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_presa_di_Roma\"><\/span>La presa di Roma<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Il dibattito sulla questione romana si riaccese nel 1867. Non solo il dibattito, ma anche l&#8217;azione. Ancora una volta Garibaldi, partendo dalla Toscana cerco di prendere Roma, ma fu fermato a <strong>Mentana<\/strong> il 3 novembre dalle truppe francesi.\u00a0 Come riprendere Roma? Ancora una volta il bellicismo prussiano avrebbe favorito l&#8217;Italia. Dopo la guerra austro-prussiana del 1866, la Prussia era impegnata in in un conflitto contro la Francia, la guerra franco-prussiana del 1870. L&#8217;Italia avrebbe affiancato al Francia soltanto in cambio di aperture verso la questione romana, aperture che Napoleone non concesse. Il governo italiano rimase dunque neutrale e <strong>quando nel 1870 Napoleone III abdic\u00f2, un corpo di Bersaglieri guidati dal generale Cadorna, aprirono una breccia a Porta Pia e si impossessarono della citt\u00e0, avendo facile ragione delle truppe papali <\/strong>(<strong>20 settembre 1870<\/strong>). Roma diventava cos\u00ec la capitale d&#8217;Italia.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_legge_delle_guarentigie_e_la_bolla_Non_expedit\"><\/span>La legge delle guarentigie e la bolla <em>Non expedit<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Alla presa di Roma segu\u00ec un plebiscito per mezzo del quale la citt\u00e0 e il Lazio furono annessi al Regno d&#8217;Italia. Questa nuova situazione geopolitica non poteva che scontentare il pontefice Pio IX, che considerava la presa di Roma un atto usurpatorio. Lo Stato italiano, per riconciliarsi con il papa promulg\u00f2 quindi la <strong>legge delle guarentigie,<\/strong> che prevedeva tutta una serie di riparazioni e concessioni.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo atto della questione romana pu\u00f2 essere considerato l&#8217;emanazione della bolla papale <strong><em>Non expedit<\/em><\/strong> nel 1874. <span class=\"fontstyle0\">L\u2019espressione latina, che significa <\/span><em><strong><span class=\"fontstyle2\">non conviene<\/span><\/strong><\/em><span class=\"fontstyle0\">, <\/span><em><strong><span class=\"fontstyle2\">non giova<\/span><\/strong><\/em><span class=\"fontstyle0\">, \u00e8 in realt\u00e0 un caldo invito &#8211; che \u00e8 in buona sostanza <strong>un obbligo &#8211; per i cattolici a non partecipare alle elezioni o, pi\u00f9 in generale, alla vita politica <\/strong><strong>del Regno d\u2019Italia<\/strong>.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_3\"><\/span>Video-lezione di sintesi 3<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Destra Storica -  La questione romana e la Terza Guerra d&#039;Indipendenza\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/26-82EPo_DU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Caduta_della_Destra_storica\"><\/span>Caduta della Destra storica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La Destra storica consegu\u00ec l&#8217;obiettivo del pareggio di bilancio nel 1876. Questo risultato tuttavia aveva generato un profondo malcontento. Il 25 marzo 1876 il re affid\u00f2 l&#8217;incarico al capo dell&#8217;opposizione <strong>Agostino Depretis<\/strong> (1813-1887). Si aprivano cos\u00ec i venti anni di governo della Sinistra Storica.<\/p>\n<h2><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo gli anni tra il 1861 e il 1876 nell&#8217;Italia post-unitaria, periodo segnato dal governo della Destra storica. L&#8217;Italia post-unitaria Analfabetismo e pluralit\u00e0 linguistica Nel 1861 si raggiunge l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia. \u00c8 necessario per\u00f2 soffermarci su cosa intendiamo quando parliamo di Italia nel 1861. 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