{"id":1850,"date":"2020-03-05T09:25:13","date_gmt":"2020-03-05T09:25:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=1850"},"modified":"2020-03-16T16:24:07","modified_gmt":"2020-03-16T16:24:07","slug":"leibniz-monadologia-e-teodicea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/","title":{"rendered":"Leibniz &#8211; Monadologia e Teodicea"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo Gottfried Wilhelm von <strong>Leibniz<\/strong> (1646-1716), filosofo razionalista e matematico del Seicento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716), filosofo razionalista e matematico del Seicento. Biografia e opere Biografia Opere Il problema della contingenza del mondo La riflessione leibniziana parte dal senso di stupore per l&#039;altissimo grado di contingenza che proviamo quando consideriamo il mondo e il grado di ordine e regolarit\u00e0 che in esso riscontriamo. Come lo stesso Autore scrive nei Discorsi di Metafisica: Nulla accade nel mondo che sia assolutamente irregolare, e non si pu\u00f2 neppure immaginare nulla di simile. [...] Se qualcuno traccia una linea continua, ora retta ora circolare, ora dall&#039;altra natura, \u00e8 possibile trovare una nozione o una regola o equazione comune a tutti i punti di questa linea, in virt\u00f9 della quale i mutamenti stessi della linea risultano spiegati. [...] Cos\u00ec si pu\u00f2 dire che in qualunque modo Dio avesse creato il mondo, il mondo sarebbe stato sempre regolare e fornito di ordine generale. Diversamente da Spinoza, Leibniz ritiene che Dio non sia una un ordine univoco necessario. Dio ha compiuto una scelta libera creando il mondo in questo modo. Del resto, non avremmo quella sensazione di contingenza, ravvisando l&#039;ordine che caratterizza l&#039;Universo, se quest&#039;ultimo non fosse stato &quot;architettato&quot; in tal modo. Sulla libert\u00e0 di Dio e sulla natura del mondo ritorneremo pi\u00f9 avanti nell&#039;articolo. La mathesis universalis Ora, giacch\u00e9 il mondo \u00e8 stato liberamente creato secondo comprensibili principi di regolarit\u00e0, ne deriva, secondo il filosofo, una interessante applicazione. Se le cose del mondo seguono delle regole, allora anche ci\u00f2 che crediamo di conoscere deve essere soggetto a verifica. L&#039;idea di Leibniz \u00e8 che si possa costruire un linguaggio logico-simbolico in cui le entit\u00e0 simboliche corrispondono ai concetti primitivi di tutto il sapere. Questi poi si sarebbero combinati secondo precise regole sintattiche, in modo da ridurre la catena dei ragionamenti ad un calcolo. Leibniz chiam\u00f2 tale modello logico arte combinatoria, ma nel tempo si sono aggiunti molti altri nomi, come mathesis universalis, characteristica universalis ecc.. Il filosofo, almeno per quanto riguarda l&#039;aritmetica, riusc\u00ec in effetti a raggiungere questo obiettivo, creando un calcolatore automatico. Egli era del resto dell&#039;idea che: . . . \u00e8 indegno di uomini eccellenti perdere ore come schiavi nelle fatiche di calcoli che potrebbero essere tranquillamente affidati a chicchessia se si usasse questa macchina Ad ogni modo, l&#039;idea di Leibniz - che aveva anche una formazione da giurista - era anche quella che una volta sviluppato tale linguaggio formale, davanti alle dispute filosofiche, politiche, giuridiche, teologiche e di qualsiasi tipo, gli uomini avrebbero chiarito le loro differenze affermando: Calcolemus! Questo sogno, ad oggi sappiamo che \u00e8 irrealizzabile per motivi dimostrati logicamente. Verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto Torniamo alle considerazioni metafisiche del filosofo. Se il mondo \u00e8 stato creato da una scelta libera di Dio, ne segue che l&#039;ordine che costituisce il primo non \u00e8 necessario. In altri termini, il mondo sarebbe potuto essere diverso, avrebbe potuto presentare altre leggi fisiche . Se questo \u00e8 vero, ne segue che l&#039;ordine reale non \u00e8 necessario e non coincide con l&#039;ordine logico. Leibniz distingue quindi tra verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto: Verit\u00e0 di ragione Verit\u00e0 di fatto Le verit\u00e0 di ragione sono verit\u00e0 necessarie. Tale necessit\u00e0 \u00e8 tratta dalla logica. Le verit\u00e0 di ragione si basano infatti sui principi logici di identit\u00e0 e di non-contraddizione. Esse inoltre sono definite da Leibniz identiche, poich\u00e9 tautologiche. Ancora, non derivando dall&#039;esperienza, sono innate. Le verit\u00e0 di fatto riguardano il mondo, la realt\u00e0 effettiva e, pertanto, sono contingenti. Ad esempio, un verit\u00e0 di fatto \u00e8 &quot;Cesare oltrepass\u00f2 il Rubicone&quot;, che \u00e8 contingente. Possiamo immaginare senza contraddizione un mondo in cui Cesare non abbia passato il Rubicone. Le verit\u00e0 di ragione poggiano sull&#039;esperienza e dunque non sono innate.\u00a0 Il principio in base alla quale sono formulate \u00e8 il principio di ragion sufficiente. Il principio di ragion sufficiente Se conosciamo, almeno dalla logica aristotelica, i principi di identit\u00e0 e non-contraddizione, qualche parola va spesa per il principio di ragion sufficiente. Come afferma Leibniz: [il principio di ragion sufficiente] inclina senza necessitare. Questo significa che per ogni cosa che accade vi \u00e8 una causa sufficiente affinch\u00e9 quella cosa accada. Ci\u00f2 non implica che quella causa sia l&#039;unica tra le possibili a poter far accadere un certo fenomeno, ma che sia sufficiente. Cesare, per quello che ne sappiamo, ha varcato il Rubicone a causa della sua ambizione e fame di potere. Tuttavia avrebbe potuto varcare quel fiume anche per un altro motivo, ad esempio aver scorto un enorme mucchio di monete d&#039;oro sull&#039;altra sponda. In poche parole, una ragione sufficiente \u00e8 sempre contingente, ma basta da s\u00e9 a causare un certo fenomeno. Possibile e reale Al tema della distinzione tra verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto si collega la distinzione tra possibile e reale, che definiamo di seguito: Possibile Reale Tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 pensare senza incappare in contraddizione. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile ed esiste in concreto. La distinzione tra conoscenza umana e divina A questo punto, quanto affermato sulle verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto si riflette sulla differenza tra conoscenza umana e divina. Per Dio non si d\u00e0 differenza tra verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto. Spieghiamolo con un esempio. Consideriamo sempre Cesare. Ora, Dio conosce perfettamente la sostanza individuale di Cesare. Sostanza individuale (Leibniz) Per sostanza individuale Leibniz intende il soggetto reale che ha in s\u00e9 la ragion sufficiente dei suoi predicati. Questo significa che Dio conosce tutti i possibili predicati di Cesare - ad esempio aver attraversato in un certo punto dello spazio-tempo il Rubicone o meno - e, in virt\u00f9 della definizione data sopra, tutte le possibili ragion sufficienti che ne stanno alla base. Che Dio conosca le ragioni sufficienti - e quindi, ancora, sappia che tra le ragioni sufficienti per la morte di Cesare vi siano una ventina di pugnalate inferte - non implica che le cose dovessero necessariamente andare in quel modo. Esiste, almeno logicamente, un mondo possibile in cui Cesare \u00e8 morto per cause naturali in mezzo all&#039;affetto dei suoi cari, un altro in cui \u00e8 stato investito da un carretto, un altro in cui gli \u00e8 crollata addosso una statua ecc., ma questi mondi possibili non sono il mondo scelto da Dio. La monadologia Una definizione di monade Abbiamo gi\u00e0 considerato la nozione di sostanza individuale secondo Leibniz. Questa nozione, elaborata nel Discorso di metafisica (1686) si riferiva eminentemente agli esseri umani, ma il filosofo, dal 1696 in poi, inizia a pensare a sostanze individuali non solo riferite agli esseri umani. Tant&#039;\u00e8 che dal 1696 in poi negli scritti leibniziani inizia a circolare la parola monade. Ne diamo una definizione, per poi spiegarla: Monade Il termine deriva dal greco mon\u00e1s, che significa unit\u00e0 o cosa indivisibile. Le monadi sono centri immateriali di forza, atomi immateriali, prive di estensione. Le monadi possono essere create o distrutte soltanto da Dio, che \u00e8 la monade suprema. Il principio di identit\u00e0 degli indiscernibili Inoltre, non esiste una monade che sia uguale ad un&#039;altra. Ci\u00f2 avviene in virt\u00f9 del principio di identit\u00e0 degli indiscernibili. Molto nota \u00e8 la seguente citazione in tal proposito: Non vi sono due individui indiscernibili. Un gentiluomo di spirito e mio amico, parlando con me in presenza di S. A. l&#039;Elettrice, nel giardino di Herrenbausen, credette di poter trovare due foglie interamente simili. Sua Altezza pose in dubbio la cosa ed egli corse a lungo invano a cercarne. Formuliamolo per mezzo del simbolismo matematico moderno: dove significa qualsiasi oggetti presi e , allora se, e solo se, per ogni possibile propriet\u00e0 (), il fatto che goda di una propriet\u00e0 , implica che anche goda di quella propriet\u00e0 e viceversa. Cosa intende dire Leibniz? Il filosofo, come anticipato, afferma che non vi sono monadi identiche tra loro. O, pi\u00f9 precisamente, che oggi oggetto \u00e8 unico. Come Leibniz nella Monadologia: Nella Natura [...] non esistono due Esseri che siano perfettamente uguali e, nei quali non si possibile trovare una differenza [...] Leibniz quindi non ammette che vi possa essere quella che potremmo definire ridondanza ontologica. Nessun ente si ripete, e il fatto che non si ripeta garantisce la non-ambiguit\u00e0 dell&#039;identit\u00e0\/identificazione di quell&#039;ente. Un piccolo spunto di riflessione: come mai non \u00e8 permesso mettere due file con stesso nome ed estensione nella stessa cartella? Caratteristiche e attivit\u00e0 delle monadi Abbiamo affermato sinora che le monadi sono atomi spirituali indistruttibili, che la loro creazione o distruzione pu\u00f2 essere solo opera di Dio e che non esistono monadi identiche tra loro. Leibniz afferma inoltre che tali monadi non si aggregano n\u00e9 comunicano tra loro in nessun modo possibile: [...] non c&#039;\u00e8 mezzo per spiegare come una monade possa essere alterata o modificata nella sua interiorit\u00e0 da qualche altra creatura, non essendovi nulla da trasportare, n\u00e9 potendosi concepire in essa alcun movimento che vi possa essere suscitato[...]. Le monadi non hanno finestre, attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire. Risulta davvero chiaro perch\u00e9 non si possa entrare\/uscire, modificare\/alterare una monade. Le monadi sono immateriali, dunque inestese. Ovviamente per\u00f2 questo non significa che le monadi siano completamente avulse dal creato e chiuse irrimediabilmente in se stesse. In primo luogo il filosofo afferma che le monadi sono centri di rappresentazione, ovvero le monadi rappresentano l&#039;universo dalla loro particolare prospettiva. L&#039;universo \u00e8 paragonabile ad una casa degli specchi, in cui ogni specchio riflette secondo la sua forma e la sua prospettiva. Cosi spiega Leibniz: [...] come una medesima citt\u00e0, guardata da punti differenti, sembra tutt&#039;altra e come moltiplicata secondo le prospettive, cos\u00ec accade, analogamente, che per la molteplicit\u00e0 infinita delle sostanze semplici, vi sono come altrettanti universi che per\u00f2 non sono che le prospettive d&#039;un unico universo, secondo i diversi punti di vista di ciascuna monade. Rappresentazione, appetizione e appercezione Le monadi di Leibniz, come abbiamo affermato, sono centri di rappresentazione. Tale attivit\u00e0 rappresentativa \u00e8 chiamata da Leibniz percezione. Il passaggio da una rappresentazione all&#039;altra si definisce invece appetizione. La consapevolezza di tali percezioni si chiama invece appercezione. Solo gli esseri umani hanno l&#039;appercezione. Il problema mente-corpo e l&#039;armonia prestabilita Anche Leibniz, come Spinoza, riprende il problema mente-corpo incominciato da Cartesio. Sia anima che sostanza materiale non sono che monadi. Come tali non comunicano tra loro (non hanno finestre). Inoltre: i corpi seguono le leggi meccaniche. le menti seguono leggi finalistiche. \u00a0 Come \u00e8 possibile che esse si influenzino a vicenda? Il filosofo scarta sia la tesi che di fatto possano intervenire l&#039;una sull&#039;altra, poich\u00e9, come abbiamo affermato, sono chiuse in s\u00e9 stesse, sia la soluzione occasionalista del dio orologiaio. Non rimane che affermare che Dio abbia sin dall&#039;inizio &quot;sincronizzato&quot; l&#039;ordine fisico\/materiale con quello mentale\/spirituale, secondo quella teoria che egli chiama armonia prestabilita. L&#039;innatismo: verso il trascendentale kantiano Accenniamo molto brevemente al problema dell&#039;innatismo in Leibniz. Locke, contemporaneo di Leibniz, \u00e8 noto per essere un filoso empirista. La tesi cardine dei filosofi empiristi \u00e8 che la mente \u00e8 paragonabile ad una tabula rasa, una tavoletta bianca, cio\u00e8 \u00e8 vuota senza che il contributo dell&#039;esperienza sensibile. N\u00e9 vi pu\u00f2 essere altra conoscenza che non sia derivata dall&#039;esperienza: nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu (niente si trova nell&#039;intelletto, che prima non sia stato nei sensi).\u00a0 A questa espressione Leibniz controbatte: Nihil est in intellectu, quod non fuerit in sensu, excipe: nisi ipse intellectus (Niente si trova nell&#039;intelletto, che prima non sia stato nei sensi, fai eccezione: se non lo stesso intelletto.). Ora la mente contiene l&#039;essere, la sostanza, l&#039;uno, l&#039;identico, la causa, la percezione. Quello che \u00e8 importante considerare in questa sede \u00e8 che in Leibniz \u00e8 presente il pensiero di una struttura conoscitiva a priori, la parte formale che utilizziamo per ordinare e comporre la materia conoscitiva che proviene dall&#039;esperienza. Leibniz si avvicina cos\u00ec al trascendentale kantiano. La teodicea Il problema del male Il termine teodicea significa giustificazione di Dio. Giustificare Dio significa dare una spiegazione del perch\u00e9, nel creato, che dovrebbe essere perfetto, si d\u00e0 il male. Ora, per Leibniz, si danno tre tipi di male: il male fisico, ovvero il dolore che il corpo pu\u00f2 provare; quello morale, ovvero il peccato; quello metafisico, che \u00e8 il difetto che le creature presentano, essendo meno perfette del creatore. \u00a0 La specie di male filosoficamente pi\u00f9 problematica \u00e8 quella morale. L&#039;uomo pecca, commette delitti, viene punito per essi. Dio pu\u00f2 o non pu\u00f2 evitare il male: se pu\u00f2 evitarlo, \u00e8 evidente che non lo fa, dunque non \u00e8 massimamente buono; se non pu\u00f2 evitare tale male, allora non \u00e8 onnipotente. \u00a0 La soluzione del miglior mondo possibile e il limiti logici di Dio Quale soluzione dare a questo problema filosofico? Come giustificare Dio e la sua creazione? La soluzione di Leibniz poggia sull&#039;interpretazione della volont\u00e0 divina. Pi\u00f9 specificamente, il filosofo afferma che Dio tende a massimizzare le perfezioni ponendole nella realt\u00e0. Per esempio, Dio vorrebbe un grado massimo di perfezione della libert\u00e0, che quindi sarebbe realizzata nella sua pienezza. Ma tale perfezione non \u00e8 compatibile con altre perfezioni: Dio potrebbe concedere la massima libert\u00e0 (quindi potere) ad un individuo e nel far ci\u00f2 limiterebbe la libert\u00e0 di un altro individuo. Dunque non \u00e8 possibile essere completamente liberi, al netto di colpe. Quando si afferma che Dio ha creato il migliore dei mondi possibili, significa, stando a Leibniz, che Dio ha trovato quel punto di ottimo in cui tutte le perfezioni riescono a massimizzarsi nei limiti imposti dalla presenza di tutte le altre. Si noti, infine, come Leibniz abbia dato dai limiti a Dio, dei limiti logici: Dio non pu\u00f2 realizzare, ad esempio, libert\u00e0 assoluta e perfezione morale insieme, poich\u00e9 sono logicamente incompatibili.\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 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class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Opere\" >Opere<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Il_problema_della_contingenza_del_mondo\" >Il problema della contingenza del mondo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#La_mathesis_universalis\" >La mathesis universalis<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Verita_di_ragione_e_verita_di_fatto\" >Verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Il_principio_di_ragion_sufficiente\" >Il principio di ragion sufficiente<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Possibile_e_reale\" >Possibile e reale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#La_distinzione_tra_conoscenza_umana_e_divina\" >La distinzione tra conoscenza umana e divina<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#La_monadologia\" >La monadologia<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Una_definizione_di_monade\" >Una definizione di monade<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Il_principio_di_identita_degli_indiscernibili\" >Il principio di identit\u00e0 degli indiscernibili<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Caratteristiche_e_attivita_delle_monadi\" >Caratteristiche e attivit\u00e0 delle monadi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Rappresentazione_appetizione_e_appercezione\" >Rappresentazione, appetizione e appercezione<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Il_problema_mente-corpo_e_larmonia_prestabilita\" >Il problema mente-corpo e l&#8217;armonia prestabilita<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Linnatismo_verso_il_trascendentale_kantiano\" >L&#8217;innatismo: verso il trascendentale kantiano<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#La_teodicea\" >La teodicea<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-18\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#Il_problema_del_male\" >Il problema del male<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-19\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/#La_soluzione_del_miglior_mondo_possibile_e_il_limiti_logici_di_Dio\" >La soluzione del miglior mondo possibile e il limiti logici di Dio<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Biografia_e_opere\"><\/span>Biografia e opere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Biografia\"><\/span>Biografia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Opere\"><\/span>Opere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_problema_della_contingenza_del_mondo\"><\/span>Il problema della contingenza del mondo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La riflessione leibniziana parte dal senso di stupore per l&#8217;altissimo grado di contingenza che proviamo quando consideriamo il mondo e il grado di ordine e regolarit\u00e0 che in esso riscontriamo. Come lo stesso Autore scrive nei <em>Discorsi di Metafisica<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Nulla accade nel mondo che sia assolutamente irregolare, e non si pu\u00f2 neppure immaginare nulla di simile. [&#8230;] Se qualcuno traccia una linea continua, ora retta ora circolare, ora dall&#8217;altra natura, \u00e8 possibile trovare una nozione o una regola o equazione comune a tutti i punti di questa linea, in virt\u00f9 della quale i mutamenti stessi della linea risultano spiegati. [&#8230;] Cos\u00ec si pu\u00f2 dire che <span style=\"color: #0000ff;\">in qualunque modo Dio avesse creato il mondo, il mondo sarebbe stato sempre regolare e fornito di ordine generale<\/span>.<span title='Discorsi di Metafisica, \u00a7 6.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Discorsi di Metafisica, \u00a7 6.<\/span><\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Diversamente da <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/\">Spinoza<\/a>, Leibniz ritiene che Dio non sia una un ordine univoco necessario. Dio ha compiuto una scelta libera creando il mondo in questo modo. Del resto, non avremmo quella sensazione di contingenza, ravvisando l&#8217;ordine che caratterizza l&#8217;Universo, se quest&#8217;ultimo non fosse stato &#8220;architettato&#8221; in tal modo. Sulla libert\u00e0 di Dio e sulla natura del mondo ritorneremo pi\u00f9 avanti nell&#8217;articolo.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_mathesis_universalis\"><\/span>La <em>mathesis universalis<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Ora, giacch\u00e9 il mondo \u00e8 stato liberamente creato secondo comprensibili principi di regolarit\u00e0, ne deriva, secondo il filosofo, una interessante applicazione. Se le cose del mondo seguono delle regole, allora anche ci\u00f2 che crediamo di conoscere deve essere soggetto a verifica. <strong>L&#8217;idea di Leibniz \u00e8 che si possa costruire un linguaggio logico-simbolico in cui le entit\u00e0 simboliche corrispondono ai concetti primitivi di tutto il sapere. Questi poi si sarebbero combinati secondo precise regole sintattiche, in modo da ridurre la catena dei ragionamenti ad un calcolo<\/strong>. Leibniz chiam\u00f2 tale modello logico <strong>arte combinatoria<\/strong>, ma nel tempo si sono aggiunti molti altri nomi, come <em>mathesis universalis<\/em>, <em>characteristica universalis<\/em> ecc..<\/p>\n<p>Il filosofo, almeno per quanto riguarda l&#8217;aritmetica, riusc\u00ec in effetti a raggiungere questo obiettivo, creando un calcolatore automatico. Egli era del resto dell&#8217;idea che:<\/p>\n<blockquote><p>.<em> . . \u00e8 indegno di uomini eccellenti perdere ore come schiavi nelle fatiche di calcoli che potrebbero essere tranquillamente affidati a chicchessia se si usasse questa macchina<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ad ogni modo, l&#8217;idea di Leibniz &#8211; che aveva anche una formazione da giurista &#8211; era anche quella che una volta sviluppato tale linguaggio formale, davanti alle dispute filosofiche, politiche, giuridiche, teologiche e di qualsiasi tipo, gli uomini avrebbero chiarito le loro differenze affermando:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Calcolemus!<\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo sogno, ad oggi sappiamo che \u00e8 irrealizzabile per motivi dimostrati logicamente.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Verita_di_ragione_e_verita_di_fatto\"><\/span>Verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Torniamo alle considerazioni metafisiche del filosofo. Se il mondo \u00e8 stato creato da una scelta libera di Dio, ne segue che l&#8217;ordine che costituisce il primo non \u00e8 necessario. In altri termini, il mondo sarebbe potuto essere diverso, avrebbe potuto presentare altre leggi fisiche . Se questo \u00e8 vero, ne segue che l&#8217;ordine reale non \u00e8 necessario e non coincide con l&#8217;ordine logico. Leibniz distingue quindi tra <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>verit\u00e0 di ragione<\/strong><\/span> e <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>verit\u00e0 di fatto<\/strong><\/span>:<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Verit\u00e0 di ragione<\/strong><\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><em><strong><span style=\"color: #ffffff;\">Verit\u00e0 di fatto<\/span><\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Le verit\u00e0 di ragione sono verit\u00e0 necessarie. Tale necessit\u00e0 \u00e8 tratta dalla logica. Le verit\u00e0 di ragione si basano infatti sui principi logici di identit\u00e0 e di non-contraddizione. Esse inoltre sono definite da Leibniz identiche, poich\u00e9 tautologiche. Ancora, non derivando dall&#8217;esperienza, sono innate.<\/span><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Le verit\u00e0 di fatto riguardano il mondo, la realt\u00e0 effettiva e, pertanto, sono contingenti. Ad esempio, un verit\u00e0 di fatto \u00e8 &#8220;Cesare oltrepass\u00f2 il Rubicone&#8221;, che \u00e8 contingente. Possiamo immaginare senza contraddizione un mondo in cui Cesare non abbia passato il Rubicone. Le verit\u00e0 di ragione poggiano sull&#8217;esperienza e dunque non sono innate.\u00a0 Il principio in base alla quale sono formulate \u00e8 il principio di ragion sufficiente.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_principio_di_ragion_sufficiente\"><\/span>Il principio di ragion sufficiente<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Se conosciamo, almeno dalla logica aristotelica, i principi di identit\u00e0 e non-contraddizione, qualche parola va spesa per il <strong>principio di ragion sufficiente<\/strong>. Come afferma Leibniz:<\/p>\n<blockquote><p><em>[il principio di ragion sufficiente] inclina senza necessitare.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo significa che per ogni cosa che accade vi \u00e8 una causa sufficiente affinch\u00e9 quella cosa accada. Ci\u00f2 non implica che quella causa sia l&#8217;unica tra le possibili a poter far accadere un certo fenomeno, ma che sia sufficiente. Cesare, per quello che ne sappiamo, ha varcato il Rubicone a causa della sua ambizione e fame di potere. Tuttavia avrebbe potuto varcare quel fiume anche per un altro motivo, ad esempio aver scorto un enorme mucchio di monete d&#8217;oro sull&#8217;altra sponda. In poche parole, una ragione sufficiente \u00e8 sempre contingente, ma basta da s\u00e9 a causare un certo fenomeno.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Possibile_e_reale\"><\/span>Possibile e reale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Al tema della distinzione tra verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto si collega la distinzione tra <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>possibile<\/strong><\/span> e <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>reale<\/strong><\/span>, che definiamo di seguito:<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Possibile<\/strong><\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><em><strong><span style=\"color: #ffffff;\">Reale<\/span><\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 pensare senza incappare in contraddizione.<\/span><\/td>\n<td style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile ed esiste in concreto.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_distinzione_tra_conoscenza_umana_e_divina\"><\/span>La distinzione tra conoscenza umana e divina<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>A questo punto, quanto affermato sulle verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto si riflette sulla differenza tra conoscenza umana e divina. Per Dio non si d\u00e0 differenza tra verit\u00e0 di ragione e verit\u00e0 di fatto. Spieghiamolo con un esempio. Consideriamo sempre Cesare. Ora, Dio conosce perfettamente la <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>sostanza individuale<\/strong><\/span> di Cesare.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Sostanza individuale (Leibniz)<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Per sostanza individuale Leibniz intende il soggetto reale che ha in s\u00e9 la ragion sufficiente dei suoi predicati.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questo significa che <strong>Dio conosce tutti i possibili predicati di Cesare<\/strong> &#8211; ad esempio aver attraversato in un certo punto dello spazio-tempo il Rubicone o meno &#8211; e, in virt\u00f9 della definizione data sopra, tutte le possibili ragion sufficienti che ne stanno alla base. Che Dio conosca le ragioni sufficienti &#8211; e quindi, ancora, sappia che tra le ragioni sufficienti per la morte di Cesare vi siano una ventina di pugnalate inferte &#8211; non implica che le cose dovessero necessariamente andare in quel modo. <strong>Esiste, almeno logicamente, un mondo possibile in cui Cesare \u00e8 morto per cause naturali in mezzo all&#8217;affetto dei suoi cari, un altro in cui \u00e8 stato investito da un carretto, un altro in cui gli \u00e8 crollata addosso una statua ecc., ma questi mondi possibili non sono il mondo scelto da Dio<\/strong>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_monadologia\"><\/span>La monadologia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_definizione_di_monade\"><\/span>Una definizione di monade<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 considerato la nozione di sostanza individuale secondo Leibniz. Questa nozione, elaborata nel Discorso di metafisica (1686) si riferiva eminentemente agli esseri umani, ma il filosofo, dal 1696 in poi, inizia a pensare a sostanze individuali non solo riferite agli esseri umani. Tant&#8217;\u00e8 che dal 1696 in poi negli scritti leibniziani inizia a circolare la parola <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>monade<\/strong><\/span>. Ne diamo una definizione, per poi spiegarla:<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Monade<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il termine deriva dal greco <em>mon\u00e1s<\/em>, che significa unit\u00e0 o cosa indivisibile. Le monadi sono centri immateriali di forza, atomi immateriali, prive di estensione. Le monadi possono essere create o distrutte soltanto da Dio, che \u00e8 la monade suprema.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_principio_di_identita_degli_indiscernibili\"><\/span>Il principio di identit\u00e0 degli indiscernibili<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Inoltre, non esiste una monade che sia uguale ad un&#8217;altra. Ci\u00f2 avviene in virt\u00f9 del principio di identit\u00e0 degli indiscernibili. Molto nota \u00e8 la seguente citazione in tal proposito:<\/p>\n<blockquote><p><em>Non vi sono due individui indiscernibili. Un gentiluomo di spirito e mio amico, parlando con me in presenza di S. A. l&#8217;Elettrice, nel giardino di Herrenbausen, credette di poter trovare due foglie interamente simili. Sua Altezza pose in dubbio la cosa ed egli corse a lungo invano a cercarne<span title='G.W. Leibniz,\u00a0Carteggio Leibniz-Clarke, Quarto scritto di Leibniz, 29 maggio 1716, n. 4' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>G.W. Leibniz,\u00a0Carteggio Leibniz-Clarke, Quarto scritto di Leibniz, 29 maggio 1716, n. 4<\/span><\/span>.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Formuliamolo per mezzo del simbolismo matematico moderno:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\\(\\Huge{\\forall x, \\forall y : (x = y \\leftrightarrow \\forall P(Px \\leftrightarrow Py))}\\)<\/p>\n<p>dove \\(\\huge{\\forall x, \\forall y}\\) significa qualsiasi oggetti presi \\(\\huge{x}\\) e \\(\\huge{y}\\), allora \\(\\huge{x = y }\\) se, e solo se, per ogni possibile propriet\u00e0 (\\(\\huge{\\forall P}\\)), il fatto che \\(\\huge{x}\\) goda di una propriet\u00e0 \\(\\huge{P}\\), implica che anche \\(\\huge{x = y }\\) goda di quella propriet\u00e0 \\(\\huge{P}\\) e viceversa.<\/p>\n<p>Cosa intende dire Leibniz? Il filosofo, come anticipato, afferma che non vi sono monadi identiche tra loro. O, pi\u00f9 precisamente, che oggi oggetto \u00e8 unico. Come Leibniz nella <em>Monadologia<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Nella Natura [&#8230;] <span style=\"color: #ff00ff;\">non esistono due Esseri che siano perfettamente uguali e, nei quali non si possibile trovare una differenza <\/span>[&#8230;]<span title='G. W. Leibniz, Monadologia o Principi razionali della Natura e della Grazia, Parte II, Il principio degli indiscernibili e le qualit\u00e0 della monade: percezione e appetizione (\u00a7\u00a7 8-17), a cura di Salvatore Cariati. Bompiani, Milano, 2008, p.63. ' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'>G. W. Leibniz, Monadologia o Principi razionali della Natura e della Grazia, Parte II, Il principio degli indiscernibili e le qualit\u00e0 della monade: percezione e appetizione (\u00a7\u00a7 8-17), a cura di Salvatore Cariati. Bompiani, Milano, 2008, p.63. <\/span><\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Leibniz quindi non ammette che vi possa essere quella che potremmo definire ridondanza ontologica. Nessun ente si ripete, e il fatto che non si ripeta garantisce la non-ambiguit\u00e0 dell&#8217;identit\u00e0\/identificazione di quell&#8217;ente. Un piccolo spunto di riflessione: <em>come mai non \u00e8 permesso mettere due file con stesso nome ed estensione nella stessa cartella?<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1952\" aria-describedby=\"caption-attachment-1952\" style=\"width: 842px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1952\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie.png\" alt=\"Anche nell'Universo del nostro PC non possono esistere due foglie identiche\" width=\"842\" height=\"548\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie.png 842w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie-300x195.png 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie-768x500.png 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie-780x508.png 780w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie-24x16.png 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie-36x23.png 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pr_indiscernibili_foglie-48x31.png 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1952\" class=\"wp-caption-text\">Anche nell&#8217;Universo del nostro PC non possono esistere due foglie identiche<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Caratteristiche_e_attivita_delle_monadi\"><\/span>Caratteristiche e attivit\u00e0 delle monadi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Abbiamo affermato sinora che le monadi sono atomi spirituali indistruttibili, che la loro creazione o distruzione pu\u00f2 essere solo opera di Dio e che non esistono monadi identiche tra loro. Leibniz afferma inoltre che tali monadi non si aggregano n\u00e9 comunicano tra loro in nessun modo possibile:<\/p>\n<blockquote><p><em>[&#8230;] non c&#8217;\u00e8 mezzo per spiegare come una monade possa essere alterata o modificata nella sua interiorit\u00e0 da qualche altra creatura, non essendovi nulla da trasportare, n\u00e9 potendosi concepire in essa alcun movimento che vi possa essere suscitato[&#8230;]. <span style=\"color: #ff00ff;\">Le monadi non hanno finestre<\/span>, attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire<\/em><span title='Ivi, prop. 7.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Ivi<\/em>, prop. 7.<\/span><\/span>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Risulta davvero chiaro perch\u00e9 non si possa entrare\/uscire, modificare\/alterare una monade. Le monadi sono immateriali, dunque inestese. Ovviamente per\u00f2 questo non significa che le monadi siano completamente avulse dal creato e chiuse irrimediabilmente in se stesse. In primo luogo il filosofo afferma che le monadi sono centri di rappresentazione, ovvero le monadi rappresentano l&#8217;universo dalla loro particolare prospettiva. L&#8217;universo \u00e8 paragonabile ad una casa degli specchi, in cui ogni specchio riflette secondo la sua forma e la sua prospettiva. Cosi spiega Leibniz:<\/p>\n<blockquote><p><em>[&#8230;] come una medesima citt\u00e0, guardata da punti differenti, sembra tutt&#8217;altra e come moltiplicata secondo le prospettive, cos\u00ec accade, analogamente, che per la molteplicit\u00e0 infinita delle sostanze semplici, vi sono come altrettanti universi che per\u00f2 non sono che le prospettive d&#8217;un unico universo, secondo i diversi punti di vista di ciascuna monade.<\/em><span title='Ivi, prop. 57.' class='inline-footnote' style=''>5<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Ivi<\/em>, prop. 57.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Rappresentazione_appetizione_e_appercezione\"><\/span>Rappresentazione, appetizione e appercezione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Le monadi di Leibniz, come abbiamo affermato, sono centri di rappresentazione. Tale attivit\u00e0 rappresentativa \u00e8 chiamata da Leibniz <strong>percezione<\/strong>. Il passaggio da una rappresentazione all&#8217;altra si definisce invece appetizione. La consapevolezza di tali percezioni si chiama invece <strong>appercezione<\/strong>. Solo gli esseri umani hanno l&#8217;<strong>appercezione<\/strong>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_problema_mente-corpo_e_larmonia_prestabilita\"><\/span>Il problema mente-corpo e l&#8217;armonia prestabilita<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Anche Leibniz, come <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/\">Spinoza<\/a>, riprende il problema mente-corpo incominciato da <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/27\/cartesio-biografia-le-regole-e-il-cogito\/\">Cartesio<\/a>. Sia anima che sostanza materiale non sono che monadi. Come tali non comunicano tra loro (non hanno finestre). Inoltre:<\/p>\n<ul>\n<li>i <strong>corpi<\/strong> seguono le <strong>leggi meccaniche<\/strong>.<\/li>\n<li>le <strong>menti<\/strong> seguono leggi <strong>finalistiche<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile che esse si influenzino a vicenda? Il filosofo scarta sia la tesi che di fatto possano intervenire l&#8217;una sull&#8217;altra, poich\u00e9, come abbiamo affermato, sono chiuse in s\u00e9 stesse, sia la soluzione occasionalista del dio orologiaio. Non rimane che affermare che Dio abbia sin dall&#8217;inizio &#8220;sincronizzato&#8221; l&#8217;ordine fisico\/materiale con quello mentale\/spirituale, secondo quella teoria che egli chiama <strong>armonia prestabilita<\/strong>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Linnatismo_verso_il_trascendentale_kantiano\"><\/span>L&#8217;innatismo: verso il trascendentale kantiano<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Accenniamo molto brevemente al problema dell&#8217;innatismo in Leibniz. <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/\">Locke<\/a>, contemporaneo di Leibniz, \u00e8 noto per essere un filoso empirista. La tesi cardine dei filosofi empiristi \u00e8 che la mente \u00e8 paragonabile ad una tabula rasa, una tavoletta bianca, cio\u00e8 \u00e8 vuota senza che il contributo dell&#8217;esperienza sensibile. N\u00e9 vi pu\u00f2 essere altra conoscenza che non sia derivata dall&#8217;esperienza: <strong><em>nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu<\/em><\/strong> (niente si trova nell&#8217;intelletto, che prima non sia stato nei sensi).\u00a0 A questa espressione Leibniz controbatte:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>Nihil est in intellectu, quod non fuerit in sensu, excipe: nisi ipse intellectus<\/strong><\/span> <em>(Niente si trova nell&#8217;intelletto, che prima non sia stato nei sensi, fai eccezione: se non lo stesso intelletto.). Ora la mente contiene l&#8217;essere, la sostanza, l&#8217;uno, l&#8217;identico, la causa, la percezione<\/em><span title='G. W. Leibniz, Nuovi saggi sull&#8217;intelletto umano. Si noti come questo titolo assomigli polemicamente al titolo dell&#8217;opera lockiana del 1690.' class='inline-footnote' style=''>6<span class='footnoteContent' style='display:none;'>G. W. Leibniz, <em>Nuovi saggi sull&#8217;intelletto umano<\/em>. Si noti come questo titolo assomigli polemicamente al titolo dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/\">opera lockiana del 1690<\/a>.<\/span><\/span><em>.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Quello che \u00e8 importante considerare in questa sede \u00e8 che in Leibniz \u00e8 presente il pensiero di una struttura conoscitiva a priori, la parte formale che utilizziamo per ordinare e comporre la materia conoscitiva che proviene dall&#8217;esperienza. Leibniz si avvicina cos\u00ec al trascendentale kantiano.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_teodicea\"><\/span>La teodicea<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_problema_del_male\"><\/span>Il problema del male<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Il termine teodicea significa giustificazione di Dio. Giustificare Dio significa dare una spiegazione del perch\u00e9, nel creato, che dovrebbe essere perfetto, si d\u00e0 il male. Ora, per Leibniz, si danno tre tipi di male:<\/p>\n<ul>\n<li>il <strong>male fisico<\/strong>, ovvero il dolore che il corpo pu\u00f2 provare;<\/li>\n<li>quello <strong>morale<\/strong>, ovvero il peccato;<\/li>\n<li>quello <strong>metafisico<\/strong>, che \u00e8 il difetto che le creature presentano, essendo meno perfette del creatore<span title='Si pensi ad esempio al rapporto tra idea e cosa in Platone, oppure alla prova dei gradi di perfezione di Tommaso d&#8217;Aquino.' class='inline-footnote' style=''>7<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Si pensi ad esempio al rapporto tra idea e cosa in Platone, oppure alla prova dei gradi di perfezione di Tommaso d&#8217;Aquino.<\/span><\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La specie di male filosoficamente pi\u00f9 problematica \u00e8 quella morale<\/strong>. L&#8217;uomo pecca, commette delitti, viene punito per essi. <strong>Dio pu\u00f2 o non pu\u00f2 evitare il male<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>se pu\u00f2 evitarlo, \u00e8 evidente che non lo fa, dunque non \u00e8 massimamente buono;<\/li>\n<li>se non pu\u00f2 evitare tale male, allora non \u00e8 onnipotente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_soluzione_del_miglior_mondo_possibile_e_il_limiti_logici_di_Dio\"><\/span>La soluzione del miglior mondo possibile e il limiti logici di Dio<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Quale soluzione dare a questo problema filosofico? Come <em>giustificare<\/em> Dio e la sua creazione? La soluzione di Leibniz poggia sull&#8217;interpretazione della volont\u00e0 divina. Pi\u00f9 specificamente, il filosofo afferma che <strong>Dio tende a massimizzare le perfezioni ponendole nella realt\u00e0<\/strong>. Per esempio, <strong>Dio vorrebbe un grado massimo di perfezione della libert\u00e0, che quindi sarebbe realizzata nella sua pienezza. Ma tale perfezione non \u00e8 compatibile con altre perfezioni: Dio potrebbe concedere la massima libert\u00e0 (quindi potere) ad un individuo e nel far ci\u00f2 limiterebbe la libert\u00e0 di un altro individuo<\/strong>. Dunque non \u00e8 possibile essere completamente liberi, al netto di colpe.<\/p>\n<p>Quando si afferma che Dio ha creato il migliore dei mondi possibili, significa, stando a Leibniz, che Dio ha trovato quel punto di ottimo in cui tutte le perfezioni riescono a massimizzarsi nei limiti imposti dalla presenza di tutte le altre. <strong>Si noti<\/strong>, infine, <strong>come Leibniz abbia dato dai limiti a Dio, dei limiti logici: Dio non pu\u00f2 realizzare, ad esempio, libert\u00e0 assoluta e perfezione morale insieme, poich\u00e9 sono logicamente incompatibili<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716), filosofo razionalista e matematico del Seicento. 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