{"id":1810,"date":"2020-03-03T10:29:20","date_gmt":"2020-03-03T10:29:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=1810"},"modified":"2020-03-09T15:22:47","modified_gmt":"2020-03-09T15:22:47","slug":"il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/","title":{"rendered":"Il Quarantotto: la Primavera dei Popoli"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo il <strong>Quarantotto,<\/strong> l&#8217;anno ottocentesco che pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 stato segnato da moti insurrezionali e patriottici.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo il Quarantotto, l&#039;anno ottocentesco che pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 stato segnato da moti insurrezionali e patriottici. Il Quarantotto in Europa Il Quarantotto in Francia: monarchia, poi repubblica, poi impero La nascita della Seconda Repubblica I moti insurrezionali degli anni &#039;30-&#039;31 si erano conclusi in Francia con la deposizione di Carlo X durante la Seconda Rivoluzione Francese. La corona era passata quindi a Luigi Filippo d&#039;Orl\u00e9ans. Il governo orleanista, guidato da Fran\u00e7ois-Pierre Guizot, era tuttavia espressione solo dell&#039;alta borghesia. Lo scollamento tra Paese legale e Paese reale era tale che, su 32 milioni di francesi, solo 250000 godevano del diritto di voto. Si richiedeva quindi una riforma elettorale e fu organizzata la campagna dei banchetti, riunioni politiche conviviali dell&#039;opposizione. Quando il governo proib\u00ec uno dei banchetti, il 22 febbraio 1848, scoppi\u00f2 una rivoluzione che in tre giorni sanc\u00ec la nascita della Repubblica, la seconda dopo quella nata nel contesto della Rivoluzione Francese. Il governo provvisorio della Seconda Repubblica Il nuovo governo repubblicano si concentra particolarmente sulla questione sociale, spingendo la politica verso un orizzonte egualitarista e socialista. Alcuni dei provvedimenti presi furono: introduzione del suffragio universale maschile; abolizione dei titoli nobiliari; abolizione della pena di morte per i detenuti politici; riduzione della giornata lavorativa a 10 ore; formazione degli ateliers nationatux, ovvero laboratori finalizzati a dare lavoro ai disoccupati mediante il loro impiego in opere pubbliche di manutenzione. \u00a0 Gli atelier sociaux, proposti da Blanc, non furono invece approvati. Dal canto loro, gli ateliers nationaux non ebbero successo. Infatti, da un lato non migliorarono significativamente la condizione operaia, dall&#039;altro considerati come una temibile conquista socialista, come pure uno spreco di denaro pubblico da parte della borghesia. La rivoluzione di giugno e nascita del Secondo Impero Lo scontro politico e sociale si profilava all&#039;orizzonte. Quando il 23 aprile 1848 si tennero le elezioni a suffragio universale maschile, la vittoria fu dei moderati, che ottennero i due terzi dei seggi parlamentari (600\/900).\u00a0 I quasi immediati provvedimenti legislativi furono: l&#039;abolizione della orario massimo di lavoro di 10 ore; l&#039;abolizione degli atelier nationaux; l&#039;obbligo per tutti gli operai e i disoccupati di arruolarsi nell&#039;esercito. \u00a0 Fu in particolare il terzo provvedimento a causare un nuova ondata di protesta, concretizzatasi in quattro giorni di durissimi scontri, tra il 23 e il 27 giugno 1848 (la cosiddetta Rivoluzione di giugno). Tuttavia, tale protesta fu duramente repressa dal generale Cavaignac: circa 3000 fucilazioni, 15000 arresti e 4000 deportazioni. In questo scenario di scontro sociale, il regime repubblicano viene man mano a disgregarsi. Emerge come presidente della repubblica Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, eletto in maniera diretta e con moltissime preferenze sia dai borghesi, che dai contadini che dai proletari. Proprio come Napoleone, il nipote riusc\u00ec poi a trasformare, tramite plebiscito, la Repubblica in Impero. Nasceva cos\u00ec il Secondo impero francese, guidato da Napoleone III. Il Quarantotto in Austria In Austria una violenta insurrezione scoppia il 13 marzo 1848 a Vienna. L&#039;imperatore Ferdinando I d&#039;Austria licenzi\u00f2 quindi Metternich e si espresse a favore dell&#039;elezione di un&#039;Assemblea Costituente. L&#039;Austria tuttavia ospitava focolai insurrezionali non solo nella sua capitale. In particolare sono altri due i moti che segnano il 1848 per l&#039;Austria: il moto patriottico-indipendentista ungherese, esploso a Budapest il 15 marzo 1848, guidato da\u00a0 Lajos Kossuth; il moto insurrezionale-autonomista di Praga, esploso il 19 marzo 1848, la cui finalit\u00e0 era quella di ottenere maggiore autonomia per i Cechi. Nonostante questi numerose iniziative rivoluzionarie, l&#039;Impero resse e, per l&#039;agosto del 1849, ogni rivolta era stata repressa, anche con l&#039;aiuto delle truppe russe di Nicola I. Ricordiamo che, nel dicembre del 1848, Ferdinando I abdic\u00f2 a favore del nipote Francesco Giuseppe, che guider\u00e0 l&#039;Austria sino al 1916. Il Quarantotto in Germania e il pangermanesimo Il Congresso di Vienna aveva riconfigurato la Germania, dando vita alla Confederazione Germanica, formata da 39 Stati tedeschi. Tali Stati, si riunivano poi nella Dieta di Francoforte, un&#039;assemblea dal carattere pi\u00f9 simbolico, il cui potere di iniziativa politica era assai scarso. Trattandosi di un confederazione, ogni Stato era infatti indipendente e ognuno aveva la sua particolare &quot;sfumatura&quot; monarchica: alcuni Stati, governati da sovrani pi\u00f9 illuminati e liberarli, presentavano un regime di monarchi costituzionale, altri una assoluta. Ad ogni modo, gli Stati che pi\u00f9 degli altri, per potenza e prestigio, si presentavano come egemoni, erano la Prussia e l&#039;Austria.\u00a0 Si andava sviluppando quindi la questione dell&#039;unit\u00e0 tedesca, ed in particolare la questione del pangermanesimo: Pangermanesimo (patriottico) Il pangermanesimo, nella sua accezione patriottica, fa riferimento alla volont\u00e0, espressa nella parlamento rivoluzionario di Francoforte, di unire in un unico Stato tutti gli Stati della confederazione. Il dibattito, in particolare, attiene a due posizioni: \u00a0quella sostenuta dalla fazione Kleindeutsch (piccolo tedesco), ovvero la creazione di una piccola Germania, guidata dalla Prussia degli Hoenzollern; quella sostenuta dalla fazione Grossdeutsch (grande tedesco), ovvero la creazione di una grande Germania che comprendesse anche l&#039;Austria. Viva era quindi la discussione relativa alla possibile unit\u00e0 tedesca, sia nel modo della piccola Germania, sia nel modo della grande.\u00a0 La rivoluzione scoppi\u00f2 quindi il 14 marzo 1848 e si diffuse in tutta la Germania. Nacque quindi un&#039;Assemblea costituente che, dopo un acceso dibattito, propendette per l&#039;unificazione sotto gli Hoenzollern. Il monarca prussiano, Federico Guglielmo IV, tuttavia non accett\u00f2 la corona che pure gli era stata offerta (aprile 1849). Le motivazioni di questo rifiuto sono legate al fatto che Federico Guglielmo IV non poteva concepire che il suo potere fosse legittimato da un&#039;azione rivoluzionaria. L&#039;Assemblea si spost\u00f2 a Stoccarda, ma lo slancio rivoluzionario era andato oramai perdendosi e fu repressa. Anche i moti insurrezionali in Germania, furono quindi un fallimento. Video-lezione di sintesi 2 https:\/\/youtu.be\/X0df505VIS4 Il Quarantotto in Italia - Inizia il Risorgimento Un biennio di riforme e costituzioni ottriate - 1846-1848 In Italia si assistette ad un periodo di riforme a partire dal 1846, quando sal\u00ec al soglio pontificio Pio IX. Il nuovo pontefice attu\u00f2 una serie di provvedimenti di stampo liberale. Tra essi: abolizione delle censura preventiva; l&#039;amnistia ai prigionieri politici; apr\u00ec il governo dello Stato Pontificio anche ai laici \u00a0 Molti altri Stati italiani seguirono l&#039;esempio di Pio IX e concessero delle riforme o una costituzione. Solo nel Regno delle Due Sicilie sembrava inamovibile. Il 12 gennaio 1848 infatti scoppi\u00f2 un moto insurrezionale a Palermo, governata presto dagli insorti. L&#039;Austria non ebbe modo di intervenire, occupata dai suoi problemi interni, e Ferdinando II non pot\u00e9 fare a meno di concedere una costituzione. Seguirono, nella concessione di una Costituzione, il Gran Ducato di Toscana e il Regno di Sardegna, dove Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino (4 marzo 1848). \u00a0FOCUS - Lo Statuto Albertino Lo Statuto Albertino, concesso il 4 marzo 1848, \u00e8 rimasto in vigore praticamente sino all&#039;introduzione della nostra Costituzione repubblicana. Lo Statuto Albertino \u00e8 una concessione ottriata, ovvero donata, concessa da sovrano. Come si legge nell&#039;incipit della Carta infatti: Considerando Noi le larghe e forti istituzioni rappresentative contenute nel presente Statuto Fondamentale come un mezzo il pi\u00f9 sicuro di raddoppiare coi vincoli d&#039;insolubile affetto che stringono all&#039;Italia Nostra Corona un Popolo, che tante prove Ci ha dato di fede, d&#039;obbedienza e d&#039;amore, abbiamo determinato di sancirlo e promulgarlo [...] La Carta quindi \u00e8 un dono che il sovrano concede al Popolo. Si noti pure l&#039;espressione l&#039;Italia Nostra Corona, sintomatica di una concezione patrimoniale della sovranit\u00e0 ancora non estintasi a met\u00e0 dell&#039;Ottocento. E del resto, non dovremmo aspettarci che lo Statuto Albertino sia simile alle costituzioni attuali. Per notarlo \u00e8 sufficiente leggere alcuni articoli, che ben fanno comprendere come la figura centrale di governo rimanga il sovrano, il quale detiene tutto il potere esecutivo, quello giudiziario e buona parte di quello legislativo. Lo Statuto Albertino, di cui riportiamo alcuni articoli, \u00e8 quindi solo una timida apertura al liberalismo, ma \u00e8 assolutamente lontano da orizzonti democratici. Art. 2 -\u00a0 Lo Stato \u00e8 retto da un Governo Monarchico Rappresentativo. Il Trono \u00e8 ereditario secondo la legge salica. Art 3. -\u00a0 Il potere legislativo sar\u00e0 collettivamente esercitato dal Re e da due Camere: il Senato, e quella dei Deputati. Art. 5 - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli \u00e8 il Capo Supremo dello Stato [...] Art. 6 - Il Re nomina a tutte le cariche dello Stato; e fa i decreti e regolamenti necessari per l&#039;esecuzione delle leggi, senza sospenderne l&#039;osservanza, o dispensarne Le Cinque Giornate di Milano - 18-22 marzo 1848 Per l&#039;Italia il Quarantotto non significa soltanto riforme e costituzioni concesse, ma anche guerra. L&#039;Italia infatti risente del disordine insurrezionale che attraversa tutta l&#039;Europa. In particolare, il giorno prima della concessone dello Statuto Albertino, a Vienna scoppia un&#039;insurrezione (13 marzo 1848). Una insurrezione segue poi a Venezia (17 marzo) ed un&#039;ulteriore insurrezione a Milano il giorno successivo. L&#039;insurrezione milanese fu particolarmente significativa. Trattasi infatti delle cinque giornate di Milano (18-22 marzo 1848), nelle quali il popolo milanese caccia dalla citt\u00e0 le truppe austriache guidate dal generale Radetzky, all&#039;epoca governatore del Lombardo-Veneto. La Prima Guerra d&#039;indipendenza\u00a0 - 23 marzo 1848 - 24 marzo 1849 Prima fase - Dalla dichiarazione di guerra all&#039;armistizio di Vigevano - 23 marzo - 9 agosto 1848 Le cinque giornate di Milano rappresentarono anche un casus belli. Data la momentanea ritirata austriaca, da pi\u00f9 fronti si fecero pressioni al Regno di Sardegna per attaccare gli austriaci e riprendere il Lombardo-Veneto. Carlo Alberto dichiar\u00f2 guerra all&#039;Austria il 23 marzo con un duplice fine: \u00a0certamente cogliere l&#039;occasione di annettere il Lombardo-Veneto; evitare che l&#039;eventuale sconfitta austriaca ricadesse nei meriti delle forze democratiche e repubblicane, che avrebbero poi portato le loro istanze al regno di Sardegna. \u00a0 La guerra, almeno al suo inizio, sembra andare a favore dei Piemontesi, che vincono importanti battaglie a Pastrengo (30 aprile 1848) e Goito (30 maggio 1848). Ad ogni modo lo slancio dura poco, dato che l&#039;abile generale Radetzky fa asserragliare le truppe austriache nel quadrilatero, costituito da Legnano, Verona, Mantova e Peschiera. L&#039;esercito sabaudo consegu\u00ec altri successi e varie citt\u00e0, come Parma, Milano, Modena e Venezia furono annesse al Regno di Sardegna. Nello scontro decisivo tuttavia, a Custoza (23-25 luglio 1848) i Piemontesi furono sonoramente sconfitti. Si arriv\u00f2 cos\u00ec all&#039;armistizio di Vigevano del 9 agosto 1848. Seconda fase - Dalla Repubblica Romana\u00a0 all&#039;armistizio di Vignale - febbraio - 23 marzo 1849 La seconda fase della Prima Guerra d&#039;indipendenza viene innescata da un&#039;ondata di proteste per la delusione dato l&#039;esito inconsistente della prima fase. Significativa \u00e8 l&#039;esperienza della Repubblica Romana. Pio IX \u00e8 costretto a fuggire e a rifugiarsi a Gaeta, e a Roma viene istituita una repubblica governata da un triumvirato composto da Armellini, Mazzini e Saffi. Altre pressioni, da parte democratica, investono Carlo Alberto, che si decide a dichiarare nuovamente guerra agli Austriaci. Tuttavia, questa seconda fase dura molto poco. I Piemontesi vengono sconfitti a Novara il 23 marzo 1849 e gi\u00e0 il giorno successivo Vittorio Emanuele II, figlio dell&#039;abdicato Carlo Alberto, firma l&#039;armistizio di Vignale (24 marzo 1849). Come le tessere di un domino, tutte le altre esperienze indipendentiste tra cui la Repubblica Romana, capitolata il 4 luglio per l&#039;intervento di truppe francesi e spagnole, nonostante alla sua difesa contribu\u00ec anche Garibaldi. Videolezione di sintesi 2 https:\/\/youtu.be\/lryFIf5RXeU\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 5.5531 13.0028 4.99931 13.0028C4.44552 13.0028 3.99793 12.5552 3.99793 12.0014V9.99862ZM8.99724 13.9966C8.99724 14.5503 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ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Il_Quarantotto_in_Austria\" >Il Quarantotto in Austria<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Il_Quarantotto_in_Germania_e_il_pangermanesimo\" >Il Quarantotto in Germania e il pangermanesimo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Video-lezione_di_sintesi_2\" >Video-lezione di sintesi 2<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Il_Quarantotto_in_Italia_%E2%80%93_Inizia_il_Risorgimento\" >Il Quarantotto in Italia &#8211; Inizia il Risorgimento<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Un_biennio_di_riforme_e_costituzioni_ottriate_%E2%80%93_1846-1848\" >Un biennio di riforme e costituzioni ottriate &#8211; 1846-1848<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#_FOCUS_%E2%80%93_Lo_Statuto_Albertino\" >\u00a0FOCUS &#8211; Lo Statuto Albertino<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Le_Cinque_Giornate_di_Milano_%E2%80%93_18-22_marzo_1848\" >Le Cinque Giornate di Milano &#8211; 18-22 marzo 1848<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#La_Prima_Guerra_dindipendenza_%E2%80%93_23_marzo_1848_%E2%80%93_24_marzo_1849\" >La Prima Guerra d&#8217;indipendenza\u00a0 &#8211; 23 marzo 1848 &#8211; 24 marzo 1849<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Prima_fase_%E2%80%93_Dalla_dichiarazione_di_guerra_allarmistizio_di_Vigevano_%E2%80%93_23_marzo_%E2%80%93_9_agosto_1848\" >Prima fase &#8211; Dalla dichiarazione di guerra all&#8217;armistizio di Vigevano &#8211; 23 marzo &#8211; 9 agosto 1848<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Seconda_fase_%E2%80%93_Dalla_Repubblica_Romana_allarmistizio_di_Vignale_%E2%80%93_febbraio_%E2%80%93_23_marzo_1849\" >Seconda fase &#8211; Dalla Repubblica Romana\u00a0 all&#8217;armistizio di Vignale &#8211; febbraio &#8211; 23 marzo 1849<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/03\/il-quarantotto-la-primavera-dei-popoli\/#Videolezione_di_sintesi_2\" >Videolezione di sintesi 2<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Quarantotto_in_Europa\"><\/span>Il Quarantotto in Europa<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Quarantotto_in_Francia_monarchia_poi_repubblica_poi_impero\"><\/span>Il Quarantotto in Francia: monarchia, poi repubblica, poi impero<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_nascita_della_Seconda_Repubblica\"><\/span>La nascita della Seconda Repubblica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/04\/i-moti-insurrezionali-dellottocento-1820-1831\/\">I moti insurrezionali degli anni &#8217;30-&#8217;31<\/a> si erano conclusi in Francia con la deposizione di Carlo X durante la Seconda Rivoluzione Francese. La corona era passata quindi a Luigi Filippo d&#8217;Orl\u00e9ans.<\/p>\n<p>Il governo orleanista, guidato da <strong>Fran\u00e7ois-Pierre Guizot<\/strong>, era tuttavia espressione solo dell&#8217;alta borghesia. Lo scollamento tra Paese legale e Paese reale era tale che, su 32 milioni di francesi, solo 250000 godevano del diritto di voto. Si richiedeva quindi una riforma elettorale e fu organizzata la <strong>campagna dei banchetti<\/strong>, riunioni politiche conviviali dell&#8217;opposizione. Quando il governo proib\u00ec uno dei banchetti, il <strong>22 febbraio 1848, scoppi\u00f2 una rivoluzione che in tre giorni sanc\u00ec la nascita della Repubblica<\/strong>, la seconda dopo quella nata nel contesto della <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?s=rivoluzione+francese\">Rivoluzione Francese<\/a>.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_governo_provvisorio_della_Seconda_Repubblica\"><\/span>Il governo provvisorio della Seconda Repubblica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Il nuovo governo repubblicano si concentra particolarmente sulla questione sociale, spingendo la politica verso un orizzonte <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/01\/26\/il-socialismo-in-inghilterra-e-francia-nellottocento\/\">egualitarista e socialista<\/a><span title='Una crisi economica scoppiata nel 1845, insieme ad una serie di epidemie, avevano scosso profondamente l&#8217;economia e la societ\u00e0 europea compresa quella francese. Molti operai erano disoccupati.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Una crisi economica scoppiata nel 1845, insieme ad una serie di epidemie, avevano scosso profondamente l&#8217;economia e la societ\u00e0 europea compresa quella francese. Molti operai erano disoccupati.<\/span><\/span>. Alcuni dei provvedimenti presi furono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>introduzione del suffragio universale maschile<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>abolizione dei titoli nobiliari<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>abolizione della pena di morte per i detenuti politici<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>riduzione della giornata lavorativa a 10 ore<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>formazione degli <em>ateliers nationatux<\/em><\/strong>, ovvero laboratori finalizzati a dare lavoro ai disoccupati mediante il loro impiego in opere pubbliche di manutenzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli<em> atelier sociaux<\/em>, proposti da Blanc, non furono invece approvati. Dal canto loro, gli <em>ateliers nationaux<\/em> non ebbero successo. Infatti, da un lato non migliorarono significativamente la condizione operaia, dall&#8217;altro considerati come una temibile conquista socialista, come pure uno spreco di denaro pubblico da parte della borghesia.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_rivoluzione_di_giugno_e_nascita_del_Secondo_Impero\"><\/span>La rivoluzione di giugno e nascita del Secondo Impero<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Lo scontro politico e sociale si profilava all&#8217;orizzonte. Quando il <strong>23 aprile 1848 si tennero le elezioni a suffragio universale maschile, la vittoria fu dei moderati, che ottennero i due terzi dei seggi parlamentari<\/strong> (600\/900).\u00a0 I quasi immediati provvedimenti legislativi furono:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;abolizione della orario massimo di lavoro di 10 ore;<\/li>\n<li>l&#8217;abolizione degli <em>atelier nationaux<\/em>;<\/li>\n<li>l&#8217;obbligo per tutti gli operai e i disoccupati di arruolarsi nell&#8217;esercito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu in particolare il terzo provvedimento a causare un nuova ondata di protesta, concretizzatasi in quattro giorni di durissimi scontri, <strong>tra il 23 e il 27 giugno 1848<\/strong> (la cosiddetta <strong>Rivoluzione di giugno<\/strong>). Tuttavia, t<strong>ale protesta fu duramente repressa dal generale Cavaignac<\/strong>: circa 3000 fucilazioni, 15000 arresti e 4000 deportazioni.<\/p>\n<p>In questo scenario di scontro sociale, il regime repubblicano viene man mano a disgregarsi. Emerge come presidente della repubblica <strong>Carlo Luigi Napoleone Bonaparte<\/strong>, eletto in maniera diretta e con moltissime preferenze sia dai borghesi, che dai contadini che dai proletari. Proprio come <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/01\/12\/napoleone-bonaparte-e-leta-napoleonica-1799-1815\/\">Napoleone<\/a>, il nipote riusc\u00ec poi a trasformare, tramite plebiscito, la Repubblica in Impero. Nasceva cos\u00ec il <strong>Secondo impero francese, guidato da Napoleone III<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Quarantotto_in_Austria\"><\/span>Il Quarantotto in Austria<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>In Austria una violenta insurrezione scoppia il <strong>13 marzo 1848<\/strong> a Vienna. L&#8217;imperatore <strong>Ferdinando I d&#8217;Austria<\/strong> licenzi\u00f2 quindi Metternich e si espresse a favore dell&#8217;elezione di un&#8217;Assemblea Costituente. L&#8217;Austria tuttavia ospitava focolai insurrezionali non solo nella sua capitale. In particolare sono altri due i moti che segnano il 1848 per l&#8217;Austria:<\/p>\n<ul>\n<li>il <strong>moto patriottico-indipendentista ungherese<\/strong>, esploso a <strong>Budapest<\/strong> il <strong>15 marzo 1848<\/strong>, guidato da\u00a0 <strong>Lajos Kossuth<\/strong>;<\/li>\n<li>il <strong>moto insurrezionale-autonomista di Praga<\/strong>, esploso il <strong>19 marzo 1848<\/strong>, la cui finalit\u00e0 era quella di ottenere maggiore autonomia per i Cechi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nonostante questi numerose iniziative rivoluzionarie, l&#8217;Impero resse e, <strong>per l&#8217;agosto del 1849, ogni rivolta era stata repressa<\/strong>, anche con l&#8217;aiuto delle truppe russe di Nicola I. Ricordiamo che, <strong>nel dicembre del 1848, Ferdinando I abdic\u00f2 a favore del nipote Francesco Giuseppe<\/strong>, che guider\u00e0 l&#8217;Austria sino al 1916.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Quarantotto_in_Germania_e_il_pangermanesimo\"><\/span>Il Quarantotto in Germania e il pangermanesimo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/01\/24\/il-congresso-di-vienna-1814-e-la-restaurazione-1815-1830\/\">Congresso di Vienna<\/a> aveva riconfigurato la Germania, dando vita alla <strong>Confederazione Germanica<\/strong>, formata da <strong>39 Stati tedeschi<\/strong>. Tali Stati, si riunivano poi nella <strong>Dieta di Francoforte<\/strong>, un&#8217;assemblea dal carattere pi\u00f9 simbolico, il cui potere di iniziativa politica era assai scarso. Trattandosi di un confederazione, ogni Stato era infatti indipendente e ognuno aveva la sua particolare &#8220;sfumatura&#8221; monarchica: alcuni Stati, governati da sovrani pi\u00f9 illuminati e liberarli, presentavano un regime di monarchi costituzionale, altri una assoluta.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, gli Stati che pi\u00f9 degli altri, per potenza e prestigio, si presentavano come egemoni, erano la <strong>Prussia<\/strong> e <strong>l&#8217;Austria<\/strong>.\u00a0 Si andava sviluppando quindi la questione dell&#8217;unit\u00e0 tedesca, ed in particolare la questione del <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>pangermanesimo<\/strong><\/span>:<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Pangermanesimo (patriottico)<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il pangermanesimo, nella sua accezione patriottica, fa riferimento alla volont\u00e0, espressa nella parlamento rivoluzionario di Francoforte, di unire in un unico Stato tutti gli Stati della confederazione. Il dibattito, in particolare, attiene a due posizioni:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0quella sostenuta dalla fazione <em>Kleindeutsch<\/em> (piccolo tedesco), ovvero la creazione di una <em>piccola Germania<\/em>, guidata dalla Prussia degli Hoenzollern;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #ffffff;\">quella sostenuta dalla fazione Grossdeutsch (grande tedesco), ovvero la creazione di una <em>grande Germania<\/em> che comprendesse anche l&#8217;Austria.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Viva era quindi la discussione relativa alla possibile unit\u00e0 tedesca, sia nel modo della piccola Germania, sia nel modo della grande.\u00a0 La rivoluzione scoppi\u00f2 quindi il 14 marzo 1848 e si diffuse in tutta la Germania. Nacque quindi un&#8217;<strong>Assemblea costituente<\/strong> che, dopo un acceso dibattito, propendette per l&#8217;unificazione sotto gli Hoenzollern. Il <strong>monarca prussiano, Federico Guglielmo IV<\/strong>, tuttavia non accett\u00f2 la corona che pure gli era stata offerta (aprile 1849). Le motivazioni di questo rifiuto sono legate al fatto che Federico Guglielmo IV non poteva concepire che il suo potere fosse legittimato da un&#8217;azione rivoluzionaria.<\/p>\n<p>L&#8217;Assemblea si spost\u00f2 a Stoccarda, ma lo slancio rivoluzionario era andato oramai perdendosi e fu repressa. Anche i moti insurrezionali in Germania, furono quindi un fallimento.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_2\"><\/span>Video-lezione di sintesi 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Quarantotto in Europa   Francia, Austria e Germania\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/X0df505VIS4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Quarantotto_in_Italia_%E2%80%93_Inizia_il_Risorgimento\"><\/span>Il Quarantotto in Italia &#8211; Inizia il Risorgimento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_biennio_di_riforme_e_costituzioni_ottriate_%E2%80%93_1846-1848\"><\/span>Un biennio di riforme e costituzioni ottriate &#8211; 1846-1848<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>In Italia si assistette ad un periodo di riforme a partire dal 1846, quando sal\u00ec al soglio pontificio <strong>Pio IX<\/strong>. Il nuovo pontefice attu\u00f2 una serie di provvedimenti di stampo liberale. Tra essi:<\/p>\n<ul>\n<li>abolizione delle censura preventiva;<\/li>\n<li>l&#8217;amnistia ai prigionieri politici;<\/li>\n<li>apr\u00ec il governo dello Stato Pontificio anche ai laici<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti altri Stati italiani seguirono l&#8217;esempio di Pio IX e concessero delle riforme o una costituzione. Solo nel Regno delle Due Sicilie sembrava inamovibile. Il <strong>12 gennaio 1848 infatti scoppi\u00f2 un moto insurrezionale a Palermo<\/strong>, governata presto dagli insorti. L&#8217;Austria non ebbe modo di intervenire, occupata dai suoi problemi interni, e Ferdinando II non pot\u00e9 fare a meno di concedere una costituzione. Seguirono, nella concessione di una Costituzione, il Gran Ducato di Toscana e il Regno di Sardegna, dove <strong>Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino<\/strong> (4 marzo 1848).<\/p>\n<table style=\"background-color: #ff6f3b;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"_FOCUS_%E2%80%93_Lo_Statuto_Albertino\"><\/span><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0<span style=\"color: #000000;\"><strong>FOCUS &#8211; Lo Statuto Albertino<\/strong><\/span><\/span><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"color: #000000;\">Lo Statuto Albertino, concesso il 4 marzo 1848, \u00e8 rimasto in vigore praticamente sino all&#8217;introduzione della nostra Costituzione repubblicana. Lo Statuto Albertino \u00e8 una concessione <strong>ottriata<\/strong><span title='Il termine deriva dal francese\u00a0 antico otroieer, concedere.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Il termine deriva dal francese\u00a0 antico <em>otroieer<\/em>, <em>concedere<\/em>.<\/span><\/span>, <strong>ovvero donata, concessa da sovrano<\/strong>. Come si legge nell&#8217;<em>incipit<\/em> della Carta infatti:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><em><span style=\"color: #000000;\">Considerando Noi le larghe e forti istituzioni rappresentative contenute nel presente Statuto Fondamentale come un mezzo il pi\u00f9 sicuro di raddoppiare coi vincoli d&#8217;insolubile affetto che stringono all&#8217;<strong>Italia Nostra Corona<\/strong> un Popolo, che tante prove Ci ha dato di fede, d&#8217;obbedienza e d&#8217;amore, abbiamo determinato di sancirlo e promulgarlo [&#8230;]<\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Carta quindi \u00e8 un dono che il sovrano concede al Popolo. Si noti pure l&#8217;espressione l&#8217;<em>Italia Nostra Corona<\/em>, sintomatica di una <strong>concezione patrimoniale della sovranit\u00e0<\/strong> ancora non estintasi a met\u00e0 dell&#8217;Ottocento. E del resto, non dovremmo aspettarci che lo Statuto Albertino sia simile alle costituzioni attuali. Per notarlo \u00e8 sufficiente leggere alcuni articoli, che ben fanno comprendere come la figura centrale di governo rimanga il sovrano, il quale detiene tutto il potere esecutivo, quello giudiziario e buona parte di quello legislativo. Lo Statuto Albertino, di cui riportiamo alcuni articoli<span title='Fonte: Quirinale.it.' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/allegati_statici\/costituzione\/Statutoalbertino.pdf\">Quirinale.it<\/a>.<\/span><\/span>, \u00e8 quindi solo una timida apertura al <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/04\/il-liberalismo-e-il-liberismo\/\">liberalismo<\/a>, ma \u00e8 assolutamente lontano da orizzonti democratici.<\/span><\/p>\n<p><em><span class=\"fontstyle0\" style=\"color: #000000;\"> Art. 2 &#8211;\u00a0 Lo Stato \u00e8 retto da un Governo Monarchico Rappresentativo. Il Trono \u00e8 ereditario secondo<br \/>\nla legge salica. <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span class=\"fontstyle0\" style=\"color: #000000;\"> Art 3. &#8211;\u00a0 Il potere legislativo sar\u00e0 collettivamente esercitato dal Re e da due Camere: il Senato, e<br \/>\nquella dei Deputati. <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Art. 5 &#8211; <span class=\"fontstyle0\">Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli \u00e8 il Capo Supremo dello Stato [&#8230;]<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span class=\"fontstyle0\" style=\"color: #000000;\"><em> Art. 6 &#8211; Il Re nomina a tutte le cariche dello Stato; e fa i decreti e regolamenti necessari per<\/em> l&#8217;esecuzione delle leggi, senza sospenderne l&#8217;osservanza, o dispensarne<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_Cinque_Giornate_di_Milano_%E2%80%93_18-22_marzo_1848\"><\/span>Le Cinque Giornate di Milano &#8211; 18-22 marzo 1848<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Per l&#8217;Italia il Quarantotto non significa soltanto riforme e costituzioni concesse, ma anche guerra. L&#8217;Italia infatti risente del disordine insurrezionale che attraversa tutta l&#8217;Europa. In particolare, il giorno prima della concessone dello Statuto Albertino, <strong>a Vienna scoppia un&#8217;insurrezione<\/strong> (<strong>13 marzo 1848<\/strong>). Una insurrezione segue poi a Venezia (17 marzo) ed un&#8217;ulteriore insurrezione a Milano il giorno successivo. L&#8217;insurrezione milanese fu particolarmente significativa. Trattasi infatti delle <strong>cinque giornate di Milano<\/strong> (<strong>18-22 marzo 1848<\/strong>), nelle quali il popolo milanese caccia dalla citt\u00e0 le truppe austriache guidate dal generale <strong>Radetzky<\/strong><span title='Josef Radetzky, ufficiale austriaco nato in Boemia, di nobili origini, veterano delle guerre contro Napoleone.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Josef Radetzky, ufficiale austriaco nato in Boemia, di nobili origini, veterano delle guerre contro Napoleone.<\/span><\/span>, all&#8217;epoca governatore del Lombardo-Veneto.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_Prima_Guerra_dindipendenza_%E2%80%93_23_marzo_1848_%E2%80%93_24_marzo_1849\"><\/span>La Prima Guerra d&#8217;indipendenza\u00a0 &#8211; 23 marzo 1848 &#8211; 24 marzo 1849<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Prima_fase_%E2%80%93_Dalla_dichiarazione_di_guerra_allarmistizio_di_Vigevano_%E2%80%93_23_marzo_%E2%80%93_9_agosto_1848\"><\/span>Prima fase &#8211; Dalla dichiarazione di guerra all&#8217;armistizio di Vigevano &#8211; 23 marzo &#8211; 9 agosto 1848<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Le cinque giornate di Milano rappresentarono anche un <em>casus belli<\/em>. Data la momentanea ritirata austriaca, da pi\u00f9 fronti si fecero pressioni al Regno di Sardegna per attaccare gli austriaci e riprendere il Lombardo-Veneto. Carlo Alberto dichiar\u00f2 guerra all&#8217;Austria il 23 marzo con un duplice fine:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0certamente cogliere l&#8217;occasione di annettere il Lombardo-Veneto;<\/li>\n<li>evitare che l&#8217;eventuale sconfitta austriaca ricadesse nei meriti delle forze democratiche e repubblicane, che avrebbero poi portato le loro istanze al regno di Sardegna.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La guerra, almeno al suo inizio, sembra andare a favore dei <strong>Piemontesi<\/strong>, che <strong>vincono importanti battaglie a Pastrengo<\/strong> (<strong>30 aprile 1848<\/strong>) e <strong>Goito<\/strong> (<strong>30 maggio 1848<\/strong>). Ad ogni modo lo slancio dura poco, dato che l&#8217;abile generale Radetzky fa asserragliare le truppe austriache nel <strong>quadrilatero<\/strong>, costituito da Legnano, Verona, Mantova e Peschiera.<\/p>\n<p>L&#8217;esercito sabaudo consegu\u00ec altri successi e varie citt\u00e0, come Parma, Milano, Modena e Venezia furono annesse al Regno di Sardegna. Nello scontro decisivo tuttavia, <strong>a Custoza<\/strong> (<strong>23-25 luglio 1848<\/strong>) <strong>i Piemontesi furono sonoramente sconfitti<\/strong>. Si arriv\u00f2 cos\u00ec all&#8217;<strong>armistizio di Vigevano<\/strong> del <strong>9 agosto 1848<\/strong>.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Seconda_fase_%E2%80%93_Dalla_Repubblica_Romana_allarmistizio_di_Vignale_%E2%80%93_febbraio_%E2%80%93_23_marzo_1849\"><\/span>Seconda fase &#8211; Dalla Repubblica Romana\u00a0 all&#8217;armistizio di Vignale &#8211; febbraio &#8211; 23 marzo 1849<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>La seconda fase della Prima Guerra d&#8217;indipendenza viene innescata da un&#8217;ondata di proteste per la delusione dato l&#8217;esito inconsistente della prima fase. Significativa \u00e8 l&#8217;esperienza della <strong>Repubblica Romana<\/strong>. Pio IX \u00e8 costretto a fuggire e a rifugiarsi a Gaeta, e a Roma viene istituita una repubblica governata da un <strong>triumvirato composto da Armellini, Mazzini e Saffi<\/strong>.<\/p>\n<p>Altre pressioni, da parte democratica, investono Carlo Alberto, che si decide a dichiarare nuovamente guerra agli Austriaci. Tuttavia, questa seconda fase dura molto poco. <strong>I Piemontesi vengono sconfitti a Novara il 23 marzo 1849<\/strong> e gi\u00e0 il giorno successivo <strong>Vittorio Emanuele II<\/strong>, figlio dell&#8217;abdicato Carlo Alberto,<strong> firma l&#8217;armistizio di Vignale<\/strong> (<strong>24 marzo 1849<\/strong>).<\/p>\n<p>Come le tessere di un domino, tutte le altre esperienze indipendentiste tra cui la <strong>Repubblica Romana, capitolata il 4 luglio<\/strong> per l&#8217;intervento di truppe francesi e spagnole, nonostante alla sua difesa contribu\u00ec anche <strong>Garibaldi<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Videolezione_di_sintesi_2\"><\/span>Videolezione di sintesi 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Quarantotto in Italia e la Prima Guerra d&#039;Indipendenza\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lryFIf5RXeU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo il Quarantotto, l&#8217;anno ottocentesco che pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 stato segnato da moti insurrezionali e patriottici. 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