{"id":1686,"date":"2020-02-17T16:08:54","date_gmt":"2020-02-17T16:08:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=1686"},"modified":"2020-03-28T19:35:22","modified_gmt":"2020-03-28T19:35:22","slug":"il-risorgimento-1848-1861","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/","title":{"rendered":"Il Risorgimento (1848-1861)"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo il <strong>Risorgimento<\/strong> (1848-1870), il processo storico che port\u00f2 all&#8217;unificazione dello Stato Italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo il Risorgimento (1848-1870), il processo storico che port\u00f2 all&#039;unificazione dello Stato Italiano. Le anime del Risorgimento Il Risorgimento si lega certamente all&#039;idea, sempre pi\u00f9 cosciente e formata, della necessit\u00e0 per l&#039;Italia, di divenire uno Stato unitario. Tale coscienza era andata maturando durante tutta la prima met\u00e0 dell&#039;Ottocento, articolandosi nei vari moti insurrezionali.\u00a0 Il dibattito risorgimentale si articolava intorno a due modi di intendere il processo di unificazione: un modo moderato, quello della destra risorgimentale, nel quale possiamo annoverare certamente il pensiero di Camillo Benso, Conte di Cavour; un modo democratico, quello della sinistra risorgimentale, nel quale possiamo annoverare certamente il pensiero di Giuseppe Mazzini. \u00a0 Nella tabella sottostante raccogliamo queste varie anime del Risorgimento, per poi analizzarle nei paragrafi successivi. Esponenti Obiettivi Mezzi del processo di unificazione Sinistra risorgimentale Democratici Giuseppe Mazzini Giuseppe Garibaldi (almeno fino al 1849) Italia unita, repubblicana e democratica Rivoluzione con il coinvolgimento delle masse popolari Carlo Cattaneo Repubblica democratica e federale Riformismo Destra risorgimentale Moderati e Liberali Vincenzo Gioberti Neoguelfismo: nascita di una confederazione italiana sotto la guida del pontefice Accordo interno agli Stati italiani Cesare Balbo Confederazione italiana a guida Savoia Diplomazia ed esercito sabaudo Massimo d&#039;Azeglio Cavour Stato Unitario monarchico a guida Savoia Diplomazia ed esercito sabaudo Giuseppe Mazzini: l&#039;Italia come repubblica democratica Dalla Carboneria alla Giovine Italia Al patriota genovese Giuseppe Mazzini (1805-1872), uno dei protagonisti del Risorgimento, si lega una concezione democratica del futuro Stato italiano unificato. Mazzini, inizialmente membro della Carboneria, dopo i fallimenti dei moti degli anni Venti e Trenta, respinse la segretezza come matrice insurrezionale. Tale rifiuto era basato sul fatto che le insurrezioni organizzate dalle societ\u00e0 segrete come la Carboneria non permettessero il coinvolgimento delle masse popolari, destinando cos\u00ec le rivolte al fallimento. Fond\u00f2 quindi una nuova organizzazione, la Giovine Italia (1831), il cui scopo era quello di lottare affinch\u00e9 l&#039;Italia divenisse [...] una, libera, indipendente e repubblicana. Alla Giovine Italia, che faceva della propaganda una delle sue strategie principali, aderirono migliaia di persone, soprattutto nelle regioni del centro-nord, ad eccezione del Piemonte. Lo stesso Giuseppe Garibaldi inizialmente ader\u00ec all&#039;organizzazione di Mazzini. Il romanticismo e associazionismo mazziniano Dietro il pensiero mazziniano vi era una fortissima componente romanticistica e spirituale. Secondo Mazzini, di cui \u00e8 famoso il binomio Dio e Popolo, gli uomini erano chiamati da Dio per contribuire al progresso umano. Nella visione mazziniana gli Italiani dovevano edificare una terza Roma, dopo quella antica e dopo quella dei Papi, sconfiggendo le forze dell&#039;Impero Asburgico e quelle dello Stato Pontificio. A Mazzini inoltre si pu\u00f2 attribuire il principio dell&#039;associazionismo. Secondo l&#039;associazionismo, che \u00e8 critico verso l&#039;individualismo liberalista settecentesco, l&#039;individuo deve riconoscersi nella famiglia, nella nazione che \u00e8 l&#039;unione delle famiglie e, infine, nell&#039;umanit\u00e0, che \u00e8 l&#039;unione delle nazioni. Il patriota genovese, pur attento alle questioni sociali, non apprezz\u00f2 particolarmente il principio marxiano della lotta di classe, proprio in quanto socialmente divisivo e contrario all&#039;associazionismo. Ancora, un altro binomio caratterizza tipicamente il pensiero di Mazzini \u00e8 Pensiero e azione, in base al quale ad ogni teoria doveva seguire un&#039;azione, ed in particolare alle teorie insurrezionali dovevano effettivamente seguire i moti insurrezionali. Fallimenti dei moti mazziniani E in effetti i moti seguirono. Tra il 1833 e il 1845 vari moti insurrezionali avvennero in Italia. Il pi\u00f9 famoso di essi \u00e8 certamente quello dei fratelli Attilio ed Emilio Bandiera (1844), ufficiali della marina austriaca e associati alla Giovine Italia, cercarono di far sollevare i contadini calabresi contro il regime borbonico. Tutti i moti di ispirazione mazziniana fallirono e furono repressi. Mazzini perse via via prestigio, credibilit\u00e0 e seguito. L&#039;unificazione sarebbe dovuta passare per via alternative, forse pi\u00f9 moderate. Carlo Cattaneo: l&#039;Italia come repubblica federale Il milanese Carlo Cattanaeo (1801-1869) era anch&#039;egli, come Mazzini, un repubblicano. Da Mazzini si distingueva tuttavia per almeno tre aspetti: concepire l&#039;Italia unita come uno stato non accentrato, bens\u00ec federale (Cattaneo aveva gi\u00e0 in mente gli Stati Uniti d&#039;Europa); non pensare nei termini misticheggianti, romantici come Mazzini; utilizzare la via del riformismo e non quella della rivoluzione. Vincenzo Gioberti e il neoguelfismo Tra i moderati filofederali va certamente annoverato anche il sacerdote Vincenzo Gioberti (1801-1852). Le idee di Gioberti sono esposte nell&#039;opera Del primato morale e civile degli italiani (1843). Secondo Gioberti, la cui posizione viene definita non a caso neoguelfa, l&#039;Italia, ospitando sul suo territorio la sede del papato, e avendo partecipato alla missione civilizzatrice, doveva unificarsi sotto il potere papale, rafforzato dall&#039;esercito sabaudo. Il neoguelfismo, come ipotesi di unificazione, cade tuttavia nel momento in cui Pio XI dichiara lo Stato Pontificio neutrale nel contesto della Prima Guerra d&#039;Indipendenza. Il moderatismo liberale\u00a0 e la figura di Cavour Nell&#039;ala moderata vanno certamente annoverati personaggi storici come Cesare Balbo e Massimo d&#039;Azeglio. Massimo d&#039;Azeglio (1798-1866) fu uno scrittore e un pittore piemontese, nonch\u00e9 personalit\u00e0 di spicco dello schieramento liberal-moderato. Fu incaricato da Vittorio Emanuele II di formare un governo che dur\u00f2 dal 1849 al 1852. Certamente per\u00f2 l&#039;esponente della frangia liberale pi\u00f9 importante e che maggiormente ha contribuito all&#039;unificazione dello Stato Italiano \u00e8 stato Camillo Benso, conte di Cavour (1810-1861). Figlio cadetto di una delle famiglie nobili pi\u00f9 prestigiose e ricche del Piemonte, ha modo di viaggiare e di conoscere i sistemi economici in europei, rimanendo profondamente colpito dal livello di progresso economico e tecnologico degli inglese. Vuole ammodernare l&#039;Italia, portarla al livello delle altre potenze europee. Ricoprir\u00e0 diversi ruoli nel governo piemontese. Sotto il governo d&#039;Azeglio sar\u00e0 ministro dell&#039;Agricoltura, dell&#039;industria e del commercio (1850) e poi Ministro delle Finanze (1851). Nota \u00e8 l&#039;avversione di Cavour verso l&#039;approccio mazziniano o verso qualsiasi altra disordinata iniziativa patriottica. Video-lezione di sintesi 1 https:\/\/youtu.be\/ztA0TKjXgXY L&#039;Italia tra il 1848 e il 1858 Un ulteriore fallimento mazziniano: la spedizione a Sapri di Pisacane Dopo l&#039;episodio del fratelli Bandiera, altri moti di ispirazione mazziniana avvennero negli anni Cinquanta dell&#039;Ottocento. Uno di questo, quello di Milano del 6 febbrario 1853, fu organizzato proprio dallo stesso Mazzini, ma fu presto stroncato. Il fallimento pi\u00f9 famoso per\u00f2 si lega al nome del socialista Carlo Pisacane (1818-1857), protagonista della spedizione di Sapri del 1857. Ispirato dalla visione di Mazzini, Pisacane era convinto che una rivoluzione fosse possibile solo coinvolgendo le masse contadine meridionali. Imbarcatosi con un gruppo di suoi seguaci su un piroscafo, lo fa dirottare e si dirige sull&#039;isola di Ponza, dove si trovava una prigione borbonica. La assalta, libera circa 300 prigionieri e sbarca a Sapri, dove spera di innescare la rivolta coinvolgendo i contadini. Questi collaborano invece con l&#039;esercito borbonico che stronca l&#039;insurrezione sul nascere. A Pisacane non resta che il suicidio. La politica di Cavour Nel 1850 il governo piemontese guidato da d&#039;Azeglio vara\u00a0 le leggi Siccardi, che hanno lo scopo di limitare il potere ecclesiastico. Esse prevedono: l&#039;abolizione del foro ecclesiastico (in pratica un sistema giuridico separato e differente da quello laico per gli esponenti del clero); il divieto di compravendita immobiliare senza l&#039;autorizzazione regia; la riduzione delle festivit\u00e0 religiose; l&#039;abolizione del diritto d&#039;asilo attribuito alle chiese o ai luoghi di culto in generale. \u00a0 Nel frattempo Cavour, ministro del governo d&#039;Azeglio, cerca di ammodernare il Regno di Sardegna, promuovendo la costruzione di infrastrutture e vie di comunicazione per i commerci, come ferrovie, canali di irrigazione. Vengono stipulati anche tutta una serie di accordi doganali con altri Stati europei, come Francia, Belgio e Regno Unito. Lo spirito delle leggi Siccardi sar\u00e0 poi seguito dallo stesso Cavour una volta divenuto capo del Governo (1852). Nel 1855 Cavour abolisce tutte le associazioni religiose che non svolgono funzioni assistenziali. I beni di tali associazioni religiose contemplative vengono destinati da una Cassa ecclesiastica: con essa vengono stipendiati i preti del Regno. L&#039;intervento nella guerra di Crimea e gli accordi di Plombi\u00e8res - 1854-1859 L&#039;abilit\u00e0 politica e diplomatica di Cavour si esprime al suo meglio quando riesce a dare visibilit\u00e0 internazionale al Regno di Sardegna. Questa visibilit\u00e0 \u00e8 ottenuta grazie all&#039;intervento nella guerra di Crimea (1853-1856). Il Regno di Sardegna invi\u00f2 un piccolo contingente di spedizione, e tanto bast\u00f2 a Cavour per ottenere un posto alla conferenza di page di Parigi del 1856 nella quale, tra le altre cose, si discute l&#039;instabile situazione politica italiana. Ancora pi\u00f9 importante dal punto di vista dei risultati concreti fu l&#039;alleanza con Napoleone III. Quest&#039;ultimo preoccupato dall&#039;instabilit\u00e0 politica - e, del resto era uscito illeso da un attentato patriottico in Italia - invita Cavour ad un incontro diplomatico riservato a Plombi\u00e8res, una stazione termale (20-21 luglio 1858). Da questo incontro sorge una vera e propria alleanza franco-sabauda (24 febbraio 1859), i cui termini sono i seguenti: il Regno di Sardegna cede la Savoia e Nizza alla Francia; la Francia avrebbe aiutato l&#039;Italia con un contingente di 200000 uomini nel caso in cui l&#039;Austria avesse attaccato il Regno di Sardegna. Nell&#039;Italia settentrionale sarebbe sorto il Regno d&#039;Alta Italia, retto da Vittorio Emanuele II. \u00a0 Si noti che l&#039;aiuto militare sarebbe stato concesso solo e soltanto se fosse stata l&#039;Austria ad attaccare. Napoleone III infatti voleva l&#039;appoggio dell&#039;opinione pubblica, mostrando di proteggere un piccolo Stato, come il regno di Sardegna, dall&#039;invasione dell&#039;impero austriaco. Seconda Guerra d&#039;Indipendenza - 29 aprile - 11 luglio 1859 Si giunge cos\u00ec alla Seconda Guerra d&#039;Indipendenza. I diplomatici austriaci inviano un ultimatum al Regno di Sardegna il 24 aprile 1859. Secondo gli accordi dell&#039;alleanza franco-sabauda, Napoleone III interviene e ricaccia le truppe austriache sino in Veneto. Quando il Veneto sembra poter essere conquistato senza troppe difficolt\u00e0,\u00a0 Napoleone III interrompe la guerra e firma l&#039;armistizio di Villafranca (11 luglio 1859). Quali sono i motivi di questo repentino arresto? Ve ne sono diversi: in primo luogo il malcontento della popolazione francese, dato il continuo coinvolgimento della Francia in scenari bellici ed il conseguente numero di vittime; in secondo luogo il calderone ribollente di moti insurrezionali e patriottici dell&#039;Italia centro-settentrionale che rischia di vanificare gli accordi di Plombi\u00e8res. I plebisciti di annessione degli Stati centro-settentrionali Ad ogni modo, oramai \u00e8 stata innescata una reazione a catena. Tra l&#039;aprile e il giugno del 1859 scoppiano diversi moti insurrezionali che portano alla formazione di diversi governi provvisori. Tali Stati, attraverso lo strumento del plebiscito, votano per essere annessi al Regno di Sardegna tra l&#039;11 e il 12 marzo. Il grafici sottostanti mostrano quali Stati sono coinvolti in questa prima ondata di plebisciti di annessione. Video-lezione di sintesi 2 https:\/\/youtu.be\/NVtK9-3ucYA La spedizione garibaldina dei Mille Dalla partenza ai primi successi militari Dopo l&#039;approvazione attraverso il plebiscito dell&#039;11 e 12 marzo 1860, con il quale il Regno di Sardegna si annetteva l&#039;Emilia e la Toscana, il margine di manovra diplomatica per l&#039;annessione dei territorio centro-meridionali era pressoch\u00e9 esaurito. Il nuovo input fu dato dai mazziniani Francesco Crispi (1818-1901) e da Rosolino Pilo (1820-1860), che, convinti di poter sfruttare il malcontento del popolo meridionale per la dominazione borbonica,\u00a0 suggerirono a Garibaldi di recarsi con un&#039;armata nel Sud Italia. Ai vertici della politica sabauda, rispetto alla possibilit\u00e0 di tale spedizione, non vi era identit\u00e0 di vedute tra Vittorio Emanuele II e Cavour. Il primo era favorevole all&#039;impresa, mentre il secondo temeva la reazione internazionale della Francia. Ad ogni modo, Garibaldi part\u00ec nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860 con un corpo di 1070 uomini da Quarto (Genova) su due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo, diretti verso la Sicilia, con un unico scalo a Talamone per rifornirsi di viveri e armi. Dopo 5 giorni, l&#039;armata garibaldina, che si era andata ingrossandosi grazie al significativo afflusso di volontari, sbarcava a Marsala. La spedizione consegu\u00ec importanti vittorie a Catalafimi, Palermo, Milazzo. L&#039;appoggio della popolazione e la strage di Bronte All&#039;inizio le truppe garibaldine potettero godere dell&#039;appoggio dei contadini meridionali. Queste infatti speravano che la caduta del regime borbonico potesse dare loro l&#039;occasione di un riscatto sociale, liberandosi dal latifondismo per ottenere una distribuzione pi\u00f9 equa delle terre. Anche la classe dirigente meridionale dimostrava di gradire l&#039;intervento garibaldino, ma per i motivi opposti rispetto a quelli dei contadini. Le classi agiate credevano infatti che il regime borbonico non fosse pi\u00f9 in grado di tutelare i loro interessi. Garibaldi era tuttavia dell&#039;idea che senza l&#039;appoggio dell&#039;aristocrazia terriera, l&#039;impresa dei Mille sarebbe stata destinata a fallire. Prova ne \u00e8 la strage di Bronte, paese ai piedi dell&#039;Etna. Il 4 agosto del 1860 Nino Bixio, comandante in seconda di Garibaldi, fece arrestare e fucilare 150 rivoltosi che avevano cercato di requisire le terre ai latifondisti per dividerle e redistribuirle. La presa di Napoli, l&#039;incontro di Teano e ulteriori plebisciti Nonostante i disordini in Sicilia, Garibaldi continua la sua avanzata. Arriva in Calabria, per poi spostarsi a Napoli, che viene presa senza colpo ferire. Il re, Francesco II, detto Franceschiello per la mancanza di coraggio, si rifugia nella fortezza di Gaeta. Siamo in settembre e l&#039;esercito Sabaudo arriva nelle Marche. Il 26 ottobre 1860 si svolge il famoso incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II nel quale il primo cede la sovranit\u00e0 dei territori conquistati al sovrano. Finalmente quindi possiamo parlare di Italia in senso politico e non solo geografico. Era nato cos\u00ec, un nuovo Stato in Europa, che contava circa 20 milioni di abitanti. La prima riunione del Parlamento nazionale, eletto tramite sistema censitario, avvenne il 17 marzo 1861. Vittorio Emanuele II venne dichiarato re d&#039;Italia: per grazia di Dio e volont\u00e0 della Nazione Questa particolare formula \u00e8 particolarmente antica e criticabile, sopratutto nell&#039;Ottocento. L&#039;espressione per grazia di Dio richiama ad una concezione della monarchia come legittimata dal diritto divino. Ancora, l&#039;espressione re d&#039;Italia, e non degli Italiani, faceva intendere una certa distanza dal popolo. Un ultimo aspetto, ancora, merita di attenzione, ovvero il fatto che Vittorio Emanuele II non cambia il nome in Vittorio Emanuele I, il che lascia intendere come egli si concepisca non come il monarca di un nuovo Stato, ma come il Re di Sardegna che ha ampliato i propri possedimenti. Ad ogni modo, l&#039;unificazione \u00e8 compiuta, seppur parzialmente. Mancano il Lazio, e dunque Roma, territori dello Stato Pontificio, il Veneto e la Venezia Giulia, il Trentino. Il 6 giugno 1861 moriva poi Cavour, il personaggio risorgimentale che, molto plausibilmente, pi\u00f9 di ogni altro aveva contribuito all&#039;unificazione. Che l&#039;Italia sia unita politicamente non equivale a dire per\u00f2 che essa sia unita ed omogenea dal punto di vista sociale, economico, culturale, o di senso di appartenenza ad un unico Stato, l&#039;Italia. Famosa la frase attribuita a Massimo d&#039;Azeglio: Fatta l&#039;Italia, bisogna fare gli Italiani. Proprio fare gli italiani sar\u00e0 uno dei compiti di cui i governi successivi, sia della Destra che della Sinistra Storica, dovranno occuparsi. Video-lezione di sintesi 3 https:\/\/youtu.be\/-lkcstyxzBo Geomappa interattiva del Risorgimento\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 5.5531 13.0028 4.99931 13.0028C4.44552 13.0028 3.99793 12.5552 3.99793 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articolo<\/span><\/button><\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Indice<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6ab04d82b5290\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 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class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Dalla_Carboneria_alla_Giovine_Italia\" >Dalla Carboneria alla Giovine Italia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Il_romanticismo_e_associazionismo_mazziniano\" >Il romanticismo e associazionismo mazziniano<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Fallimenti_dei_moti_mazziniani\" >Fallimenti dei moti mazziniani<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Carlo_Cattaneo_lItalia_come_repubblica_federale\" >Carlo Cattaneo: l&#8217;Italia come repubblica federale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Vincenzo_Gioberti_e_il_neoguelfismo\" >Vincenzo Gioberti e il neoguelfismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Il_moderatismo_liberale_e_la_figura_di_Cavour\" >Il moderatismo liberale\u00a0 e la figura di Cavour<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Video-lezione_di_sintesi_1\" >Video-lezione di sintesi 1<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#LItalia_tra_il_1848_e_il_1858\" >L&#8217;Italia tra il 1848 e il 1858<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Un_ulteriore_fallimento_mazziniano_la_spedizione_a_Sapri_di_Pisacane\" >Un ulteriore fallimento mazziniano: la spedizione a Sapri di Pisacane<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#La_politica_di_Cavour\" >La politica di Cavour<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Lintervento_nella_guerra_di_Crimea_e_gli_accordi_di_Plombieres_%E2%80%93_1854-1859\" >L&#8217;intervento nella guerra di Crimea e gli accordi di Plombi\u00e8res &#8211; 1854-1859<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Seconda_Guerra_dIndipendenza_%E2%80%93_29_aprile_%E2%80%93_11_luglio_1859\" >Seconda Guerra d&#8217;Indipendenza &#8211; 29 aprile &#8211; 11 luglio 1859<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#I_plebisciti_di_annessione_degli_Stati_centro-settentrionali\" >I plebisciti di annessione degli Stati centro-settentrionali<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Video-lezione_di_sintesi_2\" >Video-lezione di sintesi 2<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#La_spedizione_garibaldina_dei_Mille\" >La spedizione garibaldina dei Mille<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-18\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Dalla_partenza_ai_primi_successi_militari\" >Dalla partenza ai primi successi militari<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-19\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Lappoggio_della_popolazione_e_la_strage_di_Bronte\" >L&#8217;appoggio della popolazione e la strage di Bronte<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-20\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#La_presa_di_Napoli_lincontro_di_Teano_e_ulteriori_plebisciti\" >La presa di Napoli, l&#8217;incontro di Teano e ulteriori plebisciti<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-21\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Video-lezione_di_sintesi_3\" >Video-lezione di sintesi 3<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-22\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/17\/il-risorgimento-1848-1861\/#Geomappa_interattiva_del_Risorgimento\" >Geomappa interattiva del Risorgimento<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_anime_del_Risorgimento\"><\/span>Le anime del Risorgimento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il Risorgimento si lega certamente all&#8217;idea, sempre pi\u00f9 cosciente e formata, della necessit\u00e0 per l&#8217;Italia, di divenire uno Stato unitario. Tale coscienza era andata maturando durante tutta la prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, articolandosi nei vari <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/04\/i-moti-insurrezionali-dellottocento-1820-1848\/\">moti insurrezionali<\/a>.\u00a0 Il dibattito risorgimentale si articolava intorno a due modi di intendere il processo di unificazione:<\/p>\n<ul>\n<li>un modo <strong>moderato<\/strong>, quello della <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>destra risorgimentale<\/strong><\/span>, nel quale possiamo annoverare certamente il pensiero di <strong>Camillo Benso, Conte di Cavour<\/strong>;<\/li>\n<li>un modo <strong>democratico<\/strong>, quello della <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>sinistra risorgimentale<\/strong><\/span>, nel quale possiamo annoverare certamente il pensiero di <strong>Giuseppe Mazzini<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella tabella sottostante raccogliamo queste varie anime del Risorgimento, per poi analizzarle nei paragrafi successivi.<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 115px;\"><\/td>\n<td style=\"width: 137.977px; text-align: center;\"><strong>Esponenti<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 126.023px; text-align: center;\"><strong>Obiettivi<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 137px; text-align: center;\"><strong>Mezzi del processo di unificazione<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 115px;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Sinistra risorgimentale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Democratici<\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width: 137.977px; text-align: center;\">\n<ul>\n<li>Giuseppe Mazzini<\/li>\n<li>Giuseppe Garibaldi (almeno fino al 1849)<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<td style=\"width: 126.023px; text-align: center;\">Italia unita, repubblicana e democratica<\/td>\n<td style=\"width: 137px; text-align: center;\">Rivoluzione con il coinvolgimento delle masse popolari<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 115px;\"><\/td>\n<td style=\"width: 137.977px; text-align: center;\">Carlo Cattaneo<\/td>\n<td style=\"width: 126.023px; text-align: center;\">Repubblica democratica e federale<\/td>\n<td style=\"width: 137px; text-align: center;\">Riformismo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 115px;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Destra risorgimentale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Moderati e Liberali<\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"width: 137.977px; text-align: center;\">Vincenzo Gioberti<\/td>\n<td style=\"width: 126.023px; text-align: center;\">Neoguelfismo: nascita di una confederazione italiana sotto la guida del pontefice<\/td>\n<td style=\"width: 137px; text-align: center;\">Accordo interno agli Stati italiani<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 115px;\"><\/td>\n<td style=\"width: 137.977px; text-align: center;\">Cesare Balbo<\/td>\n<td style=\"width: 126.023px; text-align: center;\">Confederazione italiana a guida Savoia<\/td>\n<td style=\"width: 137px; text-align: center;\">Diplomazia ed esercito sabaudo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 115px;\"><\/td>\n<td style=\"width: 137.977px;\">\n<ul>\n<li>Massimo d&#8217;Azeglio<\/li>\n<li>Cavour<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<td style=\"width: 126.023px; text-align: center;\">Stato Unitario monarchico a guida Savoia<\/td>\n<td style=\"width: 137px; text-align: center;\">Diplomazia ed esercito sabaudo<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Giuseppe_Mazzini_lItalia_come_repubblica_democratica\"><\/span>Giuseppe Mazzini: l&#8217;Italia come repubblica democratica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dalla_Carboneria_alla_Giovine_Italia\"><\/span>Dalla Carboneria alla <em>Giovine Italia<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Al patriota genovese <strong>Giuseppe Mazzini<\/strong> (1805-1872), uno dei protagonisti del Risorgimento, si lega una concezione democratica del futuro Stato italiano unificato. Mazzini, inizialmente membro della Carboneria, dopo i fallimenti dei moti degli anni Venti e Trenta, respinse la segretezza come matrice insurrezionale. Tale rifiuto era basato sul fatto che le insurrezioni organizzate dalle societ\u00e0 segrete come la Carboneria non permettessero il coinvolgimento delle masse popolari, destinando cos\u00ec le rivolte al fallimento.<\/p>\n<p>Fond\u00f2 quindi una nuova organizzazione, la <strong><em>Giovine Italia<\/em><\/strong> (<strong>1831<\/strong>), il cui scopo era quello di lottare affinch\u00e9 l&#8217;Italia divenisse<\/p>\n<blockquote><p><em><span style=\"color: #ff00ff;\">[&#8230;] una, libera, indipendente e repubblicana<\/span>.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Alla <em>Giovine Italia<\/em>, che faceva della propaganda una delle sue strategie principali, aderirono migliaia di persone, soprattutto nelle regioni del centro-nord, ad eccezione del Piemonte. Lo stesso Giuseppe Garibaldi inizialmente ader\u00ec all&#8217;organizzazione di Mazzini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1705\" aria-describedby=\"caption-attachment-1705\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1705\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Giuseppe-Mazzini-uno-dei-protagonisti-del-Risorgimento.jpg\" alt=\"Giuseppe Mazzini, uno dei protagonisti del Risorgimento\" width=\"600\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Giuseppe-Mazzini-uno-dei-protagonisti-del-Risorgimento.jpg 600w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Giuseppe-Mazzini-uno-dei-protagonisti-del-Risorgimento-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1705\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Mazzini, uno dei protagonisti del Risorgimento<\/figcaption><\/figure>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_romanticismo_e_associazionismo_mazziniano\"><\/span>Il romanticismo e associazionismo mazziniano<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Dietro il pensiero mazziniano vi era una fortissima componente <strong>romanticistica e spirituale<\/strong>. Secondo Mazzini, di cui \u00e8 famoso il binomio <span style=\"color: #ff00ff;\"><em><strong>Dio e Popol<\/strong><strong>o<\/strong><\/em><\/span>, gli uomini erano chiamati da Dio per contribuire al progresso umano. Nella visione mazziniana gli Italiani dovevano edificare una terza Roma, dopo quella antica e dopo quella dei Papi, sconfiggendo le forze dell&#8217;Impero Asburgico e quelle dello Stato Pontificio.<\/p>\n<p>A Mazzini inoltre si pu\u00f2 attribuire il <strong>principio dell&#8217;associazionismo<\/strong>. Secondo l&#8217;associazionismo, che \u00e8 critico verso l&#8217;individualismo liberalista settecentesco, l&#8217;individuo deve riconoscersi nella famiglia, nella nazione che \u00e8 l&#8217;unione delle famiglie e, infine, nell&#8217;umanit\u00e0, che \u00e8 l&#8217;unione delle nazioni. Il patriota genovese, pur attento alle questioni sociali, non apprezz\u00f2 particolarmente il principio marxiano della lotta di classe, proprio in quanto socialmente divisivo e contrario all&#8217;associazionismo.<\/p>\n<p>Ancora, un altro binomio caratterizza tipicamente il pensiero di Mazzini \u00e8 <span style=\"color: #ff00ff;\"><em><strong>Pensiero e azione<\/strong><\/em><\/span>, in base al quale ad ogni teoria doveva seguire un&#8217;azione, ed in particolare alle teorie insurrezionali dovevano effettivamente seguire i moti insurrezionali.<\/p>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fallimenti_dei_moti_mazziniani\"><\/span>Fallimenti dei moti mazziniani<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>E in effetti i moti seguirono. Tra il 1833 e il 1845 vari moti insurrezionali avvennero in Italia. Il pi\u00f9 famoso di essi \u00e8 certamente quello dei <strong>fratelli Attilio ed Emilio Bandiera<\/strong> (<strong>1844)<\/strong>, ufficiali della marina austriaca e associati alla Giovine Italia, cercarono di far sollevare i contadini calabresi contro il regime borbonico. Tutti i moti di ispirazione mazziniana fallirono e furono repressi. Mazzini perse via via prestigio, credibilit\u00e0 e seguito. L&#8217;unificazione sarebbe dovuta passare per via alternative, forse pi\u00f9 moderate.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Carlo_Cattaneo_lItalia_come_repubblica_federale\"><\/span>Carlo Cattaneo: l&#8217;Italia come repubblica federale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Il milanese<strong> Carlo Cattanaeo<\/strong> (1801-1869) era anch&#8217;egli, come Mazzini, un <strong>repubblicano<\/strong>. Da Mazzini si distingueva tuttavia per almeno tre aspetti:<\/p>\n<ul>\n<li>concepire l&#8217;Italia unita come uno stato non accentrato, bens\u00ec <strong>federale<\/strong> (Cattaneo aveva gi\u00e0 in mente gli Stati Uniti d&#8217;Europa);<\/li>\n<li>non pensare nei termini misticheggianti, romantici come Mazzini;<\/li>\n<li>utilizzare la via del <strong>riformismo<\/strong> e non quella della rivoluzione.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Vincenzo_Gioberti_e_il_neoguelfismo\"><\/span>Vincenzo Gioberti e il neoguelfismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Tra i moderati filofederali va certamente annoverato anche il sacerdote <strong>Vincenzo Gioberti<\/strong> (<strong>1801-1852<\/strong>). Le idee di Gioberti sono esposte nell&#8217;opera <a href=\"https:\/\/www.liberliber.it\/online\/autori\/autori-g\/vincenzo-gioberti\/del-primato-morale-e-civile-degli-italiani-volume-primo\/\"><strong><em>Del primato morale e civile degli italiani<\/em><\/strong><\/a> (<strong>1843<\/strong>). Secondo Gioberti, la cui posizione viene definita non a caso <strong>neoguelfa<\/strong>, l&#8217;Italia, ospitando sul suo territorio la sede del papato, e avendo partecipato alla missione civilizzatrice, doveva unificarsi sotto il potere papale, rafforzato dall&#8217;esercito sabaudo. Il neoguelfismo, come ipotesi di unificazione, cade tuttavia nel momento in cui Pio XI dichiara lo Stato Pontificio neutrale nel contesto della Prima Guerra d&#8217;Indipendenza.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_moderatismo_liberale_e_la_figura_di_Cavour\"><\/span>Il moderatismo liberale\u00a0 e la figura di Cavour<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;ala moderata vanno certamente annoverati personaggi storici come <strong>Cesare Balbo<\/strong> e <strong>Massimo d&#8217;Azeglio. <\/strong>Massimo d&#8217;Azeglio (1798-1866) fu uno scrittore e un pittore piemontese, nonch\u00e9 personalit\u00e0 di spicco dello schieramento liberal-moderato. Fu incaricato da Vittorio Emanuele II di formare un governo che dur\u00f2 dal 1849 al 1852.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Certamente per\u00f2 l&#8217;esponente della frangia liberale pi\u00f9 importante e che maggiormente ha contribuito all&#8217;unificazione dello Stato Italiano \u00e8 stato <strong>Camillo Benso, conte di Cavour<\/strong> (1810-1861).<\/span><\/p>\n<p>Figlio cadetto di una delle famiglie nobili pi\u00f9 prestigiose e ricche del Piemonte, ha modo di viaggiare e di conoscere i sistemi economici in europei, rimanendo profondamente colpito dal livello di progresso economico e tecnologico degli inglese. Vuole ammodernare l&#8217;Italia, portarla al livello delle altre potenze europee. Ricoprir\u00e0 diversi ruoli nel governo piemontese. Sotto il governo d&#8217;Azeglio sar\u00e0 ministro dell&#8217;Agricoltura, dell&#8217;industria e del commercio (1850) e poi Ministro delle Finanze (1851).<\/p>\n<p>Nota \u00e8 l&#8217;avversione di Cavour verso l&#8217;approccio mazziniano o verso qualsiasi altra disordinata iniziativa patriottica.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_1\"><\/span>Video-lezione di sintesi 1<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Le anime del Risorgimento\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ztA0TKjXgXY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"LItalia_tra_il_1848_e_il_1858\"><\/span>L&#8217;Italia tra il 1848 e il 1858<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_ulteriore_fallimento_mazziniano_la_spedizione_a_Sapri_di_Pisacane\"><\/span>Un ulteriore fallimento mazziniano: la spedizione a Sapri di Pisacane<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Dopo l&#8217;episodio del fratelli Bandiera, altri moti di ispirazione mazziniana avvennero negli anni Cinquanta dell&#8217;Ottocento. Uno di questo, quello di <strong>Milano<\/strong> del <strong>6 febbrario 1853<\/strong>, fu organizzato proprio dallo stesso Mazzini, ma fu presto stroncato.<\/p>\n<p>Il fallimento pi\u00f9 famoso per\u00f2 si lega al nome del socialista<strong> Carlo Pisacane<\/strong> (<strong>1818-1857<\/strong>), protagonista della <strong>spedizione di Sapri del 1857<\/strong>. Ispirato dalla visione di Mazzini, Pisacane era convinto che una rivoluzione fosse possibile solo coinvolgendo le masse contadine meridionali. Imbarcatosi con un gruppo di suoi seguaci su un piroscafo, lo fa dirottare e si dirige sull&#8217;isola di Ponza, dove si trovava una prigione borbonica. La assalta, libera circa 300 prigionieri e sbarca a Sapri, dove spera di innescare la rivolta coinvolgendo i contadini. Questi collaborano invece con l&#8217;esercito borbonico che stronca l&#8217;insurrezione sul nascere. A Pisacane non resta che il suicidio.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_politica_di_Cavour\"><\/span>La politica di Cavour<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Nel <strong>1850<\/strong> il governo piemontese guidato da d&#8217;Azeglio vara\u00a0 le <strong>leggi Siccardi<\/strong>, che hanno lo scopo di limitare il potere ecclesiastico. Esse prevedono:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;abolizione del foro ecclesiastico (in pratica un sistema giuridico separato e differente da quello laico per gli esponenti del clero);<\/li>\n<li>il divieto di compravendita immobiliare senza l&#8217;autorizzazione regia;<\/li>\n<li>la riduzione delle festivit\u00e0 religiose;<\/li>\n<li>l&#8217;abolizione del diritto d&#8217;asilo attribuito alle chiese o ai luoghi di culto in generale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo <strong>Cavour, ministro del governo d&#8217;Azeglio, cerca di ammodernare il Regno di Sardegna<\/strong>, promuovendo la costruzione di infrastrutture e vie di comunicazione per i commerci, come ferrovie, canali di irrigazione. Vengono stipulati anche tutta una serie di accordi doganali con altri Stati europei, come Francia, Belgio e Regno Unito.<\/p>\n<p>Lo spirito delle leggi Siccardi sar\u00e0 poi seguito dallo stesso Cavour una volta divenuto capo del Governo (1852). Nel 1855 Cavour abolisce tutte le associazioni religiose che non svolgono funzioni assistenziali. I beni di tali associazioni religiose contemplative vengono destinati da una Cassa ecclesiastica: con essa vengono stipendiati i preti del Regno<span title='iniziativa questa non troppo diversa dalla requisizione dei beni del clero durante la Rivoluzione Francese.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>iniziativa questa non troppo diversa dalla requisizione dei beni del clero durante la <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/11\/rivoluzione-francese-ottobre-1789-costituzione-del-1791\/\">Rivoluzione Francese<\/a>.<\/span><\/span>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lintervento_nella_guerra_di_Crimea_e_gli_accordi_di_Plombieres_%E2%80%93_1854-1859\"><\/span>L&#8217;intervento nella guerra di Crimea e gli accordi di Plombi\u00e8res &#8211; 1854-1859<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;abilit\u00e0 politica e diplomatica di Cavour si esprime al suo meglio quando riesce a dare visibilit\u00e0 internazionale al Regno di Sardegna. Questa visibilit\u00e0 \u00e8 ottenuta grazie all&#8217;intervento nella <strong>guerra di Crimea<\/strong> (<strong>1853-1856<\/strong>)<span title='Tale guerra fu combattuta tra Russia e un&#8217;alleanza formata da Francia, Gran Bretagna, Regno di Sardegna e Impero Ottomano per il controllo di alcuni luoghi di culto della cristianit\u00e0.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Tale guerra fu combattuta tra Russia e un&#8217;alleanza formata da Francia, Gran Bretagna, Regno di Sardegna e Impero Ottomano per il controllo di alcuni luoghi di culto della cristianit\u00e0.<\/span><\/span>. Il Regno di Sardegna invi\u00f2 un piccolo contingente di spedizione, e tanto bast\u00f2 a Cavour per ottenere un posto alla <strong>conferenza di page di Parigi del 1856<\/strong> nella quale, tra le altre cose, si discute l&#8217;instabile situazione politica italiana.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 importante dal punto di vista dei risultati concreti fu l&#8217;<strong>alleanza con Napoleone III<\/strong>. Quest&#8217;ultimo preoccupato dall&#8217;instabilit\u00e0 politica &#8211; e, del resto era uscito illeso da un attentato patriottico in Italia &#8211; invita Cavour ad un <strong>incontro diplomatico<\/strong> riservato a <strong>Plombi\u00e8res<\/strong>, una stazione termale (<strong>20-21 luglio 1858<\/strong>). Da questo incontro sorge una vera e propria <strong>alleanza franco-sabauda <\/strong>(<strong>24 febbraio 1859<\/strong>), i cui termini sono i seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>il Regno di Sardegna cede la <strong>Savoia<\/strong> e <strong>Nizza<\/strong> alla Francia;<\/li>\n<li>la Francia avrebbe aiutato l&#8217;Italia con un contingente di <strong>200000 uomini<\/strong> nel caso in cui l&#8217;Austria avesse attaccato il Regno di Sardegna.<\/li>\n<li>Nell&#8217;Italia settentrionale sarebbe sorto il <strong>Regno d&#8217;Alta Italia<\/strong>, retto da Vittorio Emanuele II.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si noti che l&#8217;aiuto militare sarebbe stato concesso solo e soltanto se fosse stata l&#8217;Austria ad attaccare. Napoleone III infatti voleva l&#8217;appoggio dell&#8217;opinione pubblica, mostrando di proteggere un piccolo Stato, come il regno di Sardegna, dall&#8217;invasione dell&#8217;impero austriaco.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Seconda_Guerra_dIndipendenza_%E2%80%93_29_aprile_%E2%80%93_11_luglio_1859\"><\/span>Seconda Guerra d&#8217;Indipendenza &#8211; 29 aprile &#8211; 11 luglio 1859<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Si giunge cos\u00ec alla Seconda Guerra d&#8217;Indipendenza. I diplomatici austriaci inviano un <em>ultimatum<\/em> al Regno di Sardegna il 24 aprile 1859. Secondo gli accordi dell&#8217;alleanza franco-sabauda, Napoleone III interviene e ricaccia le truppe austriache sino in Veneto. Quando il Veneto sembra poter essere conquistato senza troppe difficolt\u00e0,\u00a0 Napoleone III interrompe la guerra e firma l&#8217;<strong>armistizio di Villafranca<\/strong> (<strong>11 luglio 1859<\/strong>). Quali sono i motivi di questo repentino arresto? Ve ne sono diversi:<\/p>\n<ul>\n<li>in primo luogo il malcontento della popolazione francese, dato il continuo coinvolgimento della Francia in scenari bellici ed il conseguente numero di vittime;<\/li>\n<li>in secondo luogo il calderone ribollente di moti insurrezionali e patriottici dell&#8217;Italia centro-settentrionale che rischia di vanificare gli accordi di Plombi\u00e8res.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_plebisciti_di_annessione_degli_Stati_centro-settentrionali\"><\/span>I plebisciti di annessione degli Stati centro-settentrionali<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Ad ogni modo, oramai \u00e8 stata innescata una reazione a catena. Tra l&#8217;aprile e il giugno del 1859 scoppiano diversi moti insurrezionali che portano alla formazione di diversi governi provvisori. Tali Stati, attraverso lo strumento del <strong>plebiscito<\/strong>, <strong>votano per essere annessi al Regno di Sardegna tra l&#8217;11 e il 12 marzo<\/strong>. Il grafici sottostanti mostrano quali Stati sono coinvolti in questa prima ondata di plebisciti di annessione.<\/p>\n<p><iframe title=\"Plebisciti \" aria-label=\"Interactive pie chart\" id=\"datawrapper-chart-Tnu1q\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/Tnu1q\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" height=\"502\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}})}();\n<\/script><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_2\"><\/span>Video-lezione di sintesi 2<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Risorgimento  - La politica di Cavour e la Seconda Guerra d&#039;Indipendenza\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NVtK9-3ucYA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_spedizione_garibaldina_dei_Mille\"><\/span>La spedizione garibaldina dei Mille<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dalla_partenza_ai_primi_successi_militari\"><\/span>Dalla partenza ai primi successi militari<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Dopo l&#8217;approvazione attraverso il plebiscito dell&#8217;11 e 12 marzo 1860, con il quale il Regno di Sardegna si annetteva l&#8217;Emilia e la Toscana, il margine di manovra diplomatica per l&#8217;annessione dei territorio centro-meridionali era pressoch\u00e9 esaurito.<\/p>\n<p>Il nuovo input fu dato dai mazziniani <strong>Francesco Crispi<\/strong> (<strong>1818-1901<\/strong>) e da <strong>Rosolino Pilo<\/strong> (<strong>1820-1860<\/strong>), che, convinti di poter sfruttare il malcontento del popolo meridionale per la dominazione borbonica,\u00a0 suggerirono a Garibaldi di recarsi con un&#8217;armata nel Sud Italia. Ai vertici della politica sabauda, rispetto alla possibilit\u00e0 di tale spedizione, non vi era identit\u00e0 di vedute tra Vittorio Emanuele II e Cavour. Il primo era favorevole all&#8217;impresa, mentre il secondo temeva la reazione internazionale della Francia.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, <strong>Garibaldi<\/strong> part\u00ec nella notte tra il <strong>5 e il 6 maggio 1860<\/strong> con un corpo di <strong>1070 uomini<\/strong> da <strong>Quarto<\/strong> (Genova) su due piroscafi, il <em>Piemonte<\/em> e il <em>Lombardo<\/em>, diretti verso la Sicilia, con un unico <strong>scalo a Talamone<\/strong> per rifornirsi di viveri e armi.<\/p>\n<p>Dopo 5 giorni, l&#8217;armata garibaldina, che si era andata ingrossandosi grazie al significativo afflusso di volontari, sbarcava a Marsala. La spedizione consegu\u00ec importanti vittorie a <strong>Catalafimi<\/strong>, <strong>Palermo<\/strong>, <strong>Milazzo<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lappoggio_della_popolazione_e_la_strage_di_Bronte\"><\/span>L&#8217;appoggio della popolazione e la strage di Bronte<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>All&#8217;inizio le truppe garibaldine potettero godere dell&#8217;appoggio dei contadini meridionali. Queste infatti speravano che la caduta del regime borbonico potesse dare loro l&#8217;occasione di un riscatto sociale, liberandosi dal latifondismo per ottenere una distribuzione pi\u00f9 equa delle terre. Anche la classe dirigente meridionale dimostrava di gradire l&#8217;intervento garibaldino, ma per i motivi opposti rispetto a quelli dei contadini. Le classi agiate credevano infatti che il regime borbonico non fosse pi\u00f9 in grado di tutelare i loro interessi.<\/p>\n<p>Garibaldi era tuttavia dell&#8217;idea che senza l&#8217;appoggio dell&#8217;aristocrazia terriera, l&#8217;impresa dei Mille sarebbe stata destinata a fallire. Prova ne \u00e8 la <strong>strage di Bronte<\/strong>, paese ai piedi dell&#8217;Etna. Il <strong>4 agosto del 1860<\/strong> <strong>Nino Bixio, comandante in seconda di Garibaldi, fece arrestare e fucilare 150 rivoltosi<\/strong> che avevano cercato di requisire le terre ai latifondisti per dividerle e redistribuirle.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_presa_di_Napoli_lincontro_di_Teano_e_ulteriori_plebisciti\"><\/span>La presa di Napoli, l&#8217;incontro di Teano e ulteriori plebisciti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Nonostante i disordini in Sicilia, Garibaldi continua la sua avanzata. Arriva in Calabria, per poi spostarsi a Napoli, che viene presa senza colpo ferire. Il re, <strong>Francesco II<\/strong>, detto <strong>Franceschiello<\/strong> per la mancanza di coraggio, si rifugia nella <strong>fortezza di Gaeta<\/strong>. Siamo in settembre e l&#8217;esercito Sabaudo arriva nelle Marche. Il <strong>26 ottobre 1860 si svolge il famoso incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II<\/strong> nel quale il primo cede la sovranit\u00e0 dei territori conquistati al sovrano.<br \/>\n<iframe title=\"Plebisciti  del Meridione e di Marche e Umbria\" aria-label=\"Interactive pie chart\" id=\"datawrapper-chart-HjitL\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/HjitL\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"width: 0; min-width: 100% !important; border: none;\" height=\"466\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">!function(){\"use strict\";window.addEventListener(\"message\",function(a){if(void 0!==a.data[\"datawrapper-height\"])for(var e in a.data[\"datawrapper-height\"]){var t=document.getElementById(\"datawrapper-chart-\"+e)||document.querySelector(\"iframe[src*='\"+e+\"']\");t&&(t.style.height=a.data[\"datawrapper-height\"][e]+\"px\")}})}();\n<\/script><br \/>\nFinalmente quindi possiamo parlare di Italia in senso politico e non solo geografico. Era nato cos\u00ec, un nuovo Stato in Europa, che contava circa 20 milioni di abitanti. <strong>La prima riunione del Parlamento nazionale<\/strong>, eletto tramite sistema censitario, <strong>avvenne il 17 marzo 1861<\/strong>. <strong>Vittorio Emanuele II venne dichiarato re d&#8217;Italia<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>per grazia di Dio e volont\u00e0 della Nazione<\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa particolare formula \u00e8 particolarmente antica e criticabile, sopratutto nell&#8217;Ottocento. L&#8217;espressione <em>per grazia di Dio<\/em> richiama ad una concezione della <strong>monarchia come legittimata dal diritto divino<\/strong>. Ancora, l&#8217;espressione re d&#8217;Italia, e non degli Italiani, faceva intendere una certa distanza dal popolo. Un ultimo aspetto, ancora, merita di attenzione, ovvero il fatto che <strong>Vittorio Emanuele II non cambia il nome in Vittorio Emanuele I<\/strong>, il che lascia intendere come egli si concepisca non come il monarca di un nuovo Stato, ma come il Re di Sardegna che ha ampliato i propri possedimenti.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, l&#8217;unificazione \u00e8 compiuta, seppur parzialmente. <strong>Mancano il Lazio, e dunque Roma, territori dello Stato Pontificio, il Veneto e la Venezia Giulia, il Trentino<\/strong>. <strong>Il 6 giugno 1861 moriva<\/strong> poi <strong>Cavour<\/strong>, il personaggio risorgimentale che, molto plausibilmente, pi\u00f9 di ogni altro aveva contribuito all&#8217;unificazione.<\/p>\n<p>Che l&#8217;Italia sia unita politicamente non equivale a dire per\u00f2 che essa sia unita ed omogenea dal punto di vista sociale, economico, culturale, o di senso di appartenenza ad un unico Stato, l&#8217;Italia. Famosa la frase attribuita a Massimo d&#8217;Azeglio:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Fatta l&#8217;Italia, bisogna fare gli Italiani.<\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Proprio fare gli italiani sar\u00e0 uno dei compiti di cui i governi successivi, sia della Destra che della Sinistra Storica, dovranno occuparsi.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Video-lezione_di_sintesi_3\"><\/span>Video-lezione di sintesi 3<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Risorgimento - La spedizione dei Mille e l&#039;unit\u00e0 d&#039;Italia\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-lkcstyxzBo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Geomappa_interattiva_del_Risorgimento\"><\/span>Geomappa interattiva del Risorgimento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/embed?mid=1JWmqAApUdZwXX1zPchFiGe6jITFCg7aE\" width=\"100%\" height=\"480\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo il Risorgimento (1848-1870), il processo storico che port\u00f2 all&#8217;unificazione dello Stato Italiano. Le anime del Risorgimento Il Risorgimento si lega certamente all&#8217;idea, sempre pi\u00f9 cosciente e formata, della necessit\u00e0 per l&#8217;Italia, di divenire uno Stato unitario. 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