{"id":1518,"date":"2020-02-13T16:34:14","date_gmt":"2020-02-13T16:34:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=1518"},"modified":"2020-03-02T15:14:14","modified_gmt":"2020-03-02T15:14:14","slug":"spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/","title":{"rendered":"Spinoza: monismo panteistico, morale e libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo razionalista olandese<strong> Baruch Spinoza<\/strong> (1632-1677), sostenitore di un <strong>sistema monistico e panteistico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo razionalista olandese Baruch Spinoza (1632-1677), sostenitore di un sistema monistico e panteistico. Biografia e opere Biografia Opere Titolo originale Titolo tradotto Anno di pubblicazione Korte Verhandeling van God, de Mensch en deszelvs Welstand Breve trattato su Dio, l&#039;uomo e il suo bene 1660 Tractatus de Intellectus Emendatione Trattato sull&#039;emendazione dell&#039;intelletto 1662 Principia Philosophiae Cartesianae Principi di filosofia cartesiana 1663 \u00a0Tractatus Theologico-Politicus Trattato teologico-politico 1670 Tractatus Politicus Trattato politico 1675-1676 (incompiuto) Ethica More Geometrico Demonstrata Etica dimostrata con ordine geometrico 1677 NA Epistolario 1661-1677 Compendium grammatices linguae Hebraeae Compendio di grammatica ebraica 1677 Opera Posthuma Opera Postuma 1677 Il concetto di sostanza in Spinoza L&#039;intero pensiero metafisico di Spinoza si basa sul concetto di sostanza. Di questo concetto, forniamo adesso due definizioni, una generica, che fa riferimento anche all&#039;etimo del termine, ed una pi\u00f9 particolare, quella del pensiero spinoziano. Sostanza (in generale) Il termine sostanza deriva dal latino substantia, ovvero, ci\u00f2 che sta sotto. Substantia traduce il greco ous\u00eda che significa sostrato. L&#039;idea generale di sostanza, che si pu\u00f2 far risalire ad Aristotele, \u00e8 quella di qualcosa che permane, nonostante i cambiamenti accidentali in un oggetto individuale. Ad esempio, la persona \u00e8 la stessa anche se ad un certo punto della sua vita i suoi capelli scuri diventano bianchi. Il colore dei capelli \u00e8 una propriet\u00e0 accidentale, mentre ci\u00f2 che permane ci\u00f2 che &quot;sta sotto&quot; e che rende l&#039;oggetto ci\u00f2 che \u00e8 e non un&#039;altra cosa,\u00a0 \u00e8, appunto la sostanza.\u00a0 \u00a0 Sostanza (secondo Spinoza) Il concetto di sostanza nello spinozismo \u00e8 definito dall&#039;Autore nel seguente modo: Ci\u00f2 che \u00e8 in s\u00e9 e per s\u00e9 si concepisce, vale a dire ci\u00f2 il cui concetto non ha bisogno del concetto di un&#039;altra cosa da cui debba esser formata Soffermiamoci sull&#039;espressione in s\u00e9 e per s\u00e9: con l&#039;espressione in s\u00e9 - traducibile con da s\u00e9 - intende dire che la sostanza deve la sua esistenza solo e soltanto a s\u00e9 stessa (causa sui); la sostanza gode di autonomia ontologica; con l&#039;espressione per s\u00e9 [si concepisce], il filosofo intende affermare che il concetto di sostanza \u00e8 primitivo, ovvero, per esser compreso, non ha bisogno di concetti ulteriori e diversi; la sostanza gode anche di autonomia concettuale. Le propriet\u00e0 della sostanza di Spinoza Cos\u00ec per come la abbiamo definita, la sostanza non pare, in effetti troppo diversa dall&#039;essere di Parmenide. Ed in effetti, la sostanza spinoziana e l&#039;essere parmenideo condividono alcune caratteristiche. La sostanza spinoziana infatti \u00e8: increata, in quanto \u00e8 causa sui eterna unica \u00a0 Diversamente dall&#039;essere parmenideo, la sostanza non \u00e8 finita, ma infinita, e ci\u00f2 si deve alla diversa connotazione dell&#039;infinit\u00e0 tra gli antichi Greci - connotazione negativa - e gli Europei moderni - connotazione positiva. Il monismo panteistico: Deus sive Natura Ora, questa sostanza si identifica con Dio ed \u00e8 la Natura stessa. Come afferma Spinoza: Deus sive Natura Il filosofo olandese non concepisce la divinit\u00e0 come una persona o come un giudice morale, ma come un sistema, una matrice ontologica. Spinoza, ancora, non ritiene che l&#039;esistenza di Dio debba esser dimostrata: che Dio, inteso come sostanza\/Natura esista \u00e8 un principio autoevidente. Ci\u00f2 non toglie che il filosofo accetti due dei classici argomenti a favore dell&#039;esistenza di Dio: la prima \u00e8 la prova ontologica, ovvero quell&#039;argomento a priori fornito per primo da da Anselmo d&#039;Aosta e poi ripreso da Descartes; la seconda \u00e8 la prova a posteriori, ripresa da molti filosofi tra cui Tommaso d&#039;Aquino, in base alla quale, seguendo in via ascendente le cause delle cose del mondo, vi deve essere una causa suprema, che \u00e8 appunto causa di se stessa (causa sui). \u00a0 Ora per\u00f2, se Dio (o la Natura) \u00e8 infinito ed unico e coincide con tutto, allora definiremo il pensiero ontologico di Spinoza monismo panteistico. Monismo Panteismo Si dice monistico\u00a0 qualsiasi sistema di pensiero che preveda un unico e solo principio a cui tutta la realt\u00e0 sia riconducibile. Una visione monistica si oppone ad una visione dualistica o, pi\u00f9 generalmente, a una visione pluralistica. Il termine deriva dal greco pan, &quot;tutto&quot; e\u00a0 the\u00f3s, &quot;dio&quot;. Letteralmente quindi significa che tutto quanto \u00e8 Dio e che Dio \u00e8 in tutte le cose. Dio pertanto \u00e8 immanente in tutte le cose e nulla \u00e8 fuori di Dio. Attributi e modi Come tutti i filosofi, Spinoza deve poi dare conto, nel suo edificio metafisico, della pluralit\u00e0 degli oggetti che si esperiscono nel mondo. A tal proposito il filosofo elabora le nozioni di attributi e modi. Partiamo definendo i primi: Attributi\u00a0 Spinoza definisce gli attributi nel seguente modo: [...] ci\u00f2 che l&#039;intelletto percepisce della sostanza come costituente la sua essenza.\u00a0\u00a0 In questo senso, gli attributi possono essere visti come le propriet\u00e0 essenziali, strutturali, della sostanza spinoziana. Essi sono inoltre infiniti, sebbene l&#039;intelletto ne colga solo due: il pensiero e l&#039;estensione. Dal punto di vista ontologico quindi, dobbiamo notare che sarebbe sbagliato chiamare, nel pensiero spinoziano, il pensiero e l&#039;estensione sostanze. Cogitans ed extensa erano res per Cartesio, mentre nel sistema spinoziano esse sono propriet\u00e0 costitutive della sostanza. I modi, dal canto loro, sono definiti invece nella seguente maniera: Modi Spinoza definisce i modi nel seguente modo: Intendo per modo le affezioni della sostanza, ossia, ci\u00f2 che \u00e8 in altro, per il cui mezzo \u00e8 pure concepito.\u00a0\u00a0 In alti termini, i mondi non sono che modificazioni accidentali della sostanza, concretizzazioni particolari degli attributi. La metafora della fontana e quella dell&#039;oceano Allo scopo di chiarire la complessa metafisica della sostanza, dei suoi attributi e dei suoi modi, vogliamo fornire una immagine concreta. Immaginiamo che la sostanza sia una massa d&#039;acqua omogenea. Non potremmo chiamare una massa d&#039;acqua fontana se non avesse almeno un zampillo d&#039;acqua. Dunque, lo zampillo d&#039;acqua \u00e8 l&#039;attributo, poich\u00e9 una fontana (la sostanza), per essere definita, tale deve averne almeno uno. Ora in base ai modi infiniti (le leggi fisiche nella nostra metafora), quello\/quei zampillo\/i d&#039;acqua possono avere un certo numero di forme possibili. Infine, che assumano proprio quelle forme \u00e8 il modo finito. Un&#039;altra metafora utile \u00e8 quella riportata in Abbagnano: [...] la Sostanza di Spinoza pu\u00f2 essere paragonata ad un oceano sconfinato ed eterno; gli attributi, che ne costituiscono l&#039;essenza, all&#039;estensione acquatica: i modi infiniti (che sono le propriet\u00e0 permanenti degli individui) al movimento incessante del mare; i modi finiti (che sono le determinazioni particolari degli attributi) alle varie onde. Causalit\u00e0 in Spinoza Natura naturans e Natura naturata: la causalit\u00e0 immanente Da quanto detto sinora, possiamo enucleare la concezione della causalit\u00e0 secondo il filosofo olandese. Il concetto classico di causalit\u00e0 \u00e8 quello noto come causalit\u00e0 transitiva (causa transiens), in base alla quale l&#039;effetto sussiste autonomamente al di fuori della causa. La causalit\u00e0 della sostanza di Spinoza \u00e8 invece una causalit\u00e0 immanente (causa immanens). Del resto, diversamente non potrebbe essere: se, come affermato in principio, la dottrina del filosofo pu\u00f2 essere definita come una forma di monismo panteistico, allora \u00e8 logicamente conseguente che gli effetti non sono cosa diversa dalla causa. Dio dunque non \u00e8 una causa esterna, ma \u00e8 insieme causa, ovvero Natura naturante, ma anche effetto, ovvero Natura naturata. Inoltre, essendo tale causalit\u00e0 immanente, ed essendo la sostanza unica e infinita, essa pu\u00f2 dirsi insieme libera, poich\u00e9 non costretta da alcunch\u00e9, ma pure necessitata, poich\u00e9 deve obbedire alle sue stesse leggi. Il rifiuto della cause finali Spinoza non ammette in alcun modo l&#039;esistenza di cause finali. Secondo il filosofo infatti il concetto di causa finale si lega ad una falsa analogia tra l&#039;uomo, abitato ad agire in vista di finalit\u00e0 che vuole conseguire, e Dio. Io confesso, tuttavia che l&#039;opinione che sottomette tutto a una volont\u00e0 divina indifferente, e ammette che tutto dipende dal suo beneplacito, s&#039;allontana meno dalla verit\u00e0 che l&#039;opinione di coloro che ammettono che Dio fa tutto in vista del bene. Costoro infatti sembra che pongano fuori di Dio qualche cosa che non dipende da Dio, e a cui Dio guarda, come a un modello, nel suo operare, o a cui egli tende come verso uno scopo determinato. Tale analogia \u00e8 appunto sbagliata. Il finalismo infatti, ponendo nell&#039;ordine delle cause un qualcosa di non disponibile attualmente (ci\u00f2 che io voglio ottenere), rende imperfetto chi agisce esso. Dio, essendo perfetto, non \u00e8 manchevole di alcunch\u00e9, ergo non pu\u00f2 agire per cause finali. Parallelismo psicofisico Sempre partendo dalla concezione della sostanza spinoziana, possiamo riprendere il problema cartesiano della sincronizzazioni tra res cogitans e res extensa. La soluzione di Descarte, basata sulla ghiandola pineale, era certamente fantasiosa, mentre i suoi contemporanei avevano sposato l&#039;occasionalismo. Per Spinoza, si pu\u00f2 dire che il problema sia posto in maniera differente. Come si \u00e8 anticipato, pensiero ed estensione non sono due sostanze, ma solo due attributi della sostanza. Essendo attributi della medesima sostanza, pensiero ed estensione ereditano da essa lo stesso ordine e, di conseguenza, possiamo parlare di parallelismo psicofisico. Come scrive lo stesso filosofo: [...] sia che concepiamo la natura sotto l&#039;attributo dell&#039;Estensione, sia che la concepiamo sotto l&#039;attributo del Pensiero, o sotto qualunque altro attributo, troveremo un solo e medesimo ordine, o una sola e medesima connessione di cause. L&#039;etica Le affezioni Tornando al significato del titolo dell&#039;opera di Spinoza, Ethica more geometrico demonstrata, non possiamo che aspettarci che una consistente parte sia dedicata a questioni etiche. Ed in effetti cos\u00ec \u00e8. Il filosofo parla in particolare di affetti o affezioni. Questi si dividono in due tipologie: azioni, ovvero modificazioni di cui noi siamo causa; passioni, ovvero modificazioni di cui noi NON siamo causa. \u00c8 facile capire dalle stesse radici dei termini che le prime sono attive, siamo noi ad esserne cause, le seconde sono passive, dunque le patiamo. L&#039;uomo come desiderio Ora, lo scopo di Spinoza, \u00e8 quello di utilizzare la maniera geometrica per definire tutto uno spettro di affezioni dell&#039;uomo. Prima di definire per via assiomatica tali affezioni, bisogna seguire il filosofo nella sua definizione dell&#039;uomo come appetito. In particolare il filosofo sostiene che: Ogni cosa, per quanto sta in essa, tende a perseverare nel proprio essere. Tende cio\u00e8 ad autoconservarsi. L&#039;uomo non fa eccezione: pertanto egli si sforza ad autoconservarsi, e questo sforzo (conatus) prende le forme di una cupiditas (desiderio). La derivazione geometrica degli\u00a0 affetti secondari dagli affetti primari Tale cupiditas \u00e8 il primo, in ordine logico-gerarchico degli affetti, quello dal quale vengono derivati tutti gli altri. Ad esso si accompagnano poi la Letizia e la Tristezza. Da questi tre affetti seguono poi le definizioni di Amore e Odio (e tutte le altre affezioni): VI. L&#039;Amore \u00e8 una Letizia accompagnata dall&#039;idea d&#039;una causa esterna. VII. L&#039;Odio \u00e8 una Tristezza accompagnata dall&#039;idea d&#039;una causa esterna. La questione della libert\u00e0 umana e l&#039;amor Dei intellectualis L&#039;uomo, in base a quanto detto sinora, come in Hobbes, cercher\u00e0 l&#039;utile e il suo bene, sfuggir\u00e0 al male e al dannoso. Chiariamo subito che in Spinoza non vi \u00e8 alcuno spazio per il libero arbitrio. L&#039;illusione della libert\u00e0 \u00e8 ben spiegata dal filosofo quando scrive: Gli uomini si credono liberi, perch\u00e9 sono consci dei loro voleri e desideri, ma ignorano le cause per cui sono condotti a desiderare e a bramare. L&#039;uomo quindi non pu\u00f2 sottrarsi al determinismo della sostanza. Di essa, egli \u00e8 solo un modo. Se vi \u00e8 spazio per la libert\u00e0 nell&#039;esperienza umana, esso \u00e8 molto limitato, infatti si pu\u00f2 parlare di libert\u00e0 umana solo e soltanto sotto certe condizioni. Non certo per quanto riguarda le affezioni, ma solo nel contesto dell&#039;intelletto. L&#039;unica soluzione possibile \u00e8 proprio pensarsi liberi soltanto in quanto ci si concepisce come parte di quell&#039;ordine necessario che \u00e8 Dio stesso. Tale consapevolezza, tale conoscenza, \u00e8 chiamata da Spinoza amore intellettuale di Dio (amor Dei intellectualis) e coincide con la beatitudine. Il pensiero politico Il pensiero politico spinoziano parte da premesse del tutto identiche a quelle del pensiero di Hobbes. Ne differisce tuttavia per conclusione. Se infatti per Hobbes la migliore forma di governo \u00e8 la monarchia assoluta, Spinoza sostiene che lo Stato stesso \u00e8 sottomesso alle leggi (stato di diritto). Uno Stato che non rispetti le leggi che ne costituiscono l&#039;ordinamento o le interpreti e declini secondo l&#039;arbitrio dei governanti distrugge se stesso. Lo Stato inoltre non deve soltanto tutelare la vita dei cittadini\/sudditi, ma anche garantirne la libert\u00e0 di fede, la libert\u00e0 di pensiero, la libert\u00e0 di espressione. Proprio come Locke, Spinoza non crede che la forza coercitiva dello Stato possa modificare il pensiero dei cittadini\/sudditi, ma solo, al pi\u00f9 censurarlo.\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 5.5531 13.0028 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class=\"responsivevoice-button__label\">Ascolta questo articolo<\/span><\/button><\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Indice<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6ab012534384a\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #002ca5;color:#002ca5\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" 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href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Il_monismo_panteistico_Deus_sive_Natura\" >Il monismo panteistico: Deus sive Natura<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Attributi_e_modi\" >Attributi e modi<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#La_metafora_della_fontana_e_quella_delloceano\" >La metafora della fontana e quella dell&#8217;oceano<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Causalita_in_Spinoza\" >Causalit\u00e0 in Spinoza<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Natura_naturans_e_Natura_naturata_la_causalita_immanente\" >Natura naturans e Natura naturata: la causalit\u00e0 immanente<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Il_rifiuto_della_cause_finali\" >Il rifiuto della cause finali<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Parallelismo_psicofisico\" >Parallelismo psicofisico<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Letica\" >L&#8217;etica<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Le_affezioni\" >Le affezioni<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Luomo_come_desiderio\" >L&#8217;uomo come desiderio<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#La_derivazione_geometrica_degli_affetti_secondari_dagli_affetti_primari\" >La derivazione geometrica degli\u00a0 affetti secondari dagli affetti primari<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#La_questione_della_liberta_umana_e_lamor_Dei_intellectualis\" >La questione della libert\u00e0 umana e l&#8217;amor Dei intellectualis<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-18\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/13\/spinoza-monismo-panteistico-morale-e-liberta\/#Il_pensiero_politico\" >Il pensiero politico<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Biografia_e_opere\"><\/span>Biografia e opere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Biografia\"><\/span>Biografia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Opere\"><\/span>Opere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Titolo originale<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Titolo tradotto<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Anno di pubblicazione<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Korte Verhandeling van God, de Mensch en deszelvs Welstand <\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Breve trattato su Dio, l&#8217;uomo e il suo bene<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1660<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Tractatus de Intellectus Emendatione<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Trattato sull&#8217;emendazione dell&#8217;intelletto<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1662<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Principia Philosophiae Cartesianae<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Principi di filosofia cartesiana<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1663<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\u00a0<em>Tractatus Theologico-Politicus<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Trattato teologico-politico<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1670<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Tractatus Politicus<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Trattato politico<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1675-1676 (incompiuto)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Ethica More Geometrico Demonstrata<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Etica dimostrata con ordine geometrico<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1677<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">NA<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Epistolario<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1661-1677<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Compendium grammatices linguae Hebraeae<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Compendio di grammatica ebraica<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1677<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Opera Posthuma<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Opera Postuma<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1677<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_concetto_di_sostanza_in_Spinoza\"><\/span>Il concetto di sostanza in Spinoza<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;intero pensiero metafisico di Spinoza si basa sul concetto di <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>sostanza<\/strong><\/span>. Di questo concetto, forniamo adesso due definizioni, una generica, che fa riferimento anche all&#8217;etimo del termine, ed una pi\u00f9 particolare, quella del pensiero spinoziano.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Sostanza (in generale)<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il termine sostanza deriva dal latino <em>substantia<\/em>, ovvero, <em>ci\u00f2 che sta sotto<\/em>. <em>Substantia<\/em> traduce il greco <em>ous\u00eda<\/em> che significa <em>sostrato<\/em>. L&#8217;idea generale di sostanza, che si pu\u00f2 far risalire ad Aristotele, \u00e8 quella di qualcosa che permane, nonostante i cambiamenti accidentali in un oggetto individuale. Ad esempio, la persona \u00e8 la stessa anche se ad un certo punto della sua vita i suoi capelli scuri diventano bianchi. Il colore dei capelli \u00e8 una propriet\u00e0 accidentale, mentre ci\u00f2 che permane ci\u00f2 che &#8220;sta sotto&#8221; e che rende l&#8217;oggetto ci\u00f2 che \u00e8 e non un&#8217;altra cosa,\u00a0 \u00e8, appunto la sostanza.\u00a0 \u00a0<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Sostanza (secondo Spinoza)<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il concetto di sostanza nello spinozismo \u00e8 definito dall&#8217;Autore nel seguente modo: <\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ffffff;\">Ci\u00f2 che \u00e8 <strong>in s\u00e9<\/strong> e <strong>per s\u00e9<\/strong> si concepisce, vale a dire ci\u00f2 il cui concetto non ha bisogno del concetto di un&#8217;altra cosa da cui debba esser formata<span title='Ethica More Geometrico Demonstrata, Libro I, Def. III.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Ethica More Geometrico Demonstrata<\/em>, <em>Libro I<\/em>, <em>Def. III<\/em>.<\/span><\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">Soffermiamoci sull&#8217;espressione <strong><em>in s\u00e9<\/em><\/strong> e <strong><em>per s\u00e9<\/em><\/strong>:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #ffffff;\">con l&#8217;espressione <em><strong>in s\u00e9<\/strong><\/em> &#8211; traducibile con da s\u00e9 &#8211; intende dire che la sostanza deve la sua esistenza solo e soltanto a s\u00e9 stessa (causa sui); la sostanza gode di autonomia ontologica;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #ffffff;\">con l&#8217;espressione <em><strong>per s\u00e9<\/strong><\/em> [<strong><em>si concepisce]<\/em><\/strong>, il filosofo intende affermare che il concetto di sostanza \u00e8 primitivo, ovvero, per esser compreso, non ha bisogno di concetti ulteriori e diversi; la sostanza gode anche di autonomia concettuale.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_proprieta_della_sostanza_di_Spinoza\"><\/span>Le propriet\u00e0 della sostanza di Spinoza<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Cos\u00ec per come la abbiamo definita, la sostanza non pare, in effetti troppo diversa dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/11\/02\/la-scuole-eleatica-parmenide-e-senofane\/\">essere di Parmenide<\/a>. Ed in effetti, la sostanza spinoziana e l&#8217;essere parmenideo condividono alcune caratteristiche. La sostanza spinoziana infatti \u00e8:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>increata<\/strong>, in quanto \u00e8 <em>causa sui<\/em><\/li>\n<li><strong>eterna<\/strong><\/li>\n<li><strong>unica<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Diversamente dall&#8217;essere parmenideo<\/strong>, la sostanza non \u00e8 finita, ma infinita, e ci\u00f2 si deve alla diversa connotazione dell&#8217;infinit\u00e0 tra gli antichi Greci &#8211; connotazione negativa &#8211; e gli Europei moderni &#8211; connotazione positiva.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_monismo_panteistico_Deus_sive_Natura\"><\/span>Il monismo panteistico: <em>Deus sive Natura<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Ora, questa sostanza si identifica con Dio ed \u00e8 la Natura stessa. Come afferma Spinoza:<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Deus sive Natura<\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Il filosofo olandese non concepisce la divinit\u00e0 come una persona o come un giudice morale, ma come un sistema, una matrice ontologica. Spinoza, ancora, non ritiene che l&#8217;esistenza di Dio debba esser dimostrata: che Dio, inteso come sostanza\/Natura esista \u00e8 un principio autoevidente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che il filosofo accetti due dei classici argomenti a favore dell&#8217;esistenza di Dio:<\/p>\n<ul>\n<li>la prima \u00e8 <strong>la prova ontologica,<\/strong> ovvero quell&#8217;argomento a priori fornito per primo da da Anselmo d&#8217;Aosta e poi ripreso da <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/27\/cartesio-biografia-le-regole-e-il-cogito\/\"><em>Descartes<\/em><\/a>;<\/li>\n<li>la seconda \u00e8 la <strong>prova a posteriori<\/strong>, ripresa da molti filosofi tra cui Tommaso d&#8217;Aquino, in base alla quale, seguendo in via ascendente le cause delle cose del mondo, vi deve essere una causa suprema, che \u00e8 appunto causa di se stessa (<em>causa sui<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora per\u00f2, se Dio (o la Natura) \u00e8 infinito ed unico e coincide con tutto, allora definiremo il pensiero ontologico di Spinoza <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>monismo panteistico<\/strong><\/span>.<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Monismo<\/strong><\/span><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><em><strong><span style=\"color: #ffffff;\">Panteismo<\/span><\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: justify width = 50%;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Si dice monistico\u00a0 qualsiasi sistema di pensiero che preveda un unico e solo principio a cui tutta la realt\u00e0 sia riconducibile. Una visione monistica si oppone ad una visione dualistica o, pi\u00f9 generalmente, a una visione pluralistica.<\/span><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il termine deriva dal greco <em>pan<\/em>, &#8220;tutto&#8221; e\u00a0 <em>the\u00f3s<\/em>, &#8220;dio&#8221;. Letteralmente quindi significa che tutto quanto \u00e8 Dio e che Dio \u00e8 in tutte le cose. Dio pertanto \u00e8 immanente in tutte le cose e nulla \u00e8 fuori di Dio.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Attributi_e_modi\"><\/span>Attributi e modi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Come tutti i filosofi, Spinoza deve poi dare conto, nel suo edificio metafisico, della pluralit\u00e0 degli oggetti che si esperiscono nel mondo. A tal proposito il filosofo elabora le nozioni di <strong><span style=\"color: #3019ff;\">attributi<\/span><\/strong> e <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>modi<\/strong><\/span>. Partiamo definendo i primi:<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Attributi\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Spinoza definisce gli <strong>attributi<\/strong> nel seguente modo:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ffffff;\">[&#8230;] ci\u00f2 che l&#8217;intelletto percepisce della sostanza come costituente la sua essenza.<span title='Etica, I, def. IV.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Etica, I, def. IV<\/em>.<\/span><\/span>\u00a0\u00a0<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">In questo senso, gli attributi possono essere visti come le propriet\u00e0 essenziali, strutturali, della sostanza spinoziana. Essi sono inoltre infiniti, sebbene l&#8217;intelletto ne colga solo due: il pensiero e l&#8217;estensione.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Dal punto di vista ontologico quindi, dobbiamo notare che sarebbe sbagliato chiamare, nel pensiero spinoziano, il pensiero e l&#8217;estensione sostanze. <em>Cogitans<\/em> ed <em>extensa<\/em> erano <em>res<\/em> per <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/27\/cartesio-biografia-le-regole-e-il-cogito\/\">Cartesio<\/a>, mentre nel sistema spinoziano esse sono propriet\u00e0 costitutive della sostanza.<\/p>\n<p>I <strong>modi<\/strong>, dal canto loro, sono definiti invece nella seguente maniera:<\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><b><i>Modi<\/i><\/b><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Spinoza definisce i <strong>modi<\/strong> nel seguente modo:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ffffff;\">Intendo per modo le affezioni della sostanza, ossia, ci\u00f2 che \u00e8 in altro, per il cui mezzo \u00e8 pure concepito.<span title='Etica, I, def. V.' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Etica, I, def. V<\/em>.<\/span><\/span>\u00a0\u00a0<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">In alti termini, i mondi non sono che modificazioni accidentali della sostanza, concretizzazioni particolari degli attributi.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_metafora_della_fontana_e_quella_delloceano\"><\/span>La metafora della fontana e quella dell&#8217;oceano<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Allo scopo di chiarire la complessa metafisica della sostanza, dei suoi attributi e dei suoi modi, vogliamo fornire una immagine concreta. Immaginiamo che la sostanza sia una massa d&#8217;acqua omogenea. Non potremmo chiamare una massa d&#8217;acqua fontana se non avesse almeno un zampillo d&#8217;acqua. Dunque, lo zampillo d&#8217;acqua \u00e8 l&#8217;attributo, poich\u00e9 una fontana (la sostanza), per essere definita, tale deve averne almeno uno. Ora in base ai modi infiniti (le leggi fisiche nella nostra metafora), quello\/quei zampillo\/i d&#8217;acqua possono avere un certo numero di forme possibili. Infine, che assumano proprio quelle forme \u00e8 il modo finito.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra metafora utile \u00e8 quella riportata in Abbagnano:<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] la Sostanza di Spinoza pu\u00f2 essere paragonata ad un oceano sconfinato ed eterno; gli attributi, che ne costituiscono l&#8217;essenza, all&#8217;estensione acquatica: i modi infiniti (che sono le propriet\u00e0 permanenti degli individui) al movimento incessante del mare; i modi finiti (che sono le determinazioni particolari degli attributi) alle varie onde<span title='N. Abbagnano, G. Fornero, G. Burghi, I nodi del pensiero, vol. 2, Dall&#8217;Umanesimo a Hegel, 2017, Pearson, Milano, p. 214.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'>N. Abbagnano, G. Fornero, G. Burghi, <em>I nodi del pensiero<\/em>, <em>vol. 2<\/em>, <em>Dall&#8217;Umanesimo a Hegel<\/em>, 2017, Pearson, Milano, p. 214.<\/span><\/span>.<\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_1667\" aria-describedby=\"caption-attachment-1667\" style=\"width: 881px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1667\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sostanza-attributi-e-modi-in-Spinoza.png\" alt=\"Sostanza, attributi e modi in Spinoza\" width=\"881\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sostanza-attributi-e-modi-in-Spinoza.png 881w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sostanza-attributi-e-modi-in-Spinoza-300x187.png 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sostanza-attributi-e-modi-in-Spinoza-768x479.png 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Sostanza-attributi-e-modi-in-Spinoza-780x486.png 780w\" sizes=\"auto, (max-width: 881px) 100vw, 881px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1667\" class=\"wp-caption-text\">Sostanza, attributi e modi in Spinoza<\/figcaption><\/figure>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Causalita_in_Spinoza\"><\/span>Causalit\u00e0 in Spinoza<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Natura_naturans_e_Natura_naturata_la_causalita_immanente\"><\/span><em>Natura naturans<\/em> e <em>Natura naturata<\/em>: la causalit\u00e0 immanente<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Da quanto detto sinora, possiamo enucleare la concezione della causalit\u00e0 secondo il filosofo olandese. Il concetto classico di causalit\u00e0 \u00e8 quello noto come <strong>causalit\u00e0 transitiva<\/strong> (<em>causa transiens<\/em>), in base alla quale l&#8217;effetto sussiste autonomamente al di fuori della causa. La causalit\u00e0 della sostanza di Spinoza \u00e8 invece una <strong>causalit\u00e0 immanente<\/strong> (<em>causa immanens<\/em>). Del resto, diversamente non potrebbe essere: se, come affermato in principio, la dottrina del filosofo pu\u00f2 essere definita come una forma di monismo panteistico, allora \u00e8 logicamente conseguente che gli effetti non sono cosa diversa dalla causa.<\/p>\n<p>Dio dunque non \u00e8 una causa esterna, ma \u00e8 insieme causa, ovvero <strong>Natura naturante,<\/strong> ma anche effetto, ovvero <strong>Natura naturata<\/strong>. Inoltre, essendo tale causalit\u00e0 immanente, ed essendo<strong> la sostanza unica e infinita<\/strong>, essa <strong>pu\u00f2 dirsi insieme libera<\/strong>, poich\u00e9 non costretta da alcunch\u00e9, <strong>ma pure necessitata<\/strong>, poich\u00e9 deve obbedire alle sue stesse leggi.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_rifiuto_della_cause_finali\"><\/span>Il rifiuto della cause finali<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Spinoza non ammette in alcun modo l&#8217;esistenza di cause finali. Secondo il filosofo infatti il concetto di causa finale si lega ad una falsa analogia tra l&#8217;uomo, abitato ad agire in vista di finalit\u00e0 che vuole conseguire, e Dio.<\/p>\n<blockquote><p><em>Io confesso, tuttavia che l&#8217;opinione che sottomette tutto a una volont\u00e0 divina indifferente, e ammette che tutto dipende dal suo beneplacito, s&#8217;allontana meno dalla verit\u00e0 che l&#8217;opinione di coloro che ammettono che Dio fa tutto in vista del bene. Costoro infatti sembra che pongano fuori di Dio qualche cosa che non dipende da Dio, e a cui Dio guarda, come a un modello, nel suo operare, o a cui egli tende come verso uno scopo determinato.<\/em><span title='Ethica, prop. XXXIII, scolio II.' class='inline-footnote' style=''>5<span class='footnoteContent' style='display:none;'><i>Ethica<\/i>, prop. XXXIII, scolio II.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Tale analogia \u00e8 appunto sbagliata. Il finalismo infatti, ponendo nell&#8217;ordine delle cause un qualcosa di non disponibile attualmente (ci\u00f2 che io voglio ottenere), rende imperfetto chi agisce esso. <strong>Dio, essendo perfetto, non \u00e8 manchevole di alcunch\u00e9, ergo non pu\u00f2 agire per cause finali<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Parallelismo_psicofisico\"><\/span>Parallelismo psicofisico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Sempre partendo dalla concezione della sostanza spinoziana, possiamo riprendere il problema cartesiano della sincronizzazioni tra <em>res cogitans<\/em> e <em>res extensa<\/em>. La soluzione di Descarte, basata sulla ghiandola pineale, era certamente fantasiosa, mentre i suoi contemporanei avevano sposato l&#8217;<span style=\"color: #3019ff;\"><strong>occasionalismo<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Per Spinoza, si pu\u00f2 dire che il problema sia posto in maniera differente. Come si \u00e8 anticipato, pensiero ed estensione non sono due sostanze, ma solo due attributi della sostanza. Essendo attributi della medesima sostanza, pensiero ed estensione ereditano da essa lo stesso ordine e, di conseguenza, possiamo parlare di <strong>parallelismo psicofisico<\/strong>. Come scrive lo stesso filosofo:<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] <em>sia che concepiamo la natura sotto l&#8217;attributo dell&#8217;Estensione, sia che la concepiamo sotto l&#8217;attributo del Pensiero, o sotto qualunque altro attributo<\/em><span title='Si noti bene che qui Spinoza non sta sostenendo che vi siano altri attributi che la mente umana pu\u00f2 cogliere. Il filosofo sta affermando che, anche se fossimo in grado di coglierli&#8230;' class='inline-footnote' style=''>6<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Si noti bene che qui Spinoza non sta sostenendo che vi siano altri attributi che la mente umana pu\u00f2 cogliere. Il filosofo sta affermando che, anche se fossimo in grado di coglierli&#8230;<\/span><\/span>, <em>troveremo un solo e medesimo ordine, o una sola e medesima connessione di cause.<\/em><span title='Ethica, II, prop. VII. ' class='inline-footnote' style=''>7<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Ethica<\/em>, II, prop. VII. <\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Letica\"><\/span>L&#8217;etica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_affezioni\"><\/span>Le affezioni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Tornando al significato del titolo dell&#8217;opera di Spinoza, <em>Ethica more geometrico demonstrata<\/em>, non possiamo che aspettarci che una consistente parte sia dedicata a questioni etiche. Ed in effetti cos\u00ec \u00e8. Il filosofo parla in particolare di affetti o affezioni. Questi si dividono in due tipologie:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>azioni<\/strong>, ovvero modificazioni di cui noi siamo causa;<\/li>\n<li><strong>passioni<\/strong>, ovvero modificazioni di cui noi NON siamo causa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 facile capire dalle stesse radici dei termini che le prime sono attive, siamo noi ad esserne cause, le seconde sono passive, dunque le patiamo.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Luomo_come_desiderio\"><\/span>L&#8217;uomo come desiderio<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Ora, lo scopo di Spinoza, \u00e8 quello di utilizzare la maniera geometrica per definire tutto uno spettro di affezioni dell&#8217;uomo. Prima di definire per via assiomatica tali affezioni, bisogna seguire il filosofo nella sua definizione dell&#8217;uomo come appetito. In particolare il filosofo sostiene che:<\/p>\n<blockquote><p>Ogni cosa, per quanto sta in essa, tende a perseverare nel proprio essere<span title='Etica, III, prop. 6.' class='inline-footnote' style=''>8<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Etica<\/em>, III, prop. 6.<\/span><\/span>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tende cio\u00e8 ad autoconservarsi. <strong>L&#8217;uomo<\/strong> non fa eccezione: pertanto egli s<strong>i sforza ad autoconservarsi<\/strong>, e questo sforzo (<em><strong>conatus<\/strong><\/em>) prende le forme di una <em><strong>cupiditas<\/strong> <\/em>(desiderio).<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_derivazione_geometrica_degli_affetti_secondari_dagli_affetti_primari\"><\/span>La derivazione geometrica degli\u00a0 affetti secondari dagli affetti primari<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Tale <em>cupiditas<\/em> \u00e8 il primo, in ordine logico-gerarchico degli affetti, quello dal quale vengono derivati tutti gli altri. Ad esso si accompagnano poi la Letizia e la Tristezza. Da questi tre affetti seguono poi le definizioni di Amore e Odio (e tutte le altre affezioni):<\/p>\n<blockquote><p><em>VI. L&#8217;Amore \u00e8 una <\/em>Letizia <em>accompagnata dall&#8217;idea d&#8217;una causa esterna.<\/em><\/p>\n<p><em>VII. L&#8217;Odio \u00e8 una <\/em>Tristezza <em>accompagnata dall&#8217;idea d&#8217;una causa esterna.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_questione_della_liberta_umana_e_lamor_Dei_intellectualis\"><\/span>La questione della libert\u00e0 umana e l&#8217;amor Dei <em>intellectualis<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;uomo, in base a quanto detto sinora, come in Hobbes, cercher\u00e0 l&#8217;utile e il suo bene, sfuggir\u00e0 al male e al dannoso. Chiariamo subito che <strong>in Spinoza non vi \u00e8 alcuno spazio per il libero arbitrio<\/strong>. L&#8217;illusione della libert\u00e0 \u00e8 ben spiegata dal filosofo quando scrive:<\/p>\n<blockquote><p><em>Gli uomini si credono liberi, perch\u00e9 sono consci dei loro voleri e desideri, ma ignorano le cause per cui sono condotti a desiderare e a bramare.<\/em><span title='Etica, app. libro I.' class='inline-footnote' style=''>9<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Etica<\/em>, app. libro I.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;uomo quindi non pu\u00f2 sottrarsi al determinismo della sostanza. Di essa, egli \u00e8 solo un modo. Se vi \u00e8 spazio per la libert\u00e0 nell&#8217;esperienza umana, esso \u00e8 molto limitato, infatti si pu\u00f2 parlare di libert\u00e0 umana solo e soltanto sotto certe condizioni. Non certo per quanto riguarda le affezioni, ma solo nel contesto dell&#8217;intelletto.<\/p>\n<p>L&#8217;unica soluzione possibile \u00e8 proprio <strong>pensarsi liberi soltanto in quanto ci si concepisce come parte di quell&#8217;ordine necessario che \u00e8 Dio stesso<\/strong>. Tale consapevolezza, tale conoscenza, \u00e8 chiamata da Spinoza <strong>amore intellettuale di Dio<\/strong> (<em>amor Dei intellectualis<\/em>) e coincide con la <strong>beatitudine<\/strong>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_pensiero_politico\"><\/span>Il pensiero politico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il pensiero politico spinoziano parte da premesse del tutto identiche a quelle del pensiero di Hobbes. Ne differisce tuttavia per conclusione. Se infatti per Hobbes la migliore forma di governo \u00e8 la monarchia assoluta, Spinoza sostiene che lo Stato stesso \u00e8 sottomesso alle leggi (stato di diritto). Uno Stato che non rispetti le leggi che ne costituiscono l&#8217;ordinamento o le interpreti e declini secondo l&#8217;arbitrio dei governanti distrugge se stesso.<\/p>\n<p>Lo Stato inoltre non deve soltanto tutelare la vita dei cittadini\/sudditi, ma anche garantirne la libert\u00e0 di fede, la libert\u00e0 di pensiero, la libert\u00e0 di espressione. Proprio come <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/\">Locke<\/a>, Spinoza non crede che la forza coercitiva dello Stato possa modificare il pensiero dei cittadini\/sudditi, ma solo, al pi\u00f9 censurarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo razionalista olandese Baruch Spinoza (1632-1677), sostenitore di un sistema monistico e panteistico. 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