{"id":1467,"date":"2020-02-02T13:13:26","date_gmt":"2020-02-02T13:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?p=1467"},"modified":"2020-04-02T08:21:15","modified_gmt":"2020-04-02T08:21:15","slug":"john-locke-empirismo-e-liberalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/","title":{"rendered":"John Locke &#8211; Empirismo e liberalismo"},"content":{"rendered":"<div id=\"bsf_rt_marker\"><\/div><p>In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo empirista inglese <strong>John Locke<\/strong> (1632-1704), noto anche per essere il padre del pensiero liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><button class=\"responsivevoice-button\" type=\"button\" title=\"ResponsiveVoice Tap to Start\/Stop Speech\" data-rvtts-action=\"speak\" data-rvtts-text=\"In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo empirista inglese John Locke (1632-1704), noto anche per essere il padre del pensiero liberale. Biografia e Opere Biografia Opere Titolo originale Titolo tradotto Anno di pubblicazione A Letter Concerning Toleration Epistola sulla tolleranza 1689 Two Treatises of Government Due trattati sul governo 1690 An Essay Concerning Human Understanding Saggio sull&#039;intelletto umano 1690 Some Thoughts Concerning Education Pensieri sull&#039;educazione 1693 The Reasonableness of Christianity [...] Saggi sulla ragionevolezza del cristianesimo 1695-1697 La gnoseologia Il ruolo dell&#039;esperienza e la critica all&#039;innatismo Con Locke inizia la corrente filosofica dell&#039;empirismo, particolarmente sviluppata in Inghilterra. A differenza del razionalismo, iniziato da Cartesio, la ragione non \u00e8 il fondamento della conoscenza. Anzi, essa non \u00e8 unica o uguale per tutti gli uomini. Come il filosofo inglese scrive: TROVARE CITAZIONE La ragione inoltre non \u00e8 neppure infallibile. Essa pu\u00f2 andare incontro a fraintendimenti ed errori legati, tra le altre cose, al linguaggio. In che modo, dunque, la ragione pu\u00f2 dimostrare il suo valore gnoseologico? Assumendo ad ogni modo che deve essere la ragione la guida dell&#039;uomo,\u00a0 il filosofo inglese cerca di indagare i limiti e le possibilit\u00e0 della ragione nell&#039;opera Saggio sull&#039;intelletto umano (1690). Per il filosofo, che rigetta ogni forma di innatismo, la ragione pu\u00f2 assolvere con profitto il suo ruolo se, e soltanto se, si attiene ai limiti fornitigli dall&#039;esperienza. Famoso \u00e8 il paragone di Locke della mente umana ad una tabula rasa (blank slate): la mente umana \u00e8 sostanzialmente vuota, e tutti i suoi contenuti derivano dall&#039;esperienza. Supponiamo [...] che lo spirito sia un foglio bianco, privo di ogni carattere, senza alcuna idea. In che modo verr\u00e0 ad esserne fornito? [...] Da dove si procura tutto il materiale della ragione e della conoscenza? Rispondo con una sola parola: dall&#039;esperienza. Servendosi quindi dei contenuti dell&#039;esperienza, e mantenendosi entro i limiti forniti da quest&#039;ultima, la ragione, pu\u00f2 evitare di elaborare concetti vuoti, che non hanno alcun riscontro nella realt\u00e0. Del resto, e questo \u00e8 il nucleo della critica lockiana all&#039;innatismo, un&#039;idea esiste solo se viene pensata, e non pu\u00f2 essere pensata da nessuno senza che questo qualcuno sia nato. Le idee semplici Ma, quali sono i contenuti che l&#039;esperienza fornisce alla ragione? Rispondiamo in prima battuta che essi sono le idee. Questa nozione viene ripresa da Cartesio, tuttavia Locke, come abbiamo visto,\u00a0 esclude che vi possano essere idee innate. Forniamo la definizione di idea presente nell&#039;Introduzione\u00a0 del Saggio sull&#039;intelletto umano: Idea (Locke) [idea \u00e8] qualunque cosa che \u00e8 oggetto dell&#039;intelletto quando l&#039;uomo pensa. Idee di sensazione e di riflessione Risulta chiaro, per quanto detto all&#039;inizio, che l&#039;unica fonte delle idee \u00e8 l&#039;esperienza. Ora l&#039;esperienza ci giunge tramite due canali, uno esterno ed uno interno. Dal senso esterno derivano le idee di sensazione quali, ad esempio: ruvido, liscio, freddo, caldo, morbido, rosso, blu, amaro, salato, insipido. Locke inoltre accetta la distinzione galileiana tra qualit\u00e0 primarie o oggettive, quelle suscettibili di trattazione matematica, dalle qualit\u00e0 secondarie o soggettive, che dipendono dai nostri organi di senso. Dal senso interno derivano quelli che, con un linguaggio filosofico contemporaneo, potremmo chiamare gli stati mentali, come ad esempio il credere, il dubitare, il conoscere, il percepire ecc. Questi stati mentali sono quelli che Locke chiama idee di riflessione. Le idee complesse Le idee semplici di sensazione e riflessione sono ricevute dall&#039;esperienza esterna ed interna Questo significa che la mente riceve passivamente quei contenuti. Tuttavia esistono anche delle idee complesse. Le idee complesse sono formate attivamente dall&#039;intelletto servendosi delle idee semplici. Se \u00e8 cos\u00ec, allora per il filosofo inglese non \u00e8 assolutamente possibile creare idee genuinamente nuove. Ogni nostra idea complessa sar\u00e0 simile alla Chimera, una bestia mitologica composta da pi\u00f9 parti di animali, ovvero un insieme composto da pi\u00f9 idee semplici. Locke afferma quindi che il nostro intelletto, in maniera attiva, compone le idee composte o generali sulla base di quelle semplici. Passa poi a classificare le idee composte in tre tipi: sostanza, ovvero l&#039;idea di ci\u00f2 che sussiste di per s\u00e9, come l&#039;uomo, un minerale; i modi, ovvero le manifestazioni della sostanza o sue dipendenze, come la gratitudine, il peccato, un&#039;esplosione. le relazioni, ovvero il poter collegare pi\u00f9 idee, come avviene per il principio di causa, di identit\u00e0, di non- contraddizione, ecc. L&#039;idea di sostanza e la critica all&#039;idea di sostanza Particolarmente importante in Locke \u00e8 l&#039;argomento intorno alla nozione di sostanza. La nozione di sostanza \u00e8 un concetto che, nell&#039;et\u00e0 moderna, accomuna moltissimi filosofi. Abbiamo in effetti gi\u00e0 trattato Cartesio, Spinoza e Leibniz a tal proposito.\u00a0 Il filosofo inglese, dal canto suo, afferma che la sostanza non \u00e8 altro che quello che noi immaginiamo unisca diverse idee semplici. Ad esempio, io chiamo uomo, quell&#039;insieme di idee pi\u00f9 o meno semplici come mani, bocca, occhi, una certa forma, ecc ecc. Vado ad ipotizzare quindi che vi sia qualcosa che unisce tali idee semplici e che mi permetta di pensare alla loro molteplicit\u00e0 sott\u00f2 un concetto di unit\u00e0, proprio grazie a quel qualcosa che sta sotto (substratum) a congiungerle. Tuttavia, \u00e8 evidente che la sostanza non sia suscettibile di essere esperita, \u00e8 dubbia anche la sua consistenza ontologica. Ecco come si esprime Locke in proposito: Se qualcuno chieder\u00e0 che cosa \u00e8 il sostrato al quale il colore o il peso ineriscono, si risponder\u00e0 che tale sostrato sono le stesse parti estese e solide; se si domanda che cosa ineriscano la solidit\u00e0 e l&#039;estensione, non si potr\u00e0 rispondere che come quell&#039;indiano il quale, dopo aver affermato che il mondo \u00e8 sostenuto da un grande elefante, fu richiesto su cosa l&#039;elefante poggiasse; al che rispose: su qualcosa che io non conosco affatto. L&#039;idea alla quale noi diamo il nome generale di sostanza non \u00e8 altro che tale supposto ma sconosciuto sostegno delle qualit\u00e0 affettivamente esistenti. Il filosofo quindi sembra indirizzarsi, pur non accogliendola esplicitamente, verso la negazione, o la negazione della assunzione, dell&#039;esistenza della sostanza. Le idee di relazione e l&#039;identit\u00e0 personale Come abbiamo affermato, tra le idee di relazione quelle maggiormente importanti, plausibilmente perch\u00e9 pi\u00f9 utilizzate - sono quelle di causa-effetto, di identit\u00e0 e di diversit\u00e0. Locke analizza in particolar modo quella di identit\u00e0.\u00a0 L&#039;empirista inglese distingue tra uomo e persona. L&#039;uomo \u00e8 il corpo, la carne, la natura fisica dell&#039;uomo. La persona invece riguarda il mentale. Affinch\u00e9 si possa parlare di identit\u00e0 non dobbiamo pensare alla dimensione fisica, ma a quella mentale. Ogni persona \u00e8 se stessa anche se l&#039;uomo o la donna che era da giovane \u00e8 molto diversa dalla persona che sar\u00e0 da vecchio o vecchia. Dunque, affinch\u00e9 un&#039;identit\u00e0 vi sia, bisogna che vi sia coscienza e memoria dei propri vissuti interni ed esterni. Si noti che il tema dell&#039;identit\u00e0 personale \u00e8 fondamentale anche dal punto di vista dell&#039;etica e della responsabilit\u00e0: \u00e8 legittimo condannare un pluriomicida che non ricordi pi\u00f9 assolutamente pi\u00f9 nulla dei suoi delitti? Per approfondire qui troverai un breve video del filosofo Remo Bodei sul tema dell&#039;identit\u00e0 personale. Le idee generali: astrazione e nominalismo Le idee generali sono quelle idee che nascono per astrazione. Un esempio di idea generale \u00e8 mammifero, una categoria che raccoglie animali molto diversi tra loro, come il beluga e il bradipo. Tuttavia, essi hanno qualcosa in comune, e quel qualcosa in comune \u00e8 ottenuto per astrazione. Locke afferma per\u00f2 che tali idee non corrispondono a generi naturali, ma sono solo segni, segni che l&#039;uomo utilizza per esprimersi mediante il linguaggio. Detto in altri termini, le idee generali, diversamente dalle idee di Platone, non esistono, ma sono equivalenti ai predicati del linguaggio. Dunque il filosofo assume una posizione nominalista. La conoscenza e le forme di conoscenza Le idee, per come le abbiamo definite, non sono altro che l&#039;oggetto dell&#039;intelletto umano quando pensa. Cosa dire a proposito della conoscenza? Volendo dare una definizione generale all&#039;interno del pensiero del filosofo empirista, possiamo affermare che la conoscenza \u00e8 la percezione di un accordo o di un disaccordo tra le idee. In questo senso egli distingue tra due tipi di conoscenza: la conoscenza intuitiva: molto banalmente \u00e8 riconoscere in maniera immediata che il rosso non \u00e8 blu, che un giraffa \u00e8 pi\u00f9 alta di un topo o che 47 \u00e8 maggiore di 13. Questa \u00e8 la forma di conoscenza pi\u00f9 certa e dunque affidabile. Come tale essa \u00e8 anche il fondamento per tutte le altre conoscenze. quella dimostrativa: questa forma di conoscenza non \u00e8 certamente immediata. L&#039;accordo tra idee si raggiunge solo attraverso un mediazione, che \u00e8 appunto la dimostrazione. Un esempio par excellence \u00e8 certamente la matematica, poich\u00e9 \u00e8 tramite i passaggi logici intermedi che ci rendiamo conto della verit\u00e0 di un teorema, non immediatamente visibile. Conoscenza, realt\u00e0, certezza\u00a0 e probabilit\u00e0 Abbiamo definito la conoscenza come accordo tra idee. Il che pu\u00f2 essere problematico perch\u00e9 si suppone che la conoscenza riguardi il mondo e non solo il nostro pensiero. Locke afferma che esistono tre modalit\u00e0 in cui la realt\u00e0 si d\u00e0: l&#039;io: l&#039;esistenza dell&#039;io \u00e8 garantita dal Cogito cartesiano. Dio: l&#039;esistenza di Dio \u00e8 garantita dal fatto che essendoci un mondo vi deve essere un creatore. le cose esterne: sono garantite dalle idee semplici. \u00a0 Ci soffermiamo in particolare sul rapporto tra idee e realt\u00e0 esterna. Il filoso non si sofferma, diversamente da Cartesio, sul dubitare della realt\u00e0 esterna dubitando delle nostre sensazioni. Anzi, la fiducia nelle nostre facolt\u00e0 \u00e8 dovuta, a fortiori, che anche se fossimo ingannati, non ce ne accorgeremmo, per accorgercene dovremmo utilizzare quelle stesse facolt\u00e0 ingannevoli. Questa ovviamente \u00e8 un&#039;ipotesi estrema tanto \u00e8 che Locke afferma che per l&#039;esistenza umana la certezza sensibile \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente. Infatti: se manca l&#039;organo di senso, manca l&#039;idea, ad esempio un cieco dalla nascita non ha l&#039;idea di rosso; i sensi si confermano a vicenda: se io vedo una mela, la sua esistenza \u00e8 confermata dalla vista, ma poi pu\u00f2 essere confermata da tatto, gusto, olfatto; o un temporale, la cui esistenza pu\u00f2 esser confermata dalla vista, dall&#039;udito e dal tatto. \u00a0 Accanto alla conoscenza certa, cio\u00e8 proveniente dalle idee semplici, si pu\u00f2 poi parlare di conoscenza probabile. Il fatto che una conoscenza non sia certa ma probabile dipende dalla disponibilit\u00e0 delle idee coinvolte in essa. Dunque posso basare la conoscenza, che quindi \u00e8 probabile, su basi induttive, su testimonianza o su analogia. Il pensiero politico Il diritto naturale e il liberalismo Differentemente da Hobbes, Locke, pur essendo un giusnaturalista, non ha una concezione negativa della natura umana. Nello stato di natura hobbesiano lo stato di natura era caratterizzato da una guerra di tutti contro tutti (bellum omnia contra omnes) ed ognuno aveva un diritto illimitato che gli garantiva di agire in maniera predatoria ed impunita nei confronti del prossimo. In questo senso possiamo parlare di uguaglianza di forza. In Locke, invece, lo stato di natura si caratterizza con un uguaglianza di diritti, in cui ognuno dispone della vita, della libert\u00e0 e della propriet\u00e0. Come egli scrive: Lo stato di natura \u00e8 governato dalla legge di natura, che collega tutti; e la ragione, la quale \u00e8 questa legge, insegna a tutti gli uomini, purch\u00e9 vogliano consultarla, che, essendo tutti uguali e indipendenti, nessuno deve danneggiare l&#039;altro nella vita, nella salute, nella libert\u00e0 di propriet\u00e0. Lo stato civile nasce, pertanto, per evitare che lo stato di natura possa effettivamente divenire quello che per Hobbes era a priori, ovvero uno stato di guerra, gli uomini si riuniscono in societ\u00e0. Si viene cos\u00ec a costituire un potere civile la cui legittimit\u00e0 poggia proprio sul consenso degli individui. Come scrive Locke in proposito della libert\u00e0 individuale nella societ\u00e0: [essa consiste] nel non sottostare ad altro potere legislativo che a quello per consenso, n\u00e9 al dominio di altra volont\u00e0 o alla limitazione di altra legge da quella che questo potere legislativo stabilir\u00e0 conformemente alla fiducia riposta in lui.\u00a0 Ci\u00f2 non comporta, diversamente da Hobbes, l&#039;alienazione di tutti i diritti al sovrano. Anzi, per Locke, essendo il popolo la fonte della legittimazione del potere sovrano, il primo pu\u00f2 anche destituire il secondo, qualora ledesse i diritti di quello. La tolleranza e il cristianesimo L&#039;opera di riferimento a riguardo del tema della tolleranza \u00e8 l&#039;Epistola sulla tolleranza (1689). Con essa Locke anticipa uno dei temi pi\u00f9 importanti dell&#039;Illuminismo. Il filosofo inglese parte da un confronto tra l&#039;istituzione Stato e l&#039;istituzione Chiesa: Lo Stato \u00e8 &quot;una societ\u00e0 di uomini costituita per conservare e tutelare soltanto i beni civili&quot;. La Chiesa \u00e8 &quot;una libera societ\u00e0 di uomini che si riuniscono spontaneamente per onorare pubblicamente Dio nel modo che credono sar\u00e0 accetto alla divinit\u00e0, per ottenere la salvezza dell&#039;anima&quot;. \u00a0 Ne segue che Stato e Chiesa agiscono su domini della vita umana completamente diversi e che l&#039;uno non ha alcun potere sulla conduzione dell&#039;altro. Infatti, se lo Stato volesse costringere un gruppo alla conversione fallirebbe certamente: Se qualcuno vuole accogliere qualche dogma, o praticare qualche culto per salvare la propria anima, deve credere con tutto il suo animo che quel dogma \u00e8 vero e che il culto sar\u00e0 gradito e accetto a Dio [...] nessuna pena \u00e8, in nessun modo, in grado di instillare nell&#039;anima una convinzione di questo genere. D&#039;altro canto, lo stesso varrebbe per la Chiesa. La Chiesa, come associazione volontaria, non ha alcun potere coercitivo, che \u00e8 riservato al magistrato civile. Ci\u00f2 che una comunit\u00e0 di credenti pu\u00f2 fare e allontanare coloro i quali sono giudicati miscredenti, ad esempio con la scomunica. Siffatti provvedimenti, tuttavia, non devono intaccare in alcun modo i diritti civili della persona oggetto di essi. Separando in maniera cos\u00ec netta cos\u00ec il potere spirituale da quello temporale, Locke ha pertanto gettato una base abbastanza forte a favore della tolleranza. Aggiungiamo, inoltre, che l&#039;estraneit\u00e0 del potere statuale rispetto alla dimensione spirituale dei cittadini o dei sudditi \u00e8 uno dei principi cardini del liberalismo, di cui il filosofo inglese \u00e8 riconosciuto come il padre. Gli intollerabili La tolleranza, tuttavia, secondo il filosofo empirista, non deve essere onnicomprensiva. Egli esclude infatti che si possano tollerare atei e cattolici. Gli atei non sono tollerabili perch\u00e9, non credendo in Dio, sono manchevoli di un principio di ordine morale. Del resto, pur riconoscendo la che la religione \u00e8 spesso autocontradditoria e concettualmente nebulosa, Locke afferma nell&#039;opera Ragionevolezza del cristianesimo (1695-1697),\u00a0 che il cuore teorico della religione cristiana \u00e8 conforme alla morale razionale. I cattolici, dal canto loro, non sono tollerabili poich\u00e9 devono la loro obbedienza al papa, e, di conseguenza, possono sentirsi legittimati a disobbedire alla legge civile.\" data-rvtts-voice=\"Italian Male\" data-rvtts-rate=\"0.9\" data-rvtts-pitch=\"1.2\" data-rvtts-volume=\"1\" data-rvtts-brand-url=\"https:\/\/responsivevoice.org\/?utm_source=wordpress-plugin&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=powered-by\" data-rvtts-brand-label=\"Powered by ResponsiveVoice\"><svg class=\"rvtts-icon\" width=\"22\" height=\"22\" viewBox=\"0 0 22 22\" fill=\"currentColor\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path fill-rule=\"evenodd\" clip-rule=\"evenodd\" d=\"M11 0C4.92345 0 0 4.92345 0 11C0 13.2683 0.690345 15.3772 1.86621 17.1221L0.811724 21.0517L4.70345 20.0124C6.48621 21.2641 8.65586 22 11 22C17.0766 22 22 17.0766 22 11C22 4.92345 17.0766 0 11 0ZM3.99793 9.99862C3.99793 9.44483 4.44552 8.99724 4.99931 8.99724C5.5531 8.99724 6.00069 9.44483 6.00069 9.99862V12.0014C6.00069 12.5552 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ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Opere\" >Opere<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#La_gnoseologia\" >La gnoseologia<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Il_ruolo_dellesperienza_e_la_critica_allinnatismo\" >Il ruolo dell&#8217;esperienza e la critica all&#8217;innatismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Le_idee_semplici\" >Le idee semplici<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Idee_di_sensazione_e_di_riflessione\" >Idee di sensazione e di riflessione<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Le_idee_complesse\" >Le idee complesse<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Lidea_di_sostanza_e_la_critica_allidea_di_sostanza\" >L&#8217;idea di sostanza e la critica all&#8217;idea di sostanza<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Le_idee_di_relazione_e_lidentita_personale\" >Le idee di relazione e l&#8217;identit\u00e0 personale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Le_idee_generali_astrazione_e_nominalismo\" >Le idee generali: astrazione e nominalismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#La_conoscenza_e_le_forme_di_conoscenza\" >La conoscenza e le forme di conoscenza<\/a><ul class='ez-toc-list-level-4' ><li class='ez-toc-heading-level-4'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-13\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Conoscenza_realta_certezza_e_probabilita\" >Conoscenza, realt\u00e0, certezza\u00a0 e probabilit\u00e0<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-14\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Il_pensiero_politico\" >Il pensiero politico<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-15\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Il_diritto_naturale_e_il_liberalismo\" >Il diritto naturale e il liberalismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-16\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#La_tolleranza_e_il_cristianesimo\" >La tolleranza e il cristianesimo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-17\" href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/02\/02\/john-locke-empirismo-e-liberalismo\/#Gli_intollerabili\" >Gli intollerabili<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Biografia_e_Opere\"><\/span>Biografia e Opere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Biografia\"><\/span>Biografia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Opere\"><\/span>Opere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Titolo originale<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Titolo tradotto<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\"><strong>Anno di pubblicazione<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>A Letter Concerning Toleration<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Epistola sulla tolleranza<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1689<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Two Treatises of Government<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Due trattati sul governo<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1690<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>An Essay Concerning Human Understanding<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Saggio sull&#8217;intelletto umano<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1690<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>Some Thoughts Concerning Education<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Pensieri sull&#8217;educazione<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1693<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><em>The Reasonableness of Christianity [&#8230;]<\/em><span title='Titolo completo: The Reasonableness of Christianity, as Delivered in the Scriptures; A Vindication of the Reasonableness of Christianity.' class='inline-footnote' style=''>1<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Titolo completo: <em>The Reasonableness of Christianity, as Delivered in the Scriptures; A Vindication of the Reasonableness of Christianity<\/em>.<\/span><\/span><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">Saggi sulla ragionevolezza del cristianesimo<\/td>\n<td style=\"text-align: center;\">1695-1697<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_gnoseologia\"><\/span>La gnoseologia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_ruolo_dellesperienza_e_la_critica_allinnatismo\"><\/span>Il ruolo dell&#8217;esperienza e la critica all&#8217;innatismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Con Locke inizia la corrente filosofica dell&#8217;empirismo, particolarmente sviluppata in Inghilterra. A differenza del razionalismo, iniziato da <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/27\/cartesio-biografia-le-regole-e-il-cogito\/\">Cartesio<\/a>, <strong>la ragione non \u00e8 il fondamento della conoscenza<\/strong>. Anzi, essa non \u00e8 unica o uguale per tutti gli uomini. Come il filosofo inglese scrive:<\/p>\n<p>TROVARE CITAZIONE<\/p>\n<p>La ragione inoltre non \u00e8 neppure infallibile. Essa pu\u00f2 andare incontro a fraintendimenti ed errori legati, tra le altre cose, al linguaggio.<\/p>\n<p>In che modo, dunque, la ragione pu\u00f2 dimostrare il suo valore gnoseologico? Assumendo ad ogni modo che deve essere la ragione la guida dell&#8217;uomo,\u00a0 il filosofo inglese cerca di indagare i limiti e le possibilit\u00e0 della ragione<span title='In questo senso, il filosofo empirista anticipa l&#8217;impostazione criticista che sar\u00e0 poi di Kant.' class='inline-footnote' style=''>2<span class='footnoteContent' style='display:none;'>In questo senso, il filosofo empirista anticipa l&#8217;impostazione criticista che sar\u00e0 poi di Kant.<\/span><\/span> nell&#8217;opera <strong><em>Saggio sull&#8217;intelletto umano<\/em><\/strong> (1690<span title='Si presume che le prime bozze dell&#8217;opera risalgano al 1670 circa. Nell&#8217;Epistola al lettore che apre il Saggio, Locke parla delle occasioni che lo hanno indirettamente portato a scrivere tale opera.' class='inline-footnote' style=''>3<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Si presume che le prime bozze dell&#8217;opera risalgano al 1670 circa. Nell&#8217;<em>Epistola al lettore<\/em> che apre il <em>Saggio<\/em>, Locke parla delle occasioni che lo hanno indirettamente portato a scrivere tale opera.<\/span><\/span>).<\/p>\n<p>Per <strong>il filosofo<\/strong>, che <strong>rigetta ogni forma di innatismo<\/strong>, la ragione pu\u00f2 assolvere con profitto il suo ruolo se, e soltanto se, si attiene ai limiti fornitigli dall&#8217;esperienza. Famoso \u00e8 il <strong>paragone di Locke della mente umana ad una <em>tabula rasa<\/em><\/strong> (<em>blank slate)<\/em>: <strong>la mente umana \u00e8 sostanzialmente vuota, e tutti i suoi contenuti derivano dall&#8217;esperienza<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><em>Supponiamo [&#8230;] che lo spirito<\/em><span title='Intendi: la mente.' class='inline-footnote' style=''>4<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Intendi: la mente.<\/span><\/span><em> sia un foglio bianco, privo di ogni carattere, senza alcuna idea. In che modo verr\u00e0 ad esserne fornito? [&#8230;] Da dove si procura tutto il materiale della ragione e della conoscenza? Rispondo con una sola parola: dall&#8217;esperienza.<\/em><span title='Saggio sull&#8217;intelletto umano, Libro II, cap. 1, trad. it. di M. e N. Abbagnano, Torino, UTET, 1971, pp.133-135.' class='inline-footnote' style=''>5<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Saggio sull&#8217;intelletto umano<\/em>, Libro II, cap. 1, trad. it. di M. e N. Abbagnano, Torino, UTET, 1971, pp.133-135.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Servendosi quindi dei contenuti dell&#8217;esperienza, e mantenendosi entro i limiti forniti da quest&#8217;ultima, la ragione, pu\u00f2 evitare di elaborare concetti vuoti, che non hanno alcun riscontro nella realt\u00e0. Del resto, e questo \u00e8 il nucleo della critica lockiana all&#8217;innatismo, <strong>un&#8217;idea esiste solo se viene pensata, e non pu\u00f2 essere pensata da nessuno senza che questo qualcuno sia nato<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_idee_semplici\"><\/span>Le idee semplici<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Ma, quali sono i contenuti che l&#8217;esperienza fornisce alla ragione? Rispondiamo in prima battuta che essi sono <strong>le idee<\/strong>. Questa nozione viene ripresa da <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/27\/cartesio-biografia-le-regole-e-il-cogito\/\">Cartesio<\/a>, tuttavia <strong>Locke<\/strong>, come abbiamo visto,\u00a0<strong> esclude che vi possano essere idee innate<\/strong>. Forniamo la definizione di <span style=\"color: #3019ff;\"><strong>idea<\/strong><\/span> presente nell&#8217;<em>Introduzione<\/em>\u00a0 del <em>Saggio sull&#8217;intelletto umano:<\/em><\/p>\n<table style=\"background-color: #3019ff; border-color: #3019ff; margin-left: auto; margin-right: auto;\">\n<tbody>\n<tr style=\"text-align: justify;\">\n<td style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>Idea <\/strong><\/span><\/em><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>(Locke)<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">[<strong>idea<\/strong> \u00e8] qualunque cosa che \u00e8 oggetto dell&#8217;intelletto quando l&#8217;uomo pensa.<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Idee_di_sensazione_e_di_riflessione\"><\/span>Idee di sensazione e di riflessione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Risulta chiaro, per quanto detto all&#8217;inizio, che l&#8217;unica fonte delle idee \u00e8 l&#8217;esperienza. Ora l&#8217;esperienza ci giunge tramite due canali, uno esterno ed uno interno. <strong>Dal senso esterno<\/strong> derivano le <strong>idee di sensazione<\/strong> quali, ad esempio: ruvido, liscio, freddo, caldo, morbido, rosso, blu, amaro, salato, insipido. Locke inoltre accetta la distinzione galileiana tra <strong>qualit\u00e0 primarie o oggettive<\/strong>, quelle suscettibili di trattazione matematica, dalle <strong>qualit\u00e0 secondarie o soggettive<\/strong>, che dipendono dai nostri organi di senso.<\/p>\n<p><strong>Dal senso interno<\/strong> derivano quelli che, con un linguaggio filosofico contemporaneo, potremmo chiamare <strong>gli stati mentali<\/strong>, come ad esempio il credere, il dubitare, il conoscere, il percepire ecc. Questi stati mentali sono quelli che Locke chiama <strong>idee di riflessione<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_idee_complesse\"><\/span>Le idee complesse<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>Le idee semplici di sensazione e riflessione sono ricevute dall&#8217;esperienza esterna ed interna<\/strong> Questo significa che <strong>la mente riceve passivamente quei contenuti<\/strong>. Tuttavia esistono anche delle idee complesse.<strong> Le idee complesse sono formate attivamente dall&#8217;intelletto servendosi delle idee semplici<\/strong>. Se \u00e8 cos\u00ec, allora per il filosofo inglese non \u00e8 assolutamente possibile creare idee genuinamente nuove. Ogni nostra idea complessa sar\u00e0 simile alla Chimera, una bestia mitologica composta da pi\u00f9 parti di animali, ovvero un insieme composto da pi\u00f9 idee semplici.<\/p>\n<p>Locke afferma quindi che il nostro intelletto, in maniera attiva, compone le idee composte o generali sulla base di quelle semplici. Passa poi a classificare le idee composte in tre tipi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>sostanza<\/strong>, ovvero l&#8217;idea di ci\u00f2 che sussiste di per s\u00e9, come l&#8217;uomo, un minerale;<\/li>\n<li>i <strong>modi<\/strong>, ovvero le manifestazioni della sostanza o sue dipendenze, come la gratitudine, il peccato, un&#8217;esplosione.<\/li>\n<li>le <strong>relazioni<\/strong>, ovvero il poter collegare pi\u00f9 idee, come avviene per il principio di causa, di identit\u00e0, di non- contraddizione, ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<h4><\/h4>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lidea_di_sostanza_e_la_critica_allidea_di_sostanza\"><\/span>L&#8217;idea di sostanza e la critica all&#8217;idea di sostanza<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p style=\"text-align: left;\">Particolarmente importante in Locke \u00e8 l&#8217;argomento intorno alla nozione di sostanza. La nozione di sostanza \u00e8 un concetto che, nell&#8217;et\u00e0 moderna, accomuna moltissimi filosofi. Abbiamo in effetti gi\u00e0 trattato <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/12\/27\/cartesio-biografia-le-regole-e-il-cogito\/\">Cartesio<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/?s=Spinoza\">Spinoza<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2020\/03\/05\/leibniz-monadologia-e-teodicea\/\">Leibniz<\/a> a tal proposito.\u00a0 Il filosofo inglese, dal canto suo, afferma che<strong> la sostanza non \u00e8 altro che quello che noi immaginiamo unisca diverse idee semplici<\/strong>. Ad esempio, io chiamo uomo, quell&#8217;insieme di idee pi\u00f9 o meno semplici come mani, bocca, occhi, una certa forma, ecc ecc. Vado ad ipotizzare quindi che vi sia qualcosa che unisce tali idee semplici e che mi permetta di pensare alla loro molteplicit\u00e0 sott\u00f2 un concetto di unit\u00e0, proprio grazie a quel qualcosa che sta sotto (<em>substratum<\/em>) a congiungerle. Tuttavia, <strong>\u00e8 evidente che la sostanza non sia suscettibile di essere esperita, \u00e8 dubbia anche la sua consistenza ontologica<\/strong>. Ecco come si esprime Locke in proposito:<\/p>\n<blockquote><p><em>Se qualcuno chieder\u00e0 che cosa \u00e8 il sostrato al quale il colore o il peso ineriscono, si risponder\u00e0 che tale sostrato sono le stesse parti estese e solide; se si domanda che cosa ineriscano la solidit\u00e0 e l&#8217;estensione, non si potr\u00e0 rispondere che come quell&#8217;indiano il quale, dopo aver affermato che il mondo \u00e8 sostenuto da un grande elefante, fu richiesto su cosa l&#8217;elefante poggiasse; al che rispose: <\/em>su qualcosa che io non conosco affatto<em>. L&#8217;idea alla quale noi diamo il nome generale di sostanza non \u00e8 altro che tale supposto ma sconosciuto sostegno delle qualit\u00e0 affettivamente esistenti.<\/em><span title='Ivi, Libro II, Cap. XXIII, 2.' class='inline-footnote' style=''>6<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Ivi<\/em>, Libro II, Cap. XXIII, 2.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Il filosofo quindi sembra indirizzarsi, pur non accogliendola esplicitamente, verso la negazione, o la negazione della assunzione, dell&#8217;esistenza della sostanza.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_idee_di_relazione_e_lidentita_personale\"><\/span>Le idee di relazione e l&#8217;identit\u00e0 personale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Come abbiamo affermato, tra le idee di relazione quelle maggiormente importanti, plausibilmente perch\u00e9 pi\u00f9 utilizzate &#8211; sono quelle di causa-effetto, di identit\u00e0 e di diversit\u00e0. Locke analizza in particolar modo quella di <strong>identit\u00e0<\/strong>.\u00a0 L&#8217;empirista inglese distingue tra uomo e persona. L&#8217;uomo \u00e8 il corpo, la carne, la natura fisica dell&#8217;uomo. La persona invece riguarda il mentale. Affinch\u00e9 si possa parlare di identit\u00e0 non dobbiamo pensare alla dimensione fisica, ma a quella mentale. Ogni persona \u00e8 se stessa anche se l&#8217;uomo o la donna che era da giovane \u00e8 molto diversa dalla persona che sar\u00e0 da vecchio o vecchia. Dunque, affinch\u00e9 un&#8217;identit\u00e0 vi sia, bisogna che vi sia <strong>coscienza<\/strong> e <strong>memoria<\/strong> dei propri vissuti interni ed esterni. Si noti che il tema dell&#8217;identit\u00e0 personale \u00e8 fondamentale anche dal punto di vista dell&#8217;etica e della responsabilit\u00e0: \u00e8 legittimo condannare un pluriomicida che non ricordi pi\u00f9 assolutamente pi\u00f9 nulla dei suoi delitti?<\/p>\n<p>Per approfondire <a href=\"http:\/\/www.raiscuola.rai.it\/articoli\/remo-bodei-che-cos%C3%A8-lidentit%C3%A0\/5314\/default.aspx\">qui troverai un breve video del filosofo Remo Bodei sul tema dell&#8217;identit\u00e0 personale<\/a>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_idee_generali_astrazione_e_nominalismo\"><\/span>Le idee generali: astrazione e nominalismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>Le idee generali sono quelle idee che nascono per astrazione<\/strong>. Un esempio di idea generale \u00e8 mammifero, una categoria che raccoglie animali molto diversi tra loro, come il beluga e il bradipo. Tuttavia, essi hanno qualcosa in comune, e quel qualcosa in comune \u00e8 ottenuto per astrazione. Locke afferma per\u00f2 che <strong>tali idee non corrispondono a generi naturali, ma sono solo segni, segni che l&#8217;uomo utilizza per esprimersi mediante il linguaggio. Detto in altri termini, le idee generali, diversamente dalle idee di Platone, non esistono, ma sono equivalenti ai predicati del linguaggio<\/strong>. Dunque il filosofo assume una posizione <strong>nominalista<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1976\" aria-describedby=\"caption-attachment-1976\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1976\" src=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-1024x380.png\" alt=\"Le idee in Locke\" width=\"1024\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-1024x380.png 1024w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-300x111.png 300w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-768x285.png 768w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-780x289.png 780w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-24x9.png 24w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-36x13.png 36w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke-48x18.png 48w, https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Le-idee-in-Locke.png 1027w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1976\" class=\"wp-caption-text\">Le idee in Locke<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_conoscenza_e_le_forme_di_conoscenza\"><\/span>La conoscenza e le forme di conoscenza<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Le idee, per come le abbiamo definite, non sono altro che l&#8217;oggetto dell&#8217;intelletto umano quando pensa. Cosa dire a proposito della conoscenza? Volendo dare una definizione generale all&#8217;interno del pensiero del filosofo empirista, possiamo affermare che <strong>la conoscenza \u00e8 la percezione di un accordo o di un disaccordo tra le idee<\/strong>. In questo senso egli distingue tra due tipi di conoscenza:<\/p>\n<ul>\n<li>la conoscenza <strong>intuitiva<\/strong>: molto banalmente \u00e8 riconoscere in maniera immediata che il rosso non \u00e8 blu, che un giraffa \u00e8 pi\u00f9 alta di un topo o che 47 \u00e8 maggiore di 13. Questa \u00e8 la forma di conoscenza pi\u00f9 certa e dunque affidabile. Come tale essa \u00e8 anche il fondamento per tutte le altre conoscenze.<\/li>\n<li>quella <strong>dimostrativa<\/strong>: questa forma di conoscenza non \u00e8 certamente immediata. L&#8217;accordo tra idee si raggiunge solo attraverso un mediazione, che \u00e8 appunto la dimostrazione. Un esempio <em>par excellence<\/em> \u00e8 certamente la matematica, poich\u00e9 \u00e8 tramite i passaggi logici intermedi che ci rendiamo conto della verit\u00e0 di un teorema, non immediatamente visibile.<\/li>\n<\/ul>\n<h4><\/h4>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Conoscenza_realta_certezza_e_probabilita\"><\/span>Conoscenza, realt\u00e0, certezza\u00a0 e probabilit\u00e0<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h4>\n<p>Abbiamo definito la conoscenza come accordo tra idee. Il che pu\u00f2 essere problematico perch\u00e9 si suppone che la conoscenza riguardi il mondo e non solo il nostro pensiero. Locke afferma che esistono tre modalit\u00e0 in cui la realt\u00e0 si d\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;<strong>io<\/strong>: l&#8217;esistenza dell&#8217;io \u00e8 garantita dal Cogito cartesiano.<\/li>\n<li><strong>Dio<\/strong>: l&#8217;esistenza di Dio \u00e8 garantita dal fatto che essendoci un mondo vi deve essere un creatore.<\/li>\n<li>le <strong>cose esterne<\/strong>: sono garantite dalle idee semplici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci soffermiamo in particolare sul rapporto tra idee e realt\u00e0 esterna. Il filoso non si sofferma, diversamente da Cartesio, sul dubitare della realt\u00e0 esterna dubitando delle nostre sensazioni. Anzi, la fiducia nelle nostre facolt\u00e0 \u00e8 dovuta, <em>a fortiori<\/em>, che anche se fossimo ingannati, non ce ne accorgeremmo, per accorgercene dovremmo utilizzare quelle stesse facolt\u00e0 ingannevoli. Questa ovviamente \u00e8 un&#8217;ipotesi estrema tanto \u00e8 che Locke afferma che<strong> per l&#8217;esistenza umana la certezza sensibile \u00e8 pi\u00f9 che sufficient<\/strong>e. Infatti:<\/p>\n<ul>\n<li>se manca l&#8217;organo di senso, manca l&#8217;idea, ad esempio un cieco dalla nascita non ha l&#8217;idea di rosso;<\/li>\n<li>i sensi si confermano a vicenda: se io vedo una mela, la sua esistenza \u00e8 confermata dalla vista, ma poi pu\u00f2 essere confermata da tatto, gusto, olfatto; o un temporale, la cui esistenza pu\u00f2 esser confermata dalla vista, dall&#8217;udito e dal tatto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accanto alla conoscenza certa, cio\u00e8 proveniente dalle idee semplici, si pu\u00f2 poi parlare di conoscenza probabile. Il fatto che una conoscenza non sia certa ma probabile dipende dalla disponibilit\u00e0 delle idee coinvolte in essa. Dunque posso basare la conoscenza, che quindi \u00e8 probabile, su basi induttive, su testimonianza o su analogia.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_pensiero_politico\"><\/span>Il pensiero politico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_diritto_naturale_e_il_liberalismo\"><\/span>Il diritto naturale e il liberalismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Differentemente da Hobbes, <strong>Locke<\/strong>, pur essendo un giusnaturalista, <strong>non ha una concezione negativa della natura umana<\/strong>. Nello stato di natura hobbesiano lo stato di natura era caratterizzato da una guerra di tutti contro tutti (<em>bellum omnia contra omnes<\/em>) ed ognuno aveva un diritto illimitato che gli garantiva di agire in maniera predatoria ed impunita nei confronti del prossimo. In questo senso possiamo parlare di <strong>uguaglianza di forza<\/strong>. In Locke, invece, lo stato di natura si caratterizza con un <strong>uguaglianza di diritti<\/strong>, in cui ognuno dispone della <strong>vita<\/strong>, della <strong>libert\u00e0<\/strong> e della <strong>propriet\u00e0<\/strong>. Come egli scrive:<\/p>\n<blockquote><p><em>Lo stato di natura \u00e8 governato dalla legge di natura, che collega tutti; e la ragione, la quale \u00e8 questa legge, insegna a tutti gli uomini, purch\u00e9 vogliano consultarla, che, essendo tutti uguali e indipendenti, nessuno deve danneggiare l&#8217;altro nella vita, nella salute, nella libert\u00e0 di propriet\u00e0.<\/em><span title='Locke, J., Due Trattati sul Governo, Libro Secondo, 2,6.' class='inline-footnote' style=''>7<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Locke, J., <em>Due Trattati sul Governo<\/em>, <em>Libro Secondo<\/em>, 2,6.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Lo stato civile nasce, pertanto, per evitare che lo stato di natura possa effettivamente divenire quello che per Hobbes era a priori, ovvero uno stato di guerra, gli uomini si riuniscono in societ\u00e0. Si viene cos\u00ec a costituire un potere civile la cui legittimit\u00e0 poggia proprio sul consenso degli individui. Come scrive Locke in proposito della libert\u00e0 individuale nella societ\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p><em>[essa consiste] nel non sottostare ad altro potere legislativo che a quello per consenso, n\u00e9 al dominio di altra volont\u00e0 o alla limitazione di altra legge da quella che questo potere legislativo stabilir\u00e0 conformemente alla fiducia riposta in lui.\u00a0<\/em><span title='Ivi,\u00a02,6.' class='inline-footnote' style=''>8<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Ivi<\/em>,\u00a02,6.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Ci\u00f2 non comporta, diversamente da Hobbes, l&#8217;alienazione di tutti i diritti al sovrano. Anzi, <strong>per Locke<\/strong>, <strong>essendo il popolo la fonte della legittimazione del potere sovrano, il primo pu\u00f2 anche destituire il secondo, qualora ledesse i diritti di quello<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_tolleranza_e_il_cristianesimo\"><\/span>La tolleranza e il cristianesimo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;opera di riferimento a riguardo del tema della tolleranza \u00e8 l&#8217;<strong><em>Epistola sulla tolleranza<\/em><\/strong> (<strong>1689)<\/strong>. Con essa Locke anticipa uno dei temi pi\u00f9 importanti dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/10\/30\/leta-dellilluminismo-1688-1789\/\">Illuminismo<\/a>.<\/p>\n<p>Il filosofo inglese parte da un confronto tra l&#8217;istituzione Stato e l&#8217;istituzione Chiesa:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><span style=\"color: #3019ff;\">Lo Stato \u00e8<\/span><\/strong> &#8220;<span style=\"color: #3019ff;\"><em><strong>una societ\u00e0 di uomini costituita per conservare e tutelare soltanto i beni civili<\/strong><\/em><\/span>&#8220;.<\/li>\n<li><span style=\"color: #3019ff;\"><strong>La Chiesa \u00e8<\/strong><\/span> &#8220;<span style=\"color: #3019ff;\"><strong>una libera societ\u00e0 di uomini che si riuniscono spontaneamente per onorare pubblicamente Dio<\/strong><\/span> nel modo che credono sar\u00e0 accetto alla divinit\u00e0, <strong><span style=\"color: #3019ff;\">per ottenere la salvezza dell&#8217;anima<\/span><\/strong>&#8220;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne segue che Stato e Chiesa agiscono su domini della vita umana completamente diversi e che l&#8217;uno non ha alcun potere sulla conduzione dell&#8217;altro. Infatti, <strong>se lo Stato volesse costringere un gruppo alla conversione fallirebbe certamente<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Se qualcuno vuole accogliere qualche dogma, o praticare qualche culto per salvare la propria anima, deve credere con tutto il suo animo che quel dogma \u00e8 vero e che il culto sar\u00e0 gradito e accetto a Dio [&#8230;] nessuna pena \u00e8, in nessun modo, in grado di instillare nell&#8217;anima una convinzione di questo genere.<\/em><span title='Lettera sulla tolleranza, in Scritti sulla tolleranza, a cura di Marconi, D., UTET, Torino, 1977, p.137.' class='inline-footnote' style=''>9<span class='footnoteContent' style='display:none;'><em>Lettera sulla tolleranza<\/em>, in <em>Scritti sulla tolleranza<\/em>, a cura di Marconi, D., UTET, Torino, 1977, p.137.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>D&#8217;altro canto, lo stesso varrebbe per la Chiesa. <strong>La Chiesa, come associazione volontaria<\/strong>, <strong>non ha alcun potere coercitivo, che \u00e8 riservato al magistrato civile<\/strong>. Ci\u00f2 che <strong>una comunit\u00e0 di credenti pu\u00f2<\/strong> fare e <strong>allontanare<\/strong> coloro <strong>i<\/strong> quali sono giudicati <strong>miscredenti<\/strong>, ad esempio con la scomunica. Siffatti provvedimenti, tuttavia, non devono intaccare in alcun modo i diritti civili della persona oggetto di essi.<\/p>\n<p>Separando in maniera cos\u00ec netta cos\u00ec il potere spirituale da quello temporale, Locke ha pertanto gettato una base abbastanza forte a favore della tolleranza. Aggiungiamo, inoltre, che <strong>l&#8217;estraneit\u00e0 del potere statuale rispetto alla dimensione spirituale dei cittadini o dei sudditi \u00e8 uno dei principi cardini del liberalismo<\/strong>, di cui il filosofo inglese \u00e8 riconosciuto come il padre.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Gli_intollerabili\"><\/span>Gli intollerabili<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>La tolleranza<\/strong>, tuttavia, <strong>secondo il filosofo empirista<\/strong>, <strong>non deve essere onnicomprensiva<\/strong>. <strong>Egli esclude infatti che si possano tollerare atei e cattolici<\/strong>. Gli atei non sono tollerabili perch\u00e9, non credendo in Dio, sono manchevoli di un principio di ordine morale. Del resto, pur riconoscendo la che la religione \u00e8 spesso autocontradditoria e concettualmente nebulosa, Locke afferma nell&#8217;opera <em><strong>Ragionevolezza del cristianesimo <\/strong><\/em>(<strong>1695-1697<\/strong>),\u00a0 che il cuore teorico della religione cristiana \u00e8 conforme alla morale razionale. I cattolici, dal canto loro, non sono tollerabili poich\u00e9 devono la loro obbedienza al papa, e, di conseguenza, possono sentirsi legittimati a disobbedire alla legge civile<span title='Ricordiamo che sin dall&#8217;Atto di Supermazia (1534) emanato da Enrico VIII, che sancisce lo scisma anglicano, il potere spirituale in Inghilterra \u00e8 subalterno a quello temporale.' class='inline-footnote' style=''>10<span class='footnoteContent' style='display:none;'>Ricordiamo che sin dall&#8217;<em>Atto di Supermazia<\/em> (1534) emanato da <a href=\"https:\/\/www.prometheus-studio.it\/filosofia_e_storia\/2019\/10\/04\/enrico-viii-e-lo-scisma-anglicano\/\">Enrico VIII<\/a>, che sancisce lo scisma anglicano, il potere spirituale in Inghilterra \u00e8 subalterno a quello temporale.<\/span><\/span>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo trattiamo il pensiero del filosofo empirista inglese John Locke (1632-1704), noto anche per essere il padre del pensiero liberale. 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